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domenica 5 luglio 2026

Greek tour: Cicladissime (Serifos, Folegandros, Paros, Antiparos, Ios)

 

di Iuri Cornacchini

 

Prefazione-Idee di viaggio, l’organizzazione, il progetto 

Terzo anno consecutivo in Grecia, dopo 2 anni di esperienza quest’anno il viaggio più ambizioso. Tante isole, giorni calibrati in ogni isola, soggiorni e voli prenotati con largo anticipo, insomma tutto organizzato con teutonica precisione. Dopo Cefalonia Itaca e Milos Koufonissi Santorinii punti chiave del terzo viaggio erano fondamentalmente due: il periodo (fine agosto inizio settembre) e il numero di isole, più grande, in modo da fare un tour più espansivo possibile che le isole sono tantissime e la voglia di esplorazione freme.

Tante ipotesi da vagliare, lunghe serate invernali a studiare e pianificare, alla fine la scelta cade ancora sulle cicladi, vuoi perché sono le più ”greche”, vuoi perché l’anno prima ne abbiamo visitate solo 3, vuoi perché forse al terzo viaggio per gli itinerari più hipster è ancora presto. Cicladi, con 2 must ereditati dai consigli di due genovesi con cui abbiamo parlato una giornata in barca a Milos l’anno scorso: Anafi e Folegandros.

Inizio a buttare giù. ¾ giorni Folegandros, 4/5 Anafi, volo su Atene e ritorno da Santorini. I giorni avanzano, posso aggiungere altro, tipo un’isola pre Fole sulla rotta e un post Anafi. Mi accorgo però che Anafi è collegata male e va passata in ogni caso qualche giorno a Santorini, cosa che non vogliamo assolutamente, e uno dei due cardini su cui è fondata la vacanza inizia a scricchiolare. Cerchiamo un piano B dunque, V propone Paros e su booking trova una sistemazione con terrazza su spiaggia. Per me Paros è troppo mainstream, ma confido nel periodo e approvo la mozione, come logistica tutto torna, inseriamo qualche giorno a IOS pre volo di ritorno e lo scheletro è quasi fatto. Resta da piazzare qualche giorno tra Atene e Folegandros, Milos già visitata, Kythnos troppo misteriosa e avara di strutture, vanno in ballottaggio sifnos e serifos, dopo attento studio e valutazione optiamo per la seconda che sembra avere il miglior mare. Viaggio partorito dunque: Atene-Serifos-Folegandros-Paros-Antiparos-Ios-Santorini.

 

Day 1 Atene 

Quest’anno la capitale è solo un appoggio dopo il volo e in attesa dei traghetti. Poco da annotare se non la prima cena gigante a giros come ormai da tradizione, per iniziare bene e belli satolli la vacanza greca. Menziono anche il mitico Hotel Anemoni, il nostro hotel d’appoggio al pireo, a prezzo contenuto ma con personale gentilissimo.

 

Day2 Serifos 

Serifos ci accoglie con una giornata splendida. Zero vento, mare calmissimo e sole arrogante: una meraviglia. Anche il viaggio in traghetto da Atene è stato perfetto, cosa non da poco perché V i viaggi alle cicladi un po’ li accusa. Giornata top, una bella botta di fortuna visto che da quanto letto nei forum e da quanto visto nella fidata applicazione, erano almeno 15 giorni che il meltemi picchiava forte, rendendo alcune spiagge infattibili. Giornata dunque da sfruttare a 1000. Lasciamo le valigie all’host, che gentilmente le porta in appartamento lasciando la chiave alla porta, mentre noi sbrigliamo le pratiche per il motorino e siamo in pole position per battere una nuova isola, la prima del 2018. Lo scooter come da copione è un trabiccolo, in due fa una fatica mostruosa e praticamente cade a pezzi, ma per l’isola direi è ok, anche se una ruota tacchettata sarebbe stata meglio. Oggi è perfetto per vedere la triade di spiagge a est, quelle più famose ma più toste in caso di Meltemi. La prima che troviamo è Agios Sostis, ed è subito gasamento. La vista dall’alto è mozzafiato, con questa lingua di terra sul mare che crea due spiagge, una per lato. L’acqua è limpidissima, sulla parte destra ci sono alcune tamerici in spiaggia per stare un po’ all’ombra, la spiaggia è a granelli e sull’estremo c’è una scogliera. Posto magnifico, facciamo un bel bagno, stiamo qualche ora sotto una tamerice e decidiamo di risalire sempre per il motivo di sfruttare la giornata senza vento. La seconda baia che troviamo è Psili Ammos, anche questa dall’alto molto bella, non attrezzata, con tamerici come la precedente e con la solita acqua limpida dalle mille sfumature di celeste. Scendiamo e subito ci colpisce la sofficità della sabbi, sembra di camminare sul velluto, inoltre ci sono molti fiori bianchi in spiaggia, una cosa molto rara da vedere. Qua c’era più gente, è la spiaggia più famosa dell’isola e anche le tamerici sono tutte occupate. Mettiamo la roba sotto il sole e ci buttiamo. Anche qua, come a Sostis, il bagno è stupendo, l’acqua è cristallina e il contrasto con la sabbia molto bello. Attraversiamo tutta la baia a nuoto, nella parte destra ci sono molte barche ormeggiate e l’acqua è un po’ sporca… solite cose che mi fanno innervosire ma ormai è un classico. Non avevamo fatto i conti con il sole di Serifos, pensavamo di poter stare agilmente tutto il giorno tra le spiagge invece sono appena le 14 e siamo color aragosta e cotti a puntino. Decidiamo dunque di tornare a Livadi al Marino’s market, gestito dagli stessi proprietari dell’appartamento, compriamo qualcosa per pranzo, una mappa, ci facciamo spiegare dove è l’appartamento e andiamo a fare un break. Il break è molto salutare e dopo qualche oretta siamo ricaricati per continuare il giro. Decidiamo che per andare a nord è troppo tardi, quindi ci direzioniamo verso Agios Ioannis, la terza spiaggia sul versante a est dopo Psili Ammos. Per me le aspettative sono molte, in quanto avevo letto che era simile a Psili senza la confusione, e come succede spesso quando ho aspettative alte rimango poco contento. Agios Ioannis non è brutta, intendiamoci, ma rispetto alle altre visitate di mattina ha qualcosa in meno su tutti i fronti: dalla vista al colore dell’acqua, alla sabbia. L’acqua in particolare non è una piscina dai mille colori, anzi, ci sono delle alghe e V contrariata manco fa il bagno. Visto il livello di gasamento basso decidiamo di tornare in appartamento ad un’ora decente in modo da vedere il tramonto alla chora. Tramonto che non vediamo perché arriviamo un po’ tardi e comunque il monte a est della chora non lo concede. La chora è abbarbicata su un monte e costruita a strati, sviluppandosi prettamente verso l’alto. Dai punti più alti la vista della valle e dell’isola è di una bellezza assordante. Ci sono 3 mulini classici subito all’inizio, innumerevoli chiese di cui le ultime due ai vertici della chora, a segnare i punti più alti. L’ultima, il Castro, si raggiunge dopo una scalinata vertiginosa e apre la vista a tutta la splendida isola dando una sensazione di potenza. La chora di per se stessa è un labirinto infinito, è molto estesa ed è facile perdersi nei minuscoli viottoli; rispetto ad altre chore visitate è tenuta molto bene ed è piuttosto glamour, cosa che mi ha stupito. Ci sono negozi con oggetti e tessuti pregiati e diversi locali dove bere un drinik. Mi aspettavo una chora più da battaglia, anche avendo letto che l’isola non era poi così turistica, invece ho trovato tutt’altro, in ogni caso molto bella. Abbiamo cenato a Plakes, leggermente defilato e rialzato ma con una vista eccezionale di chora e castro, inoltre la fortuna ha continuato a sorriderci con una suggestiva luna piena. Serifos è un’isola con carattere, con una sua cultura, con un suo stile, che ha iniziato a strizzare l’occhio al circuito turistico ma che ancora non ne è mutata, e spero non si muti mai.

 



 

Day 3-Serifos 

Dopo due giorni di sveglia pre 6 stamani dormiamo fino alle 9:30 nel nuovissimo appartamento di Gaia Studios. La giornata non è splendida come quella precedente ma comunque buona, poco vento, sole che picchia, quindi decidiamo di andare alla scoperta delle spiagge a nord. Il tragitto per Platis Gialos sul finale prevede una discesa su sterrato, che con il nostro super motorino diventa fonte di grande ansia per V, che passa tutti e 15 i minuti di discesa in tensione tipo omino di latta, facendomi sentire bene bene l’ansia sul collo. Comunque, la strada vertiginosa lato mare è bellissima, offre scenari splendidi anche sui due scogli a lato di Serifos e sulla vicina Kythnos, che oggi vediamo alla grande grazie al cielo terso. Platys Gialos dall’alto è bellissimo tanto per cambiare… è un posto un po’ alla milos, mezza spiaggia mezzo villaggio di pescatori, con qualche casa bianca sull’estrema baia e sparute barchette di pescatori ormeggiate, molto greco. In spiaggia solite tamerici serifos-style, la spiaggia è granulosa ma ci sono lastroni per entrare in acqua, che necessitano di scarpetta da scoglio. Con questa giornata poco ventosa il mare fa effetto piscina e i bagni sono un piacere, inoltre le tamerici rendono la permanenza piacevole, visto che il sole di serifos gliene da secche. Dopo qualche piacevole ora leviamo le tende, io sarei per ritornare a sud e visitare più spiagge possibili, considerando che il meteo all’indomani mette brutto, ma V saggiamente???? Propone sykamia, l’altra spiaggia a nord visto che siamo in zona. Facciamo lavorare dunque il nostro Kimco agility tra salite e tornanti, prima di iniziare la tortuosa discesa verso Sykamia, dove V maledice la sua idea vista la grande ansia da motorino. Dall’alto Sykamia è ok, i colori del mare sono i soliti di serifos e la baia è molto grande, tuttavia, arrivati sotto, è un po’ deludente, l’acqua non è limpida, ci sono molte alghe e lo spiaggione non è proprio il nostro habitat, quindi niente sosta bagno. Optiamo per un pranzo alla taverna della baia, dove mangiamo la prima greek salad della vacanza: peperoni-cetriolo-cipolle-pomodoro-olive-feta, tutto a crudo e tutto estremamente fine come al solito. Forse il conto è un po’ gonfiato ma comuqneu basso quindi no problem.

Risaliamo in groppa al nostro kimco agility e ritorniamo a sud, dopo un lungo viaggio siamo a Livadi e vogliamo vedere questa spiaggia del porto visto che attrae un sacco di gente. Scooter parcheggiato lungo strada, solita acqua spettacolare ma location “normale”, e visto che dobbiamo ottimizzare i tempi andiamo su Livadakia. E qua ci gasiamo, sarà il tempo ottimale, sarà l’ora post pranzo dove c’è la spiaggia vuota, sarà quel che sarà ma la spiaggia del campeggio oggi è paradisiaca. Acqua cristallina, mare piatto, silenzio, tamerici, altalene, tutto molto atmosfera freak 68na che ci piace. Ci fermiamo a lungo e ci godiamo questo insospettabile paradiso, tra relax, lunghe nuotate e distese sull’asciugamano come lucertole. Non avrà un impatto scenico da shock, ma livadakia oggi per noi è il top. Il tempo passa e ottimizzare le spiagge diventa dura, quindi speriamo nel meteo per il giorno seguente in modo da vedere il più possibile. Ci direzioniamo verso Kalo Ampeli, vista solo dall’alto perché il sentiero all’ora tarda ci sfava, sarà per la prox volta, continuiamo quindi su Ganema, dove ispezioniamo ma l’impatto per noi non è buono: spiaggione dozzinale con acqua non al top. Reindetreggiamo quindi su vaya bay, che invece è molto bella e dove ci concediamo un po’ di relax sui lettini gratis fronte mare. Deicidiamo anche di goderci il tramonto sul mae con 2 birre e un pacchetto di patatine per poi rincasare sul tardi, giros d’ordinanza e a letto.

 

Day 4-Serifos 

E alla fine arrivò anche lui, si proprio lui, il re delle cicladi, colui che avevamo lasciato ad inizio settembre scorso a koufonissi e di cui non sentivamo la mancanza: il meltemi, da noi chiamato vezzeggiativamente meltemio.

Meltemio si è presentato come di consueto in punta di piedi non nottata, con le sue leggere raffiche a sbattere persiane e con gli ululati a rimbombare negli anfratti dei paesi cicladici. Alla fine due giorni di tregua li abbiamo beccati, però insomma, raffiche da 35km/h e un nero nel cielo come la pece in vacanza un po’ sfavano ecco. Scendiamo guardinghi a Livadi per un caffè, proviamo un abbozzo di spiaggia li al porto ma oggi è totalmente infattibile, quindi rientriamo e ci facciamo un pranzo home made con la roba comprata al market, scordandoci che non c’erano posate quindi mangiamo con i cucchiaini da caffè. Pomeriggio tentiamo un altro bagno alla spiaggia del porto, poi velocemente arriva la sera e per confortarci proviamo una frittura di calamari che però risulta non esaltante. Come direbbe Guccini “La tristezza poi ci avvolse come miele” considerando che è l’ultimo giorno sull’isola e il seguente salpiamo per folegandros. Serifos, da meta iniziale di contorno, è riuscita a conquistarci il cuore, con un’accoglienza top e con dei paesaggi splendidi e dalla forte identità.

 

Classifica spiagge Serifos

Psili ammos-agios sostis 8,5

Livadakia 8

Platis Gialos-Vaya beach 7,5

Agios Ioannis 7

Livadi 6

Sykamia 5,5

Ganema 5

 

Day 5 Folegandros 

La notte Meltemio ha soffiato come un diavolo e anche il mattino non ha proprio voglia di calmarsi. Iniziamo a chiederci se in quelle condizioni seajets parta e a viola monta la paranoia viaggio tra le onde. Seajets parte e arriva, con grande ritardo, ma tutto sommato considerate le condizioni del vento il viaggio è andato piuttosto bene.

