venerdì 18 maggio 2018

PENSIERI DI GRECIA

di Antonio Astuti

                                                                                         HIDRA

"Non c'è estate senza Grecia", Idra, 14.05.2018. C’è un isola, in Grecia, che si raggiunge dal Pireo o, anche, direttamente dal vicino Peloponneso (con pochi minuti di traversata). C’è un isola, in Grecia, diversa da tutte le altre perché, nel suo capoluogo, come spesso accade sistemato in modo di creare un meraviglioso anfiteatro sul porto, si sommano gli stili, dai classici medioevali fino a quelli tipici, cangianti, delle bianchissime Cicladi. C’è un isola, in Grecia, dove, se hai voglia di tuffarti col tramonto negli occhi nella fresca acqua cristallina, insieme agli abitanti del luogo, che tutte le sere si ritrovano lì per l’immancabile rito dell’estate, lo puoi fare tranquillamente, perché ci sono le scalette per tornare su e gli scogli per stendersi ad ammirare uno spettacolo unico al mondo (ma che qui si può gustare ovunque, ogni volta in maniera diversa). C’è un isola, in Grecia, della quale se ne può fare quasi tutto il giro a piedi, da una parte all’altra, e, nelle spiagge più belle, ci si può arrivare solo dal mare. C’è un isola, in Grecia, in cui, se non stai attento a dove metti i piedi, magari appena fuori dal centro storico pieno di turisti ed autentici VIP, rischi di pestare, letteralmente, la cacca dei muli che scorrazzano per le vie, essendo gli unici mezzi di trasporto ammessi, e lasciano i loro naturali “ricordini”, completi dell'inconfondibile profumo, un po’ dappertutto. C’è un isola, in Grecia, che si chiama Idra.


                                                                                           KOSMAS

 "Non c'è estate senza Grecia". Kosmas, 07.05.2018. Guardare la cartina geografica in Grecia, significa, spesso, non rendersi bene conto del tipo di strada che bisogna percorrere per raggiungere una località. Così quando, nel primo pomeriggio, con tutta calma, siamo partiti da Monemvasia, nel Peloponneso, per raggiungere in serata la destinazione fissata a Nauplia, avevamo visto sì che ci sarebbe stato un percorso un po’ tortuoso, circa a metà strada, ma certo non immaginavamo di dover fare un autentico passo dolomitico per superare i quasi 2.000 metri di asperità del Monte Parnone. In vetta allo scollinamento, in stile “Cima Coppi”, c’è un paese, fantastico, che si chiama Kosmas. Noi, passandoci, abbiamo deciso di fare una mezz’oretta di sosta, per riprenderci dai mille tornanti appena aggirati, sorseggiando un bollente caffè greco sotto le fronde degli alberi che adombravano la piazza principale. Però, poiché la nostra meta era un’altra, non ci siamo potuti fermare di più e, magari, pernottare in quel posto che aveva un qualcosa di magico, di fermo e cristallizzato nel tempo: ci sentiamo però di consigliarlo a qualcun altro, con l’auspicio (chissà, un giorno, anche se sarà molto difficile…) di poterci tornare, prima o poi.


                                                                                             CEFALONIA

"Non c'è estate senza Grecia". Cefalonia, 23.04.2018. Immaginate di essere in una delle più intriganti spiagge del mondo, in un’isola greca forse fra le meno battute turisticamente, ma dotata di una carica “suggestiva autenticamente selvaggia”, anche per questo assolutamente imperdibile. La spiaggia è quella di Myrtos, a Cefalonia, la maggiore delle Ionie. Una stradina per arrivare in fondo, al cospetto di un mare dalle mille sfumature di bianco, blu, azzurro, verde… Mentre entrate in acqua per fare il tanto agognato tuffo, di fronte a voi esce, da quella stessa, meravigliosa, acqua, una che vi sembra di conoscere, bellissima, che incrocia lo sguardo con il vostro e, addirittura, vi sorride, con la sua pelle ambrata luccicante di goccioline e, per un attimo, gli occhi incollati sui vostri, per un saluto inatteso. Poi, dopo il bagno, con la testa che ancora gira, la ritrovate al bar e prendete da bere insieme a lei, che, come se fosse la cosa più naturale di sempre, parla e scherza con voi dicendo però, dopo un po’, “devo andare, fra poco cominciano le riprese, ciao”. Questa è Penelope Cruz, incontrata per uno dei quarti d’ora più indimenticabili della mia vita nel 2000 a Myrtos, durante la produzione del film “Il mandolino del Capitano Corelli”, girato, ma pensa te, a Cefalonia.

