di Monica e Riccardo
NB. Questo diario è nato per rispondere alla domanda: “Ma cosa ci andate a fare 15 giorni ad Anafi?!”.
14/9/26
Partiamo da casa alle 3 di notte, raggiungiamo il parcheggio e con la navetta l’aeroporto e alle 10 siamo ad Atene; visto che il traghetto è alle 17 ce la possiamo prendere comoda e con il bus X96 andiamo al Pireo ed una volta lì cerchiamo una farmacia dove acquistare delle creme solari… La prima è chiusa e la seconda pure… Chiediamo informazioni e ci dicono che oggi è festa… Andiamo a pranzare in un localino scovato su Google: Ικαριώτικο Καφενείο-Ουζερί che è frequentato prevalentemente da greci e mangiamo bene. Chiediamo alla signora dove possiamo acquistare dei solari e le ci dice che c’è un market a pochi passi. Le lasciamo i bagagli in custodia e andiamo a vedere; non c’è molta scelta ma quello che acquistiamo si rivelerà molto buono! Ritorniamo dal Καφενείο e dopo aver ringraziato la signora ci dirigiamo verso il Porto ma prima ci fermiamo in una bakery per prenderci qualcosa per cena e poi andiamo a cercare la navetta gratuita per il Gate E1. Giunti al Gate troviamo già la Blue Star ormeggiata ma visto che è ancora presto e non si può ancora salire vado a cercare il capolinea del bus X96 per il ritorno dopo di che prendiamo posto sulla Chios.
15/9/26
Arriviamo al porto verso 1:30; viaggio dal Pireo (che ho trovato molto più vivo di anni fa) è stato bellissimo e nonostante le tante ore il tempo è passato veloce. Non c'è molta gente che scende ad Anafi e velocemente sparisce nel buio della notte. Ci affrettiamo a prendere il bus che porta alla Chora (ad ogni arrivo e partenza nave c'è sempre). L'autista non ha fretta, sembra conoscere tutti e saluta in greco, sistema i bagagli a seconda delle varie fermate che conosce solo lui, credo in prossimità dei vari alloggi fuori la Chora. Alla fermata finale scendiamo (Medical Unit) e ci aspetta Katerina di Dreamanafi, 20 metri ed arriviamo allo studio che ci ospiterà per le prime due notti. Scambiamo due parole con Katerina e dopo una doccia ristoratrice posiamo il capo sul cuscino che ormai sono le tre di mattina.
Dopo un po' di ore di sonno andiamo ad esplorare la Chora,
dov'è la bakery? Dove sono i vari market? Dov'è Giannis del moto rent? Ed
ovviamente si scattano foto, si parla con una signora che ha appena steso il
bucato e si saluta chi si incontra, anche se per la verità gente non c'è n'è in
giro: e dove sono spariti?
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| A zonzo per la Chora |
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| A zonzo per la Chora |
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| A zonzo per la Chora |
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| A zonzo per la Chora |
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| A zonzo per la Chora |
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| A zonzo per la Chora |
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| A zonzo per la Chora |
Mangiamo una pita seduti su una panchina della piazzetta della chiesa di Aghios Nicholaos, l'unico rumore è quello del vento, c'è un silenzio innaturale. Parlando con Katerina (che chiuderà gli studios a fine settembre) e successivamente con Giannis del moto rent, ci dicono entrambi che la stagione turistica per loro è giunta a conclusione. Alcuni locali non aprono nemmeno a pranzo ed ora che siamo qui da alcuni giorni cominciano già a chiudere definitivamente ancora prima della fine di settembre. La loro stagione ci dicono dura tre mesi, molti turisti ad agosto, poi sempre meno.
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| Aghios Nicholaos |
Una cosa positiva è il bus sempre attivo, non quello viola che fa servizio da e per il porto, quello bianco, che arriva fin quasi al Monastero di Zoodochos Pigi e fa sempre fermata in prossimità dei sentieri che portano alle varie spiagge del sud dell'isola. Qui c'è da camminare come piace a noi.
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| Kastro |
16/9/26
Oggi cambiamo studio, quello più grande e con i lettini in
terrazzo.
I due ragazzi che c'erano sono partiti presto e alle otto Katerina è già di
pulizie per facilitarci il trasloco.
Terminato il “trasloco” che si fa? È mezzogiorno passato, quindi decidiamo di scendere dal “sentiero” che parte dalla Chora (passando dalla Taverna Anemos) ed arriva a porto. (probabilmente in passato era una mulattiera) zaino in spalla e via, fa già caldo, il sentiero ora è cementato, largo e segue tutta la vallata e la sera è illuminato.