Folegandros a primo impatto non ci rapisce. La spiagga del porto non è a livello di altre isole; la vista al momento idem, c'è un discreto casino di gente e un sacco di albergatori con il cartello con i cognomi, tra cui il mio rent. Qua abbiamo una panda che i motorini erano finiti, la carichiamo e ci dirigiamo verso chora, dove c'è il nostro hotel Meltemi. La Chora è più bassa e meno abbarbicata rispetto a Serifos, inoltre è più spalmata diciamo, il punto più alto è la chiesaa di Panagia che dista molto in realtà dalla Chora, la scalinata è bella lunga. Meltemi è un hotel molto carico, classico cicladico con dei buganville rosa a fare un bel contrasto con l'accecante bianco della calce. Viola, che è molta attenta alla location dove dormiamo fa pollice in su, ma anche io sono soddisfatto della scelta. Si è fatta l'ora di pranzo e ci dirigiamo ad Agali, uno snodo ben riparato dove ci sono sentieri e barchette per altre spiagge, oltre a taverne e una grande baia. Grande baia che alle 13 è stracolma di persone, con tanti bambini, rumore vario, insomma continuo ad avere un'impressionaccia di quest'isola eppure era uno dei miei must in questo viaggio; anche viola al momento non è entusiasta.

Si mangia, insalata greca subito al primo ristorante di Agali, è un'insalata bella verace come piace a me con tutti gli elementi tagliati grossolanamente e messi nel piatto a caso, quelle cose molto fini con cetriolo, cipollem peperone, tutto rigorosamente a crudo, quelle cose che in Italia digerisci in 3 giorni ma che qua vanno giù alla grande. Finito il pranzo ci incamminiamo per il sentiero a destra, che inizialmente è un muro in salita per poi diventare un sentiero sulla scogliera a strapiombo sull'acqua. Ecco, qua, in questo sentiero, tutte le nostre impressioni poco felici vengono spazzate via. La baia di Agali dall'alto è semplicemente fantastica, il mare è di un blu intensissimo, l'acqua trasparente e il contrasto con lo scoglio è favoloso. Dietro la baia continua lo spettacolo con il sentiero lungo costa che regala degli scorci da cartolina e una baia successiva, Galifos, deliziosa. La tenteazione di fermarsi è tanta ma continuiamo oltre, a goderci lo spettacolo in questo sentiero che poi è pure pericoloso a strapiombo sul mare con gran parte dei punti strettissimi. Prima dell'ultima cala, Agios Nikolas, un ristorante incastrato nella roccia che onestamente ci sta come il cavolo a merenda poi si apre la baia, anch'essa con tipica taverna sul mare. Ecco, questo lato di scogliera è uno die più belli che abbia mai visto, il tutto condito da vista dall'alto spettacolari con mille tonalità di colori. Agios Nikolaos non può che essere bella, ci sono delle tamerici, ovviamente a quest'ora tutte occupate, un baracchino noleggia canoe molto freak mentre trasmette reggae, i ciottoli sono bianchi e grossolani, tipici di qua.

C'è un po' troppo casino per i miei gusti, le barchette da Agali scaricano frotte di turisti rendendo il porto fruibile a tutti quando invece il sentiero farebbe una gran selezione. Facciamo un bel bagno, al ritorno fortunatamente tanta gente risale nelle barche e l'atmosfera cambia, con quella quiete e quel relax che uniti al posto gasano di brutto. 1-2 ore qua e ripartiamo a scalare le montagne per goderci Galifos, prima bypassata. Galifos in realtà è una spiaggia nudista e noi non lo facciamo, ci mettiamo in rispetto da una parte scoprendo che in realtà ci sono molti non nudisti, alcuni che fanno anche caciara. Galinos è però una chicca, una baia da urlo, non tanto per la spiaggia quanto per il mare, di un colore indescrivibile e per i posti subito limitrofi raggiungibili a nuoto: anfratti, insenature, il bagno per ora di gran lungo migliore della vacanza. Andata via una famiglia con bambini confusionari e la situazione diventa silenziosa e zen, il sole non è più forte e l'atmosfera è bellissima. Molto gasati ritorniamo all'auto e poi da Meltemi, in poco più di 3 ore il nostro umore è cambiato e l'isola ci ha rapito. Cena e girata serale alla chora li racconta viola:

Prima di tornare all'appartamento, iuri smania per andare al supermarket, c'è da comprare l'acqua e la colazione per le mattine successive. Facciamo quindi un giretto esplorativo alla chora che è a due passi da Meltemi. L'ambiente è molto chic, taverne e barretti ad ogni angolo con tavolini e sedie colorati, piena di fiori e negozietti tipici. C'è davvero una bella atmosfera, è davvero una chicca. Questa chora non si sviluppa in alto come a serifos ma in orizzontale. C'è la chiesa di Panagia che è il punto più alto e poi è tutta lungo il costone. I prezzi qua sono leggermente più alti, cerchiamo su trip un posto dove risparmiare un po' e troviamo mama's suvlaky house. Ma pochi tavoli, circa 10 coperti, aspettiamo qualche minuto e poi ci sediamo, niente di che, buono il gyros spiedini di pollo insomma, abbiamo mangiatodi meglio. Piatti da 8,5 euro, birra solo in lattina 33 da 3 euro, domani sera cambiamo.

 


Day 6-Folegandros 

Altra sveglia presto, stamani il piano è andare a Katergo via sentiero e godersela prima dell'arrivo del barchino dei turisti. Parcheggiamo all'imbarco del sentiero e via, camminare bene!! Il sentiero dell'andata è agevole, un po' lungo, soprattutto per trekker scandalosi come noi (30-40') con ovviamente ultimo pezzo hard dove fare attenzione per arrivare in spiaggia. Una volta scollinato la vista dall'alto è come al solito qua a Fole splendida, il mare è leggermente mosso ma non troppo a prima vista. In realtà una volta scesi c'è onda ma soprattutto corrente in acqua, corrente che non fa sentire sicuri nemmen noi che siamo nuotatori. L'ombrellone messo sta ritto con lo sputo e ad ogni folata si ribalta........insomma si sta di merda. Peccato. Tira lo stesso vento di ieri in realtà, tuttavia Katergo non è riparata come il golfo di Agali pur essendo a sud, mentre io pensavo di ritrovare la stessa situazione di ieri. Stiamo qualche ora per giustificare la camminata insieme a qualche stoico nudista che sfida vento e corrente come noi, poi leviamo l'ombrellone dotatoci dalla tizia del meltemi che dopo 2 giorni abbiamo già mezzo stroncato.

Risaliamo all'ora consigliata dal dottore, il ritorno è tosto e arrivati alla panda siamo un po' stravolti oltre che impresentabili. Decidiamo quindi di fare una breve sosta a Meltemi e poi andiamo a mangiare un dakosntokos o come si scrive, vista mare. Da qua e oggi, la spiaggia del porto non è malaccio e invita al bagno, ma desistiamo, che, come per serifos, dobbiamo ottimizzare i tempi. Nel pomeriggio abbiamo in programma Livadakia, che vista la scarpinata mattutina raggiungiamo con il barchino da Agali, anche se ideologicamente sono molto molto contrario. Comunque sia 12 euri a capoccia a/r e siamo a Livadakia. La baia è stupenda, a livello di quelle viste ieri, il mare a Folegandros è tanta roba!! Corriamo giù dal barchino per accaparrarsi un posto all'ombra di una tamerice e ce la facciamo. Stare al sole in Grecia è impossibile, sopr in orario 11-17. I bagni a Livadakia che lo dico a fare, sono fantastici, ripeto che Folegandros ha forse il mare più bello che ho mai visto, diciamo ex equo con Itaca e Cefalonia. Qualche ora in un altro paradiso e prendiamo il barchino al rientro. Ad Agali proviamo il caffè-frappè, una roba che vediamo bere a tutti da anni in bicchieri di plastica e che ci ha sempre incuriosito. Fondamentalmente è un caffè shakerato molto allungato, buono però!

Andiamo a riposare qualche ora che la giornata da stakanovisti prevede la chiesa di Panagia al tramonto. Già dalle mille foto presenti on line si “percepisce” che è dura salire, c'è una scalinata a tornatni che si arrampica su per il monte. Confermo che la scalinata è tosta, menomale che abbiamo fatto Livadakia in barca che per dei camminatori della domenica come noi altrimenti sarebbe stata la Caporetto di giornata. Scalinata con vista su tramonto bellissima, gente arrampicata dappertutto come ormai di consuetudine alle Cicladi, migliaia di foto e bicchierino d'acqua offerto dalla chiesa come ricompensa per averla raggiunta. I panorami di Fole sono eccezionali, la vista dello “scoglione” e della Chora da quassù sono proprio da cartolina. Rimaniamo su anche diversi minuti post tramonto per far smaltire il “gregge” di gente si ammassa, poi scendiamo evitando accuratamente le merde dei ciuchi che qualcuno ha “noleggiato” per salire, poveri ciuchi. Oggi era un giorno di particolare ispirazione artistica per me ed ho composto la canzona “A paros col palos”, la prossima isola di questo Greek Tour 2018.

E' arrivata l'ora di cena e qua a Fole si cena alla Chora, tuttavia lasciamo da parte trip advisor che ieri ci ha consigliato male ed andiamo dietro al caro e vecchio istinto, scegliendo la Souvlaky house, dove il nome dovrebbe essere garanzia. Infatti siamo soddisfattii di quello che noi chiamiamo souvlaky perchè a kef lo chiamavamo così, ma che alle Cicladi chiamano skewers, buoni buoni buoni. Probabilmente domani faremo il bis. Dopo cenasoft icecream tentato ma come sempre vale il must: In grecia pesce e dolci non sono li sanno fare.

 

Day 7 

Come a Serifos, dopo due giorni belli pieni in cui abbiamo visto un sacco di posti il terzo ce lo prendiamo di leggero scarico. Ci svegliamo più tardi, in realtà non troppo riposati e belli incriccati che al Meltemi il letto è duro come il marmo e il frigorifero ha un motore che pare un trattore. Il programma della giornata prevede Agios Nikolaos con conquista della tamerice e poi boh. Il piano va a buon fine perchè alle 10 siamo ad Agios e non c'è un cane, bellissimo. Fa tutto un altro effetto rispetto all'altro ieri e si merita un voto altissimo. L'idea è prendere la canoa ma non ho visto il tipo del baracchino che noleggia, forse è presto. Poco male, oggi il mare è stupendo e facciamo un bellissimo bagno nella baia. Il tempo passa, ma nonostante faccia capolino spesso per vedere se arriva il “fricchettone” nulla, quindi visto il caldo oggi decido di fare un bagno alla greca: bandana, occhiali da sole e testa fuori, tanto oggi il mare è una tavola. Sto in acqua un tempo imprecisato e ad un ora indefinita della giornata il reggae inzia a propagarsi nell'aria: eccoci, il noleggiatore è arrivato. Vado a svegliare viola che sonnecchiava sotto la tamerice e prendiamo la canoa. Nel tragitto capannino-acqua mi ustiono i piedi, la sabbia è un fuoco oggi e gli ultimi 10 metri li fo a corsa simulando Mennea, mentre il tipo con il suo solito fare easy passeggia sereno con i remi in mano, deve essere un fachiro. Facciamo una bella girata sul golfo di Agali, con breve tappa a Fira, l'unica spiaggia di questa zona mancante e ci godiamo dal mezzo questo splendido posto.

Riconsegnata la canoa abbiamo perso la cognizione del tempo, sono le 3 e abbiamo fame. Taverna della spiaggia, fresh-fish, proviamo. Lo iuri di qualche anno fa avrebbe descritto il pranzo in una paginata, ma sono invecchiato e diventato meno polemico e sarcastico, me la caverò con qualche riga: Ci portano a vedere il pescato di giorno che ha un aspetto poco invitante, il tonno è bianco cadaverico e ci sono altri due pesci azzurri bruttarelli. Io capisco l'antifona e prendo la mia classica greek salad da pranzo, viola invece ancora illusa prende grilled octopus, vedendosi portare 10 rondelline di polpo di numero tagliate fine con insalata di cetrioli, che tra l'altro le fanno pure schifo. Impietosito le offro un po' di cipolla e peperoni crudo a tocchi ma lei orgogliosa preferisce farsi una bruschetta d'olio. Tralasciando il pranzo da dimenticare Agios Nikolaos oggi gasa un botto, la fortuna vuole che vengono scaricati pochi elementi dai barchini e la spiaggia è semi deserta, con il reggae in sottofondo l'atmosfera è chillout alla grande. Arriviamo calmi all'ora di salutare questi fantastici posti, l'ultima scarpianta in salita e diamo l'addio o l'arrivederci a questo splendido mare.

La cena va male, e siamo costretti a fare un rinforzino di gyros, la nottata anch'essa non è molto riposante ma sarà anche il magone per abbandonare un'isola che ha saputo cambiare il nostro giudizio iniziale ed ammaliarci come poche.

Il commiato però è meno malinconico rispetto a Serifos, che ci aveva rapito con la sua gente accogliente e con il suo stile familiare facendoci sentire a casa. Folegandros è rimasta più distaccata, come un'isola abituata al turista e che quindi lo accoglie ma resta un turista, inoltre non ci ha inglobato a osservato dalla sua maestosità e dalla sua roccia austera che incute un po' di timore. Folegandros l'ho respirata tutta, dall'alto dei suoi sentieri vertiginosi e della vista mozzafiato al basso del suo mare di un blu accecante e bellissimo.

 

Classifica e voto spiagge Folegandros

 

Livadaki-Galifos*-Agios Nikolaos 9 *menzione per Galifos

Agali-Katergo 7,5

Karovastosis (porto) 6

 

Day 8 Paros

 

Paros dunque, che dire.... un altro pianeta. Dopo Serifos e Fole praticamente abbiamo preso l'astronave e siamo sbarcati in un nuovo mondo.

