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martedì 12 maggio 2020

RODI E KARPATHOS Sorelle diverse

di Renata Aurini

16 luglio 2019

Atterriamo all'aeroporto Diagoras di Rodi in perfetto orario. Pronto all'esterno,c'è il bus pubblico per Rodi Town, che impiega circa 40 minuti di piacevole percorso al costo di 4 euro.
A mezzogiorno siamo già arrivati, e abbiamo tutta la giornata per girare un po' la splendida Città Vecchia di Rodi. Stasera alle 20 avremo il traghetto della Aegeon Pelagos per Diafani ( Karpathos nord). Le tratte non sono giornaliere e gli orari non sempre comodi, per cui abbiamo dovuto giostrare un po' nell'organizzazione del viaggio.
Scendiamo dal bus a pochi passi dall'antico Mercato del Pesce, un'area ad oggi occupata principalmente da una marea di negozi di souvenir e ristoranti. Approfittiamo di un ristorante per liberarci immediatamente dei bagagli: chiediamo semplicemente di poterli posare, con l'intento di pranzare lì più tardi, ma non è nemmeno necessario specificarlo. Iniziamo una breve perlustrazione della zona, che già ci appare in tutta la sua intrigante bellezza. Immaginavo la città di Rodi interessante, ma sarò davvero stupita della sua magnificenza. Prima forse è meglio rifocillarci; fame e sete si fanno sentire, alimentate anche dagli odori così familiari e così amati: come sempre il primo pranzo greco è il più desiderato e il più appagante. E' il pranzo del ritorno a casa. Ci alziamo un po' barcollanti (troppa birra?), chiediamo di nuovo di lasciare i bagagli dove si trovano, e si inizia un giro nel Medioevo. Percorriamo le Mura quasi per intero, quindi iniziamo ad inoltrarci per le strade pavimentate o acciottolate, una più sorprendente dell'altra. Nella parte Ovest della Città, il Quartiere Turco è un vero gioiello, profumato di spezie e con i colorati tappeti in esposizione, con le vie che culminano in piazze ornate ognuna da una fontana. Qui si stabilirono gli ottomani durante la dominazione, sfollando gli abitanti greci nella parte nuova della città. Tutte le strade del quartiere turco, convergono nell'incantevole Platia Ippokratus. Ma non mancano altre piazze altrettanto belle e più nascoste, ognuna con l'immancabile fontana al centro.
In questa mezza giornata, non possiamo fare a meno di visitare all'interno almeno il Palazzo del Gran Maestro, percorrendo la via più iconica di Rodi: la Ippotòn, che sale diritta tra gli edifici gotici che custodiscono gli Ospedali dei Cavalieri. Si tratta di luoghi di ricovero (sorta di alberghi) per i Cavalieri delle varie nazionalità. Tutta questa severa sobrietà, anche all'interno degli edifici, di sicuro contrasta con i quartieri quasi simili a sinuose medine, che abbiamo percorso finora.
Per oggi dobbiamo accontentarci, visto che dobbiamo ancora informarci sul Porto di partenza del nostro traghetto. Ora ci riposiamo nel Parco Christoforou vista mare e continueremo la visita l'ultimo giorno prima di ripartire per l'Italia.
Il Porto di Mandraki (quello per intenderci dove ci sono le due colonne sormontate dai cervi Elafos ed Elafina)) è destinato alle imbarcazioni turistiche e da pesca. Più avanti c'è la Porta della Marina, e da quel gate partono solo i traghetti e i catamarani della Dodekanisos .Proseguiamo e arriviamo al Porto principale, dove ormeggiano le navi da crociera e le Anek per altre isole: ci facciamo stampare i biglietti, ma la banchina non è nemmeno quella. Così siamo costretti a rimetterci in cammino per un altro paio di km costeggiando il mare, fino all'imbarco più lontano di tutti. Una bella sfacchinata con gli zaini. Meglio saperlo prima e prendere un taxi o il bus.
Ci riposiamo sul ponte di poppa della nave semi vuota, aspettando un tramonto divino e poi una luna piena luminosissima, su un mare calmo come l'olio. Il vecchio traghetto impiega circa 5 ore, sbuffando e scricchiolando; 5 ore piacevolissime, passate mangiando e meditando sulla gioia e il senso di libertà che stiamo vivendo.
All'una di notte si sbarca a Diafani, un porticciolo nel nulla, dove scendiamo solo noi ed altri due turisti. Mi piace pensare al traghetto che continua il suo viaggio nel buio dell'Egeo, per arrivare fino a Creta.
Dopo pochi metri, una yiayià (nonna greca) ci ha già individuati: senza bisogno di interpellarla, ci fa segno di girare a sinistra, dove troveremo il nostro Anesis studios. Incredibile il passa parola paesano.

17 luglio-Diafani
Mi alzo molto presto ed esco velocemente dalla camera. Pochi passi in discesa e sono in riva al mare. Questo è il paese: qualche taverna, un agglomerato di case, niente altro; ma tutta la pace del mondo. Mi siedo su una panchina scrostata, quelle panchine di cemento con dipinta la bandiera greca, e guardo il mare, che, nonostante il sole inizi a farsi strada tra le nuvole, ha il colore metallico residuo di giorni e giorni di tempo cattivo. Momento perfetto in perfetta solitudine.
Cerco un panificio per comprare qualche dolce fresco per colazione; chiedo, ma non ci sono panifici. Incredula, mi accontento di qualcosa di confezionato in un piccolo market già aperto a quest'ora. Non c'è altro in paese, come non c'è un benzinaio o non c'è un noleggiatore, o non esiste un negozio di souvenir. Un paese con i piedi nell'acqua, dove ci si accontenta del suono del mare e dei saluti che nessuno ti nega.

Dopo la colazione sul nostro terrazzino, rigorosamente vista mare, iniziamo la giornata. Abbiamo programmato questi pochi giorni a Diafani facendo uso solo delle nostre gambe, e al massimo il bus per arrivare a Olympos. Per le spiagge ci sono sostanzialmente due sentieri: uno verso nord e uno verso sud. Basta seguire la costa. Stamattina si va verso nord, per la spiaggia di Agios Minas. Per prendere il sentiero è necessario allontanarsi un poco dal mare, salendo appena all'interno del paese, ma il sentiero è segnalato, e in ogni caso basta chiedere. E' una bella passeggiata, che può essere percorsa sia sulla strada brecciata carrozzabile, che sul sentierino in mezzo ai pini. La spiaggia è raccolta e deserta. Peccato che il brutto tempo dei giorni passati abbia lasciato molti residui nell'insenatura. Conviene salire fino alla chiesetta bianca di Agios Minas sulla sinistra, per avere una bella panoramica.

Oggi pomeriggio,ma non tutti i giorni, c'è il bus che sale da Diafani al paese tradizionale di Olympos. L'idea è fare in bus la salita di circa 8 km, e poi scendere a piedi.
Il villaggio di Olympos è una meta imprescindibile in un viaggio a Karpathos. La posizione delle case colorate ad anfiteatro, sulla sommità della collina, con il mare alle spalle e la vallata che scende verso Diafani, è più che scenografica.


Camminare tra quelle stradine in pietra, con le signore ancora in abiti tradizionali , è una sensazione bellissima. A Karpathos, e particolarmente nella zona nord, troverete moltissime donne anziane ancora con i bellissimi costumi e i particolari e colorati copricapi, e non certo solo in posa per i turisti.
Dopo il nostro giro per il paese, dobbiamo rientrare a Diafani a piedi, Sarebbe semplice prendere la strada asfaltata che ha fatto il bus, ma pensiamo invece di poter accorciare attraverso un sentiero; idea che si rivelerà una scelta scellerata. Incontriamo di tutto: dal fiumiciattolo da guadare, alle pietre sconnesse, alle interruzioni, ai tunnel da attraversare. Ci chiediamo spesso se non siamo sulla strada sbagliata, ma seppure quasi impraticabile, il sentiero è segnalato.
In sostanza impieghiamo 3 ore anziché l'ora e 30 che avremmo impiegato sulla strada provinciale, pure bagnati e infangati, e con le scarpe praticamente sfondate. Le solite volpi...
Ritorniamo a dir poco affamati, e scegliamo una delle 4 taverne sul piccolo lungomare. Credo che una valga l'altra, per buon cibo e accoglienza.

18 luglio- Diafani
Dal piccolo approdo si possono prendere le imbarcazioni che vanno all'isola disabitata di Sarìa, con una gita giornaliera. Ma noi preferiamo continuare le nostre camminate, anche perché verso quella direzione il mare è mosso e le barche piuttosto piccole.
Se ieri siamo andati verso nord, oggi ci dirigiamo a sud, continuando la strada che sale dietro il porto e costeggia il mare. Anche qui è possibile camminare semplicemente sulla brecciata carrozzabile, oppure deviare lungo un sentiero più impegnativo, che sale e scende in mezzo alla vegetazione. Non è possibile in ogni caso perdersi. La nostra meta è la spiaggia di Papa Minas, a circa 4 km, ma durante il percorso faremo qualche deviazione verso calette più o meno difficili da raggiungere:
Papa Minas è riconoscibile dalle particolari torrette di sassi sulla riva, e vi si può arrivare fino al bagnasciuga anche in auto. A piedi si può prendere dall'alto la scorciatoia tra gli alberi. Anche questa spiaggia meravigliosa, oggi è solo per noi.
Trascorriamo così una piacevolissima e tranquilla giornata: nessuna presenza umana in nessuna delle spiagge. Giornata che non può che finire al tavolo della solita taverna, con vista sul placido, piccolo lungomare.
Stasera ci rendiamo conto di quanto ci siamo innamorati di Diafani, un paesino da nulla, sulla punta estrema di un'isola persa nell'Egeo. Capiamo chi torna ogni anno e chi non è mai andato via.

19 luglio
Oggi pomeriggio avremo il bus per Pigadia, il capoluogo turistico dell'isola, e ancora non sappiamo quanto sarà diversa da questo angolo di paradiso.
Già nostalgici per la partenza, ci godiamo l'ultima mattinata semplicemente sulla spiaggia dietro il porto, anch'essa bellissima, ghiaiosa, e, naturalmente, deserta.
Tornando in paese, poco dopo il porto, c'è un piccolo locale dove di solito ci fermiamo per la sosta pranzo. La signora ci offre quello che ha, ma sempre delizioso: insalate, formaggi, pane, olive. Dall'altra parte della strada ha qualche ombrellone, che, se vogliamo, possiamo occupare senza problemi. Qui si fermano gli anziani a chiacchierare per ore, le donne che portano le novità, e anche qualche turista originale. Come un signore inglese, musicista, che si siede vicino a noi e ci racconta di come ormai da 20 anni trascorra qui metà dell'anno, suonando e partecipando alla vita isolana . Ci invita anche ad una festa in spiaggia per la domenica successiva, festa a cui non potremo purtroppo partecipare. Questo spuntino ci porterà via un paio di ore: non riusciamo a staccarci dalle sedie e non riusciamo a staccare gli occhi da un uomo anziano, che, seduto sulla riva e vestito di tutto punto, con la calma di chi può disporre senza avarizia del proprio tempo, sta riparando con perizia delle girandole segnavento fatte di legnetti, di certo raccolti dal mare. Sarà un vecchio pescatore, uno di quelli che ha passato la vita sulle barche, chissà quanto lontano. A pochi passi, il monumento all'attesa delle donne (una statua di donna che scruta il mare) simboleggia la storia senza tempo di quest'isola .

Alle 15.30 parte il nostro bus (lo stesso che abbiamo preso due giorni addietro per Olympos), ma stavolta arriveremo fino al capolinea di Pigadia. Dal finestrino non possiamo che ammirare le vedute da cartolina che si susseguono fino alla meta.
Con l'autobus ci vogliono diverse ore per arrivare a Pigadia, con una lunga sequenza di fermate e deviazioni, ma si inizia così ad avere una bella panoramica dell'isola.



Si inizia a capire che è come se le isole fossero due, divise dalla lunga strada dorsale che porta da nord a sud: due diverse morfologie, diverso il mare, diversi il carattere e la densità turistica.

Scendiamo infine nel centro di Pigadia, e siamo già disorientati dalla quantità di traffico e di turisti.
La cittadina è indubbiamente bella, ma la confusione ci pare decisamente eccessiva. Proprio un altro mondo rispetto a Diafani.
Prendiamo possesso del nostro grande appartamento al Blue Sky Apartaments; posizione centrale tra due supermercati e un grande parcheggio, a due passi dal porto e dal passeggio serale. Ma, col senno di poi, è stato un errore non alloggiare nella zona più alta del paese che, sebbene un po' scomoda per la salita, offre una bella vista sul mare, un clima più arieggiato e soprattutto più silenzio. La nostra posizione invece risulta davvero rumorosa fino a notte altissima.

