di Isabella e Linda – Luglio 2025
L’anno scorso la scelta della meta dell’usuale viaggio greco è stata semplice e definita già dall’autunno, quasi inevitabile: una coppia di cari amici piacentini, Alessandra e Stefano, ha impostato una scelta di vita aprendo uno studios in quella che, dopo molto girovagare tra isole e continente, hanno eletto come isola del cuore: la verdissima Samos.
Così, con entusiasmo, approfittiamo delle offerte del black friday per acquistare tre biglietti Aegean, di cui uno ridotto per Linda di 9 anni, per la seconda decade di luglio.
Siccome siamo piuttosto irrequieti, in quella decade progettiamo di “infilare” anche un paio di giorni nella non lontana Patmos.
All’arrivo, però, sono previsti una passeggiata ed un pernottamento di passaggio nella graziosa Pythagoreio. così da assaporare subito lo spirito del “protagoinista” dell’isola, e l’ospitalità di una casa antica vicino al porto, adattata a BB.
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| Il viaggio (diario di Linda) |
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| Monumento a Pitagora |
Qui lasciamo in custodia il grosso dei bagagli per avviarci, di buon mattino e leggeri, a Patmos col catamarano (2 ore e mezza), e qui torneremo la notte successiva: una soluzione all’apparenza un po’ tortuosa ma che si rivela l’incastro migliore, anche grazie alla cortesia del nostro host che ci farà ritrovare la medesima stanza, non nuova ma grande e comoda, con le nostre cose in ordine pur non addebitandoci la notte intermedia.
La gita a Patmos in giornata è certamente fattibile e viene proposta dalle agenzie locali, ma l’ideale, anche solo per visitare Chora e Monastero Unesco, è fermarsi una notte: d’altronde la riteniamo un’escursione e non l’obiettivo del nostro viaggio.
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| Piccola biblioteca nel BB di Pythagoreio |
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| Strada blu a Pythagoreio |
L’intera costa meridionale di Samos, con la piccola Samioupola, sfila da vicino davanti a noi; quando infine scorgiamo il profilo dolomitico del monte Kerkis, la terra “finisce” e siamo in Egeo aperto.
Tocchiamo velocemente Fourni, Ikaria, e poi il Dodecanneso inequivocabilmente si presenta con la sua impronta italiana, che caratterizza il porto Skala, e in un attimo la “nordica”, levantina Samos sembra già lontanissima.
PATMOS
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| Skala |
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| Quartier generale italiano a Skala, oggi Municipio |
Ci avviamo in un alloggio vicino al porto, contattato telefonicamente pochi giorni prima (la media del pernotto in tre, a questo giro, per dare un’idea, si attesterà sui 75 euro, a volte con colazione): la stanza è comoda e fresca, sul retro ci sono orti, un piccolo pollaio, l’abitazione della famiglia e la sala colazione. Poco dopo usciamo per una breve passeggiata nel villaggio, in una piazzetta lo storico Kafaneio Houston è operativo; prendiamo quindi il bus per il primo bagno nell’Egeo, scegliendo la spiaggia di Kambos perché ben collegata, e che per questo ci aspettiamo gremita.
Invece, ai lati ci sono beach club eleganti quasi vuoti: mi informo per curiosità, sui 50 euro al giorno (!) In effetti l’isola, per essere metà luglio, appare poco frequentata, cosa che ci conferma una famiglia milanese (proprietaria di una casa) che lì trascorre l’intera estate. Il caro voli e l’incertezza dei collegamenti navali pare siano le cause.
Optiamo ovviamente per la parte centrale dell’ampia baia: lunga zona libera, tranquillità, tamerici, tavolini sulla sabbia per un pranzo tardivo, ed è subito perfezione.
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| Spiaggia di Kambos |
Nel tardo pomeriggio chiamiamo un taxi per Chora, la cui visita è in programma al tramonto e la mattina successiva, ma è collegata con autobus solo a Skala ed alla spiaggia di Grikos, non con Kambos.
Non ci sono parole per descrivere la purezza, l’incanto ed il silenzio di una delle Chore più pittoresche e ricche di storia dell’Egeo, e infatti non ci provo neppure, limitandomi a catturare immagini con sobrietà, perché bisognerebbe fermarsi ad ogni scorcio, curva, vicolo, scala, apertura visiva.
Le attività commerciali sono praticamente inesistenti, a parte qualche negozio di articoli religiosi, un paio di ristoranti di livello quasi vuoti, e una caffetteria dove ci sediamo per una cena frugale di toast e froutosalata.
