di Luigi Fersini (exequatur)
Dopo vari viaggi in
Grecia, desideravo da tempo raggiungere Creta per le sue bellissime
spiagge, senza dubbio tra le più belle del mondo, e soprattutto
perché affascinato e ansioso di conoscere i siti della civiltà
minoica, contemporanea dell’antica civiltà egizia.
Essendo
un’isola molto grande e molto distante, pensavo richiedesse
un’organizzazione adeguata, che non lasciasse nulla al caso e
questo mi difetta.
Ma anche questo viaggio in Grecia si può
improvvisare.
Quindi vi racconterò di un viaggio nella Creta
occidentale, senza organizzare un bel niente, ma solo con l’ausilio
di qualche opportuna informazione.
Nell’organizzare questo viaggio
in Grecia, avevo tutta una serie di informazioni sui traghetti, per
varie destinazioni: traghetti da Volos per Skiatos, orari dei
traghetti dal Pireo per le Cicladi, compreso quelli da Rafina per
Mikonos e naturalmente in primis gli orari dei traghetti dal Pireo
per Creta.
I traghetti dal Pireo per Creta, con arrivo nel porto di
Heraklion o Chania, generalmente partono la sera e arrivano a
destinazione il mattino seguente. Ciò significava, che per
raggiungere Creta in traghetto da Brindisi, bisognava impiegare
almeno 36 ore di viaggio, però avevo visto che solo di domenica
mattina c’erano traghetti per Heraklion: la mattina alle 11.30 e
a1le 12.00. Qualora per qualche inconveniente, queste mete si fossero
dimostrate impossibili, avrei optato per le comode e pur bellissime
isole ioniche. Insomma tutto perfettamente disorganizzato.
Naturalmente qualcuno inorridisce per questo tipo di organizzazione
ma ha i suoi lati positivi, perché ti puoi alzare un bel mattino
d’estate, naturalmente in bassa stagione e invece di andare nella
spiaggia più vicina, decidere di preparare le valige e raggiungere
la Grecia, con la prospettiva di arrivare nella lontana isola di
Creta.
+partenza+da+Brindisi.JPG) |
| Partenza da Brindisi |
Partiamo, io e mia
moglie, da Matera, sabato 25 agosto 2012 e ritorno a Matera lunedì
10 settembre 2012. Viaggio in traghetto. Raggiungiamo il porto di
Brindisi alle ore 18.28 faccio i biglietti al teminal – passaggio
ponte, perché le cabine sono già tutte prenotate, e macchina 110
euro circa - e con un po' di fretta raggiungo il traghetto in partenza
per le ore 19.00.
Come prendere un pullman. Purtroppo, ogni anno che
passa, nel porto di Brindisi si riducono le linee di traghetto.
Nel
2012 per fortuna è sopravvenuta la compagnia
Grimaldi, che effettua
il tragitto tutti i giorni, mentre la compagnia
Endeavor effettua il
tragitto a giorni alterni. Invece negli anni precedenti c’erano
tutti i giorni almeno due compagnie nel pomeriggio, per cui se
perdevi un traghetto potevi optare per l’altro.
Partenza puntuale
alle ore 19.00 e arrivo in Grecia a
Igoumenitza alle ore 4.00 del
mattino seguente. Scelgo di raggiungere Igoumenitza invece della più
comoda
Patrasso, perché così con la macchina posso raggiungere il
Pireo in 5/6 ore e avere tutto il tempo per imbarcare sui traghetti
del mattino che portano a Creta, altrimenti sbarcando a Patrasso alle
10.30, si può raggiungere il Pireo in 2/3 ore, e quindi bisogna
attendere i traghetti del pomeriggio o della sera per raggiungere le
varie isole, compreso Creta, sciroppandosi 36 ore di viaggio.
Purtroppo, sbarcato a Igoumenitza, per raggiungere il Pireo, decido
di provare per la prima volta la strada interna, che passa dalle
Meteore e Trikala, poi Lamia e infine Pireo. Sconsigliata!
È sicuramente più consigliabile la strada per il ponte Antirrio. In
effetti le Meteore da Igoumenitza, si raggiungono con bellissima
strada a 4 corsie in un paio d’ore e dopo con facilità si
raggiunge Trikala, ma subito dopo, anche se la strada per lunghi
tratti è pianeggiante, si trovano una serie di rotatorie dove è
facile non imboccare la strada giusta e rischiare quindi di allungare
il percorso.
Riesco finalmente a raggiungere Lamia e da lì, in un
paio d’ore su una bellissima autostrada, con pagamento di pochi
euro, raggiungo il Pireo. Avevo preventivato di raggiungere il Pireo
intorno alle 10.30, appena in tempo per prendere il traghetto della
Minoan per Heraklion delle 11.30, invece , sbagliando strada e
allungando, ho perso almeno un’ora e raggiungo il Pireo alle 11.40.
Al molo dei traghetti per Creta , ingresso 9, non vedo ormeggiata
nemmeno
l’Anek , che stando alle informazioni prese su internet
doveva partire per Creta alle 12.00, però, rivolgendomi in tutta
fretta agli sportelli dell’Anek, vicinissimi al molo, mi indicano
in sostituzione dell’Anek la
Superfast che stava in partenza.
Appena in tempo per fare i biglietti, euro 120.00 sola andata, per
due passaggi ponte e macchina e ci ritroviamo subito in partenza per
Creta con sbarco ad Heraklion alle 19.00. Puntuali arriviamo ad
Heraklion alle ore 19.00, la Domenica 26 agosto.
+arrivo+a+Heraklion+Kronos+hotel.JPG) |
|
arrivo
a Heraklion, Kronos Hotel
|
Heraklion-Cnosso
Dal traghetto, Creta
appare subito bellissima, con le sue montagne che svettano sul
bellissimo Egeo, ma la città di
Heraklion da subito non ci
entusiasma, anzi ci delude. Appare una città caotica, disordinata
anche urbanisticamente, con brutti palazzi nelle vicinanze del
porto. Usciti dal porto, ci dirigiamo a destra su
corso Venizelos
verso l’antica fortezza.
Lungo il breve tragitto notiamo numerosi
hotel fronte porto. Dopo aver percorso un chilometro e attraversato un paio
di semafori, sempre mantenendo il mare alla ns destra, corso
Venizelos si restringe e nei pressi di una taverna con porticato sul
mare, troviamo
Kronos hotel. C’è una stanza libera al 4° piano,
con vista sul mare, ad euro 60 compresa colazione. L’albergo è
veramente ottimo, da consigliare, con unico neo il parcheggio. La
gentile ragazza della portineria mi fa sistemare l’auto su una
piccola stradina, in curva, con il rischio di creare ostacolo per la
circolazione. Le macchine che entrano nella stradina, devono fare
manovra per passare, ma dall’hotel ci assicurano che il parcheggio
è
perfetto e, anche se a me non sembra, mi adeguo.
La sera
facciamo un giro nel centro di Heraklion, che sinceramente continua a
non piacerci. Nonostante i consigli del personale dell’hotel, che
ci avevano suggerito la taverna sottostante, scegliamo di cenare in
una taverna vicino alla fortezza particolarmente affollata, ma anche
in questo caso rimaniamo delusi.
A Heraklion, a parte l’hotel che è
stato perfetto, tutto il resto l’abbiamo trovato scadente.
La
mattina seguente infatti in attesa di fare colazione ho approfittato
di internet nell’hotel, per comunicare sul forum isole greche di
turisti per caso la delusione di Heraklion. Dopo ottima colazione e
prima di dirigersi per
Matala, come da programma di viaggio,
decidiamo di visitare il museo e il sito archeologico di
Cnosso.
Ci
dirigiamo a piedi verso il museo, che dista una mezz’oretta
dall’hotel. Scorgiamo finalmente qualche bell’angolo della città,
ma poca cosa per piacerci. Il museo lo stanno ristrutturando e i
reperti sono sistemati in un garage sottostante.
+il+simbolo.JPG) |
| il simbolo |
Ma,
sorvolando sulla location, c’è da dire che
la visita al museo è
da non perdere. Si resta incantati ad ammirare il disco di festo,
l’ara di aghia gli affreschi del palazzo di Cnosso e numerose
statuine rituali di incredibile bellezza e importanza. Dopo la
visita al museo, avendo lasciato la macchina e i bagagli all’hotel,
decidiamo di raggiungere il sito di Cnosso con
l’autobus.