20 luglio – A sud di Pigadia, versante est
Prendiamo a noleggio uno scooter 200, e partiamo alla scoperta delle spiagge di Karpathos. Il noleggiatore inizia a segnare sulla mappa quelle visitabili, raccomandandoci di non percorrere strade non indicate da lui, ma naturalmente non sempre saremo così ligi. I benzinai sull'isola sono solo 3, tutti in zona tra Pigadia e l'aeroporto.
Prima destinazione la zona di Amoopi, con le tre spiagge in sequenza: Pera Ammos, Golden Beach, Small Amoopi . Si riempiono velocemente, ma vale la pena fare un sacrificio ed andarci al mattino presto. Vere piscine naturali.
Continuando sempre verso sud, si può poi prendere la bella strada pedonale, affacciata su un mare con tonalità di azzurro indimenticabili.

La sabbia ora cede il posto a ghiaia e sassi, come a Fokia beach. Ma poi la ghiaia ancora fa posto alla sabbia, fino alla punta estrema verso l'aeroporto, in un susseguirsi di spiagge una più bella dell'altra, e una più ventosa dell'altra. Poche isole hanno un mare straordinario come quello di Karpathos! E proprio vicino all'aeroporto, c'è secondo me la spiaggia più fantastica dell'isola: Diakoftis. Sulla nostra cartina era stata cancellata dal noleggiatore per via dello sterrato, che invece si rivelerà molto semplice. Un paio di km su ghiaia, in cui basta semplicemente andare piano. Ma per nessun motivo bisogna rinunciare a questa spiaggia meravigliosa di sabbia bianca e fine; una visione caraibica, divisa in due da un piccolo promontorio. E su quel promontorio consiglio di passeggiare tra le dune e la vegetazione scossa dal vento.
La giornata di mare non poteva finire meglio, e, tornati a Pigadia, ci prepariamo a subire il fitto passeggio per la scelta del ristorante. Ma anche nella turistica Pigadia, se avete voglia di solitudine, c'è uno strano posto dove aspettare il tramonto: basta salire le scale a ridosso del porto, e ci si trova dietro il cimitero che affaccia sul mare. Niente di macabro: i cimiteri greci in simili posizioni, ispirano solo serenità. Tra le croci, la sagoma del traghetto in arrivo, con la sua scia di fumo.

21 luglio – A nord di Pigadia, versante est
Oggi la nostra esplorazione procede a nord di Pigadia, su una buona strada da cui poi dipartono le deviazioni a serpentone per le spiagge. Ed anche oggi resteremo incantati. A cominciare da Achata beach, di ghiaia e sabbia, insenatura tra due imponenti speroni di roccia. Ma è solo un crescendo, perchè poi ci aspetta Kyra Panagia, e quindi Apella, in parte rocciosa ed in parte sabbiosa ed attrezzata, con vari accessi e con lettini anche sotto la confinante pineta. Il colore e la trasparenza dell'acqua sono stratosferici. Aggiungo che la strada che porta a queste spiagge, è meravigliosamente panoramica, con squarci di azzurro e di verde da togliere il fiato.
Continuiamo ancora a nord fino al piccolo borgo di Agios Nikolaos, scendendo con una tortuosa deviazione, abbastanza difficoltosa per via del vento che ora si è alzato. Conviene portare qualcosa di pesante per la sera, specie se si è in scooter.
Stasera per cena ci allontaniamo un po' dal centro, sulla statale parallela al lungomare nord, cenando alla taverna Pelagos. Buona, mediamente più cara, ma con musica tradizionale dal vivo.

22 luglio- Di nuovo al nord
L'estremo nord di Karpathos con la sua tranquillità agreste ci manca troppo. La strada di 50 km è lunga con lo scooter, ma fattibile. Molto velocemente, visto che non dobbiamo scendere i tornanti verso le varie spiagge, percorriamo la strada che appena ieri abbiamo percorso, ma poi, superato il bivio per Agios Nikolaos continuiamo ancora verso nord, lungo l'unica strada alta tra le montagne e il mare. Percorso stupendo,di quelli che ti fanno sentire padrone del mondo, anche se reso pesante dal vento, e un po' pericoloso per le numerose frane presenti sulla carreggiata. In realtà anche lungo questa strada vi sono deviazioni per spiagge meritevoli, ma i percorsi, oltre ad essere sterrati, sono troppo in pendenza per lo scooter. Probabilmente sono anche fattibili, ma il driver preferisce non trovarsi in difficoltà e quindi soprassediamo a malincuore. La nostra destinazione è il villaggio di Avlona, a sinistra superata Olympos (a destra si torna a Diafani). Avlona non è neppure un villaggio, ma un agglomerato di case tra i campi. Non manca pero' un piccolo ristorante casalingo, al cui esterno la signora sta cuocendo il pane. La nostra meta è la spiaggia di Vroukounda, raggiungibile con un pesante sentiero assolato, principalmente di gradoni sconnessi in pietra. La particolarità è la chiesa che si trova alla fine del sentiero a strapiombo sul mare: la chiesa sotterranea di Agios Ioannis

 Probabilmente rifugio dalle incursioni, oggi riparo dalla calura profumato di incenso. Quando pian piano gli occhi si abituano al buio, compaiono pitture, icone, altari, candele. Un piccolo commovente mondo votivo.

Troviamo la spiaggia sconquassata dalle mareggiate: qui a nord il vento soffia forte, e facciamo un veloce bagno tra le onde e le correnti che ci trascinano pericolosamente. La nostra compagnia saranno due ragazzi incontrati durante il tragitto, e due simpaticissimi asinelli che ci hanno accompagnati. Quando poi offriamo agli animali i nostri biscotti, non ci lasceranno nemmeno al ritorno e ci indicheranno la strada .
Distrutti dalla salita, sarà un vero piacere fermarci alla taverna Avlona, dove mangeremo i prodotti della campagna dei proprietari, accompagnati da quel pane che era prima nel forno.
Il ritorno sarà all'insegna del vento e del freddo, che spariranno solo in vista della riparata Pigadia. Stasera ci rifocilleremo con una grigliata gigante di carne e patate, in un'ottima souvlakeria gestita da ragazzi, che non abbandoneremo nemmeno la sera seguente.

23 luglio- Ovest
Oggi affrontiamo il settore a Ovest di Pigadia, ripercorrendo pero' tutto il perimetro fino all'aeroporto, e poi risalendo verso Ovest, lungo una strada sterrata che arriva alla spiaggia di Agios Nikolaos (che non c'entra niente con il paese di Agios Nikolaos, a nord-est, visitato l'altro giorno) .Lo sterrato non è eccellente, e tutto sommato non vale la pena percorrerlo, perchè le spiagge che si incontrano in questa decina di km sono poche, scomode e ventose. Molte le roulotte in campeggio libero, specie di tedeschi.
Agios Nikolaos è una spiaggia scenografica, a cui si accede scendendo a piedi tra due ali di roccia rossa, friabile e utile per impiastricciarsi di fanghiglia.


Scendendo con il bus da Diafani a Pigadia, eravamo rimasti colpiti dal trasparentissimo mare di Lefkos, ed ora non possiamo che dirigerci lì. La strada, come sempre priva di traffico, è un susseguirsi di panorami da cartolina.
Ed eccoci a Lefkos, forse la spiaggia più affollata di Karpathos. Nonostante ciò, più di un bagno non ce lo leva nessuno.
In realtà le spiagge sono due: la più centrale è una vera e propria piscina, con sabbia fine, riparatissima, attrezzata e contornata da una quantità di ristoranti
Poco più avanti, superato l'istmo, la parte meno affollata, lunga e ventosa.
Altra spiaggia in zona, appena più a sud, è quella di Potamos, con grandi onde e battigia di sassi.
Finisce con un ultimo bagno qui la nostra scoperta delle spiagge di Karpathos, una diversa dall'altra, ognuna a suo modo fantastica. Resta per me tra le isole con il mare più bello.
Sulla via del ritorno, prima di scendere nel golfo dove è accovacciata Pigadia, facciamo una sosta al paese tradizionale di Menetès, tra le case colorate, le chiese, i profumi di dolci e di pane, e la splendida veduta sull'intera vallata. Capiamo da uno sguardo e dagli odori speziati, che sarebbe interessante cenare qui. Vi sono invitanti taverne, ma anche case dove si può mangiare semplicemente prenotandosi.
Invece, ancora zuppi e infreddoliti dal bagno a Potamos, preferiamo dirigerci alla rassicurante Pigadia, dove è anche tempo di riconsegnare lo scooter.
Tra i turisti e le luci del porto, trascorriamo la nostra ultima serata

24 luglio- Rodi
Il traghetto della Blue Star parte più o meno puntuale per la nostra traversata verso Rodi. Superato il porto di Kassos (che mi conquisterà già dal ponte del traghetto) sarà per me una traversata difficile, per via del mare mosso.
Arriviamo a Rodi alla meno peggio, ma non abbiamo ancora un mezzo di trasporto. Avremmo voluto anche qui un mezzo a due ruote, ma poi, considerando pro e contro, ci pieghiamo alla scelta di un'auto.Scelta che si rivelerà azzeccata. Appena fuori dal porto, solo attraversando la strada, c'è l'agenzia Alexander, dove un serio e simpatico ragazzo ci noleggia una Panda nuovissima a 180 euro per 6 giorni, due guidatori e assicurazione tutto compreso.
Abbiamo prenotato uno studios ad Agathi, al centro-est dell'isola. Posizione comodissima e alloggio da consigliare a chi vuole stare in piena tranquillità.
Dalla veloce strada provinciale che scende da Rodi Town, si prende il bivio per Haraki. Dopo pochi km la strada si biforca: diritti si arriva al paese di Haraki, mentre sulla sinistra si va verso il Castello di Feraklos e la spiaggia di Agathi. Il nostro studios, l'Agathi Studios, è proprio all'inizio della biforcazione. Camera molto grande e dotata di tutto, terrazino spazioso che guarda verso il castello diroccato che si illumina nel buio. Il silenzio è interrotto solo dal frinire dei grilli e delle cicale, e dal belare delle capre. Il paese di Haraki, delizioso e tranquillo borgo di pescatori denso di ottime taverne, è ad un paio di km.
Stasera ci fermiamo a cena sulla strada per Haraki, a poca distanza dallo studios, alla taverna Zografòs, che avevamo notato a fianco del piccolo market dove abbiamo fatto provviste. Decisamente ottima. Consiglio anche la birra locale Zythos, che, almeno, non è stata venduta alle multinazionali.

25 luglio-
La nostra perlustrazione non può che iniziare da Lindos, il bianco paese dominato dalle mura della Fortezza dei Cavalieri e, più in alto, dalla famosa Acropoli. La stratificazione dei periodi storici, così ben visibile già dalla panoramica della città, crea un colpo d'occhio di sicuro effetto.
Bisogna pero' arrivare presto: Lindos è letteralmente presa d'assalto dalla bolgia turistica. Anche il parcheggio, sebbene ne esista uno enorme sulla strada principale, può essere difficile. Si raccomandano scarpe adatte per salire all'Acropoli, in quanto il fondo dei gradoni è molto scivoloso. La fila può essere incredibilmente lunga,ed è tutta sotto il sole. Infatti noi abbiamo preferito desistere, ma il panorama a volo d'uccello è spettacolare, e si può godere anche semplicemente superando la fila e l'ingresso dell'Acropoli, e proseguendo oltre gli asinelli parcheggiati. Si aggira il promontorio, e si ha una vista superba e quasi solitaria sul mare, con le rovine in alto alle vostre spalle.
Ripresa l'auto, facciamo una sosta rinfrescante alla piccola spiaggia di Pefkos, con acqua bassa, calda, tranquilla, cristallina.
Dopo Karpathos, dove ci siamo saziati di meravigliose spiagge, non siamo particolarmente avidi di mare, ma piuttosto di paesaggi particolari. E tra questi non può mancare quello di Prassonissi, dove un lembo di terra culminante nell'isoletta di Prassonissi, divide il mare in due spiagge ventose. L'acqua è gelida, e nel vento tagliente di sabbia, centinaia di colorate vele da kite si innalzano, volano, saltano e planano sull'acqua.
Tornati al nostro studios ad Agathi, prima di cena facciamo una breve passeggiata fino alle rovine della fortezza di Feraklos. Salire in cima è faticoso, lungo le pietre sconnesse di una scalinata ormai cancellata dal tempo. Da qui si ha una bella vista sul mare e sul paese di Haraki, che raggiungiamo poi con una scorciatoia attraverso i campi, in tempo per l'ultimo bagno al tramonto, e la cena in una delle tante taverne sul piccolo lungomare.

26 luglio
La prima tappa odierna sono le Terme di Kallithea. La costruzione in stile orientale eclettico, è del periodo dell'occupazione italiana, ma le sorgenti termali qui presenti, erano conosciute fin dai tempi dell'imperatore Tiberio, in esilio volontario sull'isola di Rodi (...) .Bombardato durante la seconda guerra mondiale, il Sito è stato restaurato e riaperto solo nel 2007.