Nuovo mondo che già mi aspettavo, e che già mi aspetto di mattina, quando durante il viaggio con la Prevelis isola dopo isola vedo gente che sale ma che non scende e mi si instilla la certezza: scenderanno tutti a Paros.

Così, già stipati a fare la fila per scendere e prendere le valigie il pontone si abbassa e davanti il porto di Parikia con traffico, fiumi di persone e tanti, forse una centinaia di operatori con cartello in mano a prendere noi turisti. Impatto shock, un po' lo stesso di anno scorso a Santorini dopo Milos e Koufonissi.

Ci prendiamo un secondo dallo sgomento, vediamo il nostro uomo che con fare molto sbrigativo e poco greco carica la macchina e si parte. Altro flashback con santorini sempre più forte. Durante il tragitto Viola, che finora non aveva proferito parola per non aizzarmi e far polemica dice al taxista “però ce n'è di gente eh” sentendosi rispondere “macchè ora è ok rispetto a qualche settimana fa” facendoci capire l'enorme indotto turistico di Paros e l'immensa differenza con le altre appena visitate.

L'appartamento è sopra il Krios camping, la stanza e la cucina sono basso profilo ma il terrazzo sul mare vale da solo il prezzo. E' tardi e abbiamo fame, il motorino ancora non ce l'hanno portato quindi andiamo a pranzo sotto l'appartamento, in un ristorante con i tavolini sul mare in una specie di moletto. Prendiamo le solite cose di sempre, qui i sapori sono diversi, più simili all'Italia e anche l'impiattamento è fatto con stile, a confermare tutto quello detto in precedenza. Comunque roba buona, prezzo leggermente sopra la media dei pranzi fatti finora ma era nell'aria.

Intanto arriva il motorino, la giornata è buona con poco vento e ci giochiamo subito Agios Folkos, che da quanto letto dovrebbe soddisfare le mie esigenze marittime. Invece, ahimè, Af non gasa, anzi la spiaggia è tutta alghe e un po' con la coda tra le gambe ce ne andiamo a Livadi a fare una indispensabile lavatrice. Nell'attesa facciamo un bagno per lì poco entusiasmante e iniziano a serpeggiare malumori, l'impatto è stato tutt'altro che positivo ma ci promettiamo di stare calmi che dobbiamo starci 5 giorni e spesso la prima impressione è fuorviante (io nel frattempo però impreco ripensando alla prima stesura di viaggio dove avevo messo Anafi).

Nonostante la stanchezza decidiamo di fare subito cena a Naussa per risollevare la giornata. Troviamo fila per arrivare, macchine e motorini parcheggiati ovunque ma un buchetto riesco a ricavarlo. Il sym è nuovo e va bello spedito, rispetto allo scooter da battaglia di Serifos altra storia. Naoussa: oltre che gente e il lungomare è pieno di ristoranti, bar, negozi, gelaterie e quant'altro, lo stile ispiratore sembra un po' Portofino e il lungo molo è una sorta di ristorante continuo zeppo di tavoli affacciati sul mare. L'aspetto, le bottiglie e il fisique du role dei camerieri mi fa pensare a conti non proprio esigui, della serie vorrei ma non posso. Dunque, ennesimo pita gyros e skewer e via andare anche stasera. Dopo cena entriamo in “zona vecchia” e ci infiliamo in un alveolo strettissimo di strade piene zeppe di bar, ristoranti, negozi, bolgia e siamo a settembre, non riesco ad immaginarmi un agosto qua. La città è un labirinto e giriamo penso più di un'ora a caso ripassando nei soliti posti 100 volte prima di prendere il motorino e svenire nel letto.

Naoussa Lato B-Il punto di vista di viola

Naousssa è la riccione greca, ma con più charme ed eleganza. E' piena di luci ed insegne da far girare la testa. I negozi sono curati e non paccottiglia come mi ero immaginata. Oltre alle cose tipiche ci sono anche un sacco di negozi di abbigliamento che sfoggiano marche rinomate. E' pieno di gioiellerie e vorrei comprare in ogni negozio che vedo. Ci sono due posti tipici dove poter mangiare un dolce ma iuri opta per il solito gelato italiano. La visita è piacevole e anche il perdersi tra le minuscole vie ha il suo perchè. Riusciamo a trovare anche la spiaggia del gilm “Immaturi il viaggio” . Da fare sicuramente una seconda visita anche perhchè ho messo gli occhi su un paio di sandali niente male.

 

Day 9 Paros

 

Ci svegliamo con calma, dopo una bella dormita, visto che il letto di Petalides non è duro come il marmo. Per Paros un vero e proprio piano non ce l'abbiamo, quindi scendiamo intanto a Parikia per far colazione poi si vedrà. Ci fermiamo alla bakery zona porto dove facciamo fila per ordinare e dove troviamo un tavolino libero un po' a culo. Sbofonchio ancora, questo tram tram da città, in vacanza, non mi va proprio giù, però il caffè e i cornetti sono di buon livello. Decidiamo di andare in zona Naoussa, la prima spiaggia che troviamo è Kalymbrithies, che non è una spiaggia ma un insieme di cale con acqua chiarissima e ferma come l'olio. Siccome avevo studiato bypassiamo le prime due insenature che sono anche attrezzate e ci mettiamo in una delle calette successive dove ci sono poche persone e dell'ombra. Paros, ora iniziamo a ragionare, il colore dell'acqua è molto bello, la spiaggia soffice, mi ricorda molto Koufonissi. Durante il secondo bagno una famiglia greca ci accerchia e praticamente ci sfratta dall'ombra, fo un po' di sarcasmo ma tanto è già qualche ora che ci siamo e leviamo le tende senza polemizzare. Proseguiamo sullo stesso tratto di strada per arrivare a Monastiri, anche qua stabilimento che non ci aggrada e proseguiamo dietro gli scogli attratti anche dall'enorme numero di barche ormeggiate. Arriviamo in una cala splendida, dove la scogliera si alterna a microspiagge e dove l'acqua è di un azzurro intenso. Bello, qua per la prima volta a paros abbiamo l'effetto wow e ci gasiamo di brutto. E' molto caldo, il sole è sullo zenit, la nostra permanenza in questo paradiso è tutta in acqua, poco male perchè l'acqua è il nostro habitat ma fuori proprio si cuoce. Siamo in perfetto orario da pranzo greco, sulla via del ritorno troviamo due locali uno dirimpetto all'altro: il primo molto yeah con nome inglese e insegna fashion, il secondo con insegna greca un po sgarrupata. Non c'è dubbio per noi, andiamo dritti sul secondo e non sbagliamo. Viola trova il primo piatto di pesce buono e io mi mangio una deliziosa melanzana all'imam. Paros oggi molto bene, sta guadagnando punti. Decidiamo di proseguire il tour di spiagge zona Naoussa, arriviamo a santa maria ma essendoci il meltemi super ripieghiamo su Laggeri. Laggeri è una baia riparata, carina, l'acqua è abbastanza limpida anche se non paragonabile a quella vista nel mattino. Insomma posto non entusiasmantissimo dove farsi un bagnetto e chiaccherare con qualche fiorentino come noi trovato in spiaggia. Vediamo infine un'altra baia accanto a Naoussa ma essendo molto battuta dal vento non ci fermiamo e andiamo a farci un ultimo baio a Marcello, spiaggione praticamente sotto l'hotel. Il mare qua non è male, ma come per Laggeri non spicca, onestamente di questa grande baia Krios-Marcello il posto migliore con il colore dell'acqua più bello è proprio quello sotto il terrazzo che vediamo ogni mattina. Da questo terrazzo appunto facciamo un aperitivo e poi andiamo a cena da Hellas al porto.

 

Day 10 Paros

 

Stessa ora, stesso terrazzo, stessa meravigliosa vista e si racconta la giornata. Ormai è diventata una piacevole routine scrivere il diario al calar del sole in questo terrazzo sulla baia di Krios.

Paros si sta facendo conquistare, in maniera lenta, non è un'isola da colpo di fulmine istantaneo, da innamoramento passionale alla prima vista; è più un corteggiamento lento, fatto di cose normali, semplici, che dopo qualche giorno arriva. Fortunatamente gli abbiamo concesso 5 giorni e non 3.

Dopo questa breve premessa la giornata.

Oggi vogliamo fare un giro antiorario dell'isola, facendo capolino qua e là e valutando lì per lì dove fermarsi. Colazione a casa che non abbiamo voglia di file e si parte:

Pounta-Pit stop veloce per vedere gli orari per Antiparos

Alyki- Paesino sul mare, non grande come gli altri ma piuttosto carino. C'è pure una spiaggetta del paese ma non è granchè e battuta dal vento, passiamo oltre.

Faragas- Prima sosta. E'una baia riparata con una bella sabbia e un'acqua molto limpida, paragonabile ai due posti del nord visti ieri. Posto molto bello, monopolizzato quasi per intero da uno stabilimento molto chic bianco con lettini e materassi e ristorante con portate oltre i 20 euro. Il giorno prima abbiamo notato che bypassando la scogliera si possono avere sorprese e ci proviamo. Bingo, scopriamo una serie di minicalette splendide, molto Koufonissi style e ci fermiamo alla prima che ha anche l'ombra. Gran bel bagno nella baia, nuotatina d'ordinanza e via, anche oggi siamo partiti bene. Verso l'ora più calda, come sempre, risaliamo e continuiamo il tour.

Glifa- il nostro punto di riferimento. L'enciclopedica guida delle spiagge di Paros e Antiparos della Baciocchi, parlava molto bene di Glifa, ma a noi non ha molto entusiasmato. Posto semplice, mare non brutto ma niente a che vedere con la vicina Faragas, tuttavia è presto e facciamo un bagno per aspettare l'ora di pranzo che facciamo alla taverna della baia, con verdure a km 0 molto buone. Per me stuffed tomatose, per viola involtini di cavolo.

Golden beach- qua il vento inizia a picchiare feroce e i surfisti sono tutti belli gasati. 5 minuti a vedere quel che sanno fare, qualche foto e ripartiamo.

Pounda beach (Viva pounda)- Pensiamo di trovare un po' di banda ma non c'è. La spiaggia giovane a fine stagione è vuota e anche la musica è bassina, niente sosta nemen qua.

Kalogeros- La piccola baia di Calogero mi ricorda Paliochori di Milos, anzi è praticamente uguale: spiaggia al centro e a destra, costone roccioso multicolor sulla sinistra. L'acqua è piuttosto limpida anche se c'è una discreta corrente. Ci passiamo qualche ora, facendo anche i fanghi con l'argilla grattata dal roccione. Siamo quasi a ora tramonto e ormai che ci siamo tagliamo per Lefkas, paese molto caratteristico in collina, ma siamo cottissimi dopo una giornata a girare e decidiamo di ritornare alla base. Per cena torniamo a Parikia, scegliendo una sorta di fast food di cui non ricordo il nome, anche qua ci alziamo però poco soddisfatti, queste cene a Paros ahimè non ci danno molta soddisfazione e decidiamo di affogare la delusione in un cocktail a Livadi vista mare.



 

Day 11-Antiparos

Con la collaborazione della mitica app windy il giorno deciso per andare ad Antiparos è oggi. Infatti di mattina c'è calma e il vento trovato per strada il giorno prima non c'è, molto bene. In men che non si dica imbarchiamo il motorino e siamo già ad Antiparos con il consueto freddo espresso in mano, ormai diventato un must delle nostre mattinate. Io sono deciso nel visitare il su di AP, quello non attrezzato dove si arriva tramite sterrati, anche se leggendo alcuni commenti su TA è sconsigliato in motorino e il fatto di avere un mezzo nuovo non è il massimo, ma sti cazzi. Lo sterrato inizia, alla fine è ben battuto, ho rifatto di peggio ed è quasi una passeggiata arrivati nelle piccole cale a sud. Cale meravigliose, inoltre è molto presto e non c'è nessuno. Passiamo Sostes, a cui già facciamo delle foto per la bellezza dell'acqua e continuiamo, obiettivo Faneronemi. Arriviamo ad un grande spazio con una caletta piccola piccola sulla sinistra, facciamo capolino ma non è ancora il nostro obiettivo quindi continuiamo 3/400 metri ed ecco la chiesa di Faneronemi con le sue insenature una più bella dell'altra. 

Sulla destra c'è quella indicata su MAPS come Faneronemi, una piccolissima gola d'acqua che sembra vetro, spettacolare, inoltre siamo da soli e non perdiamo tempo ad entrare e goderci questo posto senza rumori. Dopo una decina di minuti arrivano i fuoristrada e la piccola cala si riempie (non che ci volesse molto in realtà), e noi che siamo degli erranti delle spiagge risaliamo alla chiesetta e scrutiamo dall'alto il panorama in cerca della prossima insenatura. Due baie sotto di noi: una a sud molto selvaggia e con mare aperto, l'altra a sinistra bella e particolare, con la stessa acqua e degli scogli frastagliati dal vento a chiuderla. Non ho dubbi ed andiamo in quest'ultima, anche se ci sono già diverse persone e dobbiamo fare scomodissimo incastrati nelle rocce sopra descritte. Superbagni anche qua, l'acqua sfuma dal trasparente a diversi toni di verde azzurro, questi posti di stamani sono di gran lunga i migliori di Paros/Antiparos. Man mano che ci avviciniamo all'ora di pranzo, come sempre, la baia diventa bella piena e non piacendoci il tetris in spiaggia rimontiamo in sella tornando indietro. Sostes è una baia certamente meno affascinante, ma l'acqua è la solita, inoltre c'è un po' più di spiaggia e riusciamo ad inventarci pure un posto all'ombra per fare le 15 circa. Ora in cui risaliamo l'isola e giungiamo ad Agios Georgos per pranzare in taverna tipica. Agios Georgos come vista è stupenda, con due scoglietti vicini a creare una sorta di lago marino dove sono ormeggiate un sacco di barche. Il pranzo non va malissimo mentre per il bagno siamo un po' scettici e decidiamo di non buttarci, l'effetto lago e la grande presenza di barche un po' ci smoscia.