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| Percorso cementato per il Porto |
In mezz'ora arriviamo, poi risaliamo per pochi metri la strada asfaltata e prendiamo il sentiero sterrato che porta alle prime due spiagge: Klisidi (dove ci fermeremo per sosta bagno e relax)
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| Klisidi |
e Katsouni, ma prosegue anche per le altre spiagge ed arriva fino al Monastero (segnavia n°1) e sarà da provare. Ci fermiamo a prendere una limonata prima di ritornare al sentiero e successivamente risalire a piedi alla Chora. Bella sudata!
17/9/26
Oggi si affitta lo scooter, arriviamo all'ora concordata e Giannis non c'è (sigà, sigà). Dopo un po' una signora, forse la mamma, spunta da nulla e ci informa che sta arrivando (ha accompagnato alcune persone al porto). Concordiamo tutto, prendiamo nota dell'orario dell'unico distributore dell'isola, infiliamo i caschi e via.
Sosta alla chiesa con annessa spiaggia di Anarghyri. Parcheggiato lo scooter si scende a piedi e si scatta qualche foto. Da entrambi i lati ci sono due spiaggette, una di sassi (a sinistra) ed una di sabbia/ghiaino (a destra). Beh, dall'alto la vista è commovente, l'acqua degrada dal verde chiaro al blu intenso. Studiato come scendere e adocchiato vari sentieri capiamo che uno di loro porta proprio alla spiaggia più grande, un passaggio in mezzo alle rocce e siamo giù.
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| Anarghyri |
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| Anarghyri |
Non ci sono né tamerici ma solo una scogliera che offre un poco di ombra al mattino, quindi subito in acqua a rinfrescarci.
Rimaniamo poco più di un'ora, poi risaliamo ed andiamo verso il Monastero di Zoodochos Pigi (che aprirà alle 16:00) per vedere la partenza di alcuni sentieri e gustare un po' di ombra e quiete nel giardino antistante: Orari 11:00 - 13:00 /16:00 - 18:00
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| Punto sosta al Monastero di Zoodochos Pigi |
Nei paraggi c'è la spiaggia di Monastiri, di sassi, sabbia e con parecchie tamerici, quindi ci sistemiamo lì in attesa dell’apertura.
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| Spiaggia di Monastiri |
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| Monastero di Zoodochos Pigi |
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| Monastero di Zoodochos Pigi |
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| Monastero di Zoodochos Pigi |
L'area visitabile è limitata, una suora ci apre la chiesa
(no video, no foto). Poi chiedo se c'è lo shop subito un'altra suora, apre il locale dove si
può trovare vino e olio di Santorini (ad Anafi certo questo non lo producono),
unguento, ex-voto, incensi, magneti e braccialetti di corda (che sono solita
acquistare in ogni isola greca), quindi faccio "scorta".
Questa sera è un po' freschino, d'altronde in Grecia è arrivato il brutto tempo che ha colpito Creta ma anche Rodi, noi qui ad Anafi stranamente ne siamo stati esentati. Mangiamo da Petrino che ci informa che domenica sarà il suo ultimo giorno di lavoro, per la stagione.
18/9/26
Stamane ritorniamo al Monastero in scooter, cerata e scaldacollo, canotta maglietta tecnica che toglieremo una volta arrivati. Parcheggiamo e lasciamo quindi un po' di roba in scooter e zaino in spalla ci incamminiamo per il sentiero 2 che parte appena sotto il Monastero. Non c'è nessuno, il sole già scotta e rimaniamo in canotta.
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| Sentiero 2 |
Il sentiero gradatamente sale e costeggia tutta la bassa montagna rocciosa, in alcuni tratti costeggia vallate ed è il classico sentiero delle capre.
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| Panorama dal sentiero 2 |
Dopo poco più di un'oretta arriviamo alla chiesetta di Aghios Mamas, è già mezzogiorno passato ed anche proseguire è tutto soleggiato, ed abbiamo sudato parecchio. Volendo proseguire si arrivava almeno fino a Kasteli e Panagia sto Dokari, ma vogliamo fare il percorso partendo da un altro punto di inizio.
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| Aghios Mamas |
Quindi torniamo, sui nostri passi ed in meno di un'ora arriviamo al punto di partenza. Sosta "ristoro" ai tavoli e panche dell'area verde fuori al Monastero.... subito arrivano i gatti, di tutte dimensioni, ma io mangio frutta e non c'è trippa per loro.