Al centro del complesso vi è una minuscola spiaggia termale, i cui ombrelloni vengono presi d'assalto già alle prime ore del mattino, ed è inutile dire, che dopo una visita, comprendente anche l' interessante piccolo museo fotografico, abbiamo cambiato aria.
Torniamo verso sud, con l'idea di vedere la famosa spiaggia di Anthony Quinn, il fiore all'occhiello di Rodi. Forse anni e anni fa o forse prima dell'alba, perché lo spettacolo che ci si presenta, dopo un difficoltosissimo parcheggio, è quello di un buco tra le rocce, con ombrelloni nei posti più impensabili, tra gonfiabili di ogni genere, barche che lanciano turisti, e bagnanti che fanno praticamente a botte. La fuga ancora una volta è d'obbligo.
Ripariamo infine, con la voglia sempre più impellente, in questa giornata torrida, di un bagno tonificante e rinfrescante, alla grande spiaggia di Afandou, nel suo lungo tratto libero.
Proseguendo ancora a sud, in zona Archangelos, scendiamo lungo la strada tortuosa e panoramica che porta al tranquillo borgo di Stegna. Fondale di sabbia ghiaiosa e degradante, acqua calmissima, pochi ombrelloni, ed è d'obbligo l'ultimo bagno della giornata.
Stasera ancora cena ad Haraki con la vista del castello illuminato.
La fortezza di Feraklos è l'immagine che per prima mi viene in mente se penso all'isola di Rodi. L'isola delle Fortezze e dei Cavalieri, dominata e difesa su tutte le alture da questi Castelli ora in rovina, alcuni famosi altri meno. Eppure qui, questa sagoma che è la prima ad apparirci al mattino e l'ultima a scomparire, mi fa sentire forte la presenza del nobile Ordine dei Cavalieri, persi nella notte dei tempi. Prima di prendere sonno, nel mio letto, penso con un brivido alle loro ombre che cavalcano nel buio.

27 luglio- verso l'interno
Rodi, naturalmente, non è solo mare. Prendiamo a nord fino a Kolymbia e imbocchiamo la strada a sinistra, verso le Epta Piges (sette sorgenti). Le sorgenti sono praticamente in secca , ma la strada ombrosa tra le pinete è molto piacevole. Continuando a salire di quota, incontriamo i paesi tradizionali di Archipoli, Eleousa, Platania e Apollona, mentre la strada si snoda tra paesaggi montani, davvero insoliti per un'isola del sud dell'Egeo.
Infine in vista del mare, dobbiamo proseguire a sud lungo la costa, fino al bivio per l'Antica Kameiros. L'ingresso di soli 6 euro , ci fa entrare nel mondo dorico del VI sec a.C. La città è ben conservata, in una eccezionale posizione scoscesa. Una posizione che fa comprendere sia la necessità della difesa, ma anche la sua vocazione commerciale. Una tappa obbligata nella visita di Rodi.
Curiosi di vedere il litorale Ovest, decidiamo di percorrerlo verso nord,da Skala Kameiros fino a Rodi Town. Su questo versante le spiagge sono meno attrezzate, più ventose e anche meno attraenti, ma di sicuro più adatte a chi cerca un'atmosfera più verace e meno turistica. Già pero' poco dopo l'aeroporto, l'atmosfera cambia e si entra nel movimento e nel traffico che prelude al capoluogo. Vogliamo salire al Monte Filerimos, e sarà complicato trovare la strada, per la quale non riusciamo ad avere indicazioni. In una confusione di bivi e incroci, alla fine riusciamo ad imboccare la salita, meravigliosamente panoramica.

In cima, in una vasta pianura tra i pini, vi è un Sito mal conservato, nel quale, oltre al Monastero di Nostra Signora di Filerimos, eretto dai Cavalieri nel XIII sec e purtroppo non accessibile se non nel bellissimo Chiostro, vi sono le fondamenta dell'antico Tempio di Atena. Un elemento molto suggestivo è la piccola Chiesa sotterranea di Aghios Georghios del XIV secolo, con affrescate scene di Santi e Cavalieri.


Uscendo dal Sito, circondati dai pavoni, si può percorrere una Via Crucis lastricata in pietra, con scene e 14 stazioni. La via termina al crocifisso alto 18 metri, posto su un' altura da cui si abbraccia con gli occhi la costa Ovest .
Ridiscendiamo la collina, e continuiamo lungo il mare fino ai margini di Rodi Town, concedendoci un bagno nelle acque oggi tumultuose e subito profonde, della ghiaiosa Ialissos.
A poca distanza da qui, è facile prendere il raccordo verso la costa est e ridiscendere al nostro alloggio.

28 luglio
Oggi ci dirigeremo di nuovo verso le montagne, sulla strada già percorsa, ma con qualche piccola variante: di nuovo sotto il Monte del profeta Elia, ma in zona Salakòs. Su indicazione dell'amica Puccy, non voglio perdermi qualcosa di davvero caratteristico: l'Hotel Elafòs e dei ruderi molto particolari. La zona montana è stupenda, fresca ed ombrosa, e l'Hotel sembra uscito da una cartolina delle Alpi Svizzere.



L'hotel, ancora in funzione, è datato 1929, quando venne costruito per gli ufficiali italiani di stanza sull'isola, e venne anche utilizzato come ospedale militare tedesco. La sua architettura è rimasta fortunatamente intatta, anche negli interni. Elafòs, ovvero cervo. Difatti una specie protetta di cervi vive nei boschi che circondano la costruzione.
Di fronte all'hotel, salendo una scalinata semidistrutta, si arriva ad una costruzione spettrale: Villa De Vecchi, la casa che venne costruita per Mussolini nel 1936 e mai abitata. Completamente abbandonata dal 1947, con turisti che vi accedono senza alcun controllo, è un ambiente tanto pericolante e pericoloso, quanto ipnoticamente attraente. Vetri rotti, armadi sventrati, scale inaccessibili, muri semicrollati, materassi marciti, cucine immense e saloni panoramici senza più vita.
Anche oggi con una manciata di km arriviamo sulla costa Ovest, per proseguire pero' verso sud. Ci fermiamo a Skala Kameiros, il porto da cui partono i traghetti per l'isola di Chalki, che da qui è vicinissima e consente anche una gita in giornata. Vicino al porto, proprio a ridosso del parcheggio, vi è un Sito (chiuso ma visibile anche da fuori) con alcune tombe Licie. Il piccolo borgo è consigliatissimo per un pranzo a base di pesce fresco: ci sono tante piccole taverne che prendono il pescato direttamente dalle barche per servirvelo a tavola. E sono anche molto economiche!
A un paio di km da Skala Kameiros, si arriva al Castello di Kritina. Anche questo è ormai solo un rudere, ma come tutte le Fortezze di Rodi, si trova in una posizione strategica per quei tempi, e panoramica per noi turisti.
Dopo Kritina, ancora a sud, la più famosa e più visitata Fortezza di Monolithos, anch'essa in una posizione da brivido. Meraviglioso vederla dall'alto, nell'ultimo tratto di strada che scende dal paese di Siana.
Anche questa giornata volge al termine, e con la solita ottima e non trafficata strada, riattraversiamo l'isola da ovest ad est, e velocemente siamo ad Agathi.
Stasera vogliamo vedere la spiaggia di Agathi, la più vicina a noi, ma che ancora non abbiamo visitato. Arriviamo nel momento peggiore della giornata : il mare è fantastico, ma la spiaggia è piena come un uovo e addirittura si fatica a trovare posto per l'auto. Facciamo un bagno veloce nell'acqua caldissima e ferma, e ci prenotiamo mentalmente per il mattino dopo: verremo dagli studios a piedi (saranno al massimo un paio di km) e possibilmente presto.
Stasera cena di nuovo dal nostro amato Zografòs. Unica pecca, la mancanza della vista mare che invece hanno i ristoranti in paese ad Haraki...

29 luglio
Come ultimo giorno, abbiamo deciso per una giornata tranquilla, senza troppi km in auto.
Iniziamo con la nostra mattinata in spiaggia, rigorosamente a piedi, per decidere che la spiaggia di Agathi a quest'ora è la nostra preferita.

L'acqua è calda, calma e cristallina. Piena di pesci che non posso guardare, perché (vorrei darmi delle gran botte in testa) stamattina ho dimenticato la maschera.
Sul lato nord c'è la chiesa di Sant'Agata, che dà il nome alla spiaggia, ed è una di quelle straordinarie chiesette scavate nella roccia

A mezzogiorno la spiaggia si affolla, e a mezzogiorno ce ne andiamo, con l'idea di un pranzetto sul nostro balcone, a base di tante cose buone acquistate nel market per i nostri spuntini.
Nel pomeriggio ci aspetta una passeggiata ad Archangelos, a pochi km di auto. L'elemento più interessante è la chiesa di San Michele Arcangelo, col candido ed estroso campanile, punto di riferimento per non perdersi. L'interno della Chiesa, trionfo di oro e azzurri, è naturalmente una sosta di frescura e di meraviglia per gli occhi. La passeggiata si rivelerà inaspettatamente impegnativa: dopo il giro del paese, arriveremo a piedi fin quasi alla spiaggia di Stegna, e infine saliremo al Castello. Qui il panorama sul mare è interdetto dalla stessa conformazione delle rovine, mentre si può avere una bella vista sul paese.

Dopo la cena ad Haraki, ultima sera a guardare le stelle dal nostro balcone, con le nostre fide bottigliette di Ouzo e di Tsipouro, da finire perché siamo in partenza. Così le stelle sembreranno anche più luminose.

30 luglio
Dobbiamo riconsegnare l'auto entro le 9 a Rodi Town, e saremo più che puntuali, ma meno puntuale sarà il noleggiatore che si presenterà ad aprire il negozio verso le 10, con tutta la calma greca del mondo.
Ora siamo appiedati, e ci avviamo dalla signora della taverna del primo giorno, che, per fortuna, è già all'opera, e possiamo di nuovo lasciarle gli zaini. Consideriamo di prendere il bus per l'aeroporto intorno alle 15, per cui abbiamo il tempo per un percorso senza meta, che inizia dal piazzale antistante il porto di Agios Nikolaos, entra nella stupenda Chiesa dell'Evangelistria, prosegue nel Nuovo Mercato, continua lungo le mura e si inoltra tra le viuzze della Città Medievale.

Ogni scorcio è nuovo, ogni via è uno scrigno. Basta cambiare la prospettiva o l'orario, e la città continua a sorprendere.
Ci fermiamo ad acquistare qualche souvenir nel negozio di artigianato di una signora che, come tutti i rodioti di una certa età, parla bene l'italiano. Si dice stanca del turismo sconsiderato, delle spiagge devastate dalla maleducazione, e dall'essersi dovuti vendere per necessità ai peggiori di tutti: i nuovi ricconi dell'est, che vengono a comprare pellicce, e che entrano in tutti i negozi senza nemmeno salutare. Sa che i giovani cercano una vita più agiata, per cui sono pronti a piegarsi, dimenticando perfino in questa metamorfosi tante parole della loro bella e antica lingua. Sa che il mondo va ormai in quella direzione, ma lei, come tanti, non rinuncia ancora ad una chiacchierata con i suoi amati italiani, più importante ancora che chiudere un buon affare.
Mi sono innamorata alla follia di questa città, e credo che anche da sola varrebbe il viaggio a Rodi.

Ma il tempo è scaduto, e ancora una volta dobbiamo lasciare l'Egeo, allontanandoci da queste due isole, sorelle dello stesso arcipelago, così differenti e così amabili.
Quale ci sia piaciuta di più, è una domanda da non fare assolutamente ad un amante della Grecia.



venerdì 30 agosto 2019

DODECANNESO,UN AMORE RITROVATO

di Sandra Gallo
Girovagando per Kalymnos, Lipsi, Patmos e Kos

Eccoci qui, a raccontarvi di un'altra meravigliosa vacanza in Grecia. Dopo la prima volta a Rodi nel 2010, ci era rimasta tanta voglia di ritornare nel Dodecanneso, così in primavera abbiamo prenotato i nostri voli (Zurigo-Kos - Bodrum-Malpensa) e il 28 Luglio siamo pronti per partire!
Atterriamo a Kos alle 17.30, veloce ritiro bagagli e troviamo l'autobus già fuori pronto per partire direzione Mastichari. Alle 20.00 parte il traghetto per Kalymnos, ci accomodiamo quindi in un beach bar a sorseggiare una birra e aspettiamo il suo arrivo. Il costo del traghetto Mastichari-Pothia è di 7,50€ a persona.
Il nostro itinerario è: Kalymnos-Lipsi-Patmos-Kos-Bodrum per un totale di 25 giorni.