Decisione
sbagliata, perché attendiamo il numero 2 per quasi un’ora e alla
fine decidiamo di raggiungere il sito dopo aver preso i bagagli e la
macchina dall’hotel. Tutto sommato siamo contenti di aver
constatato il ritardo del bus già all’andata, perché se fosse
accaduto al ritorno ci avrebbe scombinato i piani per l’intera
giornata.
Dall’Hotel Kronos, raggiungere Cnosso è facilissimo,
praticamente bisogna raggiungere l’ingresso nel porto e svoltare
sul corso principale che va verso l’interno della città.
Procedendo sempre dritto, dopo essere usciti dalla città, ci si
imbatte prima in una sede universitaria, poi nell’ospedale e
infine il sito archeologico di Cnosso.
La visita a Cnosso è
splendida, da non perdere. Indubbiamente lasciano un po' perplessi
alcune ricostruzioni in cemento, ma la sola visita alla sala del
trono vale il tempo da dedicarci. Immaginare per quel breve
intervallo di visita, che le città minoiche con i loro palazzi,
fossero sconosciute, perché ormai sepolte, agli antichi romani e
persino agli antichi ateniesi, ti fa provare una sensazione unica.
Infatti sia nell’antica Grecia che nell’antica Roma, erano giunte
storie leggendarie e mitiche di tradizione omerica relative a quel
periodo, ma molte delle straordinarie vestigia erano praticamente
sepolte. Sorprende ad es. che le città minoiche non avessero le
mura di cinta, ma caratterizzate da una struttura palaziale e ciò fa
presupporre che gli abitanti non fossero per nulla dediti alle
guerre.
Matala
Da Cnosso pensavo che
per raggiungere
Matala si dovesse tornare a Heraklion, invece, al
parcheggio mi hanno suggerito un’altra strada, che mi assicurano
ottima, mentre sulla mappa appariva impervia. Si è rivelata
un’ottima informazione che mi ha fatto risparmiare tempo.
All’uscita dal parcheggio ho svoltato a sx in direzione
Archanes-Pirgos. Superato Archanes, e percorsi una trentina di Km si
giunge ad una rotatoria e invece si svoltare per Pirgos si procede
per
Aghia Deka-Mires.
Sulla strada si trova il sito archeologico di
Ghortina con la chiesa diroccata di S.Tito, poi si raggiunge
Mires,
si procede svoltando verso
Festo poi si raggiunge
Ptsida e dopo
un’altra trentina di Km dalla prima rotatoria di Pirgos si arriva a
Matala. La strada per me è sorprendente perché è abbastanza
pianeggiante - a differenza di altre zone di Creta - e ha i colori, i
profumi, le sagome con i suoi muri a secco e ulivi secolari di una
strada del
Salento.
Persino Mires nella sua struttura urbanistica è
molto simile ai paesi del Salento.
Avendo io, origini salentine,
nonostante i numerosi viaggi in Grecia, mai come in questa parte
dell’isola di Creta ho trovato tante similitudini con la mia terra.
Ma nel prosieguo del viaggio tante sorprese e accostamenti
quest’isola meravigliosa mi riserverà.
+arrivo+a+Matala.JPG) |
| Arrivo a Matala |
Matala si
spalanca dopo aver percorso un lungo e ampio viale che conduce fino
all’albero scolpito e un vecchio furgoncino Wolkswagen colorato. A
destra c’è un ampio parcheggio sulla spiaggia e dritti si va in
centro. Dopo un cinquantina di mt dall’albero, c’è un divieto di
transito e si deve svoltare a sx. Su questa strada chiusa che conduce
fino ai resti dell’antica Matala, ci sono numerosi studios. Quasi
sul finire dell’abitato troviamo dapprima Antonio’s studios, il
cui proprietario parla perfettamente italiano, che ha libero solo uno
studios a piano terra molto ampio ma un po' spartano. Subito dopo,
praticamente confinante, troviamo una splendida villetta studios
“
Villa Sylvia”.
+++villa+Sylvia,.JPG) |
| Villa Sylvia |
L’esterno è bello con ampio
spazio per il parcheggio e tutta la casa rivestita in pietra. Ci
saluta una coppia di anziani che parlano solo greco e ci mostrano gli
studios liberi. È l’ultima abitazione sulla sx, non c’è la
vista mare che a Matala è quasi impossibile trovare, ma in compenso
dal ns studios al primo piano si vedono i resti dell’antica Matala
e la stradina che conduce alla rinomata red beach.
Lo studios è
abbastanza curato e pulito e ci sistemiamo per 45 € al giorno.
Notiamo sin da subito, dalle voci che arrivano dalla strada, che c’è
una massiccia presenza di italiani. Non mi era mai capitato di
trovare così tanti italiani in Grecia, ma nel periodo della ns
vacanza, Matala ne era invasa. Anche da Sofia e da Antonio quasi
tutti gli alloggi erano occupati da italiani. Subito dopo esserci
sistemati ci avviamo verso la spiaggia di Matala. Dagli studios basta
percorrere pochi mt e ci si trova nel centro, dove insiste una
piccola chiesetta e accanto, delle colonne romane abbandonate sulla
strada e una vecchia maggiolino parcheggiata, sulla quale in tutta
evidenza domina la scritta “
flower power”.
Scendiamo pochi
gradini e subito ci troviamo nell’enorme parcheggio antistante la
spiaggia, con un grande supermercato, che scopriremo successivamente
fornitissimo. La spiaggia è molto bella, con un bellissimo bosco di
tamerici che raggiungono il mare, all’interno del quale insiste un
camping. Guardando il mare, sulla dx si vede il bellissimo cimitero
romano scavato nella roccia e sulla sx tutta una serie di taverne e
locali commerciali tipo “palafitte”.
Penso che forse Matala è
l’unico posto al mondo dove ancora sopravvive quella che potremmo
definire l’architettura del provvisorio di origine hippy.
Campeggia
sullo sfondo di quelle, che per comodità chiamerò “palafitte”
perchè racchiudono un insieme di locali commerciali, in strutture in
legno sul mare, la scritta:
“Welcome Matala George-Today is life
tomorrow never comes”.
È tutto un programma. Il mare però non è
spettacolare, è molto mosso e anche se sono un discreto nuotatore
diventa difficile persino immergersi. In effetti a Matala, nonostante
non tiri un forte vento, il mare, a parte le prime ore del mattino,
risulta sempre molto mosso.
Vicino all’ingresso dell’antico
cimitero ci sono delle colonne romane abbandonate sulla sabbia, su
cui è possibile sdraiarsi e l’atmosfera è idilliaca.
Di sera
Matala è fantastica; sembra veramente di immergersi nell’atmosfera
“hippy” di fine anni ’60.
++la+notte+sulle+palafitte.JPG) |
| la notte sulle palafitte |
Nei locali si suona
musica dal vivo; non si tratta di musica tradizionale greca, ma da
una parte arrivano le note del sitar indiano e poi più in là,
musica reggae e infine rock. Tutto si compie in un’atmosfera
straordinaria, molto partecipata e piacevole.
Ceniamo alla taverna
“
La Scala” che si rivelerà la migliore taverna di tutto il
viaggio a Creta.
+dalla+taverna+La+Scala.JPG) |
| dalla taverna La Scala |
Per raggiungerla si percorre tutta
la stradina delle palafitte e poi una breve scalinata che porta su
una bella veranda, che domina tutta la baia con sullo sfondo le
magnifiche grotte del cimitero illuminate. Mangiamo dell’ottima
moussaka e dell’ottimo pesce fresco e poi sul finire ci portano
fuori ordinazione dell’ouzo e dei dolci buonissimi, tipo frittele
ripiene di feta e miele. Il gusto dolce-salato è straordinario. Le
ho trovate purtroppo solo lì.
È passata la mezzanotte e sembra,
visto l’affollamento e le danze sulle palafitte, che la festa stia
per iniziare, ma noi torniamo stanchi agli studios.
La mattina
seguente, alle prime luci dell’alba, in spiaggia gruppi di
persone fanno esercizi yoga, il mare è più calmo ed è ottimo per
un bel bagno.