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| Porto visto da Chora |
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| Veduta completa di Chora |
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| Vicoli |
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| Mulini nel vento |
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| Piazzetta |
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| Impressioni di Linda |
Tornati a Skala, passeggiamo tra i suoi locali e viuzze, più frequentate ma molto tranquille.
La mattina successiva, presto per scansare i potenziali croceristi, eccoci di nuovo a Chora per arrampicare fino al Monastero dedicato a San Giovanni Teologo, fondato nel 1088, sito notoriamente patrimonio Unesco a cui lascio la descrizione assieme alla Grotta dell’Apocalisse, visitata sulla via del ritorno: https://whc.unesco.org/en/list/942/
Gli edifici interni del Monastero sono distribuiti su cinque livelli, intervallati da scale, cortili, volte, cappelle, una Biblioteca pregiata. Il ricco museo custodisce il Tesoro, è gremito dei visitatori di una crociera proprio mentre noi ne usciamo, ma ecco che, da un paio di finestre e feritoie contrapposte, si insinua il moto benefico, purificante e profumato del meltemi!
Non sembra nemmeno di essere in un luogo chiuso e affollato.
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| Monastero di San Giovanni Teologo |
Dopo un’altra passeggiata fino ai mulini, usciamo dal centro e concordiamo con un taxista (numero unico 0030 2247031225) la corsa per la spiaggia di Petra ed il ritorno verso sera, direttamente al molo per l’imbarco di rientro a Samos.
La baia è esposta ma il vento forte non risulta eccessivo, il profilo “squamoso” della piccola Dragonisi offre riparo e si specchia nell’acqua cristallina e calmissima.
La grande pietra che dà il nome al luogo ospita, in una delle sue nicchie alte, una persona, forse un pope, in meditazione.
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| 16 – Petra e Dragonisi |
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| Meditazione a Petra |
SAMOS
La traversata è tranquilla, dopo il tramonto ceniamo a bordo ed all’una di notte, in punta di piedi, siamo nuovamente al BB di Pythagoreio, dove il portone viene lasciato “abitualmente” aperto in disarmante fiducia nel prossimo.
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| Traversata |
Dopo un sonno profondo, una lenta colazione ed una passeggiata, con comodo alle 10 ci avviamo al porto per la consegna dell’auto noleggiata, così inizia l’avventura on the road a Samos… che è troppo grande e montuosa per essere visitata in un solo viaggio, e anche in quello non si può programmare di raggiungere zone diverse in giornata, così decidiamo di trascorrere un paio di notti nel “remoto” sud ovest, anche perché Alessandra aveva disponibilità solo a partire da una certa data. Così, quel che sembrava inizialmente un vincolo diviene un’opportunità per suddividere l’itinerario in maniera forse meno riposante, ma un poco più completa (per quanto possano permetterlo i rimanenti 8 giorni!).
Oltrepassiamo il paese alto, diamo un’occhiata alla sua lunga e bella spiaggia in direzione del castello di Licurgo Logothetis, fortezza edificata nel 1824 come quartier generale della rivoluzione greca contro l'impero ottomano.
In breve siamo fuori dal paese, già immersi nella natura rigogliosa e nelle sinuose curve stradali, diretti a ovest nella municipalità di Marathòkampos,
Ci fermiamo a visitare il monastero della Megali Panagia, nella campagna e nella tranquillità, poi facciamo alcune soste per passeggiare nei villaggi: Pyrgos è interessante per posizione e atmosfera, con una lunga via principale che culmina in una piacevole piazza; non incontriamo nessun turista, invece scorrazzano molti bambini, apparentemente soli ma sorvegliati da una “rete” di anziani ben vigili nei vicoli.
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| Monì Megalis Panagias |
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| Pyrgos |
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| Verso il monte Kerkis |
Oltrepassiamo, sul valico più alto, una graziosa honey farm o bee house, ed arriviamo al BB Blue Horizon, dove ci viene subito offerto un piccolo rinfresco.
La struttura posta in alto sulla spiaggia di Psili Ammos, qui trascorreremo due notti.
Facciamo subito un bagno nella piccola piscina: proprio io, che sono contraria!
Ma la posizione è davvero troppo invitante.