KALYMNOS
Kalymnos ci accoglie con le sue mille luci, arriviamo infatti a Pothia che è già buio e vederla dal traghetto è bellissimo. Adoro arrivare sulle isole dal mare, le si può vedere avvicinarsi lentamente e l'attesa diventa finalmente realtà!
Porto di Pothia
Il taxi ci porta in 20 minuti (15€) a Massouri, dove si trova il nostro alloggio per le prossime 6 notti (Vouros Palace, 200€). Le camere fanno parte del sottostante Ristorante Prego, nel quale non abbiamo però mai mangiato in quanto aveva un menu prevalentemente turistico (pasta, pizza, ecc..). Non mi sentirei di consigliare nemmeno l'hotel, se non per la posizione ottima. Le camere e la pulizia sono abbastanza trascurate, la colazione e lo staff invece meritano.
Nei cinque giorni a seguire gireremo l'isola in lungo e in largo con il nostro scooter preso a noleggio da Best Moto Rentals, a pochi metri dal nostro hotel (12€ al giorno). Kalymnos è un'isola ancora abbastanza intatta, dall'aria un po hippie, meta soprattutto di giovani climbers, famosa per la pesca delle spugne e frequentata da gente molto semplice e alla mano.
Il mare di vetro e i misteriosi villaggi
Iniziamo da Massouri, piccolo paesino di mare con qualche bar e taverna e una spiaggia molto carina di sabbia vulcanica.
Spiaggia di Massouri
La spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni che si possono noleggiare a 7€ per l'intera giornata. Quello che però abbiamo amato di più di Massouri è la splendida vista su Telendos e un tramonto che ogni sera ci incantava e ci toglieva il fiato e che difficilmente riusciremo a dimenticare.
Tramonto si Telendos
Alla sera si passeggia lungo la via principale e ci si gode i i profumi che emanano le varie taverne, poi ci si siede magari in un bar a sorseggiare un ouzo osservando Telendos all'orizzonte.
Il paese di Myrties è praticamente attaccato a Massouri, si arriva anche a piedi camminando lungo la via principale dove si trovano tutti i negozietti e le taverne. A differenza di Massouri, la spiaggia di Myrties è di ciottoli bianchi, di conseguenza il mare ha un effetto più limpido e un colore spettacolare.
Spiaggia di Myrties
Le due località vengono spesso descritte come famose per la loro vita notturna, in realtà non c'e tutto questo movimento, se non uno o due bar aperti fino a tardi e appunto tanti gustosi ristoranti. Non mi sentirei quindi di consigliarle per chi è alla ricerca di qualcosa di particolarmente "vivo".
Imboccando la strada che da Massouri va verso nord incontriamo paesaggi stupendi ed enormi pareti rocciose, fino ad arrivare alla bellissima baia di Arginoda, dove abbiamo fatto delle lunghe nuotate in un mare sempre calmo (anche se molto freddo). Anche questa spiaggia è attrezzata con ombrelloni e lettini, il prezzo indicato è di 7€ ma noi abbiamo pranzato alla taverna di pesce, "Traditional Taverna", che si trova direttamente sulla spiaggia e non ci hanno fatto pagare.

Arginoda
A nord di Arginoda troviamo numerose incantevoli baie, come quella di Skalia, tutte raggiungibili tramite un percorso sterrato che parte dalla strada principale e scende in spiaggia.
Proprio a poca distanza troviamo una delle nostre spiagge preferite di Kalymnos, segnalataci dal ragazzo del noleggio come "Pirates Bay" (attenzione perchè sui cartelli invece il nome corretto è Kalamies Beach), con acqua trasparente e calma, ottima per lo snorkeling. L'atmosfera in questa spiaggia è quasi surreale, i camerieri del beach bar sono tutti vestiti da pirati, anche l'ambientazione della spiaggia ricorda la nave di capitan uncino e in sottofondo suona tutto il giorno una piacevole e non troppo alta musica reggea.

Spiaggia Kalamies - Pirates Bay
 I prezzi sono incredibili, noi abbiamo passato tutta la giornata sulle sdraio, mangiato due insalate e bevuto due birre con stuzzichini nell'ora dell'aperitivo e il conto finale è stato di 12€!!
Tornando da questa spiaggia sulla strada principale, si può proseguire ancora fino ad Emporios, poi la strada finisce. Emporios è un piccolo paesino sul mare, con poche taverne e qualche alloggio in affitto, perfetto per chi cerca la totale solitudine!
Emporios
Sempre sulla costa ovest, ma a sud di Massouri e Myrties, esploriamo i paesini di Kamari, Panormos (mare non entusiasmante) e Plati Yalos, con la sua spiaggia caratterizzata da sabbia scura vulcanica (simile a Massouri).
Sulla strada che conduce a Panormos un giorno ci fermiamo invece a visitare le rovine del tempio di Apollo, sulle quali sorge la chiesa di Gesù di Gerusalemme. L'ingresso è gratuito e vale sicuramente la pena.

Partendo invece da Massouri e percorrendo la strada interna, visitiamo Chorio, l'antica capitale dell'isola. Qui facciamo una piacevole passeggiata fra i vicoli, dove si trovano gli anziani seduti come una volta davanti alla porta, tutti sorridenti e curiosi di sapere dove siamo diretti! Saliamo da qui fino al castello attraverso un semplice percorso a gradini, avendo quasi la sensazione di trovarci in una città fantasma. La vista sulla baia di Pothia è però incantevole!

chorio

Proseguendo sulla strada da Chorio arriviamo nella stupenda Vlihadia, nell'estremo sud dell'isola. La spiaggia è caratterizzata da un grazioso porticciolo e non è attrezzata, ma vi sono molte tamerici per trovare frescura nelle ore più calde. L'acqua quì è più calda e degrada molto lentamente, notiamo infatti che è soprattutto meta di famiglie greche con bambini a seguito. Vi sono poi una fila di taverne che affacciano direttamente sulla spiaggia e qualcuna anche in strada.

Vlihadia
Nei dintorni di Pothia ci sono invece numerose baie, tutte molto belle e molto frequentate, vista la vicinanza alla città e la comodità nel raggiugerle. Fra tutte abbiamo preferito la spiaggia di Geyfira, con un fondale spettacolare e un grazioso bar dove sorseggiare qualcosa di fresco. Si parcheggia in strada e si scende qualche scalino a piedi. Qui, come in tutto il lato est, il sole va via abbastanza presto dietro le montagne.
Geyfira
Poco più a sud di Geyfira ci sta un bellissimo bagno nelle acque sulfuree di Therma, accessibili da una piccolissima spiaggia o tuffandosi direttamente da un pontile. La taverna sulla spiaggia segnalata su molti siti è invece stata chiusa.
Therma
La città di Pothia è il porto principale e attuale capoluogo di Kalymnos. Noi l'abbiamo visitata sia di giorno che di sera (stupenda), perdendoci anche nei vicoli laterali dove non c'è tanto affollamento.

Pothia di sera

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La via che costeggia il porto è infatti sempre molto affollata, i bar e i ristoranti sono costantemente pieni di gente e per strada c'è parecchio traffico. Nonostante ciò la trovo una cittadina molto bella, forse proprio per la sua vivacità. Bellissime le costruzioni nella piazza Anastasis, che ospita il comune, la cattedrale e il museo nautico. Molto bella la chiesa di Agios Nikolaos e tutte le piccole fabbriche di spugne che si trovano nelle vie antistanti (consiglio in particolare quella di Nikos, molto disponibile e chiacchierone!). Un pomeriggio al rientro dal mare visitiamo il piccolo museo archeologico (4€), dove l'attrazione principale è sicuramente "la Signora di Kalymnos", una possente statua in bronzo ritrovata in mare.

La Signora di Kalymnos
Per il resto è molto bello passeggiare per Pothia, sia sul lungomare che nelle vie laterali, e sedersi in uno dei numerosi bar ad osservare il via vai di traghetti e persone.

Pothia

Spugne di Kalymnos
Proseguendo da Pothia, con il mare sulla destra, ha inizio una strada stretta e serpeggiante, che scende in calette meravigliose e sempre poco affollate. Una di queste è Akti, con il suo mare di vetro, ancora più bella vista dall'alto. E' una spiaggia libera, di ciottolini chiari, dove abbiamo passato le ore a fare snorkeling. Proprio sulla spiaggia una piccola taverna serve pochi piatti di pesce.

Spiaggia Akti
Continuando su per i tornanti arriviamo nella verde vallata di Vathy, caratterizzata da numerose coltivazioni di agrumi. Arrivando dalla strada si vede questo bellissimo fiordo circondato da tanto verde, l'acqua del mare è meravigliosa, di un verde smeraldo da togliere il fiato. Qui le foto si sprecano!

Insenatura di Vathy
Dal paesino di Vathy si arriva al suo porticciolo, Rina, dove è piacevolissimo fare tuffi e nuotare, prima di bere ovviamente la loro buonissima spremuta fresca di arance in uno dei bar lungo la stradina. A Rina non c'è spiaggia, l'unico accesso al mare è dal molo tramite una comoda scaletta.
In questa zona sono disponibili diversi studios. Le taverne e qualche piccolo negozietto la rendono certamente una dei villaggi più tranquilli e suggestivi dove soggiornare a Kalymnos.
Le baie intorno a Vathy sono tutte raggiungibili esclusivamente via mare, mancandoci il tempo necessario non le abbiamo viste.
L'ultima spiaggia da segnalare è la stupenda baia di Paleonisou, raggiungibile dopo qualche chilometro di sterrato. Il mare come è come sempre spettacolare, la spiaggia ideale per rilassarsi sotto una delle tamerici e godersi la giornata tra sole e bagni.

Spiaggia Paleonisou
Delle tre taverne noi abbiamo provato "Ilias", porzioni stratosferiche e la migliore Kalymnos salad!
Telendos
Ad una decina di minuti in battello da Kalymnos raggiungiamo l'isolotto di Telendos, non vogliamo mica accontentarci solo di vederlo dall'altra parte del mare! Il battello parte proprio da Myrties, ogni mezz'ora, al prezzo di 1,50€ a persona. Sull'isola si circola solo a piedi. Appena arrivati ci sembra che il mare non sia il massimo, soprattutto se paragonato alla vicina Kalymnos. Facciamo quindi una bella passeggiata sul lungomare, ci fermiamo a prendere un nescafè frappè e decidiamo di partire in esplorazione!
Passeggiamo lungo il molo dove si affacciano le poche taverne e un piccolo negozietto, passiamo davanti ai resti di un'antica basilica e oltrepassimo poi una collinetta (passaggio chiuso con cancello, ma vediamo che tutti lo aprono, quindi!). Da qui si arriva prima alla baia di Hohlakas e poi alla Paradise Beach (spiaggia naturista): eccolo, il mare straordinario che ci aspettavamo da Telendos.

Hohlakas

Paradise
Passiamo l'intera giornata fra le due spiagge a fare snorkeling, praticamente sempre in acqua e quasi quasi rimpiangiamo di dover rientrare a Kalymnos! Volendo ci si può fermare anche a cena, noi alla fine abbiamo preso un aperitivo e intorno alle 19.00 siamo rientrati.
Telendos è imperdibile, è la parte che completa Kalymnos, come fossero due gemelle separate alla nascita!
Le taverne dal sapore rustico e autentico
Dire che a Kalymnos si mangia bene è riduttivo. Tra le isole visitate è sicuramente quella con la cucina più autentica.
La taverna "Miltos" a Massouri ne è l'esempio calzante, ottimi piatti tipici, porzioni casalinghe e clima familiare. Abbiamo cenato sulla terrazza e assaggiato il piatto del giorno, lo stifado di agnello, oltre a moussaka e dolmades.
Da "Kokkinidis" a Massouri abbiamo fatto il pieno del piatto tipico locale, la capra con la pasta, forse una delle cene migliori.
La "Kalymnos Greek Taverna" ci è stata consigliata da una coppia conosciuta in spiaggia, il loro pesce è freschissimo e molto simpatico il cameriere che ci ha deliziato con i piatti del giorno.
A Pothia si trova, nascosto in un vicoletto, un posto molto carino, consigliotaci dal ragazzo del noleggio. Si tratta di "Pantelis", dove abbiamo cenato a base di polpette miste (quelle di polipo sono le più buone) e calamari ripieni.
Devo proprio dire che Kalymnos è stata una piacevole sorpresa, un'isola diversa, fuori dai soliti percorsi. Ad essere sincera non mi aspettavo molto, soprattutto in termini di mare. Invece sono rimasta folgorata dalle sue acque di cristallo, dai tramonti spettacolari su Telendos, dalla simpatia e cordialità dei suoi abitanti, dai sapori e profumi del suo cibo autentico. Già la prima sera mi aveva rubato il cuore, forse proprio perchè non avevo grosse apsettative. E' un'isola che mi è dispiaciuto molto dover lasciare...