+le+palafitte+al+mattino.JPG) |
| la palafitte al mattino |
Successivamente al bagno, una breve
passeggiata tra i tavoli delle palafitte, mi fa scoprire che la
nottata per gli avventori è stata lunga. Sui tavoli si vedono: i
bicchieri della notte appena trascorsa, l’anguria tagliata sul
bancone, il pesce spada nel frigo, e le luci ancora accese; come se
alle prime luci dell’alba avessero lasciato tutto lì, come si
trovavano, e se ne fossero andati.
Atmosfera assolutamente e
piacevolmente anarchica.
Dopo colazione decidiamo di
trascorrere l’intera mattinata sulla spiaggia di Matala. Il mare è
sempre mosso, ma ne approfittiamo per visitare il
cimitero romano.
L’ingresso è libero e con sorpresa noto che non si tratta di
piccole grotte, come avevo immaginato, ma di ampi locali scavati
nella roccia con vari altarini e alcuni di questi comunicanti tra
loro. C’è una bellissima vista sul mare: loculi con vista mare.
Gli antichi romani, anche nella realizzazione dei cimiteri non
lesinavano in bellezza.
Dopo un pranzo visitiamo la famosa “
red
beach”. Per raggiungerla a piedi dagli studios “Villa Sylvia”
è abbastanza semplice. Si procede per l’antica Matala e senza
seguire le indicazioni che conducono fino in fondo alla strada - che
ci avevano sconsigliato perché si allunga e il percorso è un po'
impervio - a metà strada svoltiamo a dx e seguiamo un piccolo
sentiero, tra i resti dell’antica Matala.
+Matala+dall'alto.JPG) |
| Matala dall'alto |
Saliamo
sulla montagna, per poi, dopo aver trovato un cancelletto in ferro,
ridiscendere verso la spiaggia. Si impiega una ventina di minuti. Il
percorso non è semplicissimo ma nemmeno proibitivo, come invece
sperimenteremo successivamente in altre località di Creta, e
comunque ne vale veramente la pena.
La “red beach” è magnifica e
lo si vede già dall’alto.
Red+Beach.JPG) |
| Red Beach |
Praticamente sulla
sommità del monte, da un lato si vede tutto il panorama di Matala e
dopo un centinaio di mt appare la bellezza selvaggia di “red
beach”. Si tratta di una spiaggia di sabbia rossa e perciò
nominata “red”, con un bellissimo mare dalle bellissime
trasparenze, dove è facile la balneazione, nonostante sia comunque
mosso. Infine si assiste ad un tramonto sul mare da favola, che ci
rapisce fino a fare buio.
La sera ceniamo alla solita taverna “La
Scala” e poi ci soffermiamo per qualche ora nella piacevole
atmosfera delle “palafitte”.
Il giorno successivo decidiamo di
raggiungere le vicine
gole di Agiofarago. Per raggiungerle è molto
semplice: da Matala si raggiunge la vicina
Ptsida, dopo un paio di Km
si svolta a dx per
Sivas e poi si procede per il
Monastero di
Odigistrias.
Ci fermiamo nell’ampio parcheggio del monastero per
visitarlo. È molto bello, c’è una bella atmosfera e troviamo un
custode molto ospitale che, se ne avete voglia di acquistare, vi
proporrà l’acquisto di olio e miele.
La strada fino al monastero è
asfaltata e dopo diventa sterrato. Inizialmente è molto
transitabile, però è un percorso lunghissimo di 8/9 Km e dopo i
primi 4 Km, cominciano a vedersi le prime buche. Preferiamo lasciare
la macchina ad un primo spiazzo e procedere a piedi.
È veramente
una faticaccia. Lo sterrato è complessivamente buono, fino
all’ultimo parcheggio, però c’è qualche punto di alcuni mt, in
prossimità dei canali di passaggio delle acque piovane, che risulta
un po' difficoltoso.
La camminata di più di un’ora, sotto il sole,
ad Agiofarago, si rivelerà veramente dura, soprattutto al ritorno.
Gli ultimi due Km, dopo l’ultimo parcheggio, in compenso sono
ombreggiati e molto belli, perché si percorre un sentiero con ai
lati altissime rocce e disseminato di ulivi e profumati oleandri. A
500 mt dalla spiaggia si trova una bellissima chiesa ortodossa con
pozzo.
+Agiofarago.JPG) |
| Agiofarago |
Appare come un’oasi dopo un duro cammino. La
spiaggia è molto bella e ovviamente selvaggia, ma il mare non ha
belle trasparenze perché sott’acqua è opaco. Il percorso, pur
faticoso, è bello, ma il mare una mezza delusione. La zona è
comunque selvaggia e non si trova nessun ristoro per fornirsi
d’acqua o altro.
Al ritorno da Agiofarago, pochi Km prima di
raggiungere Matala e subito dopo Pitsidia svoltiamo a dx, per
raggiungere la lunghissima spiaggia di
Kalamaki e il sito
archeologico di
Komos.
Il mare è mosso, la spiaggia non ci
entusiasma e anche il sito archeologico pur recintato è quasi
abbandonato.
In compenso sul promontorio che suddivide la spiaggia di
Kalamaki con la spiaggia di Komos si incrocia una piccola chiesa con
dei sedili in pietra, dove si può godere un paesaggio straordinario
e assistere ad un tramonto sul mare da favola.
In serata decidiamo di
cenare a Sivas da “
Vafis”, così come consigliato anche in alcuni
diari TPC. Per raggiungere Sivas da Matala, necessitano dieci minuti
circa di macchina. Quando raggiungiamo Sivas alle 22.00, scopriamo
che stavano chiudendo, perché c’era una specie di festa–sagra
nella piazza principale del paese.
Partecipiamo a questa festa che
non era per turisti, ma autenticamente paesana. Non c’è nessuno
che parla inglese. Facciamo la fila alla gastronomia, ma abbiamo
difficoltà a capire cosa prendere e come servirci. Per fortuna,
proprio in fila insieme a noi, capita un giovane cretese che parla
perfettamente italiano, perché ha studiato geologia a Perugia e ci
salva dall’imbarazzo. Prendiamo dei pezzi di maiale avvolti in
carta e cucinati al forno, che sono buonissimi, perché la carne si
scioglie in bocca. La serata procede con premiazioni di personalità
locali e poi canti e balli dell’autentica tradizione cretese.
La
mattina seguente, dopo aver approfittato di un bagno all’alba nelle
acque quasi calme nella spiaggia di Matala, la dedichiamo tutta
intera alla visita dei siti archeologici di
Gorthina e Festo.
Imperdibili! Per raggiungere i siti da Matala, bisogna andare in
direzione Mires – Agios Deka. Praticamente i due siti archeologici
si trovano sulla strada principale di collegamento fra queste
località.
Prima decidiamo di visitare Gorthina, che si trova ad un
Km prima di raggiungere Agios Deka.
A Ghorthina, antica città dorica
colonizzata dai romani e sopravvissuta fino agli inizi del
cristianesimo, si può ammirare, oltre alla splendica chiesa di San
Tito, il codice di Gorthina scolpito su blocchi di pietra e
perfettamente conservato. Meraviglioso!
Da Gorthina tornando indietro
per Matala e attraversando la piana di Messara, su un’altura in
zona ventilata sorge il sito di Festo.
È zona strategica perché
domina l’intera vallata. Festo, anche se meno suggestivo di
Cnosso, che per via degli affreschi, delle ricostruzioni e della
stanza del trono offre un impatto più scenografico, è meglio
conservato e la visita fa apprezzare meglio la grandiosità della
civiltà minoica.
Tornati a Matala, decidiamo di trascorrere l’ultimo
pomeriggio alla red beach e quindi altri km a piedi, con le gambe
poco allenate, che cominciano a sentire la stanchezza.
Red beach però
merita ogni sacrificio e i colori del tramonto sono straordinari.
+Red+Beach.JPG) |
Red Beach
|
In serata ritorniamo nuovamente a Sivas per
saggiare la cucina della taverna tanto decantata e sinceramente
rimaniamo un po' delusi; avremmo preferito passare l’ultima sera di
permanenza a Matala nella taverna “la scala”. In compenso
scopriamo che la cucina cretese è molto smile alla cucina salentina,
come ad es. la purea di fave con le cicorie, le lumache stufate o
soffritte e soprattutto il pane biscottato che si distingue in
:“paximadi” ,“dakos” e”kouloures
”,
quest’ultimo praticamente identico alle friselle salentine e
persino servito con gli stessi ingredienti come olio, origano,
pomodoro e formaggio. Ogni giorno che passa scopro Creta, come
l’isola greca con maggiori analogie con il mio Salento.