19/9/26
Mattinata in giro per spiagge (Mikros e Meghalos Roukounas) e trovato pure i gigli di mare che qualcuno aveva protetto con dei sassi tutt'intorno.
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| Gigli di mare |
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| Meghalos Roukounas |
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| "Private beach" |
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| Mikros Roukounas |
Nel pomeriggio giro esplorativo nell'entroterra verso il nord (anche se c'era parecchio vento).
Sosta alla piccola Panagia Axinon e salita alla Panagia Archangelo Michael.
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| Panagia Axinon |
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| Panagia Archangelo Michael |
Questa ce la siamo proprio sudata in quanto dalla collina di fronte stavano scendendo capre con pastore, ma anche tre cani che sono corsi verso noi abbaiando, fortunatamente il pastore li ha richiamati. Noi siamo rimasti fermi in attesa che il gregge deviasse per la propria strada, mentre il pastore ci gridava da lontano: "no problem, no problem"...
L'entroterra è molto brullo, tutto secco e sembra poco coltivato, ci sono tantissimi fichi d'india e molte arnie colorate per produzione miele.
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| Entroterra |
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| Strada sterrata per la Panagia Vouvon |
Al ritorno abbiamo deviato per il porto che avevamo visto solo verso le due di notte, all'arrivo. Anche lì c'è un piccolo market utile per le persone che soggiornano nei paraggi. Troviamo casualmente Giannis, il signore del rent/scooter, che arriva con delle canne da pesca e si siede con amici ad uno dei bar del porto: sono le 18:00 passate.... ma non deve aprire l'ufficio su alla Chora? Sigà Sigà!
20/9/26
Lasciamo lo scooter all'inizio della sterrata e ci incamminiamo a piedi verso Aghios Dimitrios già facendo i conti con il vento. Per salire alle due chiesine (di cui una sola aperta) il sentiero è nascosto da erba e sassi e si fatica trovare, ma ce la facciamo.
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| Sentiero per Aghios Dimitrios |
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| Aghios Dimitrios |
Come al solito non si incrocia nessuno in giro, solo una vecchia auto parcheggiata e corrosa dalla salsedine ed un'altra auto a noleggio (allora qualcuno nei paraggi lo troveremo).
Scesi da Aghios Dimitrios cerchiamo il sentiero per Aghios Antonios, segnalato solamente da un palino che non dà molto affidamento.
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| Segnaletica per Aghios Antonios |
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| In cammino per Aghios Antonios |
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Subito si capisce che la zona è quasi per niente frequentata, i sentieri sono parecchio incolti, erba alta e secca che cresce ovunque. Una traccia del sentiero è visibile dall'alto e lo stesso attraversa vallate e colline. Da lontano vediamo due persone arrivare dalla direzione opposta, sono i proprietari dell'auto parcheggiata e tornano da Aghios Antonios. Ci scambiamo qualche informazione e ci salutiamo. Dopo un po' arriviamo alla chiesa di Aghios Antonios purtroppo chiusa e che avrebbe bisogno di una bella ristrutturazione, ma in una posizione come quella (a picco sul mare) ci sarebbe bisogno di molte persone volenterose ed il materiale dovrebbe essere trasportato a spalla per il sentiero
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| Aghios Antonios |
Rimaniamo lì un po' di tempo a godere della pace e scattare foto. Ritorniamo in tempi veloci allo scooter nonostante il sentiero sia quasi sempre in salita.
Il vento non smette, quindi con lo scooter decidiamo di continuare fino ad Aghios Mamas (eravamo già stati lì percorrendo il sentiero che parte da Monastero, alcuni giorni fa) per trovare un riparo dove poter mangiare un boccone.
Nel pomeriggio ci godiamo il silenzio ed il panorama verso Santorini in relax dal nostro terrazzo aspettando il tramonto.
21/9/26
Sgambettata mattutina a Sto Dokari e al suo sarcofago e poi a Kastelli e i resti delle sue mura; si potrebbe continuare fino ad Aghios Mamas ma ci siamo già stati due volte quindi facciamo dietro-front e torniamo sui nostri passi.