LIPSI
La seconda tappa del viaggio è Lipsi. Il 3 agosto consegnamo lo scooter e prendiamo l'autobus che ci porta a Pothia per l'imbarco. Partenza alle 12.00 (con un'ora di ritardo), la compagnia è la Ane Kalymnoy.
Durante la nostra permanenza a Kalymnos non c'è mai stato vento, arrivando a Lipsi notiamo invece che il clima cambia un pochino, molto più ventilato e anche più fresco. Ad attenderci all'imbarco c'è la simpaticissima Maria, proprietaria degli Ostria Studios (200€ per 5 notti), insieme a Rena (che scopriremo poi essere la proprietaria della omonima barca che fa il giro delle 5 isole). Rena fa da traduttrice, finchè non scopriamo che Maria parla anche il tedesco e posso quindi cavarmela da sola!
Gli studios sono magnifici, forse tra i più confortevoli trovati in questi anni di viaggi in Grecia. La pulizia è impeccabile e la posizione perfetta, vicinissimi al molo dei traghetti e all'inizio del piccolo lungomare di Lipsi, per non parlare del grande terrazzo dove ogni mattina facevamo colazione con il nostro yogurt greco.
Dopo esserci sistemati, ci fondiamo subito nella spiaggia proprio dietro casa, Lindou, che scopriremo poi non avere nulla da invidiare a quelle più famose e pubblicizzate. L'acqua è incredibilmente calda (finalmente!) e i colori strepitosi. Sull'isola non ci sono spiagge attrezzate, ma si trova sempre posto sotto qualche alberello, quindi no problem.

Spiaggia di Lindou
Unica nota dolente a Lipsi: non ci danno lo scooter, che tra l'altro avevamo già prenotato dall'Italia, in quanto non in possesso della patente A. Secondo le nuove leggi non è più possibile noleggiare nemmeno un 50cc, ma fino ad ora nessuno ci aveva mai chiesto nulla. Ci sono solo due noleggi su tutta l'isola e alla fine dobbiamo prendere un quad, più caro (25€ al giorno) e messo molto male!
La nostra prima sera a Lipsi ceniamo nella Chora, da "Manolis Tastes", dove il simpatico proprietario ci porta direttamente in cucina ad assaggiare le prelibatezze del giorno! Molto consigliato, tra i migliori dell'isola.
Le spiagge di Lipsi
Dal mattino dopo in poi iniziamo a girare con il nostro mezzo di fortuna per scovare le spiagge più belle e gli angoli più remoti.
Proseguendo dopo Lindou lungo la strada arriviamo a Kambos, mare sempre spettacolare ma spiaggia molto più tranquilla rispetto alla prima.
Spiaggia di Kambos
Sempre seguendo la strada, si arriva a Hristo (o Elena Beach), una piccola caletta fantastica fatta di sassi bianchi. Tra le spiagge relativamente vicine alla città, questa è la nostra preferita. Al mattino serve portarsi l'ombrellone, al pomeriggio si può usufruire dell'ombra delle rocce sovrastanti. Snorkeling fantastico in questa baia e un'intero pomeriggio passato in perfetta solitudine!

Spiaggia Hristo
La spiaggia di Plati Gialos, che sembra una piscina naturale, si trova a 3km dalla città. I colori di questa baia sono da togliere il fiato e sulla strada ci fermiamo almeno 3 volte per fare le foto da ogni angolazione! Essendo una delle più belle, è anche molto frequentata, conviene quindi arrivare abbastanza presto per trovare posto sotto un albero. La cosa più bizzara qui sono le paperelle che se ne stanno indisturbate sulla spiaggia e in acqua! Da segnalare anche l'ottima taverna, gestita da due simpatici ragazzi, che servono piatti di pesce freschissimo.

Angoli di Platis Gialos
Partendo da Lipsi e percorrendo la strada che passa sopra il paese, si arriva dal lato opposto dell'isola, dove si trovano spiagge tranquille e incontamiate. Ad esempio a Kamares riusciamo a passare una mattinata in completa solitudine, solo noi e il mare!
Assolutamente da vedere, forse la nostra preferita, è Monodendri ("albero solo"). Arriviamo con lo scooter fin dove si può, dopo bisogna scendere a piedi attraverso le sterpaglie, percorso non difficile e non troppo faticoso comunque. Vedere la spiaggia dall'alto toglie il fiato, è uno scenario davvero molto suggestivo.
Spiaggia di Monodendri
La spiaggia "ufficiale" sarebbe quella con l'albero, ma al nostro arrivo ci sono già troppe persone, così ci posizioniamo nella baietta poco prima. La baia è fatta di grosse pietre, quindi bisogna faticare un po per riuscire a stare comodi, ma d'altronde in una spiaggia così chi ha voglia di stendersi al sole?? Via allo snorkeling!

Baietta a fianco di Monodendri
Proseguendo si trovano le bellissime Tourkomnima e Xerocambos, una di fianco all'altra. Si tratta di spiagge ciottolose e molto tranquille, dominate dalla presenza di una chiesetta bianca che ovviamente cattura subito l'obiettivo della mia macchina fotografica.



Questa zona è molto bella e incontaminata, nella spiaggia principale ci sono numerosi alberi, quindi nessun problema per il fresco. In quella più piccolina invece sarebbe bene non scendere nelle ore più calde o comunque portarsi l'ombrellone e tutto il necessario.
Continuiamo il nostro giro in questa zona tranquilla di Lipsi e arriviamo alla spiaggia di Hohlakoura, una bellissima mezzaluna di sassi e acqua cristallina. Per entrare in acqua indossiamo le apposite scarpette, nei primi metri è pieno di ricci di mare! In spiaggia si trovano come sempre numerose tamerici che offrono riparo dal sole.


Hohlakoura
Direi che possiamo finire in bellezza con la spiaggia di Katsadia, meno tranquilla e molto più frequentata delle precedenti, ma non per questo meno bella, anzi! Sabbia dorata mista a ciottolini, spiaggia molto stretta ma abbastanza spaziosa e acqua calda e che degrada molto dolcemente.

Spiaggia di Katsadia


Ciliegina sulla torta direi che è la taverna Dilaila che si trova proprio alle spalle della spiaggia. Offre una cucina greca molto genuina, lievemente rivisitata e con prodotti freschi che vengono direttamente dal loro orto. Il loro yogurt greco con arance candite poi è famoso in tutta Lipsi, da leccarsi i baffi davvero!
Poco più avanti di Katsadia, semplicemente superando a piedi gli scogli sulla sinistra della spiaggia, si arriva a Papantrià, tranquillissima e perfetta per lunghe nuotate in solitaria.
Queste sono le spiagge più famose, ma Lipsi offre davvero moltissimo in termini di mare e tante baie isolate le troverete semplicemente guidando, pedalando o camminando, lasciandovi guidare dal vostro istinto!
Le 5 isole
Menzione a parte per una bellissima giornata in mare, a bordo della "Rena", a fare il giro delle 5 isole. Se captitate a Lipsi, ritagliatevi un giorno per nuotare in acque incredibilmente limpide, fare snorkeling e vedere spiagge che altrimenti non avreste modo di vedere. Io ho dovuto quasi litigare con Fabri, che non è amante di questo genere di escursioni, ma alla fine, quando ero oramai convinta ad andare da sola, si è deciso!
Avevamo già conosciuto Rena, proprietaria dell'omonima barca e amica e vicina di Maria, così alla fine suo figlio riesce a trovarci un posto anche all'ultimo minuto. In alta stagione la barca parte tutti i giorni alle 10.00 e rientra alle 19.00, prezzo del biglietto 25€ a persona. Siamo circa in 30 sulla barca, quando arriviamo sono già tutti posizionati al centro e sui materassini per prendere il sole, ma noi abbiamo il posto migliore: poltroncina e tavolo insieme al capitano!
Si parte alla volta di Makronisi e, passando l'isola principale, buttiamo l'ancora nei pressi di una splendida grotta e facciamo il primo bagno rinfrescante con maschera da snorkeling. Una nuotata lunga e divertente, dove riusciamo a vedere una miriade di pesci che curiosi e per nulla spaventati ci nuotano attorno.

Snorkeling a Makronisi
Dopo circa 45 minuti si riprende la navigazione verso Aspronisi, con la sua spiaggia candida e abbagliante che faccio davvero fatica a descrivere a parole, così incredibilmente bella e abbagliante.

Isolotto di Aspronissi
Ci tuffiamo in mare e nuotiamo fino ad arrivare sulla spiaggia, fatta appunto di luccicanti pietre bianchissime. Nuotiamo e prendiamo il sole, finchè il capitano non ci richiama tutti a bordo: E' l'ora dell'aperitivo offerto dalla Rena, a base di pane, pomodori, cetrioli e vino!
La sosta con il bagno più bello deve però ancora arrivare. Si tratta di Tiganakia, che fa parte dell'isola di Arki, dove sembra quasi un sacrilegio tuffarsi e infrangere quell'acqua turchese e immobile. Ci avvisano che bisogna stare attenti perchè l'acqua è molto bassa, in alcuni punti addirittura si tocca. L'acqua ha un colore spettacolare, una temperatura incredibilmente calda e un fondale da togliere il fiato.

Laguna di Tiganakia
Dopo quasi un'ora di snorkeling si riparte alla volta di Marathi, dove la barca attracca per una sosta di 2 ore e 30. Si può scegliere di pranzare in una delle due taverne presenti sulla spiaggia o, come noi, rilassarsi con il pranzo a sacco sulla spiaggia.

Marathi
Ripartiamo infine per l'ultima sosta, attracchiamo infatti al porticciolo di Arki e facciamo una piacevole passeggiata nel minuscolo centro, prendiamo un frappè rinfrescante e camminiamo per un pezzo sulla strada che sale sulla collina, non arriviamo però fino in cima perchè fa caldissimo e siamo esausti.

Arki
L'escursione termina con il calare del sole, arriviamo a Lipsi a suon di Sirtaki e scendiamo dalla barca frastornati ma felici.
Le sagre in piazza
Come ogni anno ad agosto si svolge la festa del vino nella piazzetta principale di Lipsi, una serata di canti, balli, souvlaki e vino a volontà. Come consuetudine si paga solo il cibo e il primo bicchiere di vino, dopo di chè si può tornare a riempirlo ogni volta che si vuole. Ovviamente mangiamo troppi arrosticini e beviamo troppo vino! Fabri fa amicizia con il signore che spilla le botti, mentre io mi ritrovo a ballare sirto e ikariotikos con il noleggatore del quad, la ragazza dell'ouzeri e un anziano signore che diventa la star della piazza!

Festa del Vino

Sicuramente la serata più indimenticabile di tutta la vacanza.
In estate vengono organizzate sagre e serate di ogni genere quasi tutte le settimane, così ci si può ritrovare a fare amicizia e passare qualche ora fra canti e balli tipici, assaporando quella che è la semplicità nel divertirsi con poco, come una volta.
Le tipiche ouzeri e le taverne
Iniziamo dalle ouzeri, che sono praticamente un rito a Lipsi: griglie sempre accese, polipi stesi e via! Ce ne sono 3 in tutto, la nostra preferita è "Sofocle", grazie anche alla simpaticissima Maria con la quale faccio subito amicizia e ogni tanto qualche ripasso di greco. Vi dico solo che due Mythos grandi accompagnate da magnifici mezè (soprattutto un ottimo formaggio di pecora) costano 5 euro... Così Sofocle è la nostra tappa fissa al rientro dal mare e spesso anche nel dopocena.
Ho già menzionato la taverna "Manolis Tastes", nella Chora di Lipsi, davvero ottima e particolare. Qui il consiglio è proprio quello di scegliere tra i piatti del giorno che Manolis vi porterà a vedere in cucina.
"O Theologos" è una piccola taverna molto spartana sul porto, cucina solo pescato di giornata, quindi se avete voglia di pesce non sbagliate! L'orata che abbiamo mangiato era frescissima e quella sera avevano preparato la zuppa di pesce, davvero molto buona.
"Pefkos" è segnalata dapertutto come la migliore dell'isola, e devo dire che non si sbagliano. Noi abbiamo mangiato la fava con il polpo e le cipolle caramellate.
Da "Yannis" abbiamo festeggiato il compleanno di Fabri, con una sublime tartar di tonno e un enorme pesce pescato da loro freschissimo. Ci hanno inoltre viziato con taramosalata, tzatziki e uno yogurt a fine pasto, tutto offerto da loro.
Fantastica la taverna "Plati Gialos", ottima sia per uno spuntino a pranzo perchè si può mangiare comodamente in costume e telo, ma molto suggestiva anche di sera.
Stessa cosa vale per "Dilaila", dove lo yogurt greco e i prodotti freschi coltivati da loro la fanno da padrone.
Non posso non parlare del forno di Lipsi, la "Kairi Bakery", dove si trova ogni ben di dio, dal dolce al salato. In particolare ricordo il miglior galaktoboureko mai assaggiato in Grecia e una torta all'arancia da leccarsi i baffi!
Pensare al tempo passato a Lipsi è come pensare ad una vacanza trascorsa in famiglia. L'isola è così piccola che già dopo un giorno ci si riconosce e ci si saluta per strada, al supermercato, al forno dove si fanno le provviste per la giornata, nella solita ouzeri dove si passa a prendere l'aperitivo. Si chiacchiera del più e del meno anche con una cameriera sconosciuta che sorride sempre e alla fine della vacanza si abbraccia la proprietaria degli studios quasi come fosse una vecchia conoscente. Questa è Lipsi, mare spettacolare e persone ospitali, pomeriggi trascorsi con una birra e qualche mezè, serate passate a camminare in mezzo all'odore dei polpi arrostiti e nottate chiuse dopo qualche ouzo di troppo!