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Plakias
Il mattino seguente
partenza per
Plakias.
Dopo pochi Km decidiamo di svoltare e visitare
Aghìa Galini. Da Matala si impiega mezz’ora circa per
raggiungerla. Aghìa Galini urbanisticamente è una località disposta in
maniera splendida, perché insiste su una montagna che scende verso
il porto con scalinate e stradine suggestive.
Al porto si trova un
grande parcheggio e inizia una passerella che conduce fino alla
grande spiaggia. C’è però un eccesso di costruzioni che la
abbruttiscono e il mare, forse per via del tipo di sabbia che somiglia
a terra, sinceramente non ha belle trasparenze.
Proseguiamo per
Plakias. Da Aghia Galini per raggiungere Plakias si abbandona
definitivamente la piana di Messara e ci si inoltra sulle montagne in
direzione Spili - Rethimno. Superato Spili, dopo pochi Km si svolta a
sx per ridiscendere di nuovo verso il mare a sud. Praticamente ci si
immette sulla strada Plakias – Rethimno.
Proprio a questo punto si
attraversa una zona straordinariamente bella, ovvero “
Kourtialiotiko
Gorge”. È un percorso molto suggestivo. Superate le gole si
raggiunge immediatamente un bivio, che porta a Preveli e Plakias, e
dopo pochi Km si raggiunge Plakias. Da Matala a Plakias si impiegano
due ore circa e la strada è molto buona.
Raggiunta Plakias veniamo
accolti da un vento terribile, così forte che sembra che le povere
tamerici sul grande lungomare stiano per sradicarsi. Sinceramente da
subito Plakias non ci fa una bella impressione, forse anche per colpa
del vento. Ci sono delle bellissime montagne che la circondano e la
lunghisima spiaggia termina sotto le pendici di un altissimo
promontorio, però il contesto non ci entusiasma. Plakias insiste in
una zona pianeggiante con un grande lungomare e sull’altro lato e a
seguire numerosissimi studios, hotel e locali commerciali in fila.
Troppo grande, dispersiva, poco “minimal” e se non fosse per la
scenografia delle montagne sullo sfondo quasi anonima, ed inoltre c’è
questo terribile vento che non ci lascia tregua.
Sto quasi per
decidere di spostarmi in direzione Hora Sfakion, ma per non lasciare
nulla di intentato faccio un giro, anche perché, saltando Plakias,
poi mi perderei la visita a Preveli e a Rethimno. Guardando il mare
procedo a dx verso il vecchio porto, dove c’è la maggiore
concentrazione di taverne e subito dopo uscito da Plakias mi dirigo
verso il nuovo porto. Accade una cosa stranissima, il vento come per
miracolo scompare lasciando una piacevole e leggera brezza e persino
il litorale si modifica completamente, perché si risale un po' e si
trovano belle spiaggette e baie strepitose fino alla bellissima
spiaggia di
Souda.
+Souda-Plakias.JPG) |
Souda-Plakias
|
Cambia tutto in un paio di Km:
roba da non crederci. Troviamo dei bellissimi studios sul mare:
“Spirits of Crete”. Strepitosi da straconsigliare. I prezzi sono
un po' sopra la media : 80 euro a stanza al giorno. Però quando
diciamo che saremmo rimasti 5 notti, la gentilissima proprietaria,
con una certa disapprovazione del marito, ci fa uno sconto e ce li
offre per 65 euro.
Sinceramente, nei programmi, a Plakias dovevamo
restare solo tre notti, ma l’alloggio offerto ci è piaciuto così
tanto da decidere sull’istante per 5 notti e saltare quindi i
programmati pernotti a Hora Sfakion.
Praticamente in meno di un’ora
siamo passati dalla possibile decisione di saltare Plakias alla
definitiva scelta di restarci oltre il programmato.
Quasi sotto lo
“studios”, che ha una bellissima veranda sul mare con veduta che
spazia dal promontorio di Souda fino a Plakias, si trovano due
bellissime piccole baie, che si raggiungono con brevi scalinate e a
500 mt si trova la splendida spiaggia di Souda. Tutto perfetto e
meraviglioso.
È così bello il posto, che gli spostamenti da Souda
per visitare l’intera zona, nei giorni successivi, li viviamo
quasi come un sacrificio.
Dopo un pranzo in terrazza trascorriamo il
pomeriggio prima nella baia sottostante e poi nella grande spiaggia
di ciottoli poco distante.
In fondo alla spiaggia, in prossimità di
un campeggio c’è persino un corso d’acqua che sfocia nel mare
con un bel palmeto.
L’unico neo, se proprio si vuole trovare il
pelo nell’uovo, è che il sole tramonta prima che a Plakias. In
serata ceniamo in una taverna a Plakias da Gio. ma, in zona porto
vecchio. Tutto molto ordinario e Plakias continua a non piacerci,
anche di sera. Il vento è sempre molto forte e sono necessari
maglioni o giubbetti perché fa freddo
.
+caffe+all'alba+a+Souda.JPG) |
caffe all’alba a Souda
|
La mattina
seguente faccio un’esperienza da brividi di bellezza e che ripeterò
tutte le mattine: sveglia alle 07.00, il mare calmissimo che luccica,
caffè in terrazza, prime luci dell’alba, luna alta nel cielo e
quindi doveroso bagno all’alba. Bellezza assoluta! Provare per
credere! La cosa ancor più strana è che la piccola baia, vicina
agli studios, è praticamente deserta durante il giorno ma affollata
all’alba
.
+Souda+-+piccola+baia+per+il+bagno+all'alba.JPG) |
bagno all’alba a
Souda
|
Dopo colazione, in mattinata, ci avviamo
verso Plakias, che ripeto dista solo un paio di Km, ma saltiamo la
spiaggia di Plakias che cmq non è male, anche se troppo ventosa e ci
avviamo verso la vicina
Damnoni. Dista solo un paio di Km da
Plakias.
Il mare di Damnoni - escluse le spiagge di Elafonissos e
Balos di cui parlerò dopo - è il più bello che abbiamo visto a
Creta.
Quel mare calmo ha trasparenze infinite e sott’acqua c’è
visibilità per decine di mt. Praticamente a Damnoni si trova una
lunghissima spiaggia, di sabbia e ciottoli bianchissimi.
Poi,
lasciata la macchina alla fine della spiaggia e all’inizio dello
sterrato, si percorrono poche centinaia di mt a piedi e prima si
raggiungono due piccole baie e poi la spiaggia più grande di
Ammoudi.
Piu in là ci sarebbe anche Shinaria beach, ma bisogna fare
un lungo giro per raggiungerla.
A Damnoni gli amanti di snorkeling
trovano il loro santuario. Non ho mai visto tanta fauna marina in un
posto solo:
polpi (un ragazzo greco prende un polpo a mani nude,
che sembra di quasi un chilo e lo lascia andare perché dice “small”),
saraghi,
spigole e per la prima volta in vita mia, vedo sotto costa
un grande pesce che mi sembra un
dentice.
La mattinata a Damnoni è
veramente spettacolare, luminosa, unica.
+le+trasparenze+di+Damnoni-+Plakias.JPG) |
trasparenze a
Damnoni
|
Nel primo
pomeriggio, torniamo nel nostro studios, per il pranzo in veranda e poi
trascorriamo il pomeriggio fino al tramonto sulla spiaggia di Souda.
In serata decidiamo di tralasciare Plakias e andare a cenare alla
taverna Panorama a Mirthios, che dista un paio di km su un’altura e
che domina Plakias. Si mangia molto meglio che a Plakias e si gode un
panorama mozzafiato. Troverete la taverna Panorama con l’insegna in
italiano.
Se Plakias dal basso non entusiasma, vista dall’alto è
meravigliosa.
Scopriamo che mentre Plakias e Damnoni dipendono dalla
municipalità di Mirthios, la località di Souda invece dipende dalla
municipalità di Sellias che dista pochi Km ed è collegata a Souda
da una breve stradina, un po' impervia. Sellias è gemellata con
l’omonima città della provincia di Catanzaro e all’ingresso del
paese c’è una grande targa a ricordarlo.