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| Vista |
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| Psili Ammos Ovest |
| Taverna Flisvos |
La spiaggia di Psili Ammos Ovest è sabbiosa e riparata – forse anche troppo – dal Monte Kerkis, dunque adatta nelle giornate fresche e molto ventose, meno in quelle calde: è lunga e molto piacevole per passeggiare e nuotare, così come la vicina Limnionas che è ancora più appartata e tranquilla. La stagione evidentemente deve ancora partire del tutto. Il profumo di lentisco, con una forte nota di masticha, accompagna le nostre camminate la mattina presto a Psili, dopo l’abbondante colazione sul terrazzo della piscina.
Una sera ci rechiamo a Ornos Marathokampou per fare due passi in occasione di un festival di musica dal vivo.
Due giorni dopo rifacciamo i bagagli e ci avviamo a nord, diretti a Kedros come tappa finale.
Vorremmo passare per Kallithea, sul Kerkis nell’estremo ovest, facendo una lunga divagazione montana, ma esitando non troviamo la direzione con sicurezza e ci ritroviamo, invece, sulla comoda strada principale che tocca Marathokampos, il principale centro del sud ovest, e velocemente raggiungiamo Karlovasi, già sulla costa nord, interessante per le sue chiese e per l’archeologia industriale.
I villaggi del Kerkis li lasciamo dunque per la prossima volta.
Ci fermiamo, invece, per un bagno ed il pranzo alla spiaggia di Potami, poi saliamo ad Ampelos, villaggetto tranquillo, tortuoso e panoramico, e ci fermiamo poi per una passeggiata ad Agios Kostantinos, lungo borgo di pescatori, davvero grazioso con le sue casette sulla scogliera, alcune un po’ dimesse in vendita, altre sapientemente recuperate.
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| Potami dalla chiesetta |
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| Villaggio di Ambelos |
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| 27 – Lungomare di Agios Kostantinos |
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| Scorcio di Agios Kostantinos |
Nel tardo pomeriggio Alessandra ci accoglie, ci raccontiamo subito tante cose e facciamo fitti programmi, chiacchierando velocemente come siamo solite fare da quando ci siamo conosciute al corso di neogreco del liceo classico di Piacenza, undici anni prima.
Linda è molto felice, avrebbe voluto arrivare qui dal primo giorno.
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| Arrivo a Kedros |
“Agria Rìgani Studios” consiste di due monolocali gemelli graziosi e funzionali, nuovi, ubicati in posizione panoramica in un quartiere residenziale, Kedros frazione di Kokkari, a metà strada tra questa ed il capoluogo Vathy e a massimo 20 minuti dalle spiagge migliori.
Pochi minuti sotto c’è una spiaggetta con un’ampia tamerice ombreggiante, che noi abbiamo trovato frequentata solo da persone del quartiere; ha ciottolini bianchi, fondale degradante sabbioso e non ha servizi.
Lo stile è quello delle abitazioni tradizionali a cui la locale Soprintendenza vincola le nuove costruzioni. Abbiamo apprezzato particolarmente l’angolo cottura per colazione e cena (a pochi minuti c’è un “vero” supermercato), che ci ha permesso, una volta insediati ed organizzati, di trascorrere alcune serate tranquille a chiacchierare sul patio con Alessandra e con la famiglia greca che occupava l’alloggio adiacente.
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| “Finalmente a Kokkari” |
E’ il momento di uscire per un gyros a Kokkari, che a mio parere è il paese più bello tra quelli visitati a Samos, per la posizione unica su due promontori e l’architettura tipica, e per la sua lunga spiaggia che, nonostante sia in pieno contesto “urbano”, è tranquillissima e vivibile.
Alessandra ci porta nel suo souvladiko di fiducia, cui segue una lunga passeggiata che conclude una giornata piuttosto dinamica.
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| Spiaggia di Kokkari |
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| Ballo spontaneo in strada |
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| Tramonto a Kokkari |
L’indomani suddividiamo la giornata in una visita mattutina nella parte antica di Vathy (meglio parcheggiare in alto e poi scendere), che è un porto ed una città verace, non ancora coinvolta nelle dinamiche del turismo.
Tra case tradizionali - alcune semplici, altre ristrutturate in modo rispettoso, vicoli non commerciali ed anfiteatro nuovo, arriviamo al Museo Archeologico, dove sono conservati reperti dell’Heraion, tra cui il Kouros alto 5 metri attorno al quale è stato costruito l’edificio.