Scooter, bypassiamo Glifa e subito sulla spiaggia vediamo delle tamerici fronte mare. Non è un posto da mille e una notte ma è caldo, c'è l'ombra e la stanchezza accumulati dei tour de force di una vacanza condotta così iniziano a farsi sentire e ci sdraiamo a dormire un'oretta. Nemmeno 5 minuti e già dormo, l'overdose di mare s'è fatta sentire, ad una certa ora Viola mi sveglia per un summit breve e decidiamo di cambiare posto per un ultimo bagno nella piccola isola prima della nave. Spiaggia del porto per questo compito e poi ritorniamo a riposarci veramente a Paros. La girata ad Antiparos è valsa veramente la pena, abbiamo visto spiagge più che meritevoli, migliori a mani basse a mio modo di vedere dalla sorella maggiore Paros.

In serata torniamo a Naoussa dove c'è il solito casino e la solita calca Santorini-style. Ceniamo in un posto leggermente fuori dall'inizio del labirinto di vie ma stasera l'esperienza di cena è ancor peggiore delle altre in quanto il chicken souvlaky è grassissimo. Viola riesce a mangiare 1 spiedino su 3, io sforzandomi arrivo a 2 ma l'assenza di salsa me lo rende veramente difficile da buttar giù. E' contento un gatto che passava di lì, al quale diamo il cibo non consumato. Vista l'essenima delusione culinaria ci ridiamo all'alcool bevendo 2 cocktails in locale italiano, questi ultimi veramente buoni.

 


Day 12 Paros

Mi sveglio male, un po' malinconico. I giorni di vacanza iniziano a scarseggiare e il rientro in Italia è molto vicino. Oggi è l'ultimo giorno a Paros ma la malinconia non è per questo, dall'isola onestamente ci aspettavamo di più, non tanto dal mare che comunque è bello quanto dalla situazione in generale, con un gran casino tra file, code in motorino e un approccio al turista di massa, che ha creato un clima un po' a catena di montaggio molto poco greco. Ma a parte l'umore the holidays must go on e dobbiamo vivere gli ultimi tre giorni non scazzati.

Paros l'abbiamo battuta praticamente tutta, manca la zona subito a sud di Parikia e lì siamo diretti. Agia Irini è la spiaggia delle palme, sicuramente il colpo d'occhio è bello quanto atipico, stonano un po' però il solito stabilimento a ombrelloni bianchi e il beach bar che spara musica a nastro. Scendiamo e per una mattinata, visto anche il tour de force fatto finora, ci concediamo ombrellone e due sdraio. L'acqua qua non è il massimo, c'è alga e una schiumina un po' strana, niente di che rispetto a quanto già visto, mezzo voto in più solo per le palme. Il secondo step, che poi non è uno step ma una toccata e fuga è Parosporos, spiaggione con stabilimento e beach bar, passiamo oltre velocemente. Rifiniamo fortunatamente in una piccola baia carina dal nome Delfini, dove finalmente facciamo un bel bagno lungo di quelli rilassanti- E' tardi, alle 16:30 dobbiamo lasciare lo scooter quindi pranziamo nella taverna della baia, cibo etnico e un po' fuori dal coro. Hummus per me, Aloumi alla griglia per viola, robine buone ma non proprio economiche. Con le spiagge di Paros chiudiamo qua, alle 16:30 vige la deadline per lo scooter e alle 17:30 viola ha appuntamento per il tatuaggio quindi ritorniamo all'appartamento a Krios. Scopriamo però che il bus dal campeggio di Krios per il centro proprio oggi cambia gli orari e non c'è alle 17 come pensavamo bensì alle 18. Gran problema per la punta sul tatuaggio, viola inizia ad agitarsi, di taxi manco l'ombra e dopo minuti di scambi arriva la drastica decisione: tocca andare a piedi. Passiamo dalla scogliera a passo svelto, quasi a corsa, arriviamo dal tatuatore sudati mezzi e belli stanchi con un ritardo cospicuo. Il tatuatore non si scompone però e in mezz'ora viola ha il suo tatuaggio nuovo sul braccio. Dopo le varie fregature dei giorni scorsi prese a cena vogliamo andare sul sicuro e ceniamo al ristorante sotto hotel Arado.

Prima però facciamo un bell'aperitivo a Krios bar sul mare, per la cena invece va alla grande con spaghetti al tonno per me e insalata di sashimi per viola. Tutto molto buono, spediamo una 40na con mezzo litro di vino ma pace, per una sera usciamo soddisfatti e con le papille gustative felici.

Alla fine, l'acqua migliore di Paros ce l'avevamo sotto l'appartamento, con una terrazza e una vista bellissimi, avevamo a 10 metri un beach bar sul mare per fare aperitivo ed un ristorante di qualità sotto. Praticamente tutto a portata di mano senza sbattimenti, ma non sarebbe stata la vacanza per due stakanovisti erranti.

 

Classifica spiagge Paros-Antiparos:

Faneronemi 9

Monastiri (dietro scoglio) 8,5

Sostes-Faragas 8

kolimbrithies 7,5

Kalogeros-Agia Irini-Delfini 7

Glifa 6,5

Fanari-Laggeri 6

Molos-Parasporos-Loladonis 5

Agii Anargiri 4,5

 

Day 13 Ios

Ios è una bella boccata d'aria. Prendiamo la nave dal casinissimo porto di Paros, aspettando al gate sotto il sole, per arrivare al placido porto di Ios dove non ci sono macchine ma gente seduta nei bar e qualche albergatore col cartello.

La differenza con Paros all'arrivo è estrema, il tutto è molto rilassante e ci avviamo con molta calma verso l'hotel. Prima passiamo davanti ad un rent, che in maniera molto amichevole mi propone un 80cc a 35 euro per 2 giorni, facendomi (dice) un grande sconto. Dice anche che a Magganari in 2 ci porta, che è il mio unico pensiero nel prenderlo, tuttavia andiamo prima a posare i bagagli. I nostri host ci aggolgono con un bel sorriso nella loro casa, che è anche la reception, ci fanno alcune domande, ci mettono a nostro agio mostrandoci la cartina dell'isola e alcuni posti dove andare a mangiare. Siamo molto contenti, questo è l'approccio che ci piace, bravi bravi da Irini-Vicky. Tempo di posare la roba e andiamo in zona porto (20 mt di distanza) a mangiare un gyros, chiediamo info ad un altro rent che ci propone un 50cc quindi torniamo da quello di prima: George bikes. Il ragazzo ci sa fare, parla sicuramente inglese meglio di noi anche se ci vuole poco e ci spiega cosa fare a Ios, ci propone qualche ristorante e ci percula simpaticamente per la nostra voglia di fare un salto al Farout.

Ma noi, soprattutto Viola, vogliamo andare al Farout c'è il closing party e per due discotecari amanti del casino come noi è un'occasione imperdibile. Quindi via con lo scooter nuovo, che è un bel catorcio, verso Mylopotamos, vediamo il famoso Farout e la spiaggia, che onestamente non ci ispira quindi non sostiamo.

Decidiamo di andare a Tzamaria, piccola cala nel borgo di Gialos, l'acqua è piuttosto limpida ma il posto per i miei standard vale diciamo un seino stiracchiato. Dopo un veloce bagno, che viola fa con il braccio di fuori per il nuovo tatuaggio, muoviamo verso Gialos dove ci spaparanziamo sui lettini. La spiaggia di Gialos non è un granchè in realtà, fondamentalmente è uno spiaggione accanto al porto con l'acqua molto bassa ma per il relax di fine vacanza va più che bene. L'atmosfera poi non mi dispiace, c'è un gran silenzio e il popolo che riempie la spiaggia è per lo più inglese e contempla il mare in silenzio bevendo birra. Avevo letto da qualche parte prima di partire dell'atmosfera rilassante di questa baia e la ritrovo molto. Arrivate le 19:30, con il sole tramontato decidiamo di tornare a sbirciare l'aria del Farout. Adesso c'è più gente, perlopiù inglesi alticci, non c'è un vero e proprio casino che immaginavo ma banda sì. Viola è abbastanza gasata, smezziamo un cocktail dal tasso alcolico inesistente e stiamo un po' lì, a fare non so cosa esattamente, prima che il mio orecchio chieda pietà per il volume ed evadiamo. Di sera ceniamo alla Chora, anzi al village come lo chiamano qua. Il village non è male, è dispersivo e pieno di bar e locali che propongono alcool a basso costo. Ceniamo da Sainis dopo aver aspettato un po' per la coda ma ne è valsa la pena. Menù diverso dalle taverne tipiche, con piatti che onestamente non avevamo mai visto in tre anni di vacanze in Grecia e sapori molto molto buoni. Inoltre l'atmosfera è molto bella, con musica in sottofondo, arredamento rurale e bambina isolana a dare una mano e offrirci vino liquoroso. Cena da 5 palle su TA e crisi mistica: allora fino ad adesso non abbiamo mai mangiato tipico? O questo posto è un'eccezione? Boh.......

Dopo cena il movimento giovane comincia a girare scalzo e imbenzinato per il village, ma i locali sono pressochè vuoti e la movida famosa anni 90 che ha reso l'isola iconica non si respira. Sarà perchè siamo a settembre, sarà perchè l'isola ha un po' virato target, ma per come l'abbiamo vista noi c'è più turismo over 30 che giovanissimi con voglia di trasgressione.

 

Day 14 Ios

 

Oggi è il giorno di Magganari, la spiaggia immancabile se si va a Ios. Il tragitto è lungo, sia la host che il tizio del rent ci avevano detto 1 ora, secondo me esagerando, invece con questo scooter il tempo è quello anche perchè in alcuni tratti non si superano i 20 km/h.

Tuttavia è un viaggio molto bello, scomodo ma affascinante. Si sale sui monti e si vedono le altre isole, oltre agli stupendi panorami di Ios, compresa qualche spiaggia che meriterebbe ma che per motivi di tempo non possiamo visitare. 28 km di nulla se non di questi super panorami in una strada da vertigini a picco sul mare, facciamo anche diverse pause per goderci la vista e fare delle foto. Questi scorci a Paros ci erano mancati, le isole pianeggianti anche con il mare bello non ti regalano questi panorami e l'arrivo dall'alto in spiaggia. Dopo un bel po' si apre la baia di Magganari in tutta la sua imponenza: due mezzelune di spiaggioni con ombrelloni, molte barche ormeggiate e acqua bella limpida. Ma come sempre, ormai si sa, spiaggione non ci entusiasma e salviamo la vista e poco più. Comunque siamo bolliti, abbiamo impiegato 1 ora di viaggio e va benissimo il kit relax- Di questa giornata non c'è molto da dire, se non la malinconia di fine vacanza che oggi è prepotente e la singolare scelta di nome delle 2 taverne sulla spiaggia: Antonis e Antonios. Vorrei capire il genio del marketing che ha inventato questa cosa. Oggi è il compleanno di viola, per cena andiamo da The mills, un locale alto nel village con una vista carina sul mulino. Mangiamo un souvlaki di pollo abbastanza buono e poi ci spariamo 2 cocktails in locale movidaro, che oggi di modivaro però ha ben poco e si annusa forte l'odore di fine stagione.

La clessidra sta facendo cadere rapidamente la sabbia e anche questo tour è alla fine. Ios è stata una buona isola, ci voleva come cuscinetto tra Paros e il ritorno a casa per rivivere i tempi greci e la quiete che piace a noi prima di farci riassorbire dalla routine. Ios è isola dicotomica, la quiete, la calma piatta, l'accoglienza e la familiarità degli host e da altra parte i residui della trasgressione alcolica e della sregolatezza estrema che hanno caratterizzato l'isola fino a qualche anno fa. Per le spiagge abbiamo visto molto di meglio, per i panorami isola bellissima.

Classifica e voto spiagge

Magganari 7

Gialos 6,5

Tzamaria-Milopotas 6



 

Day 15 Santorini e Roma

 

Il triste giorno del ritorno. Da segnalare una chiaccherata con il ragazzo del rent in cui ci ha spiegato la crisi in grecia e come l'abbia vissuta e la solita calca e ressa di Santorini per fare tutto.

 







sabato 5 novembre 2016

Va dove ti porta lo scooter

Milos, Kimolos, Folegandros e (ritorno a) Santorini

di Riccardo Riva



Mai partenza è stata più sofferta di questa … Beh, lo è stato anche il ritorno ma per motivi diversi.
A gennaio /febbraio iniziamo a fare un programma: innanzitutto : Milos e Kimolos, magari Kimolos solo in giornata… aggiungiamo Folegandros e siccome Santorini è vicina e da lì c’è il volo diretto per Malpensa perché non tornarci anche solo per due giorni?! Ok, stabiliamo il programma e prenotiamo i pernottamenti su Booking; al lavoro, stranamente, si fa il piano ferie con un mese di anticipo rispetto al solito (presento richiesta di ferie dal 3 al 19 giugno) ma anche così passiamo un bel mese di ansia ( se non mi concedono il periodo richiesto che si fa? ..che si fa? …tocca cambiare il programma, la destinazione, i pernottamenti…) ma poi va tutto liscio e ai primi di marzo prenotiamo i voli: Malpensa/Atene e Santorini Malpensa ai quali aggiungiamo un Atene/Milos sperando di non avere problemi di cancellazione per vento o altro ed evitando così una lunga traversata in traghetto dal Pireo con arrivo a Milos a notte fonda.
Bene, tutto ok?! Non proprio: sopraggiungono problemi familiari che ci tengono in ansia e sulle spine fino al giorno della partenza…


3/6/2016 venerdi
Nonostante tutto oggi si parte! Sveglia alle 6:00 dopo aver caricato i bagagli andiamo in un bar qui vicino per la colazione ma lo troviamo ancora chiuso; non volendo aspettare l’apertura ne cerchiamo un altro e poi raggiungiamo Malpensa senza intoppi. Dopo aver lasciato l’auto nel solito parcheggio, ci portano con la navetta al terminal 2: questa volta non c’è il  “ serpentone” dell’anno scorso, anzi, non c’è praticamente nessuno, ma giusto il tempo di consegnare i bagagli e comincia ad arrivare gente. Con tutta tranquillità passiamo i controlli ma come al solito Easyjet parte con 45 minuti di ritardo, immaginando ciò abbiamo calcolato più tempo per il volo su Milos.
Seduto di fianco a noi c’è un signore genovese (Leandro) con il quale facciamo due chiacchiere e che è diretto anche lui a Milos e che ritroveremo a Folegandros; dopo qualche giorno scopriremo poi di avere amici in comune (…incredibile!)
Giunti ad Atene ritiriamo i bagagli e li imbarchiamo sul volo per Milos; quindi andiamo a fare uno spuntino con un panino, insalata di frutta e un frullato: tutto ottimo! Passiamo i controlli e qui trovano a Monica una crema solare da 125 cl (che a  Malpensa era passata) e gliela sequestrano. Iniziamo bene!

