domenica 5 luglio 2026

Greek tour: Cicladissime (Serifos, Folegandros, Paros, Antiparos, Ios)

 

di Iuri Cornacchini

 

Prefazione-Idee di viaggio, l’organizzazione, il progetto 

Terzo anno consecutivo in Grecia, dopo 2 anni di esperienza quest’anno il viaggio più ambizioso. Tante isole, giorni calibrati in ogni isola, soggiorni e voli prenotati con largo anticipo, insomma tutto organizzato con teutonica precisione. Dopo Cefalonia Itaca e Milos Koufonissi Santorinii punti chiave del terzo viaggio erano fondamentalmente due: il periodo (fine agosto inizio settembre) e il numero di isole, più grande, in modo da fare un tour più espansivo possibile che le isole sono tantissime e la voglia di esplorazione freme.

Tante ipotesi da vagliare, lunghe serate invernali a studiare e pianificare, alla fine la scelta cade ancora sulle cicladi, vuoi perché sono le più ”greche”, vuoi perché l’anno prima ne abbiamo visitate solo 3, vuoi perché forse al terzo viaggio per gli itinerari più hipster è ancora presto. Cicladi, con 2 must ereditati dai consigli di due genovesi con cui abbiamo parlato una giornata in barca a Milos l’anno scorso: Anafi e Folegandros.

Inizio a buttare giù. ¾ giorni Folegandros, 4/5 Anafi, volo su Atene e ritorno da Santorini. I giorni avanzano, posso aggiungere altro, tipo un’isola pre Fole sulla rotta e un post Anafi. Mi accorgo però che Anafi è collegata male e va passata in ogni caso qualche giorno a Santorini, cosa che non vogliamo assolutamente, e uno dei due cardini su cui è fondata la vacanza inizia a scricchiolare. Cerchiamo un piano B dunque, V propone Paros e su booking trova una sistemazione con terrazza su spiaggia. Per me Paros è troppo mainstream, ma confido nel periodo e approvo la mozione, come logistica tutto torna, inseriamo qualche giorno a IOS pre volo di ritorno e lo scheletro è quasi fatto. Resta da piazzare qualche giorno tra Atene e Folegandros, Milos già visitata, Kythnos troppo misteriosa e avara di strutture, vanno in ballottaggio sifnos e serifos, dopo attento studio e valutazione optiamo per la seconda che sembra avere il miglior mare. Viaggio partorito dunque: Atene-Serifos-Folegandros-Paros-Antiparos-Ios-Santorini.

 

Day 1 Atene 

Quest’anno la capitale è solo un appoggio dopo il volo e in attesa dei traghetti. Poco da annotare se non la prima cena gigante a giros come ormai da tradizione, per iniziare bene e belli satolli la vacanza greca. Menziono anche il mitico Hotel Anemoni, il nostro hotel d’appoggio al pireo, a prezzo contenuto ma con personale gentilissimo.

 