PATMOS
L'8 Agosto finisce la nostra permanenza a Lipsi e prendiamo il traghetto per Patmos, il Patmos Star, costo dei biglietti 6,50€ a persona.
La traversata è velocissima e alle 10.30 siamo già al porto, dove prendiamo un taxi al volo che ci porterà all'hotel Asteri. L'hotel si trova in una zona un po appartata e tranquilla, a pochi minuti da Skala, sulla strada che sbuca poi a Porto Merika. Salta subito all'occhio il bellissimo cortile, molto curato e pieno di fiori profumati.
Ci sistemiamo in fretta e corriamo a prendere il nostro scooter da Best Moto Rent Patmos, noleggiato a 20€ al giorno, quindi più caro della media. In compenso è un 100cc nuovo di zecca (quì a quanto pare se ne infischiano della legge sulle patenti!).
Prima di partire alla scoperta, veniamo travolti da un profumo di pane che esce dalla bakery "Koumanis", un forno bello rustico come piace a noi. Prendiamo quindi un nescafè frappè e facciamo una seconda colazione salata.
Hora, il Monastero e la Grotta Dell'Apocalisse
Il nostro giro a Patmos non può che iniziare dal simbolo di questa bellissima isola, il monastero di San Giovanni il Teologo, anche perchè il vento forte nei primi giorni di premanenza ci permette di girare un po senza morire di caldo. Si tratta di un importante luogo di pellegrinaggio e uno dei più importanti monasteri dell'Egeo. Si trova proprio in cima alla bellissima Hora, si arriva comodamente in auto fino al parcheggio e si prosegue poi per un breve tratto a piedi attraverso gli stretti e bianchissimi vicoli del villaggio.

Monastero e Hora
Il biglietto d'ingresso costa 6€ a persona e, per mia esperienza, sono assolutamente ben spesi. La prima cosa che salta all'occhio una volta arrivati in cima è l'incredibile panorama su Patmos, e poi, varcando le porte del monastero, sembra di entrare in un luogo mistico, quasi incantato: iniziamo dal bellissimo cortile con i suoi mosaici, proseguiamo poi per una serie di corridoi, scalinate e stanze, fino ad arrivare alla cappella con affreschi maestosi e al museo (visitabile pagando 1€ a parte), che custodisce numerosi oggetti sacri, tele e pergamene. Esperienza magica, da fare assolutamente se si vuole comprendere l'essenza di Patmos.

Vista su Skala dal Monastero

Monastero
Prima di proseguire, ci fermiamo un'oretta a passeggiare per Hora, villaggio bizantino riconosciuto come patrimonio culturale protetto dall'Unesco. Candide casette bianche, cortiletti tenuti in maniera impeccabile, strettissimi vicoli e una piazzetta centrale, Platia Xantou. Tutto ciò è racchiuso nella fortezza che coincide appunto con il monastero. Mi è piaciuta molto Hora, anche se, questo va detto, non è un villaggio vivace, al contrario, in alcuni vicoli da quasi l'idea di "villaggio fantasma", la vita di Patmos si concentra infatti più che altro a Skala.

Hora
Mulini a Vento
Visitiamo i mulini a vento e riprendiamo poi il viale che collega Hora a Skala, per fermarci a vedere la Grotta dove San Giovanni scrisse i 13 capitoli dell'Apocalisse. La grotta si trova a 4 metri di profondità e all'interno di essa c'è una piccola cappella. Il costo del biglietto è di 4€ e la visita si conclude molto velocemente.

Grotta dell'Apocalisse
Noi eravamo muniti di opuscoli e stampe da internet sia per quanto riguarda il monastero che per la Grotta dell'Apocalisse. Se non avete la minima idea vi consiglierei una visita guidata, altrimenti rischiereste di "vagare" per i due siti o trovarli addirittura noiosi.
Alla scoperta di spiagge e paesini
Come già accennato, Skala è il centro principale dell'isola, nonchè porto e punto strategico per alloggiare. La piazza principale e tutto il centro pedonale è molto "chic", pieno di taverne e locali dove passare la serata e, passeggiando, scoverete piccole chiesette dietro ogni angolo!

Skala
Nella parte alta di Skala, Kastelli, si trovano i resti delle mura dell'antica città e della basilica.

Kastelli
Skala ha una stretta spiaggia di sabbia fine, dove si fermano la maggior parte dei turisti che visitano l'isola in giornata. A noi non entusiasma molto fare il bagno proprio nel porto, ma ci siamo fermati spesso la sera a bere un cocktail seduti ai tavoli del "Cafè Evelyn", con i piedi nella sabbia ad osservare il mare e il via vai dei traghetti.
Iniziamo il giro delle spiagge visitando Meloi, la spiaggia più vicina a Skala, a soli 5 minuti di motorino. Essendo molto piccola, si affolla velocemente e può risultare quasi invivibile in alcuni orari della giornata. Dietro la spiaggia c'è infatti un campeggio, frequentato soprattutto da famiglie greche con bambini.

Spiaggia di Meloi
Tornando sulla strada principale seguiamo le indicazioni per Kambos e svoltiamo poi all'altezza di Agriolivado, una spiaggia molto bella e ampia di sabbia mista a ciottoli, con parte attrezzata e parte libera. Si può passare quì tutto il giorno e pranzare direttamete in spiaggia o farsi portare il pranzo direttamente sotto l'ombrellone. Direi che è l'ideale per una giornata di relax!

Spiaggia Agriolivado
Per arrivare a Kambos beach oltrepassiamo il paesino di Ano Kambos, la parte alta, dove si trovano una manciata di taverne greche caratteristiche. La spiaggia è invece una stupenda distesa di sabbia, acqua calma che degrada dolcemente, attrezzata ma con un'ampia zona libera per distendersi sotto gli alberi. Simile ad Agriolivado ma molto più affollata e mondana. Acqua però più calda rispetto al resto dell'isola. La parte più tranquilla è l'estremità a sinistra, vicino alle pietre.

Spiaggia Kambos
Proseguendo ancora con il mare a destra arriviamo a Vagia, spiaggetta che scopriamo essere famosa per lo snorkeling. L'acqua è subito profonda e anche parecchio fredda. La spiaggia non è attrezzata, ma sulla strada per scendere si trova un piccolo kafenion dove acquistare bibite e dolcetti buonissimi!

Spiaggia Vagia
Intorno a Vagia ci sono altre baiette, senza nome e indicazioni, tutte stupende e solitarie.
La spiaggia più bella in questo tratto di isola e anche la più protetta in caso di vento (che a Patmos è stato parecchio forte) è Livadi Geranou, protetta dall'isolotto di Agios Georgios, raggiungibile a nuoto. La spiaggia è tutta libera, ma gli alberi offrono frescura e soprattutto non è mai eccessivamente affollata.

Livadi Geranou
Verso Nord si arriva alla Panagia Geranou, una chiesetta con piccole spiaggette meravigliose e solitarie. Non richiede molto tempo ne impegno spingersi fin qui, eppure ci è capitato due volte di seguito di essere gli unici in spiaggia! I panorami sulla strada per arrivare fin qui poi sono davvero stupendi.

Strada per Panagia Geranou
Attraversiamo la pianura di Livadi, con le sue numerose comunità di clausura, e arriviamo ad una delle spiagge più spettacolari, Lambi Beach, "la splendente", con i suoi ciottoli dalle mille sfumature di rosso. E' assolutamente vietato raccoglierli, visto che stanno diminuendo drasticamente proprio perchè è difficile per i turisti resistere al portarsi via un piccolo ciottolo come souvenir. La spiaggia è molto tranquilla, con una deliziosa ed economicissima fish tavern e qualche tamerice per un po di ombra. Essendo qui nell'estremo Nord dell'isola c'è molto vento e il mare è quasi sempre agitato, ma è impossibile resistere senza tuffarsi in queste acque limpide.

Spiaggia di Lambi
Tornando invece a Kambos e svoltando a sinistra poco prima del villaggio, raggiungiamo la spiaggia di Lefkes,che devo dire non ci ha entusiasmati. Si trova sulla costa ovest, rocciosa e molto battuta dai venti. Sarà stato un caso sfortunato, ma tutte le spiagge in questa zona, anche quella di Porto Merika, sembravano abbandonate un po al degrado.
Il percorso a sud di Skala offre un panorama completamente diverso, diciamo meno "rurale", essendo questa zona più abitata e frequentata. A soli 10 minuti da Skala raggiungiamo Grikos, un grazioso paesino di pescatori che offre diverse soluzioni di alloggio e ristorazione, costruito tutto intorno al piccolo porticciolo. Qui è impossibile resistere ad una colazione all'Apocalypsis, il profumo di burro e miele arriva in strada!

Grikos
Come spiaggia preferiamo però Petra, poco più avanti di Grikos, con il suo paesaggio suggestivo dominato dall'enorme monolite Kallikatsou. La spiaggia è di ciottoli chiari ed è organizzata con un piccolo chioschetto, ombrelloni e lettini, ma resta comunque tantissima parte libera, proprio sotto la grande roccia. E' abbastanza riparata anche nei giorni di vento forte, acqua però davvero ghiacciata.

Petra
Prima di proseguire verso Psili Ammos, ci fermiamo ad ammirare dall'alto il paesaggio di Alykes. Si tratta di una zona paludosa, dove in passato avveniva la raccolta di sale (da qui il nome). La spiaggia non è entusiasmante, il paesaggio e la tranquillità che si respira invece rendono Alykes assolutamente meritevole di una sosta, magari proprio per ricaricarsi con un frappè prima di intraprendere il cammino verso Psili Ammos.

Alykes
Per arrivare a Psili Ammos occorre parcheggiare dove finisce la strada e proseguire poi per 20-30 minuti a piedi. Il sentiero è in alcuni punti molto stretto, ma direi per nulla difficoltoso (a parte il caldo!). Abbiamo modo di vedere paesaggi davvero stupendi, calette nascoste e tante caprette al pascolo, prima di arrivare ad intraprendere la discesa e intravedere Psili Ammos dall'alto, semplicemente magnifica!

Arrivo a Psili Ammos
La spiaggia è tutta libera, di sabbia, molto ampia e piena di tamerici che proteggono dal sole. Anche in pieno agosto non l'abbiamo trovata per nulla affollata e il bar/taverna sulla spiaggia è ottimo per rilassarsi mangiando o bevendo qualcosa. Da casa avevamo visto delle foto stupende di Psili Ammos, senza onde e con acqua molto cristallina. Noi invece troviamo mare molto mosso e qualche alga nel primo tratto, ma vi dirò che ci siamo divertiti così tanto a giocare come bambini nei cavalloni che non avrei desiderato mai vederla in una giornata "calma".

Vento e Onde a Psili Ammos

 Ci siamo fermati fino a poco prima del tramonto, per poi intraprendere la risalita senza rischiare di beccarci un insolazione!

Le taverne "chic" di Patmos
Inizierei proprio da quella più spettacolare, sia in termini di cibo che come location, "To Tsipouradiko Mas" a Skala. Qui cena sul mare, con i piedi nella sabbia. Il loro piatto forte è la fava con il polpo caramellato, qualcosa di davvero sublime, poi gamberi flambè e frittura di calamari. Il conto è più alto rispetto alla media, ma la location e la qualità del cibo giustificano la spesa, quindi consigliatissimo per una cena intima a base di pesce. Vi consiglio comunque di prenotare, c'è la fila tutte le sere!
La taverna "Tzivaeri", sempre a Skala, è stata anch'essa un'ottima scoperta, accolti dal simpaticissimo Yannis che ci consiglia i piatti del giorno, cucinati dalla sua mamma! Buonissimi i ceci con melanzane e finalmente le lumache, che abbiamo cercato per tutta la vacanza, e poi, per finire, un buonissimo formaggio di capra con miele.
Non posso non menzionare "Souvlaki Pappou", proprio all'inizio del lungomare di Skala. Già il nome la dice lunga, quindi souvlaki e gyros in tutte le salse. Anche qui ci vuole pazienza, è sempre pienissimo.
"Pirofani" è una taverna un po atipica per Patmos, molto spartana e casalinga, con porzioni stratosferiche. Ci siamo passati davanti due sere, era sempre vuota e ci siamo chiesti il perchè, nonostante nelle altre ci fosse la fila. Alla fine, l'ultima sera a Skala, decidiamo di fermarci e devo proprio dire che abbiamo fatto bene. Qui, al contrario di come avviene di solito, il marito cucina e la moglie serve ai tavoli. Le pietanze sono quelle tipiche della tradizione: gemistà, dolmades e moussakas, tutto cucinato al momento. Essendo l'attesa per questo motivo un po lunghina, ci portano in omaggio una porzione di verdure del loro orto. Conto più basso di tutta l'isola!
Bene, finisce qui anche la permanenza a Patmos, l'isola "magica". Devo dire che nei primi giorni non ero riuscita a comprenderla del tutto, come se mancasse qualcosa e come se mi trasmettesse un velo di malinconia. Bisogna soffermarsi un po per capire l'essenza di quest'isola, che apparentemente potrebbe sembrare simile a tante altre, ma che ha una storia molto profonda. Ho trovato la sua Chora di rara bellezza, elegante e perfetta in tutto, circondata dalla magia del monastero e da panorami mozzafiato. E' un'isola unica nel suo genere e, pur essendo piccina, offre spiagge, paesaggi, villaggi, cultura e storia. Basta non soffermarsi sul clichè dell'isola raffinata e vip, costosa e troppo turistica. Le genuinità di Patmos sono sempre dietro l'angolo, quindi lasciatevi guidare dalla sua essenza e scoprirete un luogo davvero ricco e affascinante, direi perfetto per tutti.