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| Inizio sentiero per Sto Dokari/ Kastelli |
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| Sto Dokari |
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| Sarcofago |
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| Kastelli |
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| Kastelli |
Nel pomeriggio arriviamo in scooter fino alla spiaggi di Klisidi da dove, percorrendo il Sentiero 1, andiamo alla spiaggia di Katsouni: spiaggia di sabbia, alcune tamerici ci sarebbero ma sono occupate dalle tende, molte tende, di più di quelle a Roukounas. Ben attrezzati di tutto ciò che serve a campeggiare, mi piacerebbe sapere come hanno fatto a trasportare tutto (compreso i viveri e acqua) visto che si arriva unicamente a piedi, per sentieri che certo non sono comodi, mah…
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| Katsouni |
Ci fermiamo un paio d’ore poi riprendiamo il sentiero per andare a vedere la spiaggia di Flamourou ma giunti nei pressi vediamo che per arrivarci bisogna passare su alcuni scogli o entrare in acqua… Ormai è tardi e sarà per un’altra volta.
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| Flamourou beach sullo sfondo |
Oggi ho visto un'acqua bellissima, trasparente, come forse da anni non vedevo
in Grecia, considerata la spiaggia di sabbia.
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| Colori |
Comunque NESSUN cartello di divieto campeggio, né di nudismo... difatti tutti nudi e crudi.
22/9/26
Oggi esploriamo un po' la zona sud ovest di Anafi. Appena scesi dalla Chora si imbocca la strada laterale asfaltata che costeggia montagnole e vallate poco coltivate e tremendamente secche, persino i fichi d'india hanno rinunciato a tenere le pale belle diritte e sono ridotti come salici piangenti, stessa sorte tocca alle agavi, una foglia su e quattro giù.
Il vento concede clemenza ed abbiamo deciso di visitare le chiese e chiesette della zona: Kameni, Vaghia, Prassa.
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Chiesa in mezzo ai rovi
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| Aghias Paraskevi |
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| Aghios Panteleimon |
Notiamo che il territorio offre delle minuscole zone di verde in prossimità di avvallamenti ed un minimo di coltivazione (campi di grano) e viti nane.
In prossimità di Vaghia beach si nota la pista di quello che dovrebbe essere l'aeroporto di Anafi (speriamo di no), il quale non ha nulla da invidiare al suo fratello di Skiathos. Hanno praticamente spianato una collina a picco sul mare e sulla spiaggia di Vaghia e considerato il vento che c'è sempre mi viene da pensare che l'atterraggio sarà da fare con estrema precisione.
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| Dove dovrebbe sorgere il nuovo aeroporto... |
La strada asfaltata finisce al centro raccolta rifiuti che praticamente è un terreno sterrato, chiuso solamente in un lato da un cancello con lucchetto, il che vuol dire che dagli altri tre lati il vento fa volar via qualsiasi cosa sia di plastica o carta, difatti nel raggio di 500/700 metri sono sparpagliati, sacchetti, bottiglie, scatolette e quant'altro Eolo abbia voluto soffiarmi sopra.
Al ritorno ci fermiamo nella zona di Kameni Lagada, dove un resort con piscina (mi dicono ci siano 7 piscine qui ad Anafi che manca l'acqua da tanti mesi) ha la sua "private beach", ma tiene aperto il passaggio a chi vuole andare nella spiaggia di Kyparissi.
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| Kyparissi beach |
Nel pomeriggio esploriamo altri sentieri per le spiagge del sud.
23/9/26
E oggi sono più di 15mila passi
Parcheggiamo lo scooter vicino alla taverna della spiaggia di Meghalos Roukounas, dove qualche assonnato campeggiatore si è appena svegliato.
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| Meghalos Roukounas |
Il cielo è velato e quindi decidiamo di camminare e salire per il sentiero 1 (che costeggia tutte le varie spiagge). Ci fermiamo ad una chiesina che versa in stato pietoso (vetro rotto e mezzo rappezzato con il cartone), vicino ci sono resti di un sito archeologico le cui pietre e resti di colonne sono sparsi ovunque.
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| Chiesina malmessa |
Decidiamo di scendere alla spiaggia di Katalimatsa, non senza difficoltà a trovare il sentiero su vari terrazzamenti di pietra. Sulla spiaggia di sabbia e sassi troviamo tanti omini di pietra e due grandi sassi di roccia che creano un passaggio per una micro spiaggia. Restiamo lì un po' di tempo poi riprendiamo il sentiero che risale e ci collega a quello principale (n. 1)
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| Katalimatsa beach |
Scorgiamo in basso la spiaggetta di Aghios Ioannis (dove andremo prossimamente) e proseguiamo fino alla chiesina di Aghios Nikolaos che troviamo aperta.