Day2 Serifos 

Serifos ci accoglie con una giornata splendida. Zero vento, mare calmissimo e sole arrogante: una meraviglia. Anche il viaggio in traghetto da Atene è stato perfetto, cosa non da poco perché V i viaggi alle cicladi un po’ li accusa. Giornata top, una bella botta di fortuna visto che da quanto letto nei forum e da quanto visto nella fidata applicazione, erano almeno 15 giorni che il meltemi picchiava forte, rendendo alcune spiagge infattibili. Giornata dunque da sfruttare a 1000. Lasciamo le valigie all’host, che gentilmente le porta in appartamento lasciando la chiave alla porta, mentre noi sbrigliamo le pratiche per il motorino e siamo in pole position per battere una nuova isola, la prima del 2018. Lo scooter come da copione è un trabiccolo, in due fa una fatica mostruosa e praticamente cade a pezzi, ma per l’isola direi è ok, anche se una ruota tacchettata sarebbe stata meglio. Oggi è perfetto per vedere la triade di spiagge a est, quelle più famose ma più toste in caso di Meltemi. La prima che troviamo è Agios Sostis, ed è subito gasamento. La vista dall’alto è mozzafiato, con questa lingua di terra sul mare che crea due spiagge, una per lato. L’acqua è limpidissima, sulla parte destra ci sono alcune tamerici in spiaggia per stare un po’ all’ombra, la spiaggia è a granelli e sull’estremo c’è una scogliera. Posto magnifico, facciamo un bel bagno, stiamo qualche ora sotto una tamerice e decidiamo di risalire sempre per il motivo di sfruttare la giornata senza vento. La seconda baia che troviamo è Psili Ammos, anche questa dall’alto molto bella, non attrezzata, con tamerici come la precedente e con la solita acqua limpida dalle mille sfumature di celeste. Scendiamo e subito ci colpisce la sofficità della sabbi, sembra di camminare sul velluto, inoltre ci sono molti fiori bianchi in spiaggia, una cosa molto rara da vedere. Qua c’era più gente, è la spiaggia più famosa dell’isola e anche le tamerici sono tutte occupate. Mettiamo la roba sotto il sole e ci buttiamo. Anche qua, come a Sostis, il bagno è stupendo, l’acqua è cristallina e il contrasto con la sabbia molto bello. Attraversiamo tutta la baia a nuoto, nella parte destra ci sono molte barche ormeggiate e l’acqua è un po’ sporca… solite cose che mi fanno innervosire ma ormai è un classico. Non avevamo fatto i conti con il sole di Serifos, pensavamo di poter stare agilmente tutto il giorno tra le spiagge invece sono appena le 14 e siamo color aragosta e cotti a puntino. Decidiamo dunque di tornare a Livadi al Marino’s market, gestito dagli stessi proprietari dell’appartamento, compriamo qualcosa per pranzo, una mappa, ci facciamo spiegare dove è l’appartamento e andiamo a fare un break. Il break è molto salutare e dopo qualche oretta siamo ricaricati per continuare il giro. Decidiamo che per andare a nord è troppo tardi, quindi ci direzioniamo verso Agios Ioannis, la terza spiaggia sul versante a est dopo Psili Ammos. Per me le aspettative sono molte, in quanto avevo letto che era simile a Psili senza la confusione, e come succede spesso quando ho aspettative alte rimango poco contento. Agios Ioannis non è brutta, intendiamoci, ma rispetto alle altre visitate di mattina ha qualcosa in meno su tutti i fronti: dalla vista al colore dell’acqua, alla sabbia. L’acqua in particolare non è una piscina dai mille colori, anzi, ci sono delle alghe e V contrariata manco fa il bagno. Visto il livello di gasamento basso decidiamo di tornare in appartamento ad un’ora decente in modo da vedere il tramonto alla chora. Tramonto che non vediamo perché arriviamo un po’ tardi e comunque il monte a est della chora non lo concede. La chora è abbarbicata su un monte e costruita a strati, sviluppandosi prettamente verso l’alto. Dai punti più alti la vista della valle e dell’isola è di una bellezza assordante. Ci sono 3 mulini classici subito all’inizio, innumerevoli chiese di cui le ultime due ai vertici della chora, a segnare i punti più alti. L’ultima, il Castro, si raggiunge dopo una scalinata vertiginosa e apre la vista a tutta la splendida isola dando una sensazione di potenza. La chora di per se stessa è un labirinto infinito, è molto estesa ed è facile perdersi nei minuscoli viottoli; rispetto ad altre chore visitate è tenuta molto bene ed è piuttosto glamour, cosa che mi ha stupito. Ci sono negozi con oggetti e tessuti pregiati e diversi locali dove bere un drinik. Mi aspettavo una chora più da battaglia, anche avendo letto che l’isola non era poi così turistica, invece ho trovato tutt’altro, in ogni caso molto bella. Abbiamo cenato a Plakes, leggermente defilato e rialzato ma con una vista eccezionale di chora e castro, inoltre la fortuna ha continuato a sorriderci con una suggestiva luna piena. Serifos è un’isola con carattere, con una sua cultura, con un suo stile, che ha iniziato a strizzare l’occhio al circuito turistico ma che ancora non ne è mutata, e spero non si muti mai.