Le serate è meglio
trascorrerle in questi due paesini piuttosto che sul lungomare di
Plakias. Soprattutto a Mirthos si gode un panorama eccezionale.
Rethimno
La mattina seguente
decidiamo di visitare
Rethimno che dista meno di un’ora di macchina
da Plakias. Ci sono da percorrere una quarantina di km, di ottima
strada. Praticamente bisogna attraversare le “Kourtialiotiko Gorge”
e proseguire sempre dritto, su strada abbastanza ampia e dal
perfetto manto stradale.
Nei pressi delle gole ci fermiamo per
qualche foto in un piccolo parcheggio. C’è un pullman di turisti
francesi che guardano verso l’alto e notiamo che da li a poco,
come se rispondessero ad un richiamo,
appaiono volteggiare in alto
sulla montagna delle splendide aquile.
Il posto è meraviglioso e lo
spettacolo è stupendo, però stranamente appena riparte il pullman
se ne vanno anche le aquile. Giunti a Rethimno troviamo
immediatamente un ampio parcheggio con molti posti liberi, proprio
accanto alla cattedrale e alle porte del centro storico. Una visita a
Rethimno è imperdibile
.
+Rethimno.JPG) |
| Rethimno |
Da subito ci appare
bellissima, anche perché c’è poco traffico e caos, essendo
domenica. Si parte dalla grande piazza con la moschea in
ristrutturazione e poi seguendo il corso principale, dopo un
centinaio di mt, si giunge in una piazzetta dove insiste la
bellissima fontana romana. Proseguiamo perdendoci tra i vicoli della
città. È un tripudio di colori, fiori, profumi e bellissime
botteghe.
Rethimno è bella, rilassante con angoli particolarmente
suggestivi; niente a che vedere con la brutta Hiraklion. Ci sono
bellissimi studios e piccoli hotel nella città vecchia e con piacere
noto che molti di questi hanno nomi italiani.
+Rethimno.JPG) |
| Rethimno |
Gironzolando, capitiamo quasi per caso in un negozio di prodotti
tipici cretesi e qui ancora un’ennesima sorpresa. Fra i tanti
prodotti caseari e vini locali che la signora con gentilezza quasi
ci obbliga ad assaggiare, scopro un intero scaffale con della pasta
artigianale fabbricata inequivocabilmente a Creta, ma che ricorda
indiscutibilmente la Puglia e il Salento.
Si tratta di orecchiette,
cavatelli e persino maccheroni e sagne torte.
La signora ci assicura
che a Creta si fa un grande uso di tale pasta. Rimango piacevolmente
stupito. Ancor maggior sorpresa mi procura la vista di un’erba
marina sott’aceto, che la signora racconta molto usata a Creta, per
condire l’insalata in sostituzione del più nobile cappero, e che
fino ad una ventina di anni fa era molto usata anche nel mio Salento,
ed oggi recuperata in alcuni ristoranti alla moda. Ultima tappa a
Rethimno è la visita al castello. Anche questa visita è
imperdibile, se non altro perché si può ammirare tutta Rethimno
dall’alto. Per finire pranziamo nella taverna “ Lemon Garden”
sulla piazza della moschea, attratti dall’ombra di bellissimi
alberi di melograno stracolmi di frutti.
Ovviamente terminiamo la nostra
giornata nel mare della nostra bellissima baia di Souda.
Hora Sfakion - Loutro
Il mattino seguente
decidiamo durante la colazione in terrazzo di raggiungere
Hora
Sfakion. L’avevamo ormai stralciata da una possibile visita, perché
ci sembrava un po' distante da Plakias, ed eravamo preoccupati delle
strade di montagna da dover percorrere, soprattutto con il buio al
ritorno. Per raggiungere Sfakia, da una stradina vicina ai nostri studios
saliamo su a Sellias e poi attraversiamo delle zone di montagna fino
ad Ano Rodakino-Kato Rodakino. Sempre percorrendo strade di montagna
riscendiamo fino a Frangokastello e poi risaliamo su strada più
ampia fino a destinazione.
La strada, a parte alcuni brevi tratti in
prossimità di Rodankino, si rivelerà molto buona. Pensavo peggio.
In molti tratti è molto panoramica.
Tra l’altro, visto che avevamo
impiegato meno tempo del previsto, ne approfittiamo per visitare
Frangokastello. È una zona pianeggiante, con case sparse e
urbanizzazione a squadro. C’è una bella spiaggia sotto il castello
ad una decina di mt di dislivello. Un mare calmo e molto trasparente
e percorrendo fino in fondo la strada sterrata si trova una
bellissima spiaggia con delle dune che precipitano nel mare. Il tutto
è bello ma non consigliabile, perché urbanisticamente sembra un
luogo che di sera è un po' triste. Restiamo poco e ci avviamo verso
Sfakia.
Nel primo tratto di strada appena percorso c’era una bella
vegetazione, ma appena si sale sulle montagne che portano a Sfakion
si incontra una montagna brulla con qualche arbusto di profumatissimo
timo. Si apre allo sguardo, però, tutta la costa di Sfakia, con Hora
Sfakion ben visibile. La strada è più larga del precedente tratto e
in meno di mezz’ora da Frangokastello raggiungiamo Hora Sfakion.
Praticamente da Plakias a Hora Sfakion sono una sessantina di km
circa e si impiega poco più di un’ora di macchina. Ci
tranquillizziamo, perché è una strada che si può percorrere
tranquillamente anche con il buio.
A Hora Sfakion c’è un traghetto
che fa la spola per raggiungere via mare Loutro e Agia Roumeli; se ho
capito bene, prendendo delle coincidenze con altro traghetto,
raggiungere anche Sougia e Paleochora. Da Hora ci sono quattro
partenze per le destinazioni di Loutro e Agia Roumeli. Lasciata la
macchina nell’ampio parcheggio del porto, riusciamo a prendere,
alle 11 circa, il secondo traghetto della mattinata in direzione
Loutro. Costo 14 euro circa a/r per due persone. Raggiungiamo Loutro
in 20 minuti di traghettata.
Loutro è una bomboniera.
+lo+smeraldo+di+Loutro.JPG) |
| lo smeraldo di Loutro |
Ci ricorda tantissimo le belle atmosfere dei più bei paesi delle
Cicladi. Ci fermiamo fino a quando riparte l’ultimo traghetto per
il ritorno, alle ore 18.00, ma pensiamo che, se la visita in giornata
è emozionante, sicuramente trascorrere la notte in questo luogo
dev’essere un incanto. C’è una piccola spiaggetta in fondo al
paesino e l’acqua è molto fredda, a tratti gelida per via delle
fonti sotterranee d’acqua dolce. Si respira una rilassante
atmosfera, con una incredibile luce che giunge dal mare colore
smeraldo.
Al ritorno, dal traghetto noto con un pizzico di invidia,
che il percorso che conduce da Loutro alla bellissima spiaggia di
Gliko Nera è molto frequentato. Ci sono numerose persone che dalla
spiaggia ritornano a Loutro. Quel percorso, probabilmente, anche se
più lungo, è meno proibitivo del percorso che parte da Hora Sfakion
per Gliki, perché sul secondo percorso non ho visto alcuna
frequentazione. Giunti ad Hora Sfakion ci fermiamo per una mezz’ora
nel paese e notiamo che dal breve lungomare, ricamato tutt’intorno
dai locali commerciali e taverne, si gode uno strepitoso tramonto.
Anche Hora Sfakion risulta bella, piccola e accogliente. Alle 21.00
stiamo già a Souda.
Un tour perfetto e indimenticabile, da
consigliare.
Giunge l’ultimo giorno di permanenza a Souda.
Decidiamo di trascorre la mattinata a visitare il vicino monastero di
Preveli e relativa spiaggia, che dista da Souda un quarto d’ora di
macchina e 20 Km circa.
La strada per Preveli è ottima, e la
salita per il monastero, anche se stretta, è asfaltata di recente.