                                                                              STADIO OLIMPICO DI ATENE

"Non c'è estate senza Grecia". Lo stadio Olimpico di Atene, 16.04.2018. Era il 1983, l’anno della Maturità. Come nei “manuali” degli studenti che finiscono il Liceo prima di intraprendere la vita vera a partire dall’Università, sono riuscito a convincere gli amici ad andare in Grecia (per me era la seconda volta, dopo la prima del 1978), in Vespa, via traghetto da Ancona. E’ stato, cosa abbastanza scontata, uno dei viaggi più belli della vita (Peloponneso, Acropoli, Mykonos, 20 anni, tenda, due ruote…ed è tutto dire), con però una piccola appendice di puro masochismo. Come gli appassionati di calcio ricordano, quell’anno la Juventus, piena di Campioni del Mondo dell’82, perse una finale di Coppa dei Campioni che la vedeva assoluta favorita. Avversaria era l’Amburgo e il gol decisivo lo fece un giocatore, Felix Magat, che in pratica, in tutta la sua carriera, segnò solo quello di importante. Allora, ero giovane, davvero giovane, tenevo per la Juve, un amore che si è disperso due anni più tardi con la tragedia dell’Heysel, trasformandosi in una molto più sana passione calcistica a 360°, senza bandiere ma solo indirizzata verso la bellezza del gioco e le emozioni che è ancora oggi è capace di regalarmi. Beh, in quel torrido agosto 1983 il piccolo drappello di cinque ragazzini italiani, appena maturati, andò prima a mangiare sugli scalini della Plaka e a visitare il Partenone e, poi, dopo tanta bellezza, lo Stadio Olimpico di Atene, recandosi, con le lacrime agli occhi, appositamente dietro a quella porta dove Magat infilò la palla all’incrocio dei pali battendo Dino Zoff, che chiuse lì la sua vicenda di portiere, senza mai stringere la Coppa maledetta (esattamente al pari del suo erede, Campione del Mondo pure lui, Gianluigi Buffon, che come i tifosi juventini ben sanno, ha vissuto, non più tardi di qualche giorno fa, sulla sua pelle, l’atroce beffa di Madrid, con l’eliminazione al 97’ su rigore. Ma è tutta un’altra storia). Credo che sia anche per quella visita che, nel tempo, sono riuscito a dare il giusto peso al calcio, che è solo un gioco (dove si vince e si perde e bisogna saper vincere e saper perdere, ricordiamocene sempre): un motivo in più quindi per “ringraziare” l’amata Grecia, maestra di vita anche in questo.


                                                                                          SANTORINI

"Non c'è estate senza Grecia". Santorini, 09.04.2018. Per un “purista” della Grecia, esistendo tanti paradisi terrestri lontani dagli itinerari più battuti, Santorini può rappresentare una specie di “trappola per turisti” e si va in cerca di altro. Ma se la vostra compagna, complice nella passione ellenica ma comunque legata anche ai suoi (bellissimi) stereotipi, un giorno vi chiede di portarla “là, dove ci sono le casette bianche e le cupole azzurre proiettate sul mare”, ecco che diventa impossibile dire di no al panorama della Caldera. Arrivati poi sul luogo più immortalato delle Cicladi, però, con il cielo chiuso e il punto magico (trovato quasi per caso, lungo il sentiero pedonale che collega Thira a Imerovigli) sovraffollato da centinaia, se non migliaia (!), di fotografi, provenienti da tutto il mondo, per cogliere l’attimo fuggente del raggio di sole rosso fra le nubi…non c’è che una cosa da fare: irrompere in scena dicendo a gran voce “Please, please, National Geographic, please”. Per incanto, la folla si è aperta come il Mar Rosso con Mosè e c’è scappato il qui riprodotto, tanto sognato, scatto del secolo. Così, Santorini ce la siamo tolta di dosso ma, a dirla tutta, ci è sembrata fantastica e unica al mondo anche lei (come la compagna...naturalmente)!
 

                                                                                                  SKYROS

"Non c'è estate senza Grecia". Skyros (in ricordo di mio padre), 04.04.2018. Skyros è nel mio cuore per alcuni motivi ben precisi. Nel 1978, mio padre mi portò per la prima volta in Grecia, poco più che bambino, e da lì è nato l'amore incondizionato che provo per questa terra, questo mare e la sua fantastica gente. Nel 2016 ero arrivato a Skyros e sul traghetto avevo finito di leggere il bel libro di Michele Serra "Gli sdraiati", romanzo di formazione che entra nel dettaglio del rapporto fra un padre e un figlio e che, nelle ultime pagine, racchiude, a mio parere, il motivo per cui vale la pena leggerlo. La seconda sera che ero lì, mi è arrivata una telefonata dall'Italia che mi informava di un incidente che aveva coinvolto mio padre, 84 anni, investito da un'auto nella mia città. Ci ho messo due giorni (fra spostamenti vari, traghetto e volo improvvisato) a tornare a casa e, negli ultimi sette giorni di vita di mio padre, gli ho raccontato di Skyros, la più lontana e "irraggiungibile" delle Sporadi, della bellezza, unica e selvaggia, di quell'isola che un giorno mi rivedrà tornare, con gli occhi pieni di lacrime ma, ne sono certo, anche di rinnovata gioia.