 



 

Day 3-Serifos 

Dopo due giorni di sveglia pre 6 stamani dormiamo fino alle 9:30 nel nuovissimo appartamento di Gaia Studios. La giornata non è splendida come quella precedente ma comunque buona, poco vento, sole che picchia, quindi decidiamo di andare alla scoperta delle spiagge a nord. Il tragitto per Platis Gialos sul finale prevede una discesa su sterrato, che con il nostro super motorino diventa fonte di grande ansia per V, che passa tutti e 15 i minuti di discesa in tensione tipo omino di latta, facendomi sentire bene bene l’ansia sul collo. Comunque, la strada vertiginosa lato mare è bellissima, offre scenari splendidi anche sui due scogli a lato di Serifos e sulla vicina Kythnos, che oggi vediamo alla grande grazie al cielo terso. Platys Gialos dall’alto è bellissimo tanto per cambiare… è un posto un po’ alla milos, mezza spiaggia mezzo villaggio di pescatori, con qualche casa bianca sull’estrema baia e sparute barchette di pescatori ormeggiate, molto greco. In spiaggia solite tamerici serifos-style, la spiaggia è granulosa ma ci sono lastroni per entrare in acqua, che necessitano di scarpetta da scoglio. Con questa giornata poco ventosa il mare fa effetto piscina e i bagni sono un piacere, inoltre le tamerici rendono la permanenza piacevole, visto che il sole di serifos gliene da secche. Dopo qualche piacevole ora leviamo le tende, io sarei per ritornare a sud e visitare più spiagge possibili, considerando che il meteo all’indomani mette brutto, ma V saggiamente???? Propone sykamia, l’altra spiaggia a nord visto che siamo in zona. Facciamo lavorare dunque il nostro Kimco agility tra salite e tornanti, prima di iniziare la tortuosa discesa verso Sykamia, dove V maledice la sua idea vista la grande ansia da motorino. Dall’alto Sykamia è ok, i colori del mare sono i soliti di serifos e la baia è molto grande, tuttavia, arrivati sotto, è un po’ deludente, l’acqua non è limpida, ci sono molte alghe e lo spiaggione non è proprio il nostro habitat, quindi niente sosta bagno. Optiamo per un pranzo alla taverna della baia, dove mangiamo la prima greek salad della vacanza: peperoni-cetriolo-cipolle-pomodoro-olive-feta, tutto a crudo e tutto estremamente fine come al solito. Forse il conto è un po’ gonfiato ma comuqneu basso quindi no problem.

Risaliamo in groppa al nostro kimco agility e ritorniamo a sud, dopo un lungo viaggio siamo a Livadi e vogliamo vedere questa spiaggia del porto visto che attrae un sacco di gente. Scooter parcheggiato lungo strada, solita acqua spettacolare ma location “normale”, e visto che dobbiamo ottimizzare i tempi andiamo su Livadakia. E qua ci gasiamo, sarà il tempo ottimale, sarà l’ora post pranzo dove c’è la spiaggia vuota, sarà quel che sarà ma la spiaggia del campeggio oggi è paradisiaca. Acqua cristallina, mare piatto, silenzio, tamerici, altalene, tutto molto atmosfera freak 68na che ci piace. Ci fermiamo a lungo e ci godiamo questo insospettabile paradiso, tra relax, lunghe nuotate e distese sull’asciugamano come lucertole. Non avrà un impatto scenico da shock, ma livadakia oggi per noi è il top. Il tempo passa e ottimizzare le spiagge diventa dura, quindi speriamo nel meteo per il giorno seguente in modo da vedere il più possibile. Ci direzioniamo verso Kalo Ampeli, vista solo dall’alto perché il sentiero all’ora tarda ci sfava, sarà per la prox volta, continuiamo quindi su Ganema, dove ispezioniamo ma l’impatto per noi non è buono: spiaggione dozzinale con acqua non al top. Reindetreggiamo quindi su vaya bay, che invece è molto bella e dove ci concediamo un po’ di relax sui lettini gratis fronte mare. Deicidiamo anche di goderci il tramonto sul mae con 2 birre e un pacchetto di patatine per poi rincasare sul tardi, giros d’ordinanza e a letto.

 

Day 4-Serifos 

E alla fine arrivò anche lui, si proprio lui, il re delle cicladi, colui che avevamo lasciato ad inizio settembre scorso a koufonissi e di cui non sentivamo la mancanza: il meltemi, da noi chiamato vezzeggiativamente meltemio.