Prima si incrocia un ponte medievale, su un bel corso d’acqua che
giunge fino alla spiaggia, dove insiste una taverna, poi il vecchio
monastero, poi si incrocia un bivio che a sx conduce fino alla
spiaggia e a dx sale fino al monumento della resistenza contro i
turchi e subito dopo il nuovo monastero. All’ingresso si paga un
paio di euro, perché c’è un museo di oggetti, paramenti sacri e
armi della resistenza che raccontano la storia straordinaria di
questo luogo. Fu un posto strategico, sia nelle lotte per
l’indipendenza della Grecia dai Turchi, che come rifugio di esuli
greci nella resistenza ai tedeschi. Sulla strada si può notare un
importante monumento a ricordo delle due guerre. Ridiscendendo si
incrocia il bivio per l’omonima spiaggia. Dall’alto la spiaggia
di Preveli è veramente molto bella, con il particolare palmeto e il
corso d’acqua che sfocia nel mare e divide la spiaggia in due, ma
raggiungerla è veramente molto faticoso. Non ho contato i numerosi
gradini da fare per raggiungerla, ma sono veramente tanti e non
particolarmente comodi. Un po' più distante dalla spiaggia e prima
del palmeto c’è un bel prato dove sdraiarsi all’ombra delle
tamerici e un chiosco, ma la spiaggia è molto affollata e
sinceramente se dall’alto ci entusiasma dal basso non ci piace
molto. Dopo poche ore torniamo a Souda, passando da Damnoni per un
ultimo bagno nelle sue splendide acque. L’ultima sera la
trascorriamo sempre a Mirthios alla taverna Panorama.
Falassarna
Mattino seguente
direzione
Falassarna. Salutiamo il ns splendido studios di Souda e la
gentilissima proprietaria e a metà mattinata ci avviamo per questo
lungo tratto di strada da percorrere, per raggiungere Falassarna.
Ripercorriamo la strada già fatta per raggiungere Hora Sfakion e, a
pochi Km da Hora, svoltiamo a sx in direzione Chania. Si sale molto
in alto sul
monte Fanari per poi ridiscendere verso Chania e la
“national road”. La strada è comunque molto ampia e il manto
stradale è perfetto. Raggiungiamo Falassarna nel primo pomeriggio
dopo due ore e mezzo di macchina.
Dopo aver attraversato tutto il
corso centrale di Kissamos e superato il porto, ci sono le
indicazioni che conducono
all’ancient Falassarna. Si tratta
sostanzialmente un’ampia zona agricola, con numerosissime serre -
che non si può non vedere dall’alto - alcune taverne e numerosi
studios sparsi. Visto un leggero ritardo, prima di raggiungere
Falassarna ci fermiamo a Kissamos per un po' di spesa. Grande sorpresa
anche qui. In un market sul corso, vendono un
pane con le olive, che,
anche in questo caso, mi ricorda tantissimo il Salento. Non avrei
mai immaginato di pranzare in questa terra lontana con la salentina
“
vuliata”. Persino le olive all’interno sono simili alle
piccole e nere olive del Salento e profumano di antico frantoio.
Raggiunta Falassarna, ci fermiamo subito al “Golden Sun Apartments”
dove ci sono delle belle costruzioni in pietra, ma quelle che la
proprietaria definisce maisonettes sono tutte occupate e ci sono
posti liberi solo in una struttura sul retro. Scopriamo subito dopo
i “Magnolia studios” che sono bellissimi e si affacciano sulla
c,d. sabbia rosa – la più grande spiaggia di Falassarna – ma
anche qui risulta tutto occupato. Ci dirigiamo al Petalida che si
trova in una posizione eccellente, vicinissimo al mare con buona
parte delle stanze che si affacciano sul mare, ma negli interni non è
particolarmente accogliente.
Prendiamo una stanza al primo piano con
affaccio laterale sul mare e mentre scarichiamo i bagagli,
giungono
nel parcheggio degli studios, Monia e famiglia. Ci eravamo dati
appuntamento tramite TPC sul forum isole greche. Nel pomeriggio
saggiamo la bellissima spiaggia antistante gli studios. Dal
parcheggio si raggiunge la spiaggia scendendo una trentina di scalini
e dopo pochi mt si è subito sulla spiaggia più piccola di
Falassarna, che secondo me è anche la più bella, perché meno
affollata. L’ambiente complessivo di Falassarna non è
particolarmente attraente, perché ci sono costruzioni che io
definirei realizzate a “
piscio di cane”,
e anche in questo trovo
troppe similitudini con il mio Salento.
La spiaggia e il mare di
Falassarna, invece, meritano molto: acqua con bellissime trasparenze,
tramonto sul mare incantevole e in alcuni tratti una sabbia rosa
sorprendente.
+Falassarna.JPG) |
| Falassarna |
Anche il mare di Falassarna è una
straordinaria esperienza, soprattutto se si becca il periodo con mare
calmo e poco vento, che, c’è da precisare, non è molto frequente.
Infatti la prima serata a Falassarna è un incanto assoluto, nei
giorni successivi, invece, per via del vento e mare un po' mosso, pur
restando bellissimo, l’incanto si affievolisce. In serata ceniamo
nella taverna del Petalida, sottostante gli studios che però non
riteniamo particolarmente consigliabile.
Balos
Il mattino successivo
destinazione
Balos. La penisola di
Gramvousa è molto vicina a
Falassarna, una ventina di Km circa. Bisogna risalire per Platanos,
dirigersi in direzione Kissamos e prima di raggiungere il porto di
Kissamos, svoltare per Kaliviani. Si tratta di un piccolo centro,
molto suggestivo alle porte della Gramvousa.
Da Kaliviani iniziano i
10 Km circa di sterrato che conducono a Balos. Lo sterrato è molto
ampio e per lunghi tratti facilmente transitabile. Ci sono solo un
paio di rampe, di alcune centinaia di mt, molto difficoltose. Non ci
sono buche pericolose, ma sulle predette rampe ci sono dei piccoli
dossi, che in discesa al ritorno non creano problemi, ma all’andata
in salita, dovendo mantenere una marcia abbastanza “allegra”, si
balla anche molto. Il parcheggio finale per la macchina può essere
una vera trappola, perché ci sono spuntoni di sassi abbastanza
pericolosi per il fondo delle auto.
Nel parcheggio c’è una piccola
capanna ristoro e un’enorme ciclo segna l’inizio del sentiero
pedonale. Ci sono da percorrere 2/3 Km sul sentiero di terra rossa
per poi iniziare la discesa verso la laguna di Balos.
Tutto il
percorso è bellissimo, selvaggio e con dei panorami unici, ma alla
fine del sentiero e all’inizio della scalinata si apre davanti a
voi, senza dubbio, uno degli spettacoli più belli al mondo. Ogni
descrizione non potrà mai raccontare a sufficienza l’incanto di
questo incontro, con questa opera della natura meravigliosa. Neanche
le foto riescono a descrivere compiutamente l’emozione che si
prova.
Solo Balos è ragione sufficiente per un viaggio a Creta.
+Balos.JPG) |
| Balos |
La discesa verso la laguna, ovviamente, non è
faticosa e finita la scalinata si devono percorrere alcune centinaia
di mt fra le splendide dune di bianchissima sabbia prima di
raggiungere la battigia.
Arrivati giù, inizia il festival delle
emozioni: continue passeggiate nella laguna, sabbia rosa, immersioni
continue nelle acque dai colori cangianti. Non si riesce a stare
fermi un attimo e quasi nessuno si può sottrarre a ciò. Non riesco
a capire come fanno alcuni a stare sdraiati immobili sotto gli
ombrelloni. Una cosa che infastidisce è la presenza, in questo
paradiso, di uno stabilimento balneare con ombrelloni e sdraio e poi
l’arrivo in tarda mattinata, di un paio di motonavi, che ormeggiano
ai lati dell’isolotto centrale e vomitano in laguna centinaia di
viaggiatori, oltre ovviamente agli scarichi dei motori. Credo, che
per rendere questa esperienza unica sarebbe fantastico restare in
laguna tutta la notte.
+Balos.JPG) |
| Balos |
C’è un divieto di camping,
ma credo che alcuni sicuramente lo fanno. Restiamo in laguna fino
alle 18.00 circa. Nonostante l’orario del tardo pomeriggio e quindi
con il sole che volge al tramonto la risalita è veramente dura. Non
c’è un alito di vento, ma in compenso si assiste a questo
splendido panorama, che, rispetto al mattino, ovviamente, assume
nuovi e altrettanto stupendi colori.
Arrivederci Balos.