In volo su Milos
 
Il volo parte con mezz’ora di ritardo ma in breve siamo a Milos dove, come da accordi, ci attende Antonia del Vythos Studios. Lungo la strada che porta ad Adamas passiamo dal pluricitato O’ Xamos  e Antonia ci fa fare anche un giro per il porto, ci consiglia dove noleggiare uno scooter (mezzi nuovi fiammanti ma con un piccolo bauletto…). Prendiamo possesso della stanza: molto spaziosa e pulita con bagno (ma è veramente difficile  trovare in Grecia una doccia con, non dico un box, ma  almeno una tenda) e angolo cottura; purtroppo manca il balcone, c’è un tavolino con due sedie fuori ma sul passaggio che conduce ad un’altra stanza… pero’ c’è un mega stendino che verrà usato spesso e risulterà indispensabile (…anche se Monica porta sempre con sé mollette e filo per il bucato).


Adamas dal nostro Studio
 
Sistemiamo i bagagli e poi usciamo a cercare un market dove fare la spesa per la colazione, l’acqua ed alcune cose che non ci siamo portati da casa e ne troviamo uno abbastanza fornito sulla strada che porta a Plaka. Sistemata il tutto,  usciamo per cenare e andiamo da O’Xamos (durante il tragitto vediamo un noleggio dove hanno scooter con bauletti grandi). Il posto è molto particolare (piatti e bicchieri di terracotta e rigorosamente fatti a mano!) con anche un menù molto particolare: non i soliti piatti greci ma cose diverse dal solito e prendiamo : polpettine di melanzane, souvlaki, Kleftiko (spezzatino di maiale con verdure e formaggio, acqua gasata, birra e mastika offerta dalla casa: tot. 33,80 euro.   Tutto veramente ottimo, ma prezzo un po’ caruccio… per essere in Grecia.  Rientriamo a dormire e disfare i bagagli.

 
4/6/16 sabato
Sveglia con calma e colazione in stanza e poi andiamo a prendere lo scooter che avevamo visto la sera prima (Road Rider). C’è solo il meccanico che chiama al telefono la proprietaria, una signora (Maria) che parla italiano; espletate le formalità ci consegna una cartina schematica di Milos dicendoci che la parte ovest ed una piccola parte ad est sono sterrati off-limits per un semplice scooter,  ma se vogliamo, pagando la differenza, potrebbe darci un quad per un giorno e poi ridarci il nostro motorino per i giorni restanti… 
Ci dice anche di tornare dopo tre giorni per un controllo dell’ olio (mai successo!). Facciamo benzina e ci dirigiamo verso ovest e ci fermiamo alla prima spiaggia con mare meraviglioso,  che vediamo dall’alto. Parcheggiamo e scendiamo per un sentiero ma, scopriremo poi, poco più avanti c’è anche una comodissima scalinata oppure, ancora più avanti si arriva direttamente dalla strada.


Achivadolimni beach

La Achivadolimni  è una lunga spiaggia di sabbia bianca/fine ghiaietto bagnata da un mare turchese con vista sul golfo di Milos, Adamas e Plaka con alle spalle una alta scogliera vulcanica coloratissima.


Achivadolimni beach

Stendiamo gli asciugamani sotto una tamerice e facciamo una passeggiata lungo la spiaggia.
Dopo un po’ di relax continuiamo verso ovest tanto per tastare il terreno… dopo il campeggio prendiamo a sinistra ma in realtà volevamo andare a destra… Arriviamo fino a Kipos e poi facciamo dietro-front e ci fermiamo per una breve sosta fotografica alla chiesetta di Ag. Sostis;



Ag. Sostis

fa caldo e sarebbe anche ora di pranzare; uno dei diari che abbiamo scaricato dice che alla spiaggia di Fyriplaka c’è un baretto con qualcosa da mangiare e quindi ci dirigiamo lì.
Ad un certo punto la strada si fa sterrata e superata la deviazione per la spiaggia di Tsigrado diventa sabbiosa ma con un po’ di attenzione arriviamo al parcheggio con visione panoramica dall’ alto su Fyriplaka: stupenda!


Fyriplaka
Fyriplaka


Fyriplaka
Fyriplaka


Alle spalle della spiaggia si erge un’altra scogliera coloratissima ma nessun  baretto (sapremo poi che c’è solamente da luglio ). Sulla strada avevamo visto l’indicazioni per un ristorante (Agyra) quindi torniamo indietro a vedere ma sembra non sia aperto… invece ci sono i proprietari che ci fanno accomodare in una spaziosa e ombreggiata terrazza con vista mare (hanno anche delle stanze in affitto) e ordiniamo: pomodori con riso, acqua, coca e dolce offerto dalla casa:  tot.  21,00 euro.
 
Agyra
 
Torniamo a Fyriplaka e dopo aver parcheggiato ne percorriamo un lungo tratto ma non c’è ombra; torniamo indietro e ci ripariamo sotto la tettoia di una casetta e ci facciamo un bagno rinfrescante poi ritorniamo ad Adamas. Cena da O’ Xamos:
 
 
O’ Xamos
 
zucchine fritte, insalata della casa, acqua, birra e mastika offerta dalla casa: tot. 21,40 euro. Passeggiata per il porto.


5/6/16 domenica
Oggi si va a nord, direzione Sarakiniko. Al parcheggio c’è solo un quad e il tratto finale è da fare a piedi.


Sarakiniko
 
Sarakiniko
 
Sarakiniko
 
Sarakiniko
 
Ci godiamo questo posto favoloso fatto di bianchissime rocce calcaree di svariate forme e dimensioni praticamente da soli (la coppia del quad è silenziosa e se ne sta tranquilla in un angolo) per almeno un’ora, girando per i suoi canyon, salendo sulle alte scogliere a strapiombo sul mare poi, quando inizia a far caldo (ombra inesistente) ci rinfreschiamo nelle placide acque della spiaggetta. Un po’ alla volta inizia ad arrivare gente e quando diventa troppa ce ne andiamo anche perché il caldo sta aumentando, ma prima diamo uno sguardo alle gallerie scavate nel calcare peccato siano ormai trasformate in discarica…
 
Sarakiniko: Grotte
 
Saliamo al parcheggio dove ora c’è un furgone con bibite, panini e souvenir; prendiamo lo scooter e ci dirigiamo verso Pollonia. Durante il percorso facciamo sosta  alla spiaggia di Mitikas che raggiungiamo con una strada sterrata alla fine della quale c’è un grande parcheggio con bella vista su alcune syrmata
 
Mitikas: syrmata
 
ed anche sulla vicina spiaggia di Navagio.


Navagio

Dopo un bagno andiamo a pranzare a Pollonia da Armenaki che si trova sulla spiaggia del paese, vicino al porto: insalata Armenaki, polpo all’aceto, melanzana con aromi, acqua e birra: tot. 29,60 euro.
Giro per i vicoli del paese fermandoci anche al porto a vedere gli orari dei traghetti per Kimolos : solo poche corse fino a fine giugno e l’unico orario abbordabile (il primo è alle 7:00) è alle 11:00 con ritorno alle 17:45…



Pollonia


Pollonia


Fa veramente caldo e quindi riprendiamo lo scooter e ritorniamo a Navagio a trascorrere il pomeriggio all’ombra di una tamerice.
Cena da Barko (sulla strada per Plaka): dolmades, fagottini con formaggio di Milos, polpette di zucchine, acqua, birra: tot.  20,30 euro.
 
 
6/6/16 lunedi
Ancora al nord con prima tappa a Mandrakia e le sue bellissime syrmata
 
Mandrakia: syrmata
 
Un signore sta dipingendo le scale che scendono alle rimesse (anche nei giorni seguenti noteremo diverse persone intente a dipingere) e ci fa segno di scendere da un’altra parte. Ripartiamo e andiamo alla spiaggia di Fyropotamos ed anche qui ci sono delle syrmata (alcune delle quali adibite ad alloggi/studios in affitto)  oltre le quali c’è una spiaggetta sovrastata da un’altra scogliera coloratissima ma un cartello di “pericolo caduta massi” ci fa desistere dall’ andarci (ma poi arriveranno altre persone che ci andranno senza problemi…). Stendiamo gli asciugamani sulla spiaggia principale fatta di sabbia e piccoli ciottoli, ci sono anche dei lettini un poco scassati ma a disposizione.
Il mare è calmissimo, una vera piscina.


Fyropotamos
Fyropotamos


Fyropotamos

Per il pranzo andiamo a Plaka ed il primo impatto non è dei migliori: molto traffico, lavori in corso, confusione. Parcheggiamo lo scooter ma ci dicono che lì non va bene, lo spostiamo e  poi ci mettiamo seduti all’ombra con cartina alla mano per cercare di capire dov’è la Chora. Ci avviamo a piedi e troviamo un posticino per lo scooter così lo spostiamo nuovamente. Saliamo per una via pedonale  alla ricerca della Taverna Archontoula e la troviamo facilmente:  ci sono parecchi tavolini sparsi, come al solito, per i vicoli e ci accomodiamo ad un tavolo all’ombra e ordiniamo: souvlaki con riso, insalata della casa, acqua, coca e un ottimo dolce offerto dalla casa: tot. 20,00 euro. Finito di mangiare facciamo un giro per i vicoli

Plaka

Plaka

Plaka


Plaka
 
fino alla chiesa di Korfiatissa, (fa veramente troppo caldo per salire al Kastro) da dove si può ammirare un panorama favoloso e giù in basso scorgiamo un spiaggia dai colori  veramente invitanti… Dalla cartina dovrebbe essere Plathiena


Plathiena

e decidiamo di andarci a rinfrescare. Monica prende un caffè in un baretto gestito da ragazzo greco, che parla italiano e le racconta che ha sposato una sarda che lavora a Bruxelles. Come al solito riesce ad avere indicazioni (per la spiaggia di Plathiena)  : un po’ complessa da raggiungere se non si conosce la strada, ma anche così ci dovremo fermare ancora a chiedere indicazioni. Una volta trovata diciamo che dall’alto sembrava meglio, ma ormai siamo qui e dopo un bagno rinfrescante ci restiamo un paio d’ore all’ombra di una tamerice.
Per cena ritorniamo da O’Xamos: polpettine di melanzane, polpettine di vitello, fagiolini e verdurine, acqua gasata e liquore offerto dalla casa: tot.  25,30 euro. Passeggiatina al porto e poi a letto.


7/6/16 martedi
Oggi calma di vento e mare piatto e quindi decidiamo di andare a Kimolos ma visto che il traghetto parte alle 11:00 prima andiamo al porto da Riva Travel a ritirare i biglietti prenotati da casa del traghetto per Folegandros e poi andiamo a far controllare l’olio allo scooter, ma quando arriviamo da Road Rider ci dicono che il meccanico al momento è nell’altra sede: sarebbe a dire?! Ci accompagnano e scopriamo che è Niko’s Car ed è vicinissimo al Vythos! Lì troviamo anche Maria e cerco di parlarle per il quad ma c’è un po’ di confusione  e lascio perdere; il controllo è velocissimo e una volta terminato ci dirigiamo alla volta di Pollonia dove, in attesa del traghetto, c’è anche il tempo per un caffè.

Traghetto per Kimolos

In circa mezz’ora siamo a Kimolos (ci avevano detto che a Kimolos non ci sono noleggi ma c’è  appena arrivati al porto e lungo la strada per Prassa c’è anche un benzinaio!). Puntiamo subito in direzione della spiaggia di Prassa; dopo Ag. Nikolaos la strada diventa sterrata ma facilmente percorribile e poco dopo mezzogiorno arriviamo in una spiaggia caraibica dove non c’è ancora nessuno! Ci mettiamo sotto una bella tamerice con annessa panchina e ci buttiamo in acqua perché fa veramente caldo!


Prassa


Prassa


Prassa

In breve comincia ad arrivare altra gente (quelli che erano in traghetto con noi; ma dov’erano finiti?!) ed ognuno si appropria di una tamerice ma la spiaggia rimane comunque tranquilla. Dopo un paio d’ore la fame si fa sentire; purtroppo non abbiamo portato niente da mangiare perchè non ci aspettavamo una meraviglia del genere. A malincuore leviamo le tende e partiamo in direzione di Kimolos (il paese) ma dopo pochi minuti Monica nota una lavagnetta posta all’incrocio con una stradina sterrata (sulla destra venendo da Prassa) che indica il beach bar Kimolia… rapida inversione di marcia e in pochi minuti ci siamo: posto carino, pulito, ombreggiato e ci pare anche nuovo (hanno anche da dormire) ci accomodiamo e ordiniamo: insalata greca, omelette, acqua, coca, e un caffè espresso: tot. 20,00 euro.
 
Kimolia
 
Ritorniamo a Prassa per un ultimo bagno e quando usciamo dall’acqua sono già le 16:30 e il traghetto (l’ultimo!) parte alle 17:45. Rapidamente ci asciughiamo, ci cambiamo e saliamo in scooter. Prima del porto facciamo uno stop per una velocissima visita della Chora di Kimolos …. deserta ed  in classico stile cicladico.