Meltemio si è presentato come di consueto in punta di piedi non nottata, con le sue leggere raffiche a sbattere persiane e con gli ululati a rimbombare negli anfratti dei paesi cicladici. Alla fine due giorni di tregua li abbiamo beccati, però insomma, raffiche da 35km/h e un nero nel cielo come la pece in vacanza un po’ sfavano ecco. Scendiamo guardinghi a Livadi per un caffè, proviamo un abbozzo di spiaggia li al porto ma oggi è totalmente infattibile, quindi rientriamo e ci facciamo un pranzo home made con la roba comprata al market, scordandoci che non c’erano posate quindi mangiamo con i cucchiaini da caffè. Pomeriggio tentiamo un altro bagno alla spiaggia del porto, poi velocemente arriva la sera e per confortarci proviamo una frittura di calamari che però risulta non esaltante. Come direbbe Guccini “La tristezza poi ci avvolse come miele” considerando che è l’ultimo giorno sull’isola e il seguente salpiamo per folegandros. Serifos, da meta iniziale di contorno, è riuscita a conquistarci il cuore, con un’accoglienza top e con dei paesaggi splendidi e dalla forte identità.

 

Classifica spiagge Serifos

Psili ammos-agios sostis 8,5

Livadakia 8

Platis Gialos-Vaya beach 7,5

Agios Ioannis 7

Livadi 6

Sykamia 5,5

Ganema 5

 

Day 5 Folegandros 

La notte Meltemio ha soffiato come un diavolo e anche il mattino non ha proprio voglia di calmarsi. Iniziamo a chiederci se in quelle condizioni seajets parta e a viola monta la paranoia viaggio tra le onde. Seajets parte e arriva, con grande ritardo, ma tutto sommato considerate le condizioni del vento il viaggio è andato piuttosto bene.

Folegandros a primo impatto non ci rapisce. La spiagga del porto non è a livello di altre isole; la vista al momento idem, c'è un discreto casino di gente e un sacco di albergatori con il cartello con i cognomi, tra cui il mio rent. Qua abbiamo una panda che i motorini erano finiti, la carichiamo e ci dirigiamo verso chora, dove c'è il nostro hotel Meltemi. La Chora è più bassa e meno abbarbicata rispetto a Serifos, inoltre è più spalmata diciamo, il punto più alto è la chiesaa di Panagia che dista molto in realtà dalla Chora, la scalinata è bella lunga. Meltemi è un hotel molto carico, classico cicladico con dei buganville rosa a fare un bel contrasto con l'accecante bianco della calce. Viola, che è molta attenta alla location dove dormiamo fa pollice in su, ma anche io sono soddisfatto della scelta. Si è fatta l'ora di pranzo e ci dirigiamo ad Agali, uno snodo ben riparato dove ci sono sentieri e barchette per altre spiagge, oltre a taverne e una grande baia. Grande baia che alle 13 è stracolma di persone, con tanti bambini, rumore vario, insomma continuo ad avere un'impressionaccia di quest'isola eppure era uno dei miei must in questo viaggio; anche viola al momento non è entusiasta.

Si mangia, insalata greca subito al primo ristorante di Agali, è un'insalata bella verace come piace a me con tutti gli elementi tagliati grossolanamente e messi nel piatto a caso, quelle cose molto fini con cetriolo, cipollem peperone, tutto rigorosamente a crudo, quelle cose che in Italia digerisci in 3 giorni ma che qua vanno giù alla grande. Finito il pranzo ci incamminiamo per il sentiero a destra, che inizialmente è un muro in salita per poi diventare un sentiero sulla scogliera a strapiombo sull'acqua. Ecco, qua, in questo sentiero, tutte le nostre impressioni poco felici vengono spazzate via. La baia di Agali dall'alto è semplicemente fantastica, il mare è di un blu intensissimo, l'acqua trasparente e il contrasto con lo scoglio è favoloso. Dietro la baia continua lo spettacolo con il sentiero lungo costa che regala degli scorci da cartolina e una baia successiva, Galifos, deliziosa. La tenteazione di fermarsi è tanta ma continuiamo oltre, a goderci lo spettacolo in questo sentiero che poi è pure pericoloso a strapiombo sul mare con gran parte dei punti strettissimi. Prima dell'ultima cala, Agios Nikolas, un ristorante incastrato nella roccia che onestamente ci sta come il cavolo a merenda poi si apre la baia, anch'essa con tipica taverna sul mare. Ecco, questo lato di scogliera è uno die più belli che abbia mai visto, il tutto condito da vista dall'alto spettacolari con mille tonalità di colori. Agios Nikolaos non può che essere bella, ci sono delle tamerici, ovviamente a quest'ora tutte occupate, un baracchino noleggia canoe molto freak mentre trasmette reggae, i ciottoli sono bianchi e grossolani, tipici di qua.