Lo sterrato
al ritorno è più semplice.
Elafonissos
In serata ceniamo con
Monia e famiglia a Falassarna, in una taverna che si trova su una
curva lungo la discesa, ma anche qui, come la sera prima al
Petalida, niente di eccezionale. Per il giorno dopo ci organizziamo
con Monia per raggiungere la spiaggia di Elafonissos. Monia ci
consiglia di fermarci per pranzare in un villaggio di montagna, a
Millia. Io, preoccupato del fatto che avremmo rischiato di arrivare
tardi sulla spiaggia, rifiuto e decidiamo di trovarci successivamente
in spiaggia. Me ne pentirò. Per raggiungere Elafonissos da
Falassarna decidiamo di percorrere la strada panoramica sul mare. È
una strada panoramica piena di curve, però abbastanza comoda. In
prossimità di Sfinare comunque s’inoltra sulle montagne e
attraversa dei villaggi di montagna. Ci fermiamo a Kampos, per una
breve pausa e per prendere qualcosa ad un bar con una suggestiva
veduta sulla montagna. Dopo più di un’ora di viaggio, raggiungiamo
il monastero “Chrisoskalitissa”. All’ingresso si devono pagare
alcuni euro, ma sinceramente, a parte qualche piccola suggestione,
la visita di questo monastero non ne vale la pena. Pochi Km dopo
raggiungiamo Elafonissos. La strada fino al parcheggio è sempre
asfaltata e il parcheggio all’interno della foresta di cedri è
enorme.
La zona è quasi pianeggiante e non c’è un impatto
panoramico, però quando si arriva in spiaggia si resta comunque
incantati. È molto più affollata rispetto a Balos, ma i colori
del mare e della sabbia sono quasi identici. L’enorme affollamento
disturba un po', per il resto è un incanto.
+Elafonissos.JPG) |
| Elafonissos |
Per
evitare la folla è consigliabile da subito dirigersi sull’isolotto
antistante. Si deve guadare la zona lagunare con l’acqua che arriva
fino al bacino e poi raggiunto il versante del mare aperto si scopre
una spiaggia e un mare dai colori incantevoli che vanno dal
turchese allo smeraldo, cogliendo tutte le sfumature.
In questa zona
di spiaggia si può stare tranquilli.
+Elafonissos.JPG) |
| Elafonissos |
Dopo un paio
d’ore ci raggiunge Monia con il marito e la bambina. Ci raccontano
di Millia come di un posto da favola e ovviamente già penso di farci
un salto al ritorno. Intanto a Elafonissos nel tardo pomeriggio il
cielo si annuvola e comincia ad esserci un po' di vento, ma la
bellezza di questo posto resta intatta.
Millia
Al ritorno facciamo la
strada interna in direzione Kissamos, per poter visitare Millia.
Praticamente si va in direzione Vathi e dopo alcuni Km da Vathi ad un
bivio, bisogna andare a dx – a sx si ritorna sulla strada
litoranea – passare in prossimità di Perivolia, Loucho e dopo
Rogdia, in prossimità del piccolo villaggio di Vlatos, ad un bivio,
bisogna stare attenti ad un’insegna in legno con su scritto MHVA (V
capovolta) 2000 mt.
Si sale a sx e comincia uno sterrato abbastanza
facile e che si può percorrere a velocità sostenuta. Si giunge ad
un piccolo parcheggio e subito appare un villaggio in pietra,
strepitoso.
Appare subito come un luogo dove il tempo si è fermato.
È un villaggio ecologico che ha ricevuto anche premi
internazionali. Ci sono degli alloggi, che credo però bisogna
prenotare con largo anticipo e poi una bellissima taverna. Da queste
parti è quasi buio. Purtroppo siamo distanti da Falassarna e la
strada pur buona è comunque una strada di montagna, ma la tentazione
di restare a cena è molto forte. Con le flebili luci accese –qui
la poca elettricità che si consuma si produce con fonti alternative
- sembra un paese incantato. Purtroppo non ci fermiamo e prima che
faccia completamente buio ce ne andiamo.
Raggiungiamo Topolia dove
c’è un bellissimo paesaggio con bellissime gole. Prima di
raggiungere Topolia bisogna prestare attenzione ad un semaforo, che
regola il traffico in un tratto di strada che si restringe, con
passaggio in galleria. Superata Topolia, per raggiungere Kissamos si
impiega meno di mezz’ora. In tarda serata decidiamo di pranzare
alla taverna Zaharias. Si trova all’uscita del centro abitato di
Platanos, prima di imboccare la discesa verso Falassarna. Fra tutte
le taverne di Falassarna ci è sembrata la migliore. Non abbiamo
assaggiato tutti i piatti per dare un giudizio completo. Abbiamo
ordinato solo due moussake e due souvlaki. Ci hanno portato porzioni
così abbondanti, come se dovessero mangiare 10 persone. Il
proprietario è molto gentile e parla italiano. Il cibo non è
particolarmente eccellente, ma onesto e molto legato alla tradizione.
Anche il prezzo, un po' più alto rispetto alla media, è giustificato
dall’abbondanza delle porzioni. Mangiamo appena la metà di quello
che abbiamo ordinato e il proprietario insiste perché portassimo
via le altre porzioni. Vista l’insistenza del proprietario facciamo
fatica a giustificare che abbiamo comunque apprezzato il cibo, anche
se non portiamo via le porzioni rimaste. Ci porta fuori ordinazione
raki e dolcetti in gran quantità. Siamo costretti a dire basta. Il
giorno successivo è l’ultimo giorno di permanenza a Falassarna.
Trascorriamo la mattinata a visitare il sito archeologico dell’antica
Falassarna andata distrutta in seguito ad un terribile terremoto.
Dalla ricostruzione fatta dagli archeologi e riprodotta in mappa
all’ingresso del sito, che è libero, si evince immediatamente che
si trattava di un’importante e bellissima città-porto
dell’antichità, molto più estesa di come appare. Si capisce
subito che molto dell’antica città dev’essere riportato alla
luce e quasi come un novello archeologo si è tentati di andare a
scoprire nelle campagne circostanti le antiche vestigia. Fuori dal
sito recintato c’è un trono scolpito in pietra e lasciato lì, e
pietre scolpite affioranti dal terreno che indicano chiaramente le
fondamenta di antichi edifici.. Ma in fondo a cominciare da Cnossso
in poi, avevamo già intuito che Creta è tutta intera un sito
archeologico; non a caso veniva chiamata l’isola delle cento
città. La restante giornata la trascorriamo nella spiaggia di
Falassarna che a parte il pomeriggio del giorno dell’arrivo non
avevamo più frequentato. Fra l’incanto generale a cui ormai
eravamo abituati, c’eravamo quasi dimenticati dell’incanto che
avevamo sotto casa.
Chania
Dopo un pranzo leggero
sulla veranda degli studios, nel tardo pomeriggio decidiamo di
raggiungere Chania e fare i biglietti del traghetto, per il ritorno.
Non vogliamo correre il rischio di non trovare delle cabine libere,
perché ciò renderebbe il viaggio di ritorno veramente molto
faticoso. Per raggiungere Chania da Falassarna si impiega più di
un’ora, ma la strada è ottima e non c’è nessun problema ad
affrontarla anche di notte. Il porto da dove partono i traghetti da
Chania, si trova esattamente in località Suda ed è facile da
raggiungere. Si esce dalla “national road” in direzione
Porto-Suda e dopo aver percorso nemmeno un km si svolta a dx per
Suda e alla fine della strada, dopo ancora un km, si trova il porto.
Dopo aver fatto i biglietti - una cabina per due e passaggio macchina
180 euro circa – finalmente visitiamo
l’ultima perla del ns
viaggio, ovvero Chania.
Dal porto per raggiungere il centro storico
di Chania è altrettanto facile, basta andare sempre dritto dopo aver
superato il sopradetto incrocio.
Difficilissimo però a Chania, è
trovare parcheggio.
È consigliabile, raggiunta la strada del
castello e il lungomare, non svoltare per cercare parcheggi a dx
verso il centro storico, ma andare subito a sx e anche se ci si
allontana dal centro, non si perde tempo. Tanto, prima o poi lì vi
tocca, perché in prossimità del centro storico è praticamente
impossibile trovare parcheggio, anche perché alcune aree sono
riservate ai residenti.