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| Panorama di Vathy |
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| Vathy antica: percorso consigliato |
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| Scorci di Vathy vecchia |
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| Scorci di Vathy vecchia |
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| Museo archeologico |
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| Kouros |
Negozi e locali si trovano nella parte più moderna, che vanta un ampio lungomare di 4 km, con edifici neoclassici ed attrezzato con palestra all’aperto e giochi per bambini.
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| Lungomare di Vathy |
A metà mattina scarpiniamo in salita per riprendere l’auto ed avviarci alla spiaggia conosciuta localmente come Slava (su GoogleMap risulta Manolades): ha parcheggio comodo in un’area coltivata detta Kambos, sassi piuttosto impegnativi, un piccolo stabilimento con lettoni imbottiti - non ci piacciono particolarmente ma il forte vento li rinfresca - gratuiti con pranzo.
Le caratteristica più apprezzabile qui è il panorama a 360 gradi: a ovest si vede in lontananza il borgo marinaro di Agios Kostantinos; l’ampio arenile è completamente libero tranne che per alcune casette in pietra sulla sabbia ed una taverna chiusa, è percorso ogni mattina da un gregge con il pastore. A est, dalla scogliera, si intravede una baia attrezzata che credo sia Tsabou; a monte si stende la campagna verdissima e due villaggi collinari uno dei quali è sicuramente Manolates.
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| Svala, con in fondo Ag Kostantinos |
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| Svala ed il suo gregge |
Al pomeriggio il mare, subito profondo, si fa mosso e torbido, il vento rinforza parecchio, così decidiamo di visitare Manolates per vedere l’artigianato ed assaggiare i dolci locali in un bar molto carino.
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| Manolates |
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| Manolates |
Una caratteristica essenziale dell’isola è la ricchezza dell’acqua: abbondano torrenti, vallate, fontane ovunque, boschi di macchia mediterranea e montana. La natura mi sembra generosa, tra pesca, ulivi, orti, castagneti, legna abbondant;, le canne fumarie (per me bellissime) caratterizzano in maniera evidente il profilo esterno degli edifici anche a Vathy vecchia, l’inverno non deve essere proprio mite.
Percorriamo anche una parte del sentiero che porta a Vourliotes, ma senza arrivarci.
La sera ceniamo tranquillamente nel patio di casa.
Dopo esserci fermati a curiosare di passaggio nelle spiagge di Lemonakia e Tsamandou, trascorriamo la mattina successiva nella vicina tranquilla Tsabou, di ciottolini bianchi levigati, e con acqua di un blu profondo tipico della costa nord.
Dopo il pranzo in taverna (che include lettino e tamerice), torniamo a casa perché abbiamo organizzato con Alessandra un giro in auto sulla costa est, unica, diversa dalle altre, composta di piccole baie e verdi colline che arrivano al mare orlate di piccole baie sassose; ricorda vagamente la Croazia.
Visitiamo la piccola Kerveli, il villaggio peschereccio Agia Paraskevi, carinissimo, poi la spiaggia di Mourtià dall’acqua quasi verde per il riflesso della vegetazione, frequentata soprattutto da famiglie con bambini, ed infine, verso il tramonto, il soprastante Monastero Zoodochos Pighì, in posizione pazzesca da cui si scorge la riserva di Kasonisi, raggiungibile in barca da Pythagoreio.
Faccio scorta di saponi artigianali, come d’abitudine quando li trovo in vendita nei monasteri.
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| Ag Paraskevì |
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| Costa orientale: io Alessandra e Linda |
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| Zoodochos Pighi |
Nelle successive giornate aumenta progressivamente il caldo e cala il meltemi, quindi ci dedichiamo soprattutto al mare, visitando, in ordine sparso:
- La famosa spiaggia di Psili Ammos Est, logicamente la più frequentata, l’unica sabbiosa nella parte orientale dell’isola: ha uno stabilimento un po’ denso a mio parere, ma una stupenda zona centrale libera con tamerici dove è possibile posizionare i lettini della taverna (7 euro ma, mi dicono, alcune volte non chiedono nemmeno quelli).
Le coste turche sono a meno di un km e, nel breve azzurrissimo braccio di mare, è presente l’ultima bandiera greca su un grande scoglio allungato.
Qui trascorriamo due mattinate con Roula, Kiriakos e Kiki, gli ospiti del monolocale vicino al nostro.
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| Psili Ammos Est |
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| Psili Ammos Est: avamposto |
- L’abbagliante Mikali, alle cui spalle si trova il monumento all’Asia Minore: un connubio di sassolini candidi e blu profondo, lunghissima e praticamente deserta il 20 luglio.