KOS
Il 13 Agosto ci imbarchiamo di primo mattino a bordo della Blue Star che ci porterà a Kos, li dove tutto era iniziato. Il viaggio dura 3 ore e il biglietto costa poco più di 25€ a persona. Arrivati al porto di Kos Town troviamo la simpaticissima Valentini che ci aspetta con la nostra Kia Picanto e, sbrigate tutte le pratiche, ci mettiamo in viaggio per Kardamena, dove abbiamo prenotato presso "Greek Island Studios". Ci accoglie Nikos, un affascinante greco dalla pelle scura e dagli occhi color ghiaccio, insieme a Katerina, la donna delle pulizie. Il prezzo pagato è molto concorrenziale, meno di 35€ a notte per uno studio con terrazzino e angolo cottura. Pulizia forse da migliorare, per il resto tutto ok!
Abbiamo scelto Kardamena come base in quanto si trova in posizione ottimale per girare tutta l'isola e offre tutto ciò che si desidera per non doversi spostare alla sera.
Città di Kos
Iniziamo proprio da Kos Town, affascinante città che definirei "un museo a cielo aperto". Partendo dalla piazza con la fontana dei delfini, facilmente individuabile dal porto, ci addentriamo nei vicoletti del centro, pieni di negozi di ogni genere, kafenion e taverne. Passeggiando arriviamo alla Fortezza dei Cavalieri, purtroppo chiusa dopo il terremoto del 2017.

Fortezza dei Cavalieri
L'ingresso si trova proprio nella piazza del Platano d'Ippocrate. Si tratta di uno dei platani più vecchi d'Europa, sotto il quale si narra che Ippocrate insegnasse ai suoi discepoli l'arte della medicina.
La Fortezza, il Platano e il ponte di ferro che li collega sono senz'altro tra i simboli più significativi di Kos.
Dietro a questa piazza scorgiamo la moschea Gazi Hassan, il palazzo della Reggenza e l'hammam, in parte danneggiati dall'ultimo terremoto.
Sempre da Piazza del Platano si vedono anche le rovine dell'antica Agorà, accessibili gratuitamente da vari punti della città. La piazza più affascinante e viva di Kos è però Plateia Eleftheria (piazza della libertà), con le sue caffetterie e il bellissimo mercato dove abbiamo acquistato i nostri souvenir e qualche spezia.



Plateia Eleftheria
Altri siti che incontriamo semplicemente camminando per le strade della città sono la Casa Romana, il Palazzo del Circolo, la moschea Defterdar, la torre dell'orologio. La frazione chiamata "Old Town" è in assoluto la pù affascinante, stracolma di gente e piena di architettura, taverne tipiche, negozi di artigianato locale.

Kos Town

Esiste poi la famosa "bar street" di Kos, che alla sera si riempie di ragazzi olandesi. Parlando con qualche persona qua e la ci hanno spiegato come negli ultimi anni gli inglesi abbiano man mano abbandonato l'isola, lasciando spazio appunto a giovanissimi olandesi in cerca di locali su misura (personale olandese, musica olandese, cibo olandese...)!
Siamo rimasti molto colpiti dal museo archeologico, finalmente riaperto dopo il tremendo terremoto. Bellissimi i mosaici, le statue (tra cui quella di Ippocrate) e molti altri reperti di epoca romana ed ellenistica.

Museo Kos Town
Molto bella anche la via Averoff, con tutte le migliori taverne di pesce fresco della città.
Arriviamo infine al bellissimo lungomare, con tanto di pista ciclabile, e alla zona portuale, dove abbiamo si possono ammirare maestosi caicchi e altre imbarcazioni a dir poco scenografiche.

Porto Kos Town
Therma e le altre spiagge intorno alla città
A circa 20 minuti di auto da Kos Town si trova la bellissima spiaggia di Therma. Si parcheggia l'auto in alto e si scende a piedi per lo sterrato, per nulla impegnativo. Davanti algi occhi una bellissima spiaggia di sabbia scura vulcanica, caratterizzata appunto dalle sorgenti di acque termali caldissime che si mescolano all'acqua del mare. C'è una piccola "vasca" delimitata dagli scogli dove la temperatura dell'acqua arriva anche a 50 gradi! Sulla spiaggia inoltre un servizio "massaggi" con le caprette che pascolano tra la gente! Resistiamo solo fino a tarda mattina, poi la gente diventa veramente troppa e le dimensioni ridotte la rendono invivibile. Per questo vi consiglio di arrivare per tempo, per godervela almeno un po prima della ressa!

Thermae
Ad Agios Fokas siamo stati solo di passaggio dopo Therma, spiaggia comunque molto piacevole e la sua esposizione permette di godere di una vista magnifica e di tramonti mozzafiato.
La zona di Psalidi, vista solo di passaggio, è invece la spiaggia più godibile vicina al centro città, ricca di strutture ricettive, beach bar e altri servizi per tutti i gusti.
La spiaggia di Lambi è probabilmente la più affollata e popolare spiaggia cittadina, anche grazie al servizio navetta che parte dal centro e dai vari resort, popolata da lidi, sport acquatici, ecc.. Non proprio il nostro genere ma sicuramente una buona sosta per chi visita la città in giornata e ha voglia di rinfrescarsi senza spostarsi troppo dal centro.
Kardamena
Per quello che cercavamo noi, Kardamena si è rivelata il giusto compromesso. Già solo la spiaggia è molto bella, di sabbia dorata, attrezzata e non. Il mare è favoloso e sempre calmo, anche nei giorni più ventilati. La parte più bella è a mio avviso l'estremità a sud, all'altezza della taverna Chrisopoulis, dove si trova anche qualche tratto di sassi.

Spiaggia di Kardamena
Kardamena è giovane e frizzante, si trovano tutti i servizi e basta consumare qualcosa in una delle taverne o bar in spiaggia per avere ombrellone e lettini per tutto il giorno. Il lungomare è molto bello e tranquillo di giorno, di sera invece piacevole per bere qualcosa in uno dei tanti beach bar o semplicemente cenare in una delle taverne vista mare.

Kardamena by night
 La vita notturna di Kardamena si concentra tutta nelle vie pedonali del centro, dove numerosi bar e pub fanno  le ore piccole. La località è molto cambiata nel corso degli anni, prima da villaggio di pescatori a località turistica prediletta dal turismo anglosassone, poi gli inlgesi hanno man mano abbandonato l'isola (i pochi rimasti scelgono i resort all inclusive) e ora trovo che sia una giusta via di mezzo, adatta sia a giovani che a coppie e famiglie con bambini. Purtroppo la crisi qui si è fatta sentire, si vedono infatti moltissimi edifici abbandonati e degradati. Abbiamo avuto modo di parlare con Nikos di questa situazione e ci ha spiegato che il turismo è stato direzionato verso i più lussuosi villaggi turistici che si trovano sull'isola, c'è stata purtroppo una speculazione edilizia un po sprovveduta, così che tutti i piccoli commercianti e affittacamere si sono trovati in difficoltà. Emergono però abitanti molto fieri, con tanta voglia di fare e di ospitare.
Kefalos e le sue baie mozzafiato
In termini di mare è senza dubbio la zona più bella di Kos, dove si susseguono spiagge favolose e riparate dal vento. Partendo da Kardamena, seguono in ordine le bellissime baie di Kefalos: Exotic (o Xerocambos), Magic (o Polemi), Markos, Lagada (o Banana), Paradise, Kamelia, Agios Stefanos e Kamari.

Lagada Beach
Si tratta in realtà di un'unica grande baia, con diverse stradine sterrate per accedere dalla strada principale, tutte comunque facilmente raggiungibili. Sono tutte di sabbia e con acqua che degrada dolcemente e quasi tutte servite da qualche bar o taverna che mette a disposizione ombrelloni e lettini. Devo dire però che l'acqua del mare è particolarmente fredda, per non dire gelida in alcuni tratti!
La più spettacolare di tutte, ma poco vivibile in agosto, è la Paradise Beach, anche chiamata Bubble Beach per via delle bollicine dovute alle pressioni vulcaniche che si possono osservare a riva. La sabbia fine dorata e tutto lo scenario intorno rendono questa caletta particolarmente bella, ma essendo la più "famosa" delle spiagge è sempre molto affollata.

Paradise Beach
Subito dopo Paradise scoviamo il nostro angolo felice, la Kamelia Beach. Non ha nulla da invidiare alla sorella più famosa, anzi! Lo sterrato in discesa per raggiungerla è abbastanza ripido, quindi occhio ai freni, ma la bellezza e la tranquillità di questa spiaggia vi ripagheranno! 8€ il costo di ombrellone e lettini, è inoltre presente un "servizio bar" della taverna sovrastante, basta chiedere il menu al ragazzo che gestisce gli ombrelloni e vi porteranno tutto ciò che volete direttamente sotto l'ombrellone!

Kamelia Beach
Bellissima anche Agios Stefanos, che deve il suo nome alle rovine dell'antica Basilica. In pochissime altre occasioni ci era capitato di poterci tuffare in acqua direttamente sotto un sito archeologico! Difronte si trova l'isolotto di Kastri e parecchie persone fanno la traversata a nuoto, tutta la zona intorno alle rovine è ottima per fare snorkeling.

Agios Stefanos
La spiaggia principale di Kefalos è invece Kamari Beach, località molto carina anche per alloggiare, con un bel lungomare e qualche bar e taverna a gestione familiare. E' lunga 5km e termina con il piccolo porticciolo alla fine del villaggio. Molto bello magari fermarsi per un aperitivo vista mare dopo una giornata al sole.

Kamari Beach
In cima alla collina sorge invece il villaggio di Kefalos, con il suo vecchio mulino e il punto panoramico per ammirare il golfo dall'alto. Si tratta di un villaggio molto tranquillo e poco turistico, molto meno movimentato rispetto a Kos Town e Kardamena, ma ideale per rilassarsi e ricaricarsi. La vista panoramica sulla baia poi è davvero mozzafiato.

Panorama di Kefalos
Limnionas
A poca distanza da Kefalos, dal lato opposto di Kamari, si trova questa bellissima spiaggia, poco frequentata anche in pieno agosto. Il piccolo porticciolo divide la spiaggia in due, da un lato un'insenatura dal mare mosso e fondale fatto di pietre, dall'altro una sorta di fiordo dall'acqua trasparente, con una spiaggia lunga e stretta acqua calda e calma e una fila di ombrelloni. Unica pecca qui sono le innumerevoli alghe sul fondo, per alcuni potrebbe essere fastidioso fare il bagno. C'è un'unica fila di ombrelloni, ben distanziati l'uno dall'altro e la è spiaggia riparata dal vento, quindi davvero un'ottima scoperta.
Limnionas

Kohilari
Questa è una magnifica spiaggia, famosa soprattutto per il centro di kite surf. Sempre molto ventilata e con mare mosso. Noi l'abbiamo visitata una mattina presto e abbiamo passeggiato a lungo sul bagnasciuga. L'acqua parecchio fedda e l'orario non ci hanno incoraggiato a fare un bagno, ma resta un luogo degno di sosta.

Khoilari
Mastichari
Piccolo centro turistico costruito tutto intorno al porto da dove partono i traghetti per Kalymnos e Pserimos e punto abbastanza centrale per soggiornare, si trova praticamente sul lato opposto di Kardamena. Abbiamo avuto modo di fare un giro nelle viuzze del centro, con qualche taverna e rooms to let. Intorno a Mastichari si trovano alcuni tra i più grandi villaggi turistici di Kos, prediletti soprattutto da clientela tedesca e olandese. La spiaggia di per se è molto bella, ampia e di sabbia chiarissima, anche se nei giorni di vento è molto esposta. L'unico "problema", se così si può definire, è la presenza di alghe su questa costa nel primo tratto di mare. Di contro l'acqua è molto più calda rispetto al lato opposto!