Chora di Kimolos


Chora di Kimolos


Chora di Kimolos
 
Giunti al porto di Psathi abbiamo anche il tempo di bere un succo al bar. Peccato il poco tempo a disposizione, Kimolos avrebbe meritato di più!
Stasera per cena andiamo in un localino notato le sere precedenti (La Piccionaia),  sulla strada che dal porto di Adamas porta a Plaka, vicino al market e alla farmacia). C’è un po’ di vento e tocca coprirsi; ordiniamo: souvlaki con pita e patate, pomodori con riso, acqua, birra: tot. 17,30 euro. Molto economico ma nulla di speciale (atteso anche parecchio la cena).


8/6/16 mercoledi
Oggi c’è molto vento e quindi decidiamo per una giornata “culturale”. Raggiungiamo Tripiti e lasciamo lo scooter in un grande parcheggio e proseguiamo a piedi verso le Catacombe e il Teatro Romano, ma giunti ad un bivio, vediamo una chiesetta solitaria (Aghios Nicholaos)   in cima ad una collina che attira subito la nostra attenzione.


Aghios Nicholaos


Visitiamo il Teatro Romano


Teatro romano

e poi torniamo indietro e in mezzo a campi di sterpi cerchiamo il sentiero che porta alla chiesa finchè, dopo vari tentativi, riusciamo a trovarlo e giunti in cima ci godiamo un panorama strepitoso!


Aghios Nicholaos e panorama



Aghios Nicholaos e panorama


Aghios Nicholaos e panorama


Ritorniamo a Tripiti e facciamo un giro per il paese, poi riprendiamo lo scooter e andiamo alle Catacombe, ma a Monica i luoghi chiusi e sottoterra non piacciono molto e così non entriamo. Ripartiamo alla volta di Klima e parcheggiamo lungo la strada un po’ prima del paese. Poco prima di arrivare al mare vediamo una coppia scendere a piedi da un sentiero che proviene dal Teatro Romano. Monica come al solito “attacca bottone”;  una battuta e ci ritroviamo a chiacchierare per una buona mezz’ora forse più.
 

Klima

 
Dopo la visita di Klima e prima di riprendere lo scooter saliamo una scalinata che porta ad una minuscola chiesina (i gradini sembra continuino fino alle Catacombe)


Mini chiesina

 
e poi andiamo verso Plaka (ormai conosciamo la strada e la viabilità) e andiamo a cercare un posto per pranzare: a Triovassalos troviamo una taverna nominata sui diari e ci sediamo ad un tavolo (ci sono solo greci) ma dopo dieci minuti buoni non arriva nessuno e quindi ce ne andiamo.
Riprendiamo lo scooter e andiamo a Plaka, dopo aver parcheggiato passiamo da O’ Foras dove ritroviamo la coppia conosciuta a Klima e ci dicono che lì si mangia bene (ma loro hanno già finito) e così ci accomodiamo e ordiniamo: pomodori e peperoni con riso (mai mangiati di così buoni!!!), patate al forno, acqua, coca:  tot.17,50 euro.
Visto che oggi, causa il vento, la temperatura e molto più sopportabile di due giorni fa, saliamo al Kastro ad ammirare un favoloso panorama; ci ritorneremo senz’altro per il tramonto.


Plaka, salita al Kastro



Plaka, salita al Kastro



Plaka, salita al Kastro



Plaka, salita al Kastro



Plaka, salita al Kastro


Decidiamo di tornare alla vicina spiaggia di Fyropotamos, ma quando arriviamo il mare è molto mosso e a causa del vento c’è poca gente in spiaggia; ci sistemiamo su due lettini sgangherati  ma il vento è veramente insopportabile e così riusciamo a resistere molto poco. Ritorniamo quindi ad Adamas.
Alla ricerca di un nuovo posto dove cenare,  troviamo sulla cartina gratuita di Milos e Adamas, la Taverna Zygos (vicinissima a Vythos Studios) e decidiamo di andare a provarla: posto tranquillo nelle stradine interne del paese, specializzato in carne alla brace, non ha molta scelta ma tutto molto buono e fatto al momento e la signora parla un buon italiano. C’è ancora vento ma siamo abbastanza riparati; ci accomodiamo e tra le cose che la signora ci elenca ordiniamo: spiedino di maiale con verdura cotta, pancetta e patatine (queste e quelle di O’Xamos sono veramente tra le migliori mai mangiate, per nulla unte e cotte benissimo!), acqua, birra Mythos alla spina, dolce offerto dalla casa: tot. 22,70 euro.
Passeggiatina al porto e poi a nanna.
 
 
9/6/16 giovedi
Oggi ancora vento e quindi andiamo al sud destinazione Tsigrado dove arriviamo verso le 9:00;  parcheggiamo e diamo un’occhiata dall’ alto: la spiaggia è quasi tutta ancora in ombra e a dire il vero non ci sembra nulla di così speciale, visto che per accedervi bisogna anche calarsi con una corda.


Tsigrado



Tsigrado



Così torniamo a Fyriplaka dove non c’è ancora praticamente nessuno ma il tempo di stendere


Fyriplaka

l’asciugamano comincia ad arrivare gente e restiamo fino alle 11:30 dopodiché riprendiamo lo scooter e ci dirigiamo verso ovest ma la nostra cartina non è molto precisa e ben presto la strada, invece di mantenersi asfaltata come riportato, diventa sterrata e siccome i punti di riferimento scarseggiano ben presto non riusciamo più a renderci conto di dove ci troviamo e dato che la strada diventa sempre peggio torniamo indietro.  Appena troviamo una stradina (sterrata) che sembra scendere al mare, la prendiamo e così arriviamo a quella che dovrebbe essere (stando alla cartina) la spiaggia di Psathi.


Psathi



Psathi


Qualche foto veloce e poi ritorniamo a pranzare da Agyra: che sembra sempre chiuso  ma non è così: dolmades, polpettine di zucchine, agyra salad, acqua, coca e dolce offerto dalla casa: tot. 24,00 euro.
Dopo pranzo andiamo alla vicina spiaggia di Provatas a trascorrere il pomeriggio sotto una tamerice.


Provatas

La sera, prima di cena, andiamo a Plaka e saliamo al Kastro per vedere il famoso tramonto; c’è un po’ di gente ma fortunatamente ormai conosciamo bene Plaka e quindi riusciamo a trovare un “ buco” per lo scooter e saliamo anche per una via “alternativa”.


Tramonto dal Kastro di Plaka
Tramonto dal Kastro di Plaka

Terminato lo spettacolo ritorniamo ad Adamas e andiamo a cena da Zygos, questa sera prendiamo : due spiedini di pollo con verdure cotte al forno, acqua, birra e dolce offerto dalla casa: tot. 21,00 euro.


10/6/16 venerdi
Giornata da incubo!
Anche se tutti ce l’hanno sconsigliato decidiamo di prendere un quad per un giorno. Dopo aver acquistato alcune cibarie (pane alle olive, buonissimo, apple pie, ottimo) alla fornitissima bakery (vicina al Carrefour) andiamo da Niko’s e la signora Maria  ci consiglia un mega quad. Dopo avermi  brevemente spiegato i comandi (l’acceleratore si aziona con il pollice che dopo un po’ diventa grosso come un melone…) me lo fa anche provare per un breve tratto e la prima impressione è che lo sterzo sia durissimo e la tentazione di lasciar perdere è fortissima ma Maria mi rassicura e mi dice che in breve lo utilizzerò senza problemi…
Paghiamo la differenza (42,00 euro!!!) e andiamo a fare benzina e poi destinazione ovest e le spiagge di Triades e Ammoudaraki. Ad Ag. Marina inizia lo sterrato anche se la nostra cartina dice il contrario… 


Ag. Marina

Breve sosta alla chiesa e ad ammirare il panorama sulla spiaggia di Rivari e poi proseguiamo. Inizialmente la strada si mantiene abbastanza buona ma giunti ad un incrocio andiamo a sinistra (dritto si va a Vani, e a destra a Emborio)


Incrocio

e qui le cose si complicano e sommando il percorso impervio e la mia inesperienza con questo quad (sia lo sterzo che i freni non rispondono velocemente ai miei comandi e poi ho sempre la bruttissima sensazione di ribaltamento imminente…) trasformano la guida in un incubo!
Giunti al bivio Triades/ Ammoudaraki  siamo così stressati dalla guida che sotto un sole feroce e senza un filo d’aria, decidiamo di lasciar perdere ( anche se ormai dovrebbero mancare pochi chilometri) e di tornare indietro perché non vale la pena rischiare di farsi male e rovinarsi la vacanza per vedere una spiaggia.
Torniamo ad Ag. Marina e proviamo a scendere alla sottostante spiaggia di Rivari: anche questa strada è sterrata, ripida ma breve e decisamente migliore; infatti andando piano riusciamo ad arrivarci senza problemi. Non c’è nessuno e neppure un po’ di ombra ma sulla sinistra vediamo una casetta sulla spiaggia e a piedi la raggiungiamo. Qui all’ombra, consumiamo il nostro pranzo al sacco e cerchiamo di riprenderci.
 
Rivari e la casetta
 
Dopo il pranzo e un po’ di relax torniamo sui nostri passi e andiamo a farci un bagno,


Rivari
terminato il quale riprendiamo il quad e andiamo alla spiaggia di Achivadolimni dove ci mettiamo sotto una tamerice.
Dopo un bagno facciamo due passi lungo la spiaggia, ma la troviamo invasa dai tafani (il primo giorno non c’erano!) e così scappiamo velocemente e andiamo a Pollonia dove, dopo aver parcheggiato, raggiungiamo a piedi la chiesa di Ag. Nikola.
Ag. Nikola
Ritorniamo ad Adamas e riconsegnamo il quad e ci riprendiamo il nostro amato  scooter.
Per cena ritorniamo da Barko dove mangiamo ottimamente con imam, fagioloni verdi (nostre taccole) polpette al sugo con riso, birra, acqua e dolce offerto dalla casa: tot: 25,20 euro.
Andiamo a dormire che siamo stanchissimi e per due giorni avrò male alle braccia.


11/6/16 sabato
Oggi abbiamo bisogno di un po’ di relax e quindi andiamo a sud e come prima tappa scegliamo Agia Kyriaki
ma prima passiamo alla bakery a prendere qualcosa per il pranzo: c’è solo l’imbarazzo della scelta ed è tutto buonissimo!
Arriviamo in spiaggia che non c’è ancora nessuno,  il tempo di guardarci intorno e sceglierci una tamerice che inizia ad arrivare gente ma la spiaggia è grande e rimane tranquilla.

Agia Kyriaki


Restiamo fino al pomeriggio e poi andiamo a vedere Paleochori e la Deep Blue (quest’ultima mi dicono sia sempre Paleochori ma viene chiamata Deep Blue per via del bar; comunque le due spiagge sono comunicanti, sempre che ci sia la bassa marea e il mare non sia agitato) che è impossibile da non vedere in quanto c’è un grande portale dal quale si accede al parcheggio,


Parcheggio Deep Blue
poi si continua a piedi passando dal bar e con una scala si scende in spiaggia e… mai visto un mare così da nessun altra parte del mondo!!!
Il colore della” Deep Blue” è indescrivibile: ha una sfumatura giallo/arancio/verde/blu dovuta alla presenza di zolfo (scavando un po’ nella sabbia ci si scotta subito le dita!), una cosa stupefacente!!!


Deep Blue
Perché mai ci siamo venuti solo il penultimo giorno?!
La spiaggia è attrezzata con alcuni ombrelloni e lettini e c’è anche un chiosco che però non sembra operativo; invece il bar sopra funziona ed ha musica moderna ad alto volume ma in spiaggia per fortuna si sente poco. Dopo una serie di foto ci ripromettiamo di tornare la mattina dopo; poi ci concediamo una bibita al bar e la sorseggiamo ammirando questo mare stupendo!
Riprendiamo lo scooter ed andiamo alla vicina Paleochori: bella e attrezzata con lettini, ombrelloni, ristoranti (con il famoso Scirocco, che cucina sotto la sabbia) ma non all’altezza della “Deep Blue”.
La sera per cena ritorniamo da Barko e prendiamo: imam, patate in insalata, maialino con cipolle e riso, acqua, birra e dolce offerto dalla casa (backlava): tot. 25,50 euro.
Due passi per il porto e poi a dormire.


12/6/16 domenica
Ultimo giorno a Milos e bisogna andare a fare il bagno a Deep Blue/ Paleochori! Colazione e spesa alla bakery che però lasciamo a casa con l’idea di tornarci per pranzo che tanto non siamo lontani.
Puntuali alle 9:00 siamo davanti al cancello ma è chiuso! Si potrebbe anche scavalcare ma prima del bar ce n’è un altro. Fermiamo un taxista e gli chiediamo se sa a che ora aprono e ci risponde: probabilmente alle 9:00, ma non lo sa di preciso… Andiamo quindi a Paleochori a vedere se riusciamo a passare tra gli scogli ma c’è l’alta marea e il mare è un po’ agitato e quindi non si può. Ci incamminiamo lungo la spiaggia a fare delle foto e dopo una mezz’ora vediamo delle persone alla Deep Blue quindi vuol dire che hanno aperto!
Ritorniamo allo scooter ed in pochi minuti ci siamo: che meraviglia il colore dell’acqua, stupendi i colori delle rocce, non importa se il mare oggi è un poco agitato ma questa spiaggia è bellissima!!!