Anche per Chania c’è una sola parola che
possa descriverla: incanto. Non potrete non innamorarvi di questa
città.
++io+a+Chania.JPG) |
| io a Chania |
I vicoli di Chania sono belli come a Rethimno
e sicuramente anche di più, ma la cosa più particolare è che
qui a
Chania a differenza di Rethimno, il mare entra dentro la città e se
un po' mosso verrà a bagnarvi i piedi lungo i tavoli degli
innumerevoli locali sul vecchio porto. Ma anche nei vicoli
all’interno si resta incantati ad ogni angolo. Ormai abituati
all’isolamento di posti sperduti di Creta–sud, qui subito veniamo
aggrediti da una folla enorme di gente, tanto da chiederci dove
caspita stessero tutte queste persone.
+Chania.JPG) |
| Chania |
Lo capiremo
in seguito, facendo un giro notturno in macchina nelle località
turistiche limitrofe. Nonostante l’affollamento però, Chania resta
comunque una città elegante e riservata. Finalmente ceniamo al
Tamman, una taverna ricavata da un antico bagno turco.
Al Tamman,
oltre al servizio impeccabile e alla bellezza del luogo, si possono
veramente assaporare specialità particolari e a prezzi normali. Io e
mia moglie restiamo estasiati all’ assaggio delle polpette di
pomodori e zucchine e poi gamberi in salsa piccante, agnello in
umido e poi un particolare burro da spalmare sul pane che ti offrono
appena accomodati. Tutto ottimo, è solo difficile trovare posto
perché particolarmente affollato. Dopo questa bella esperienza del
gusto, si è fato tardi e ci avviamo alla macchina per il
ritorno
.
+a+bocca+aperta+davanti+al+Taman.JPG) |
a bocca aperta
davanti al Tamman
|
Ci accorgiamo dall’affluenza nei locali
commerciali, che le ore notturne a Chania sono irresistibili. Invece
di raggiungere subito la national road per tornare a Falassarna,
anche se è passata la mezzanotte, decido di fare un giro nelle
vicine località marine, per vedere almeno un po' com’è il nord
dell’isola, che non abbiamo visto per nulla.
Appena usciti da
Chania - in direzione Agia Marina - è come se ci si infilasse nel
delirio più assoluto: luci dappertutto, strade affollatissime,
musiche di tutti i generi che strombazzano da tutte le parti,
etc.etc. Tutto questo per 10 km di continuo.
Finalmente superata
Platanias in località Gerani, dove c’è un po' di calma, trovo la
via d’uscita e letteralmente scappo via.
Comincio a capire coloro
che, viaggiando a Creta con agenzie e scaraventati in questo delirio
di villaggi turistici e roba varia, possano esprimere giudizi
negativi su Creta.
Il giorno successivo, dopo un ultimo bagno
all’alba, caricati i bagagli e i saluti con le foto di rito insieme
alla ns amica Monia e famiglia, a metà mattinata lasciamo
Falassarna per trascorrere l’intera giornata, prima dell’imbarco
delle ore 21, nell’incanto di Chania. Possiamo visitare il centro
storico di Chania in ogni suo angolo. Pranziamo in un locale
vicino all’ormeggio delle grandi barche, superata la moschea. Tutti
i locali commerciali sono arredati veramente con grande gusto.
+Chania.JPG) |
| Chania |
Notiamo inoltre che ci sono moltissimi studios, molto belli,
e pensiamo che forse in questa parte dell’ isola, piuttosto che
alloggiare a Falassarna o ancor peggio in qualche villaggio dei
dintorni, è consigliabile pernottare in questa stupenda città
.
+Chania.JPG) |
| Chania |
Alle 18.00 circa ritorniamo al Tammam per la cena e dopo un
ultimo saluto a questa stupenda città ci avviamo verso il porto
per l’imbarco, arricchiti di così tante emozioni. Dopo tutto il
girovagare, arrivati in cabina, dopo la partenza del traghetto,
crolliamo. Ci svegliamo alle prime ore dell’alba, appena in tempo
per una doccia e colazione veloce e alle 6.00 del mattino siamo sui
moli del porto del Pireo. A questo punto bisogna scegliere: andare a
Patrasso e aspettare il traghetto per Brindisi delle 17.30; andare a
Igoumenitza e prendere il traghetto delle 24.
È l’ultima
domenica in terra greca, e passarla ad aspettare un traghetto,
proprio non ci va.
Delfi
Decido di trascorrere la
domenica per visitare
Delfi, che non ho ancora visitato.
Prendo
direzione Lamia.
Attraversare Atene alle prime ore del mattino è una
pacchia.
In pochi minuti mi immetto sull’autostrada per Lamia. Dopo
un centinaio di km circa trovo la deviazione Delfi. Da Atene a Delfi
si impiegano 3 ore di macchina circa.
Dopo alcuni km dall’uscita
dell’autostrada, sulla strada per Delfi, vedo svolazzare
sull’asfalto delle cose bianche, come fiocchi di neve. Inizialmente
resto interdetto, perché non capisco di cosa si tratta e solo dopo
un po' capisco che si tratta di cotone. Per la prima volta nella mia
vita vedo delle grandi piantagioni di cotone.
Raggiungo un paese che
penso si tratti di Delfi. Da racconti di viaggio era descritto come
brutto, però a me sembra molto bello. Sono le 9.00, parcheggio e mi
fermo per fare colazione in un bellissimo locale con dei salotti
nella piazza. Ero convinto si trattasse di Delfi ma ero io a
sbagliarmi, perché si trattava di
Arachova,
una delle più
importanti stazioni sciistiche della Grecia, ai piedi del Parnaso.
Oltre alle belle costruzioni in pietra e bei locali sul corso, c’è
un bellissimo profumo che si espande per la città. Facendo una
passeggiata, mi accorgo della provenienza di questo incredibile
profumo: c’è un venditore ambulante di lavanda nella zona degli
archi.
Pochi mazzetti di lavanda profumano l’intero paese.
Mia
moglie resta rapita dalla musica che proviene dalla locale chiesa e
si ferma ad assistere all’intera funzione religiosa domenicale.
Sono già le 10.00 e dopo pochi km da Arachova troviamo il sito
archeologico di Delfi.
+l'ombelico+del+mondo.JPG) |
| l'ombelico del mondo |
Nell’antichità era
considerato l’ombelico del mondo e un luogo religioso meta di re,
principi e condottieri che volevano conoscere il futuro e ingraziarsi
gli dei.
Tra queste bellissime montagne mantiene intatto il suo
fascino.
La visita dura tre ore ed è affascinante, almeno quanto la
visita all’Acropoli di Atene, ma il museo, che visitiamo subito
dopo è una roba di straordinaria bellezza. È un luogo
assolutamente imperdibile. Alle 3 circa, dopo un pranzo frugale nel
bar antistante il museo, ci dirigiamo a Igoumenitza. Attraversiamo la
cittadina di Delfi, che effettivamente è un po' bruttina e ci
dirigiamo verso la vecchia strada che collega Atene ad Igoumenitza.
La strada è abbastanza comoda e praticamente in questo pomeriggio
domenicale sembra che ci siamo solo noi a percorrerla. Il paesaggio è
molto bello e attraversiamo alcune località balneari. Raggiungiamo
il ponte Antirrio alle 17.00. Forse avremmo fatto anche in tempo a
prendere il traghetto da Patrasso. In prossimità di Messolonghi,
incontriamo un po' di traffico, ma dopo pochi km torna tutto
tranquillo. Attraversiamo Arta e alle 19.30 siamo nel porto di
Igoumenitza. Il traghetto della Grimaldi parte alle 00.30 del lunedì.
Facciamo i biglietti e abbiamo ancora un po' di tempo per una buona
cenetta in terra greca.
Ovviamente a
Parga.
Parga dista mezz’ora
circa da Igoumenitza. Ceniamo da Bacchos sul lungomare di Parga, con
le note del bouzouki a farci compagnia. Alle 23.30 siamo già nel
porto pronti per imbarcarci, anche se ancora deve arrivare il
traghetto, che arriverà dopo pochi minuti e alle 9.00 del mattino
sbarchiamo a Brindisi.
Un bellissimo viaggio a
Creta. Arrivederci Creta e buon viaggio in Grecia a tutti.