C'è un po' troppo casino per i miei gusti, le barchette da Agali scaricano frotte di turisti rendendo il porto fruibile a tutti quando invece il sentiero farebbe una gran selezione. Facciamo un bel bagno, al ritorno fortunatamente tanta gente risale nelle barche e l'atmosfera cambia, con quella quiete e quel relax che uniti al posto gasano di brutto. 1-2 ore qua e ripartiamo a scalare le montagne per goderci Galifos, prima bypassata. Galifos in realtà è una spiaggia nudista e noi non lo facciamo, ci mettiamo in rispetto da una parte scoprendo che in realtà ci sono molti non nudisti, alcuni che fanno anche caciara. Galinos è però una chicca, una baia da urlo, non tanto per la spiaggia quanto per il mare, di un colore indescrivibile e per i posti subito limitrofi raggiungibili a nuoto: anfratti, insenature, il bagno per ora di gran lungo migliore della vacanza. Andata via una famiglia con bambini confusionari e la situazione diventa silenziosa e zen, il sole non è più forte e l'atmosfera è bellissima. Molto gasati ritorniamo all'auto e poi da Meltemi, in poco più di 3 ore il nostro umore è cambiato e l'isola ci ha rapito. Cena e girata serale alla chora li racconta viola:

Prima di tornare all'appartamento, iuri smania per andare al supermarket, c'è da comprare l'acqua e la colazione per le mattine successive. Facciamo quindi un giretto esplorativo alla chora che è a due passi da Meltemi. L'ambiente è molto chic, taverne e barretti ad ogni angolo con tavolini e sedie colorati, piena di fiori e negozietti tipici. C'è davvero una bella atmosfera, è davvero una chicca. Questa chora non si sviluppa in alto come a serifos ma in orizzontale. C'è la chiesa di Panagia che è il punto più alto e poi è tutta lungo il costone. I prezzi qua sono leggermente più alti, cerchiamo su trip un posto dove risparmiare un po' e troviamo mama's suvlaky house. Ma pochi tavoli, circa 10 coperti, aspettiamo qualche minuto e poi ci sediamo, niente di che, buono il gyros spiedini di pollo insomma, abbiamo mangiatodi meglio. Piatti da 8,5 euro, birra solo in lattina 33 da 3 euro, domani sera cambiamo.

 


Day 6-Folegandros 

Altra sveglia presto, stamani il piano è andare a Katergo via sentiero e godersela prima dell'arrivo del barchino dei turisti. Parcheggiamo all'imbarco del sentiero e via, camminare bene!! Il sentiero dell'andata è agevole, un po' lungo, soprattutto per trekker scandalosi come noi (30-40') con ovviamente ultimo pezzo hard dove fare attenzione per arrivare in spiaggia. Una volta scollinato la vista dall'alto è come al solito qua a Fole splendida, il mare è leggermente mosso ma non troppo a prima vista. In realtà una volta scesi c'è onda ma soprattutto corrente in acqua, corrente che non fa sentire sicuri nemmen noi che siamo nuotatori. L'ombrellone messo sta ritto con lo sputo e ad ogni folata si ribalta........insomma si sta di merda. Peccato. Tira lo stesso vento di ieri in realtà, tuttavia Katergo non è riparata come il golfo di Agali pur essendo a sud, mentre io pensavo di ritrovare la stessa situazione di ieri. Stiamo qualche ora per giustificare la camminata insieme a qualche stoico nudista che sfida vento e corrente come noi, poi leviamo l'ombrellone dotatoci dalla tizia del meltemi che dopo 2 giorni abbiamo già mezzo stroncato.