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| Aghios Nikolaos |
Il sentiero è tutto sali/scendi ed entra in piccole gole. Arriviamo quindi alla spiaggia di Meghalos Potamos (sabbia e sassi grandi), dà l'impressione di una spiaggia abbandonata, forse perché per arrivarci devi per forza imboccare uno dei tanti sentieri che incrociano con il n. 1.
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| Meghalos Roukounas |
Si alza vento, quindi facciamo solamente una piccola sosta e poi torniamo indietro fino a Meghalos Roukounas e taverna dove c'è il nostro scooter che ci aspetta per rientrare alla Chora.
Questa sera un altro ristorante ha chiuso la stagione (Astrakan, ma solo apparentemente…) e un’altra tavernetta (Sokaki) frequentata prevalentemente dagli abitanti della Chora risultava chiusa anche se i tavolini erano ancora tutti al loro posto.
Ho chiesto alla signora del panificio se sapeva qualcosa, ma
si è stupita. Poi ridendo ha detto: "noi siamo sempre qui"! (e
menomale altrimenti tutti sono spacciati con la bakery chiusa )
Tra l'altro anche la bakery ha ridotto un pochino l'orario di apertura...
L'unica taverna che non dà segni di cedimento è To Steki che rimarrà aperta anche tutto il mese ottobre.
24/9/26
Continuiamo oggi le nostre camminate per i sentieri della costa sud, ricordandoci però di passare alcune ore in "private beach", ovvero le micro e nano spiaggette che tutti schifano (buon per noi) a favore di Meghalos Roukounas.
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| "Private beach" |
Oggi il cielo blu della Grecia è qualcosa di straordinario, così non l'ho visto in nessun paese del mondo in cui ho viaggiato e nemmeno nel cielo limpido dei mesi autunnali delle "mie" montagne.
Continuando la "caccia alle chiesette" disseminate dappertutto qui ad Anafi, ci siamo intestarditi a voler salire ad Aghia Triada.
Sulla strada principale un cartello scritto a mano e legato ad un palo indica: monopath.... e mica ci facciamo scappare questo, no?
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| Segnaletica |
Quindi parcheggiamo lo scooter all'interno di un'area che sembra una mezza discarica dove ci sono un bus ed un furgoncino che ormai sono passati a miglior vita, bidoni della spazzatura ancora in buono stato, reti metalliche e poi quella che sembra una diga, invece è un bacino idrico. Percorsi 300 metri si capisce già dove salirà il sentiero, intanto con alcuni scalini di cemento e poi in salita in un zig zag, abbastanza stretto, con sassolini e terriccio (il peggiore), fino ad arrivare in cima alla collina dove poco dopo si vedrà la chiesa, di costruzione abbastanza nuova.
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| Sentiero... |
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| Aghia Triada |
Il panorama da sopra abbraccia altre colline, il mare, alcune abitazioni nuove e ruderi. Scendiamo molto lentamente da questo sentieraccio e già sto pensando che alle volte sono un po' testarda e potrei evitare certi azzardi. Comunque ritornati sani e salvi allo scooter si va a cercare il sentiero per Aghia Irini (già parzialmente esplorato).
Scopriamo che incrocia con il sentiero n. 1 quello che costeggia tutte le spiagge del sud.
Anche questa chiesina è aperta ed in buon stato di conservazione.
Non ci resta che proseguire il percorso e trovare un angolo di spiaggia per finire la giornata.
25/9/26
(e con oggi più di 17mila passi)
Monitorando il meteo e soprattutto il vento, durante il nostro periodo ad Anafi, stamattina decidiamo di salire alla Panaghia Kalamiotissa il punto più spettacolare ed imperdibile di Anafi.
Com'è giusto informiamo Katerina, che se non torniamo per la sera avrebbe dovuto avvisare i soccorsi... Voi ridete, ma sul tabellone esposto al Monastero Zoodochos Pigi una delle cose da fare è proprio questa, quindi noi due chi avvisavamo se non lei?
Si presenta dopo poco al nostro studio con due bastoni di bambù per facilitare il nostro cammino, proprio come i pellegrini di una volta. Gentilissima!
Mi dà lo stimolo a salire, non perché non sia in grado di farlo, faccio lunghe e impegnative camminate in montagna e con elevato dislivello, il problema sono le cervicali che in alcuni momenti mi provocano vertigini nei sentieri di montagna. Insomma la gamba c'è ma la testa mica tanto.
Quindi partiamo in scooter con i nostri bastoni al seguito pronti ad affrontare questa nuova avventura, chissà come andrà...