Impossibile stare al sole, quindi ordiniamo generose coppe di frutta e yogurt per merenda e ci posizioniamo sotto gli ombrelloni di una piccola taverna.
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| Monumento all’Asia Minore |
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| Mikali |
- La spiaggia di Kokkari, ideale al pomeriggio / cena, senza soluzione di continuità perché tutto è a portata di mano: lungomare, tavoli sulla spiaggia, tramonto e struscio: non torniamo nemmeno a casa a cambiarci, libertà in costume e pareo fino a sera.
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| Scorcio del promontorio di kokkari |
- La chiesa Panagia Spiliani, sorprendente Vergine della grotta, sopra Pythagoreio.
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| Panagia Spiliani |
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| Castello di Licurgo da Panagia Spiliani |
- Una menzione a parte merita l’escursione ad Efeso.
Qui decido di recarmi soltanto io con i vicini di casa, data l’ondata di caldo abbastanza anomalo degli ultimi giorni e l’impegno che richiede la giornata; marito e figlia decidono invece di rilassarsi nuovamente a Tsabou con Alessandra.
Ci affidiamo a Rhenia Tour di Vathy, con la quale concordo tutto da remoto incluso il pagamento di 80 euro a testa, comprensivo di motonave, bus, ingresso al sito (solo quello costa 50) e visita guidata, che scelgo anch’io di seguire in greco per rimanere con i nuovi amici; per fortuna la guida è turca e parla in modo fluente ma scandito e non troppo veloce, così non ho particolari difficoltà.
L’organizzazione è ottima: file ordinate, telecamere facciali, funzionari spicci, enormi navi da crociera come mai ne avevo viste da cui scendono migliaia di visitatori, una piazza grandissima con i bus multilingue. Nonostante tutto si svolga in maniera efficiente, l’attesa in arrivo ed in partenza dura rispettivamente una quarantina di minuti.
Nel sito archeologico il percorso guidato è piuttosto impegnativo, non sempre ombreggiato, interessantissimo, come anche la breve sosta nella storica Seljuk, un po’ meno Kusadasi che è in gran parte moderna e meno caratteristica, anche se non mancano punti d’interesse come il caravanserraglio.
Quando l'Asia Minore fu incorporata all'Impero Romano, nel 133 a.C., Efeso fu designata come capitale della nuova provincia dell'Asia. Conserva sontuosi monumenti del periodo imperiale romano che costeggiano la vecchia via processionale, tra cui la Biblioteca di Celso, i palazzi terrazzati ed i resti del famoso Tempio di Artemide, una delle ‘sette meraviglie del mondo’ che attirava pellegrini da tutto il Mediterraneo. Qui maggiori informazioni:
https://whc.unesco.org/en/list/1018
Nel tardo pomeriggio, dopo lo sbarco a Pythagoreio e le formalità doganali, mi butto in mare in una caletta in centro paese, dotata anche di doccia, mentre aspetto Andrea a Linda per la cena.
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| 54 – Efeso: Via Sacra |
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| Efeso: Biblioteca di Celso |
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| Seljuk |
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| Caravanserraglio |
- Heraion
Il tempo a nostra disposizione scorre così in fretta che decidiamo di rinviare la visita a questo sito archeologico, anch’esso patrimonio Unesco, alle prime ore del mattino prima di recarci all’aeroporto per il volo di rientro.
Sveglia alle 6,30, colazione, bagagli, salutiamo Alessandra (che rivedremo a settembre a Piacenza) ed alle 8 siamo già sul posto, che è imperdibile e ben illustrato da comodi pannelli.
La mente corre all’Heraion di Selinunte visitato in primavera, ed a quanto sia un vero privilegio poter essere al centro di questa ricchezza cultuale comune che è il Mare Nostro, di cui ai tempi di Policrate Samos costituiva uno dei centri più importanti:
Qui Linda ci comunica di voler diventare archeologa.
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| Heraion |
Il volo verso Atene è un bielica che si tiene basso, regalandoci l’ultimo spettacolo da vicino: il Kerkis con le minuscole baie dell’estremo ovest, quindi Ikaria, e Mykonos ben definita…
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| Mykonos |
Arrivederci Samos, ormai abbiamo una base e sicuramente torneremo!



























