Risaliamo all'ora consigliata dal dottore, il ritorno è tosto e arrivati alla panda siamo un po' stravolti oltre che impresentabili. Decidiamo quindi di fare una breve sosta a Meltemi e poi andiamo a mangiare un dakosntokos o come si scrive, vista mare. Da qua e oggi, la spiaggia del porto non è malaccio e invita al bagno, ma desistiamo, che, come per serifos, dobbiamo ottimizzare i tempi. Nel pomeriggio abbiamo in programma Livadakia, che vista la scarpinata mattutina raggiungiamo con il barchino da Agali, anche se ideologicamente sono molto molto contrario. Comunque sia 12 euri a capoccia a/r e siamo a Livadakia. La baia è stupenda, a livello di quelle viste ieri, il mare a Folegandros è tanta roba!! Corriamo giù dal barchino per accaparrarsi un posto all'ombra di una tamerice e ce la facciamo. Stare al sole in Grecia è impossibile, sopr in orario 11-17. I bagni a Livadakia che lo dico a fare, sono fantastici, ripeto che Folegandros ha forse il mare più bello che ho mai visto, diciamo ex equo con Itaca e Cefalonia. Qualche ora in un altro paradiso e prendiamo il barchino al rientro. Ad Agali proviamo il caffè-frappè, una roba che vediamo bere a tutti da anni in bicchieri di plastica e che ci ha sempre incuriosito. Fondamentalmente è un caffè shakerato molto allungato, buono però!

Andiamo a riposare qualche ora che la giornata da stakanovisti prevede la chiesa di Panagia al tramonto. Già dalle mille foto presenti on line si “percepisce” che è dura salire, c'è una scalinata a tornatni che si arrampica su per il monte. Confermo che la scalinata è tosta, menomale che abbiamo fatto Livadakia in barca che per dei camminatori della domenica come noi altrimenti sarebbe stata la Caporetto di giornata. Scalinata con vista su tramonto bellissima, gente arrampicata dappertutto come ormai di consuetudine alle Cicladi, migliaia di foto e bicchierino d'acqua offerto dalla chiesa come ricompensa per averla raggiunta. I panorami di Fole sono eccezionali, la vista dello “scoglione” e della Chora da quassù sono proprio da cartolina. Rimaniamo su anche diversi minuti post tramonto per far smaltire il “gregge” di gente si ammassa, poi scendiamo evitando accuratamente le merde dei ciuchi che qualcuno ha “noleggiato” per salire, poveri ciuchi. Oggi era un giorno di particolare ispirazione artistica per me ed ho composto la canzona “A paros col palos”, la prossima isola di questo Greek Tour 2018.

E' arrivata l'ora di cena e qua a Fole si cena alla Chora, tuttavia lasciamo da parte trip advisor che ieri ci ha consigliato male ed andiamo dietro al caro e vecchio istinto, scegliendo la Souvlaky house, dove il nome dovrebbe essere garanzia. Infatti siamo soddisfattii di quello che noi chiamiamo souvlaky perchè a kef lo chiamavamo così, ma che alle Cicladi chiamano skewers, buoni buoni buoni. Probabilmente domani faremo il bis. Dopo cenasoft icecream tentato ma come sempre vale il must: In grecia pesce e dolci non sono li sanno fare.

 

Day 7 

Come a Serifos, dopo due giorni belli pieni in cui abbiamo visto un sacco di posti il terzo ce lo prendiamo di leggero scarico. Ci svegliamo più tardi, in realtà non troppo riposati e belli incriccati che al Meltemi il letto è duro come il marmo e il frigorifero ha un motore che pare un trattore. Il programma della giornata prevede Agios Nikolaos con conquista della tamerice e poi boh. Il piano va a buon fine perchè alle 10 siamo ad Agios e non c'è un cane, bellissimo. Fa tutto un altro effetto rispetto all'altro ieri e si merita un voto altissimo. L'idea è prendere la canoa ma non ho visto il tipo del baracchino che noleggia, forse è presto. Poco male, oggi il mare è stupendo e facciamo un bellissimo bagno nella baia. Il tempo passa, ma nonostante faccia capolino spesso per vedere se arriva il “fricchettone” nulla, quindi visto il caldo oggi decido di fare un bagno alla greca: bandana, occhiali da sole e testa fuori, tanto oggi il mare è una tavola. Sto in acqua un tempo imprecisato e ad un ora indefinita della giornata il reggae inzia a propagarsi nell'aria: eccoci, il noleggiatore è arrivato. Vado a svegliare viola che sonnecchiava sotto la tamerice e prendiamo la canoa. Nel tragitto capannino-acqua mi ustiono i piedi, la sabbia è un fuoco oggi e gli ultimi 10 metri li fo a corsa simulando Mennea, mentre il tipo con il suo solito fare easy passeggia sereno con i remi in mano, deve essere un fachiro. Facciamo una bella girata sul golfo di Agali, con breve tappa a Fira, l'unica spiaggia di questa zona mancante e ci godiamo dal mezzo questo splendido posto.