Arriviamo allo spiazzo antistante il Monastero e parcheggiamo il mezzo, si prende il minimo indispensabile e l'acqua e cominciamo a percorrere il sentiero n. 2 che sale a Kalamiotissa.
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| Si parte! |
Di questo percorso avevo visto video, foto e sentito racconti e certo ero sicura che non faceva per me, quindi ho detto a Ric che sarei arrivata fin dove riuscivo e pazienza.
Il sentiero parte con larghi zig zag fino ad un piccolo punto sosta, in legno e con copertura, prosegue poi sempre in salita con sentiero meno largo.
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| Punto sosta |
Arrivati ad una buona altezza e guardando bene dove mettere i piedi, cominciano ad esserci delle protezioni in legno che danno "sicurezza" e lo stimolo ad andare avanti.
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| Si sale |
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| Si sale |
Si, proprio questo, passo dopo passo, e il marito che mi incoraggiava, ed una mano invisibile sulla mia spalla (di qualcuno dall'alto che ora non c'è più), mi hanno guidato fino in cima, senza la paura di cadere, senza nessuna vertigine.
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| Quasi ci siamo... |
Dalla cima è tutto meraviglioso: un balcone sull’infinito blu dell’Egeo! Già il fatto di avere costruito una chiesa sulla punta di questo monolite (il secondo monolite più grande d'Europa, dopo la Rocca di Gibilterra) sembra incredibile e merita una attenta riflessione. Qui, a differenza della salita, non c’è vento e fa veramente caldo quindi ci togliamo un po’ di roba.
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Panaghia Kalamiotissa
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Panaghia Kalamiotissa
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| Panaghia Kalamiotissa |
Dopo un pochi minuti arriva una coppia di tedeschi con i quali scambiamo due parole (lei parla un discreto italiano!) e ci fotografiamo a vicenda.
Rimaniamo alla Panaghia (chiusa) un po' di tempo e con calma (perché ora mi aspetta la discesa ed io preferisco sempre la salita) ritorniamo sul sentiero percorso in salita.
Senza fretta, con le soste dovute per foto, per bere, per cambiare maglia, si scende ammirando il panorama: da un lato la vegetazione secca secca e dall'altro il blu dell'Egeo, in mezzo il Monastero come punto di arrivo giunti al quale avvisiamo subito Katerina che tutto è andato bene e che non servono i soccorsi.
Ci mettiamo all'ombra per mangiare un boccone ed ecco che si ripresentano subito i "gatti del Monastero", sono almeno sette/otto grandi e piccoli sempre affamati, ma ahimè qui non c'è proprio trippa per gatti perché io ho una spanakopita con verdure e porro, ma loro non lo sanno cosa c'è dentro il mio cartoccio
Comunque sono stata contenta di aver raggiunto questo traguardo e resto ancora incredula.
Nel pomeriggio due ore di relax in una delle spiagge di Anafi.
26/9/26
Oggi giornata con poco vento ed avevamo deciso di andare in parte in scooter, in parte a piedi a Vrysi Spring (sorgente e punto di sosta con panchine e platani) in zona nord e poi proseguire verso la chiesa di Aghios Georgios sti Vrysi adiacente all'omonima spiaggia, ma purtroppo abbiamo dovuto escogitare un piano B in quanto era in circolazione il solito gregge di capre con il solito pastore di alcuni giorni prima, e con i soliti tre cani che addirittura hanno risalito la vallata fino alla strada che stavamo percorrendo. Non c'è stato verso che l'omino delle capre li richiamasse e quindi siamo dovuti tornare indietro e rinunciare (che sfiga). Ecco perché adoriamo i gatti, si fanno gli affari loro e quando vogliono coccole eccoli che arrivano.
Torniamo sul crocevia che indica Livoskopos e Vouves, da notare che per Vrysi Spring e chiesa e spiaggia manca una qualsiasi segnaletica, niente cartelli, devi avere una cartina dettagliata o mappa scaricata, insomma devi arrangiarti, oppure hai la fortuna che in quel momento si materializzi, in mezzo al nulla, uno dei rari abitanti della zona.
Camminiamo dunque in salita e passiamo la chiesa già visitata Archangelos Michael, il paesaggio è brullo, secco, anche i fichi d'india sono in sofferenza, notiamo molte "casine d'api", oltre questo la zona non offre nulla se non scorci giù nelle vallate. Ci fermiamo a Christos, chiesa chiusa ma con un bell'albero davanti e proseguiamo per la Panaghia Vouvon, questa è aperta ed in buono stato di conservazione.