Deep Blue

Deep Blue

Deep Blue

Deep Blue

Deep Blue

Non c’è ombra (tranne gli ombrelloni e alcune grotte) ma ormai siamo “temprati” e rimaniamo fino a mezzogiorno poi torniamo a casa per il pranzo terminato il quale decidiamo di andare a passare il pomeriggio a Pollonia che offre una grande spiaggia con numerose tamerici per l’ombra. Lungo la strada facciamo una sosta a Navagio ma ci sono parecchie persone e tutte le tamerici sono occupate. Invece a Pollonia troviamo un posticino anche per noi; fa molto caldo e l’unica è stare all’ombra o in ammollo.
Verso le 17:00 leviamo le tende ma prima di tornare ad Adamas prendiamo lo scooter ed andiamo alla ricerca della webcam (http://www.milos-travel.com/webcam/webcam.htm) che consultavamo da casa prima di partire. Non riusciamo a trovarla,  ma comunque pensiamo di esserci andati vicino.
Lungo la strada del ritorno ci fermiamo a vedere la spiaggia di Papafragas ma ci diranno che invece sia Kapros…

Kapros

Kapros

Per cena andiamo ancora da Zygos: spiedino di pollo, insalata greca, polpette grigliate, melanzane e zucchine, acqua, birra e dolce offerto dalla casa: tot. 27,70 euro.
Passeggiatina e poi a letto.


13/6/16 lunedi
Oggi si parte per Folegandros.
Ci svegliamo con comodo, facciamo colazione e poi chiudiamo i bagagli; purtroppo Antonia non può portarci al Porto ma tanto è vicino quindi ci andiamo a piedi in poco più di dieci minuti.
Anche oggi c’è vento ed il mare è lievemente mosso ed il traghetto arriverà con mezz’ora di ritardo.
Oggi vediamo, per la prima volta, l’ufficio turistico aperto: all’interno c’è  una signora che parla solamente  greco e sembra essere li’…. per sbaglio:  una struttura assolutamente inutile!
In circa un’ora, alle 11: 40, arriviamo a Folegandros ballando un po’. Al porto, come da accordi, troviamo ad attenderci il marito della signora Irene, titolare della Irene Room’s che ci porta alla Chora e in breve prendiamo possesso della stanza per le prossime 3 notti. Posto molto spartano ma con posizione veramente strategica a due passi dal centro dove andiamo subito a fare un giro. Oggi è un po’ coperto, così ci ripromettiamo di rifare le foto con un cielo migliore.

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Saliamo, con una lunga scalinata,  alla Panagia (Chiesa della Vergine Maria) che domina dall’alto la  Chora di Folegandros

Panagia (Chiesa della Vergine Maria)

Panagia (Chiesa della Vergine Maria)

Panagia (Chiesa della Vergine Maria)

e poi andiamo a prendere accordi per il motorino da Donkey scooter. Torniamo in centro e dopo aver fatto un po’ di spesa (frutta, yogurt, acqua, ecc.) andiamo a pagare la stanza e a fare due chiacchiere con la signora Irene che gestisce anche la Taverna O’ Spitikò e dove andremo, dopo qualche ora, a cenare: imam con riso, zucchini balls, tomato balls, acqua, birra e dolce offerto dalla casa (halvas): tot. 27,00 euro.
Passeggiatina per le vie del paese, qualche foto e poi a dormire.

Chora Folegandros


14/6/16 martedi
Colazione in camera,  poi caffè e spesa per il pranzo all’ ottima bakery vicina a Spitikò.
Anche oggi c’è vento ma il cielo è sereno; le alternative non sono molte e dopo aver affittato lo scooter (c’è una ragazza che parla italiano) andiamo ad Agali

Agali

dove il mare è mosso; parcheggiamo e prendiamo, a destra, il sentiero n°1, passiamo dalla spiaggetta di Galifos (deserta e con il mare molto mosso)

Galifos

Percorso verso…

Percorso verso…

e poi quella di Agios Nikolaos sovrastata da una taverna in panoramicissima posizione (Papalagi). C’è un po’ di gente ma non molta e ci sistemiamo sotto una delle molte tamerici ma piano piano iniziano ad arrivare persone.

Agios Nikolaos

Verso le 13:30 la ressa è ormai insopportabile (per i nostri gusti) e quindi ce ne andiamo. Fa molto caldo e giunti ad Agali, prima di riprendere lo scooter, facciamo una sosta all’ombra e poi ci dirigiamo verso Ano Meria  (c’è ancora molto vento e con lo scooter si deve prestare attenzione) a visitare il paese e vedere da dove partono i sentieri per le spiagge di Agios Georgios, Lygaria, Ambeli. Il cartello che segnala le prime due è semi-nascosto da quello di una taverna (italiana) e dopo averlo scovato parcheggiamo e ne percorriamo un tratto molto bello tra muretti a secco.

Sentiero per Agios Georgios

Ritorniamo in  paese dove alla chiesa troviamo il Pope intento a rammendare le reti da pesca.

Pope al lavoro

Ritorniamo alla Chora a rifare le foto del giorno prima con il cielo azzurro.

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Chora Folegandros

Cena da O’ Kritikos: souvlaki di pollo con riso e pomodori, salsiccia con patate e briam, acqua, birra e dolce offerto dalla casa: tot. 28,10 euro.
Vediamo Leandro (…vi ricordate quel signore seduto accanto a noi in aereo?? ) aggirarsi alla ricerca di un posto dove cenare; lo chiamiamo e dopo aver fatto quattro chiacchiere ci accordiamo per cenare insieme la sera seguente da Spitiko’.
Dopo cena, salita notturna alla Panagia.
 
Panagia
 


15/6/16 mercoledi
Colazione in camera e poi caffè e spesa/ pranzo alla solita bakery ( che lasceremo in stanza tanto le distanze sono brevi).
Oggi si va alla spiaggia di Katergo; con lo scooter raggiungiamo Livadi e parcheggiamo dove vediamo un cartello che indica (40 minuti) l’inizio del sentiero.
 
inizio sentiero per Katergo

Il percorso sale, sempre ben segnalato, tra muretti a secco, recinti di capre e pecore ed un paesaggio bruciato dal sole.
 
Sentiero per Katergo
 
Giunti in cima alla collina vediamo la spiaggia giù sotto, non c’è nessuno ed è uno spettacolo! La discesa ha alcuni tratti ripidini, ma da esperti escursionisti ci arriviamo senza problemi. Troviamo un po’ di ombra dietro un grosso masso dove sistemiamo gli zaini, poi ci godiamo questa magnifica spiaggia tutta per noi!
 
Katergo

Katergo
 
Un po’ alla volta però inizia ad arrivare gente e quando arriva il taxi boat dal porto ce ne andiamo.

Katergo

Katergo

Inizia a far caldo e dobbiamo fare la salita sotto il sole!

Un paese bruciato dal sole

Tornati allo scooter facciamo una sosta bagno a Livari giusto per rinfrescarci; la spiaggia non è granché.
Continuiamo verso il porto e le spiagge di Pountaki, Vitsentzou e Latinaki, decidiamo di fermarci in quest’ultima dove, sotto la scogliera, c’è ombra.
 
Latinaki
 
Monica prende posto ed io torno in stanza a prendere le cibarie. La giornata è calda, limpida e luminosa e i colori del cielo e del mare sono favolosi.
Finito il pranzo ci trasferiamo a Chochlidia, la spiaggia del porto di Karavostasis e ci mettiamo sotto una tamerice, bagno, ombra e relax. Nonostante sia la spiaggia del porto l’acqua è pulita e limpidissima! 
 
Karavostasis
 
Dopo un paio d’ore andiamo a vedere la spiaggia di Vardia, ma giusto per fare una foto (ormai è tardi), poi rientriamo e riconsegnamo lo scooter.

Vardia

Ci fermiamo dalla signora Irene a prendere accordi per il trasferimento al porto per il giorno seguente.
Per la cena torniamo da Spitiko con Leandro: matsata con polpette, imam con riso, acqua, birra, irakomelo, dolce offerto dalla casa: tot. 30,00 euro. Stasera tira un vento gelido e finita la cena andiamo tutti a dormire.


16/6/16 giovedi
Oggi andiamo a far colazione direttamente alla bakery e ci accomodiamo ai tavoli di Spitikò che tanto al mattino è chiuso: caffè, succo, apple pie, meglio di così! Torniamo in stanza e chiudiamo i bagagli e alle 10:00, puntualissimo, il marito di Irene ci viene a prendere e ci porta a Karavostasis (il porto).
Ci dice che il traghetto è alle 11:00/11:30, mai puntuale… ci scarica e riparte;  ritornerà alle 11:30 proprio quando il traghetto sta per attraccare; si vede che è sempre in ritardo e loro ormai lo sanno.

Traghetto per Santorini

Questa volta il mare è calmo e il tratto è più breve e alle 12:20 siamo a Santorini; il porto è una bolgia pazzesca  ma troviamo subito il bus per Fira; il bigliettaio “sbaglia” a darci il resto e quando Monica glielo fa notare ci dà quello giusto (disonestamente ci aveva provato).. Rapidamente il bus si riempie e quando parte Monica chiede all’autista quale sarà la prima fermata, risposta secca: “Non lo so!”. Ma siamo ancora in Grecia??! Una cosa che ci colpisce subito è il traffico: cinque anni fa non era così tanto!!!
Fortunatamente il capolinea dei bus è vicinissimo al nostro hotel ed in pochi minuti ci arriviamo a piedi. Dopo esserci sistemati mangiamo un boccone sul balconcino e poi relax in piscina.

Relax in piscina

Poco dopo le 17:00 siamo pronti per la camminata sulla Caldera (da Fira a Oia che cinque anni fa non avevamo trovato il tempo di fare). Il ragazzo alla reception ci dice che, normalmente, bastano due ore per arrivare a Oia ma facendo foto e ammirando il panorama anche tre… Inoltre ci sconsiglia di andare adesso per via del caldo, meglio al mattino; però noi domani abbiamo altri programmi e quindi usciamo ad affrontare la calura e ci dirigiamo subito verso il centro equipaggiati di bottiglie d’acqua e bustine di Sali minerali.

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Fa caldissimo e il percorso è anche in leggera salita e con pochissima ombra ma inizialmente agevole e pavimentato; a Firostefani facciamo una sosta all’ombra.  A Imerovigli usciamo un attimo dal percorso per verificare se i nostri ricordi sono esatti: ed infatti ecco lì la Taverna Anestis che ci aveva consigliato un amico e che l’altra volta non avevamo provato ma questa lo faremo. Accanto c’è un minimarket dove prendiamo acqua fresca e così vediamo passare un bus che si ferma più avanti, perfetto!






Riprendiamo il cammino grondando sudore ma riempiendoci gli occhi con un panorama unico al mondo!
Giunti alla Rocca di Skaros sarebbe interessante salirci ma non c’è tempo e fa ancora  troppo caldo…
Il percorso continua con saliscendi e a tratti è segnalato ma in altri si deve andare a naso…

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Con il passare delle ore, quando sono oramai quasi le 19:00,  il sole cala di intensità ed il caldo allenta la sua morsa permettendoci così di procedere con un minore sforzo, inoltre percorriamo anche dei tratti in discesa che ci consentono di riprendere fiato. Passiamo tra studios con piscina e idromassaggio (sembra facciano a gara a chi ostenta di più, sembra che più hai soldi più hai un posto in prima fila in ammollo sul ciglio dell’orizzonte…) ed altri (parecchi) in costruzione; ma dove sta andando Santorini??? …che delusione!

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Ormai la bolgia ce la siamo lasciata alle spalle (oltre noi ci sono altre quattro persone), così come il caldo.  Ora inizia la parte più “impegnativa”: il percorso diventa un sentiero con fondo di pietrisco lavico un poco scivoloso e dopo una discesa percorriamo un tratto di asfalto, poi riprendiamo a sinistra un sentiero che sale, sale, sale… Giunti in cima, dove è posta una chiesina (se ne trovano parecchie sul percorso) scendiamo in un paesaggio lunare e si comincia a vedere Oia in lontananza, ed ecco, siamo giusto in tempo per il tramonto (sono le 20:30) pochi minuti, due foto veloci ed il sole è andato.

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Camminando sulla Caldera

Continuiamo a scendere fino alla prima fermata del bus che troviamo; ne passa uno stracarico ma non si ferma… Panico! Monica si mette a cercare un taxi ma fortunatamente ne passa subito un altro (pieno pure lui) che però ci fa salire; facciamo il biglietto per Imerovigli ma dove sarà la fermata? Un ragazzo greco mi dice di stare tranquillo che ci vorranno almeno dieci minuti.
Quando il bigliettaio annuncia la fermata scendiamo e in pochi minuti siamo da Anestis  a cenare. Ordiniamo: pomodori e peperoni con riso, dolmades, maiale in salsa di vin santo, acqua, birra: tot. 28,50 euro.
Terminata la  cena non ci resta che tornare a Fira a piedi in quanto l’ultimo bus è già passato; ormai è tutta discesa ed in percorso è agevole (solo qualche tratto un po’ al buio) e lastricato; è quasi mezzanotte quando arriviamo in hotel (dopo essere passati nella bolgia del centro di Fira) stanchi morti, ma soddisfatti!


17/6/16 venerdi
Oggi non è giornata.
Dopo una colazione con yogurt (buonissimo!) e miele scendiamo nella hall e come da accordi c’è già il noleggiatore che ci aspetta; mi fa salire su uno scooter e mi porta… a pochi metri dall’ hotel.
Potevamo andarci a piedi!
Si mette subito a compilare le carte e capisco che mi vuole rifilare quello con il quale mi ha portato qui ma io non lo voglio perché ha ruote piccole e chiedo il solito Kymco Agility 125 che abbiamo usato a Milos e Folegandros ma mi dice che lo stanno prendendo gli italiani dentro l’ufficio, allora chiedo il Sym 125 e questo va bene, corregge il modulo e mi da le chiavi; e il casco? Il casco non serve! E se ne va.
Cerco tra i caschi sulla mensola ma fanno veramente schifo; la signora che stava servendo gli altri me ne allunga uno dicendo che è nuovo ma è una “S” e quindi lo prendo per Monica e per me prendo il meno peggio che trovo. La signora mi chiede la patente e poi se la tiene; avvio lo scooter e passo a prendere Monica in hotel e ci dirigiamo verso Vlichada/Eros Beach ma sbagliamo subito strada, guardiamo la cartina e torniamo indietro, finiamo a Kamari ( a Santorini, ovunque voi siate, Kamari è sempre segnalata!), chiediamo informazioni e ci dicono di tornare indietro e passare da Pyrgos… Finalmente troviamo le indicazioni per Eros Beach Bar e percorrendo una strada sterrata ma in buone condizioni attraversiamo una valle che pare la Cappadocia ed eccoci arrivati.