Mastichari
 Marmari

Come genere è molto simile a Mastichari. Le spiaggie in zona sono invece più gradevoli, a Tigaki ad esempio non abbiamo trovato le alghe che solitamente popolano questa zona, quindi una spiaggia per noi godevolissima, con la sua sabbia quasi bianca e l'acqua cristallina e calda.
Tigaki beach
Con questo voglio precisare di non farvi condizionare dai commenti che si trovano in rete che definiscono Kos come "brutta" e che quasi sempre si riferiscono al tratto tra Mastichari e Marmari, scritti ovviamente da clienti delle strutture all inclusive che non si muovono dalla spiaggia del villaggio! Andate ed esplorate, l'isola è tutta bella!
A qualche chilometro da Tigaki si trova la località di Alyki, una palude salata dall'effetto surreale. Noi abbiamo fatto una passeggiata per vedere i fenicotteri, ma purtroppo non siamo stati molto fortunati e il forte odore sgradevole unito al caldo pazzesco ci hanno fatto scappare dopo pochi minuti.
La ventilata Agios Theologos
Circa 45 minuti in auto per raggiungerla da Kardamena, ma vale assolutamente la pena. Il paesaggio è davvero suggestivo e troverete tante piccole baie incastonate fra le rocce. Noi siamo arrivati in fondo alla stradina e scesi poi alla Diamond Beach, dove abbiamo fatto mille bagni nelle onde di un mare agitatissimo. Le sfumature di azzurro sono davvero da togliere il fiato. Sullo sterrato per arrivare in spiaggia bisogna fare un po di attenzione e andare lentamente, anche le indicazioni non sono sempre d'aiuto, noi abbiamo sbagliato strada due volte! Tenete il venditore di miele come riferimento, si trova ad un incrocio, da li basta girare tutto a destra e scendere verso il mare.
I colori da Agios Theologos

La remota Kavo Paradiso
Difficile da raggiungere, strada che sembra infinita fatta di terra e sassi. Il l mare è però talmente agitato che non riusciamo nemmeno a stendere il telo per il forte vento, quindi torniamo indietro dopo qualche foto. Direi di pensarci bene e cercare di andare nei giorni in cui non soffia vento, la baia deve essere spettacolare e magari avremo modo anche noi di ritornare.

Kavo Paradiso
Il sito di Asklepion
Dopo tanto mare decidiamo di dedicare un pomeriggio alla visita di questo spettacolare sito dedicato al Dio della medicina, figlio di Apollo e Coronide. In antichità era uno dei santuari volto alle guarigioni più famoso ed è stato portato alla luce nel 1902 da un archeologo tedesco. Un luogo magico, molto emozionante, dove arrivava la popolazione locale ma anche malati da lontano per ricevere le cure dei sacerdoti. Si possono vedere abbastanza ben conservati i resti di statue, templi, altari, colonne e mosaici.
Il biglietto d'ingresso costa 8€, il sito è ben tenuto, con cartelli esplicativi in inglese e greco e personale molto attento a sorvegliare che non vengano lasciati rifiuti.
E' costruito a terrazze: sulla prima si trovano i resti della camera dei malati, sulla seconda l'Abaton di Epidauro e i resti dell'altare di Apollo, e sulla terza l'altare di Asklepion, nonchè una vista mozzafiato su Kos.

Asklepion
Anche se molto è stato distrutto, siamo rimasti entusiasti anche solo nel passeggiare fra i resti di un luogo così importante e mistico, pensando a cosa potesse rappresentare nell'antichità a a quale grande importanza corrispondesse questo antico ospedale. La sensazione è quella di voler scoprire cosa c'è dietro, quali rituali venivano svolti in questo complesso sacro. E' uno dei must, per me assolutamente al primo posto tra le cose da vedere a Kos!
Il villaggio di Zia
Per arrivare a Zia da Kardamena si può scegliere la strada che passa attaverso l'antico villaggio di Pyli, oppure prendere la strada più veloce che va verso Kos Town e svoltare poi poco prima del villaggio di Zipari.
Devo ammettere che appena scesi dall'auto ci viene voglia di scappare, il villaggio sembra infatti la tipica "trappola per turisti", pieno zeppo di gente che vaga per i negozi di souvenir e che si piazza ore prima sul muretto per avere un posto privilegiato all'arrivo del tramonto. Ma basta lasciare il primo tratto di stradina e inoltrarsi nelle strette viuzze laterali, per vedere le tipiche costruzioni e i piccoli negozietti di artigianato locale. Molto caratteristica la "Traditional House of Zia", una casetta aperta al pubblico che consente di vedere come sono fatte all'interno le abitazioni di questo villaggio.
Si può proseguire lungo le stradine colorate del villaggio e inoltrarsi nel boschetto, in una via che sale fino alla vetta del Monte Dikeos, oppure fermarsi a bere la tipica limonata di Zia, buonissima, oppure la Kanelada, bibita a base di sciroppo di cannella.

Stradine Zia
Un paio di volte a settimana vengono organizzate escursioni guidate che partono da vari punti dell'isola e portano alla "greek night" di Zia, la tradizionale serata greca con canti, balli e cibo tipico.
Intorno alle 19.00 il villaggio si riempie all'inverosimile e la strada rimane bloccata perchè non si trovano più parcheggi. Troviamo comunque un bel posticino sotto un'albero di prugne per ammirare il sole che tramonta, il cielo che si illumina di rosso fuoco, con una vista spettacolare sulle isole che circondano Kos.

Tramonto a ZIA
Poco più sotto di Zia si trova Lagoudi e, proprio di fianco alla chiesetta, la taverna "Asfendiou", dove abbiamo cenato subito dopo il tramonto a base di moussaka, dolmades, gemistà e stifado di agnello. Cucina tipica greca, basta vedere che chi fa la carne alla brace è una nonna di almeno 90 anni, la madre del proprietario! Il conto credo sia stato il più basso mai pagato, 20€ per 4 piatti e vino (porzioni stratosferiche!).
Le taverne a di Kos, turistiche ma buone
La maggior parte delle taverne a Kosfanno cucina molto "turistica", ciò vuol dire "piatti greci" creati ad hoc per chi non conosce la loro cucina e desidera assaggiare le specialità greche. Le porzioni sono sempre molto abbondanti e tutti i piatti vengono accompagnati da patatine o riso. Detto ciò abbiamo comunque mangiato sempre ottimamente e soprattutto ci sono ovviamente anche locali più tipici, quelli magari un po nascosti, lontani dal centro.
A Kardamena si trova una taverna fantastica, forse un po più cara della media ma i loro mezè sono davvero eccezionali. Si chiama "Ariadni" e abbiamo assaggiato praticamente tutti i loro antipasti (cozze saganaki, feta al forno e con miele, funghi ripieni, humus...). Se siete a Kardamena, andateci almeno una volta.
 A Kos, nella fantastica via Averof si trova la taverna "Sardella", piatti buonissimi di pesce pescato in giornata e prezzi davvero bassi per la qualità offerta.
Una delle migliori cene è stata da "Fytorio", sulla strada che collega Kefalos a Kardamena. Un posto inaspettato, poco invitante da fuori ma molto tipico dentro e soprattutto strabuono. Agnello e moussaka come una volta, senza fronzoli, in più nell'attesa ci hanno offerto un piattone di polpette di formaggio!
Il tanto decantato "Romeo" a Psalidi a noi non ha emozionato più di tanto. Magari siamo capitati in una serata no, ma praticamente alle 21 era già a corto di pesce e ha improvvisato dei calamari ripieni di feta abbastanza anonimi.
Chiudo in bellezza con il ristorante "Avli", una bellissima corte in pieno centro a Kardamena. Prezzi più alti ma assolutamente meritati vista l'altissima qualità delle materie prime. Fanno un'ottima marmellata al pomodoro che servono poi con la feta, i loro piatti della tradizione sono dolmadakia, gemistà e uno stifado che si scioglie in bocca. Davvero consigliato per una serata particolare.
E così vola via anche la penultima tappa della nostra vacanza sulla bellissima e controversa isola di Kos. Ed è 
proprio questo il "rischio", Kos potrebbe scivolare via così, senza lasciare nulla, ma solo se ci si ferma allo stereotipo dell'isola da pacchetto all-inclusive e se si arriva già con il preconcetto che sia un posto per turisti di un certo tipo. Ammetto che il primo giorno ci siamo lasciati anche noi un po prendere la mano, soprattutto vedendo i tanti locali chiusi, le strade di Kardamena lasciate un po a se stesse e i tanti stabilimenti abbandonati e a volte lasciati al degrado. Ma ci siamo fermati a parlare con le persone del posto, cercando di capire il perchè di tutto ciò. Kos ha sofferto tanto, in passato e anche nel presente, dominazioni, terremoti, emergenze migranti, turisti che vanno e vengono.
Ci siamo sentiti quasi in dovere di aiutare questo popolo così orgoglioso della propria terra, così da cambiare totalmente anche il modo di vedere l'isola, che è di fatto bellissima così com'è. A partire da Kos Town che è un museo a cielo aperto, passando per i villaggi tipici come Zia, per le serate nei beach bar di Kardamena, e finendo con le bellissime spiagge di Kefalos, ma anche quelle più selvagge di Mastichari e Marmari. Assaporatela questa Kos, non ve ne pentirete! E noi ritorneremo di sicuro, abbiamo ancora angoli da scoprire!

BODRUM
Ultimo capitolo della vacanza di quest'anno, la città di Bodrum. Ammetto che i nostri piani cambiano alla fine, volevamo infatti passarvi almeno una giornata intera per vedere il Mausoleo di Alicarnasso e il Museo di Archeologia sottomarina. Invece Kos ci ha rapiti così tanto da trattenerci fino all'ultimo secondo, basti pensare che abbiamo fatto un bagno a Tigaki e mangiato una Moussaka in spiaggia 5 minuti prima di prendere il traghetto! Così abbiamo decidiamo di passare a Bodrum solo la serata e la notte in attesa del volo alle 06.30 dell'indomani mattina.
Il 20 Agosto lasciamo quindi la nostra auto a noleggio al porto di Kos Town e acquistiamo i biglietti per la traversata con la Bodrum Express Lines, al costo di 20€ a persona, partenza alle 16.30 e arrivo a Bodrum alle 17.15.
Dopo una coda interminabile allo sbarco per il controllo documenti, Bodrum ci accoglie con un chaos pazzesco, ci eravamo oramai abituati al modo "sigà sigà" delle isole greche!! La città è molto movimentata e ci mettiamo un po a trovare il nostro "The Best Life Hotel" prenotato su booking.com per 45€. Appena arrivati facciamo una doccia al volo, prepariamo in fretta tutte le valigie per la partenza e usciamo ad assaporare la vita di Bodrum! Iniziamo dalla via Cumhuriyet, dove si trovano localini carinissimi in riva al mare, facciamo poi due passi nella parte vecchia, molto bella e caratteristica, piena si di turisti, ma anche di negozietti tipici, venditori di ogni genere, bettole di kebab e falafel: un nuovo mondo!
Ci spostiamo dal centro e a circa 10 minuti a piedi troviamo la taverna "Antik Akdeniz", un posto molto alla buona che prepara principalmente piatti di carne e qualche piatto del giorno tipico. Ultima abbuffata vacanziera, posto da 10 e lode, da consigliare assolutamente. Paghiamo poco più di 50 lire turche in due, che sarebbero meno di 10€!
Prima di rientrare ci fermiamo a prendere un thè in un localino vista porto, poi a nanna, che alle 4.30 verrà a prenderci il taxi per portarci in aeroporto.

Volo di ritorno con la Turkish Airlines, che si conferma ancora una volta tra le migliori, scalo tecnico a Istanbul e arrivo a Malpensa in perfetto orario. Il pensiero, già sul volo di ritorno, va ovviamente alle prossime vacanze e la prima in classifica per ora è la Penisola di Bodrum, magari abbinata ancora a qualche isola greca vicina! Bodrum è infatti collegata più volte alla settimana con Patmos, Leros, Samos e Symi, oltre che giornalmente con Kos e Rodi.
Alla fine delle vacanze sorge anche sempre la domanda: "quale isola ci è piaciuta di più?" Beh, la risposta, come sempre, non c'è! Ogni isola ci ha dato qualcosa di diverso, Kalymnos è stata la vera scoperta di quest'anno, forse quella che li per li mi è dispiaciuto di più lasciare, ma siamo rimasti molto colpiti anche dalle meravigliose spiagge a dalla familiarità di Lipsi, dalla raffinatezza di Patmos e dalla storia di Kos. Il Dodecanneso ci ha rapito ancora, come già era successo nel 2010 durante la nostra prima vacanza greca a Rodi e la voglia di esplorare le altre isole del gruppo diventa sempre più grande, quindi questo è solo un grande "ARRIVEDERCI".

Bye Bye da Sandra e Fabrizio