È già mezzogiorno e decidiamo di tornare allo scooter prima di altri spiacevoli incontri... penso che l'unico gregge di capre in giro per l'entroterra l'abbiamo trovato solo noi.
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Christos
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| Panaghia Vouvon |
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| Entroterra |
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| Nubi all'orizzonte |
Tornati alla Chora ci fermiamo per dare un'occhiata al sentiero che si vorrebbe percorrere domani, vedremo come butta il tempo.
Comunque anche oggi... 14mila passi
27/9/26
Oggi giornata inclemente, piove per cinque minuti, poi smette, poi esce il sole, si alza il vento, arriva la nuvolaccia e piove nuovamente, poi smette, insomma va così. Comunque a differenza di altre isole greche qui il maltempo ci ha risparmiato e piuttosto che essere a casa in Italia preferisco così, domani, sicuramente sarà una giornata diversa.
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| Giornata inclemente |
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| Giornata inclemente |
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| Giornata inclemente |
Quindi ne approfitto per raccontare una curiosità di Anafi, ne avrei parlato alla fine di questi diari giornalieri, ma ora ho tempo:
I Forni di Anafi.
Arrivata in questa isoletta e cominciando a visitarla sono la prima cosa che mi ha affascinato e quindi dovevo saperne di più.
Ho scattato foto in tutti i posti dove sono stata, ho chiesto a Katerina, ho fatto ricerche in merito e questo è il "riassunto": (spiegazione di Katerina con genitori di Anafi e parenti che abitano qui) :
Un tempo qui molte persone coltivavano la terra. Preparavano ogni tipo di cibo, dal pane alla capra cotta al forno da mangiare, dopo aver trascorso tutta la giornata a lavorare nei campi.
Altro:
Antiche case di campagna (fournospita) e fattorie abbandonate possiedono ben due forni affiancati di pietra grezza ed intonaco.
Il forno piccolo era usato per cuocere il cibo di tutti i giorni, mentre quello grande serviva per cuocere, il pane per la famiglia o per il villaggio (nel secolo scorso si viveva con più difficoltà, ma si condivideva molto di più). Quelli in uso sono tutti anneriti dal fuoco ed hanno lo sportello di ferro.
I forni si trovano disseminati ovunque nell'isola: nella chora, lungo i sentieri di trekking, nelle campagne dell'entroterra, nei ruderi abbandonati, alzi lo sguardo e ne scorgi uno.
Due grandi forni storici (si dice abbiano un secolo di vita) sono ormai abbandonati e si trovano in zona Roukounas, questi avevano anche stanze di servizio.
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| Forno |
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| Forno |
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| Forno |
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| Forni |
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| Forno |
28/9/26
Giornata di vento molto forte e la mattina ancora alcune nuvole che una volta sparite ci regalano un cielo azzurro.
Camminiamo contro vento non senza fatica, arrivati in spiaggia è una lotta contro le ventate di sabbia, sarà per questo che non c'è quasi nessuno.... domani si ritenta altrove.
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| Sentiero per Klisidi |
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| Il Porto |
Saliti alla Chora a piedi (ma anche scesi), allarghiamo il giro e prendiamo un sentierino laterale che ci porterà a due chiesine collocate sopra la vallata tra la Chora e il porto.
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| Chiesine |
Stasera tramite wa prendiamo accordi con Giannis (moto rent) per restituire domani sera lo scooter e ci dice che non ci sono problemi di orario (lui ha già chiuso il suo ufficio), possiamo chiamarlo o lasciare lo scooter parcheggiato in un certo posto e all'interno lasciargli i soldi...
Roba da matti! Era da anni che non ci capitava una cosa simile!
Se penso che a Lemnos, lo scorso anno all'aeroporto, ci ha aspettato il ragazzo con l'auto a nolo ed ha voluto i soldi in contanti, immediatamente (da notare anche che era sera tardi ed eravamo mezzi rinco per il ritardo del volo interno).
Comunque oggi abbiamo notato altri cambiamenti: hanno ridotto a tre le corse autobus che si avvicinano alle spiagge. I piccoli super hanno modificato gli orari di apertura e chiusura e così pure la bakery.
Meno gente in giro rispetto a giovedi/venerdì della scorsa settimana.
Katerina oggi mi ha salutato, stava pulendo uno studio, dove fino a ieri c'erano due ragazzi, che sono partiti oggi. Siamo rimasti solo io e Riccardo al DreamAnafi.