Vlichada/Eros Beach

Vlichada/Eros Beach

Vlichada/Eros Beach
 
Sono le 10:30 e fa già caldo; la spiaggia davanti al bar è attrezzata con ombrelloni e lettini e quindi noi ne cerchiamo un tratto libero  che si vede più avanti. Ci fermiamo dove una casetta con veranda offre riparo dal sole cocente però qui la spiaggia è prevalentemente di sassi (il tratto migliore è quello di fronte al bar…) ma un bagno rinfrescante è d’obbligo.

Vlichada/Eros Beach

Vlichada/Eros Beach

Vlichada/Eros Beach

Ritorniamo allo scooter e mi accorgo che una freccia è rotta… speriamo che alla riconsegna non facciano storie. Andiamo alla Red Beach ma quando arriviamo c’è una marea di gente in coda per visitare il sito di Akrotiri e il parcheggio per la Red Beach è strapieno di bus, macchine, quad, scooter…  (cinque anni fa il sito era chiuso ed il parcheggio vuotissimo). Torniamo immediatamente indietro e cartina alla mano cerchiamo di raggiungere la Almira Beach; dopo un paio di tentativi e percorrendo una strada sterrata ci arriviamo, ma nulla di che: prevalentemente sassosa ma per far fronte al caldo bisogna bagnarsi.

Almira Beach

Almira Beach

Almira Beach

È ormai ora di pranzo e abbiamo voglia di tornare al mitico Metaxi Max a Exo Gonia ma quando arriviamo ci dicono che è ancora chiuso e apre alle 14:00…  (che sfiga!!! ce lo sognavamo già da inizio vacanza).  Non vogliamo aspettare così tanto e quindi puntiamo sul paese di  Pyrgos, dove anni fa tra le viuzze, avevamo visto un bel posticino solo che non ricordiamo il nome…
Parcheggiato lo scooter saliamo a piedi. Sotto un sole caldissimo,girando tra i vicoli del paese, finalmente  lo troviamo: si chiama Penelope’s :  un posticino ventilato e all’ombra del campanile (volendo c’è anche posto all’interno). Ordiniamo insalata greca, polpo all’aceto, birra, acqua (grande), dolcino all’arancio: tot. 27,00 euro. Monica come al solito fa conoscenza con i titolari.

Pyrgos

Pyrgos

Pyrgos

Pyrgos

Visto che la calura non concede tregua l’unica è ritornare in hotel per un breve relax. Dopo un paio d’ore usciamo per l’ultimo bagno e di nuovo sbagliamo strada, ma riusciamo comunque ad arrivare alla spiaggia di Monolithos percorrendo stradine secondarie. Purtroppo il mare è molto agitato, la sabbia scotta ancora  quindi, dopo mezz’oretta, ripartiamo con l’idea di andare a Megalochori ma ben presto ci rendiamo conto che tra una cosa e l’altra (dobbiamo anche restituire lo scooter) non è che abbiamo poi molto tempo quindi ritorniamo a Fira passando ancora da Exo Gonia e Pyrgos e quando ci immettiamo nel traffico di Fira percorrendo la medesima strada del pomeriggio ad un certo punto il traffico svanisce e… abbiamo sbagliato nuovamente strada!!! Proseguiamo confidando di riuscire, prima o poi, a ritornare sulla via dell’hotel ma nulla quindi inversione e torniamo indietro ma qualcosa non mi quadra ed infatti una signora ci grida: “one way!” Ecco! Di nuovo inversione e continuiamo fino a quando la stradina sbuca sulla strada principale.  Restituiamo lo scooter ed il ragazzo guarda la freccia rotta ma non dice niente; la  signora mi consegna la mia patente (forse l’averli contattati tramite l’hotel ci salva da lunghe discussioni…) A piedi rientriamo in hotel e ci prepariamo per la cena: che giornata!!!
Stasera sappiamo già comunque dove andare,  ma prima vogliamo cercare un posto dove avevamo mangiato bene cinque anni fa,  ma del quale abbiamo scordato il nome;  lo troviamo facilmente "Ouzeri".
È l’ora del tramonto e c’è una marea di gente in giro ma noi puntiamo direttamente da Stani e saliamo sulla terrazza da dove si gode un bel panorama sulla caldera.

Tramonto a Fira

Tramonto a Fira

Tutto si rivelerà azzeccato!  Ordiniamo calamaro alla griglia con verdura cruda mista, tagliatelle con filetti di pollo in salsa di pomodoro piccante, birra, acqua, e un bicchierino di liquore (o vino) offerto dalla casa: tot. 29,30 euro.

Prima di andare a dormire qualche piccolo acquisto da portare a casa.


18/6/16 sabato
Anche questa vacanza è giunta purtroppo al termine. Ci alziamo con calma,  facciamo colazione e chiudiamo i bagagli. A piedi andiamo alla stazione dei bus. L’autobus parte con qualche minuto di ritardo ma in circa 15 minuti siamo all’aeroporto dove regna il caos totale: prima si fa la fila per la consegna bagagli, poi per far passare i bagagli ai raggi x, poi per accedere al gate di imbarco e come al solito Easyjet parte in ritardo ma poi volo e atterraggio regolari…. un po’ meno il ritorno verso casa nostra dovuto a deviazioni per lavori in corso e per il traffico.


Considerazioni finali
Milos
Un’isola dai due volti.
Il primo comprende spiagge favolose e tutte diversissime tra loro ed in grado di soddisfare tutti i gusti; paesi caratteristici , reperti storici, chiesette disseminate ovunque… Il tutto facilmente raggiungibile e godibile a tutti.
Il secondo è selvaggio, ostico, desertico… Ma nonostante ciò è attraente come il cantico di una sirena specialmente per chi, come noi, ha la “sindrome dell’ esploratore” o Vanderlust che dir si voglia (http://www.viaggiatorisidiventa.it/sindrome-di-wanderlust-la-malattia-di-chi-e-nato-per-viaggiare/), per chi ha sempre lo sguardo fisso sull’orizzonte e si chiede sempre cosa ci sia “oltre”, per chi non si accontenta mai del solito ma è costantemente alla ricerca dell’insolito, del nuovo, del mai visto prima.
Potevamo dunque ignorare il suo richiamo?! Non di certo! Ci abbiamo provato ma siamo stati respinti; forse abbiamo sbagliato tempi e modi, forse non eravamo sufficientemente  preparati ma ogni volta che guardiamo la cartina di Milos il richiamo continua anche più forte di prima…

Folegandros:
Una piccola isola bruciata dal sole ed invasa dagli italiani.
Bisogna puntare sulle spiagge più impervie da raggiungere sempre che il caldo lo permetta o che non ci arrivi il taxi-boat; nel primo caso basta partire presto la mattina con abbondante scorta di acqua, nel secondo bisogna andarsene quando arriva la barca che tanto parte alle 11:00.
A noi la Chora è piaciuta, ma anche qui la  sera, parecchia gente. Cercando le  taverne più defilate si riesce a stare più tranquilli e magari si mangia anche meglio.

Santorini:
Cosa dire? A distanza di cinque anni (stesso periodo) l’abbiamo trovata parecchio cambiata: tantissimo traffico, una marea di gente (non osiamo pensare a come sarà a luglio/agosto…),moltissimi giovani e per i nostri gusti troppi, troppi quad per le strade ed usati con spericolatezza. Le bellezze e i panorami però ripagano di tutto questo, nonostante stiano costruendo ovunque studios e resort di lusso.

Spiagge:
Premesso che una valutazione di una spiaggia dipende da tutto un insieme di fattori: l’ora del giorno, l’affollamento, il vento, il moto ondoso… Molte le abbiamo trovate non attrezzate ma a luglio/agosto le cose certamente cambiano.
Quindi questa non vuole essere una classifica ma un semplice riassunto delle spiagge che abbiamo visitato.
Milos:
Achivadolimni : si accede a piedi con un breve sentiero o più avanti con una scala in cemento oppure, continuando per la strada si arriva direttamente sulla spiaggia e qui ci sono delle tamerici. Sabbia grossa, non attrezzata.
Fyriplaka: lunga spiaggia di sabbia e sassi con una parete rocciosa dai colori spettacolari, niente ombra e non attrezzata ( luglio/agosto ci sono anche gli ombrelloni ed un baretto).
Sarakiniko : spiaggetta circondata da bianchissime rocce calcaree di svariate forme e dimensioni; poche tamerici, non attrezzata, un camioncino/bar al parcheggio.
Mitikas : piccola spiaggia con tamerici di fronte a delle syrmata.
Navagio : lunga spiaggia di sabbia con alcune tamerici (alghe), non attrezzata.
Pollonia: lunga spiaggia di sabbia e con molte tamerici, acqua pulita e limpida, nel centro del paese e del porto, tranquilla.
Fyropotamos: sabbia e sassi, non attrezzata (solo alcuni lettini scassati) e con alcune tamerici.
Plathiena: dall’alto sembrava stupenda ma poi ci ha un po’ deluso… sabbia, qualche tamerice e un piccolo baretto.
Prassa (Kimolos) : sabbia bianca, tamerici, mare limpido e calmo, sembra di essere ai Caraibi… Imperdibile!
Tsigrado: vista dall’alto non ci è parsa meritasse la fatica di scendere con corde e scale…
Psathi : spiaggia di sassi, non c’è assolutamente niente.
Provatas : sabbia, all’inizio è attrezzata e c’è una taverna, sulla destra ci sono tamerici e rimesse dei pescatori, mare calmo e scogliera coloratissima.
Rivari: si arriva dalla chiesa di Agias Marinas con una ripida strada sterrata, non c’è nulla, neppure l’ombra, acqua limpida e calma, sabbia.
Agia Kyriaki: sassi e sabbia, alcune tamerici, tranquilla (consigliata per il relax)
Paleochori e la Deep Blue: dovrebbe essere sempre la stessa spiaggia (Paleochori) ma la seconda è così chiamata per il bar con musica ( spacca- timpani)  che la sovrasta, ma il colore dell’acqua come quelli delle scogliere è sconvolgente! Mai visto in nessun’altra parte del mondo, imperdibile!!! Entrambe sono attrezzate con ristoranti, bar, ombrelloni, ma c’è anche una parte libera, niente tamerici.
Kapros: spiaggia piccolissima vicino a Papafragas che invece sono solo rocce.

Folegandros:
Agali: si arriva in scooter, ci sono taverne e ristoranti. Sabbia, no tamerici.
Galifos: si arriva a piedi tramite il sentiero n°1, piccola, no ombra, sabbia grossa e sassi.
Agios Nikolaos: continuando sul sentiero si passa dalla Taverna Papalagi e si scende sulla spiaggia di sabbia fine/grossa/sassi, molte tamerici.
Katergo: si arriva a piedi i circa 30/40 minuti da Livadi, non c’è nulla, neppure l’ombra (magari al mattino presto dietro un masso enorme…) sabbia e ciottoli.
Livari: sabbia e qualche tamerice, vicino al campeggio.
Pountaki, Vitsentzou e Latinaki: nei pressi di Karavostasis, piccole e soleggiate.
Chochlidia: la spiaggia di Karavostasis tranquilla, pulita, tamerici e sabbia.
Vardia: piccola, tranquilla e acqua pulita.

Santorini:
Vlichada/Eros Beach: sabbia nera e sassi, c’è un bar ma niente ombra, meglio rimanere nei pressi del bar…
Almira Beach: sassi, niente di che.
Monolithos: sabbia nera, tamerici.
(… ma a Santorini di certo non si va per le spiagge)

Taverne:
Milos:
O’Xamos: si mangia bene e la tavena è molto bella ma i piatti sono “particolari” (non i soliti a quali siamo abituati in giro per la Grecia…) e i prezzi un po’ elevati  (pane, non richiesto, 2,20€, birra 4€ (in altri posti la stessa birra viene max 3,50€, bottiglia di acqua gasata da ¾ 3,30 €…), cmq, da provare almeno una volta.
Agyra: classica taverna greca, consigliato
Armenaki: ristorante sul mare, si mangia bene ma forse non abbiamo azzeccato i piatti.
Barko: classica taverna greca, consigliato
Archontoula: classica taverna greca, consigliato anche per come è disposto…
La Piccionaia: nulla di che.
O’ Foras: classica taverna greca, i pomodori e peperoni ripieni sono i migliori che abbiamo mai mangiato!
Zygos: classica taverna greca, consigliato

Folegandros:
O’ Spitikò: classica taverna greca, consigliato.
O’ Kritikos: taverna greca in piazzetta, forse la scelta dei piatti non è stata azzeccata ma non ci ha entusiasmato…

Santorini:
Anestis: classica taverna greca, consigliato.
Penelope’s: classica taverna greca, consigliato.
Stani: taverna con terrazza con vista sulla caldera, ottimo rapporto qualità prezzo, una riconferma!

Spese (per 16 giorni):
Voli:
Milano/ Atene = 199,96€
Atene/ Milos = 168,48€
Santorini/Milano = 273,32€
Soggiorni:
Milos/ Vythos Studios = 300€
Folegandros/ Irene Rooms = 90€
Santorini / Nissos Thira  = 160€
Traghetti:
Milos/Folegandros = 79€
Folegandros/Santorini = 88€
Pollonia/ Kimolos A/R = 11,20 €
Noleggio moto
Milos = 162€ (9gg.) + 42€ (per un giorno di quad)
Folegandros = 40€ (2 gg.)
Santorini = 25€ (1gg.)
Benzina
Milos  = 21,30 € + 22€ per un giorno di quad
Folegandros =  5 €
Santorini = 3€
Pranzi e cene
Milos = 372,30 €
Folegandros = 146€
Santorini = 85,50€
Varie
Milos = 150€
Santorini = 43€
altre spese = 44€
Parcheggio Malpensa = 72€
Tot= 2600 €

Buon viaggio!
Riccardo e Monica