Katerina mi diceva che prima di rientrare ad Atene mette anche le protezioni a porte e finestre in modo che non vengano rovinate, toglie i materassi dai lettini che vengono rivestiti e protetti per l'inverno.
Qualcuno di Anafi (lei ha dei parenti qui) durante i prossimi mesi, si prenderà cura delle piante e del giardino. Poi ritornerà a maggio 2027 per l'apertura della struttura da giugno a settembre.
(anche oggi quasi 14mila passi... controvento)
29/9/26
ultimo giorno girando alcune spiagge... a piacere del vento.
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| Mikro Roukounas |
Nel pomeriggio salutiamo con dispiacere Katerina la quale ci dice che ospiti come noi non ne ha mai trovati.
Avvisiamo Giannis del moto rent, che siamo pronti a
restituire lo scooter, a lui va bene anche senza aver fatto il pieno (il distributore aprirà tra tre ore...). Si
presenta tutto imbrattato di vernice bianca e ci dice che sta sistemando gli
appartamenti in affitto (qui non si perde tempo), poi attenderà ancora due
persone per la riconsegna di scooters e poi chiuderà definitivamente l'ufficio.
Chiediamo cosa sarebbe costata l'auto a nolo (non sapevamo avesse anche auto) e ci dice: 40€, ad agosto 60€ al giorno.
Parlando di prezzi aggiunge che a Paros ad agosto chiedono
120€ al giorno
Salutato anche lui torniamo in studio a piedi, passando per la Chora in modo da schivare il ventaccio.
La sera ultima cena da to Steki, che ormai è il nostro punto di riferimento.
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to Steki
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to Steki
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| to Steki |
30/9/26
La sveglia è alle 00:30. Mettiamo in valigia le ultime cose, ci imbacucchiamo per bene ed usciamo… C’è un vento pazzesco ma in pochi metri raggiungiamo la fermata del bus al Medical Unit ma subito ci viene l’angoscia… Ma se il bus non passa che facciamo???!!! Ma non è meglio se andiamo alla fermata principale?! Vabbè, andiamo, tanto è tutta discesa e la distanza è poca. Dopo la curva si vede il bus con i fari accesi e in pochi minuti lo raggiungiamo e l’autista ci sistema i bagagli, saliamo e facciamo i biglietti, siamo i primi, aspettiamo… L’autista parla continuamente al telefono (a quest’ora?!), chiude la chiamata e subito il cell squilla… Arrivano altre persone… Sono quasi le 02:00 quando parte e si dirige al Medical Unit (ma non doveva passare alle 01:25???!), arriva un’auto e scende una persona e sale sul bus (se fossimo rimasti lì ad aspettare per più di 30 minuti ci sarebbe venuto un infarto!), riparte in direzione del Porto ma prima fa altre due fermate; giunti al Porto ci sono già alcune persone ed auto in attesa ma visto che non c’è una sala d’attesa restiamo sul bus finchè non vediamo arrivare la Blue Star Chios, saliamo e prendiamo posto alle poltrone reclinabili.
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Arriviamo al Pireo con una decina di minuti di ritardo causa vento e mare un poco mosso; appena sbarcati ci dirigiamo subito alla fermata dell’ X96 che avevamo individuato alla partenza e c’è già un bus in attesa, cerchiamo i biglietti ma l’autista ci dice che si fanno a bordo con la carta di credito/debito; siamo solo noi ma durante il tragitto per l’aeroporto fa decine di fermate e sale un sacco di gente; nel frattempo si mette anche a piovere… Arriviamo con molto anticipo e il volo partirà anche in ritardo…
Ciao Anafi, per parecchi anni sei rimasta una figura disegnata nella cartina, che ogni tanto si apriva, si studiava, e si seguiva sui video YouTube.
Ciao Anafi sei stata una bellissima scoperta, tutta secca secca (come piace a me), e soprattutto con quello spirito ancora da isola greca di una volta in cui le persone devono adattarsi ai tuoi ritmi lenti e non il contrario. Niente etichette, niente sciccherie, niente fronzoli, solo semplicità e genuinità.
Forse un giorno ci rivedremo... chissà.
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| Monica e Riccardo |

























































