Riconsegnata la canoa abbiamo perso la cognizione del tempo, sono le 3 e abbiamo fame. Taverna della spiaggia, fresh-fish, proviamo. Lo iuri di qualche anno fa avrebbe descritto il pranzo in una paginata, ma sono invecchiato e diventato meno polemico e sarcastico, me la caverò con qualche riga: Ci portano a vedere il pescato di giorno che ha un aspetto poco invitante, il tonno è bianco cadaverico e ci sono altri due pesci azzurri bruttarelli. Io capisco l'antifona e prendo la mia classica greek salad da pranzo, viola invece ancora illusa prende grilled octopus, vedendosi portare 10 rondelline di polpo di numero tagliate fine con insalata di cetrioli, che tra l'altro le fanno pure schifo. Impietosito le offro un po' di cipolla e peperoni crudo a tocchi ma lei orgogliosa preferisce farsi una bruschetta d'olio. Tralasciando il pranzo da dimenticare Agios Nikolaos oggi gasa un botto, la fortuna vuole che vengono scaricati pochi elementi dai barchini e la spiaggia è semi deserta, con il reggae in sottofondo l'atmosfera è chillout alla grande. Arriviamo calmi all'ora di salutare questi fantastici posti, l'ultima scarpianta in salita e diamo l'addio o l'arrivederci a questo splendido mare.

La cena va male, e siamo costretti a fare un rinforzino di gyros, la nottata anch'essa non è molto riposante ma sarà anche il magone per abbandonare un'isola che ha saputo cambiare il nostro giudizio iniziale ed ammaliarci come poche.

Il commiato però è meno malinconico rispetto a Serifos, che ci aveva rapito con la sua gente accogliente e con il suo stile familiare facendoci sentire a casa. Folegandros è rimasta più distaccata, come un'isola abituata al turista e che quindi lo accoglie ma resta un turista, inoltre non ci ha inglobato a osservato dalla sua maestosità e dalla sua roccia austera che incute un po' di timore. Folegandros l'ho respirata tutta, dall'alto dei suoi sentieri vertiginosi e della vista mozzafiato al basso del suo mare di un blu accecante e bellissimo.

 

Classifica e voto spiagge Folegandros

 

Livadaki-Galifos*-Agios Nikolaos 9 *menzione per Galifos

Agali-Katergo 7,5

Karovastosis (porto) 6

 

Day 8 Paros

 

Paros dunque, che dire.... un altro pianeta. Dopo Serifos e Fole praticamente abbiamo preso l'astronave e siamo sbarcati in un nuovo mondo.

Nuovo mondo che già mi aspettavo, e che già mi aspetto di mattina, quando durante il viaggio con la Prevelis isola dopo isola vedo gente che sale ma che non scende e mi si instilla la certezza: scenderanno tutti a Paros.

Così, già stipati a fare la fila per scendere e prendere le valigie il pontone si abbassa e davanti il porto di Parikia con traffico, fiumi di persone e tanti, forse una centinaia di operatori con cartello in mano a prendere noi turisti. Impatto shock, un po' lo stesso di anno scorso a Santorini dopo Milos e Koufonissi.

Ci prendiamo un secondo dallo sgomento, vediamo il nostro uomo che con fare molto sbrigativo e poco greco carica la macchina e si parte. Altro flashback con santorini sempre più forte. Durante il tragitto Viola, che finora non aveva proferito parola per non aizzarmi e far polemica dice al taxista “però ce n'è di gente eh” sentendosi rispondere “macchè ora è ok rispetto a qualche settimana fa” facendoci capire l'enorme indotto turistico di Paros e l'immensa differenza con le altre appena visitate.

L'appartamento è sopra il Krios camping, la stanza e la cucina sono basso profilo ma il terrazzo sul mare vale da solo il prezzo. E' tardi e abbiamo fame, il motorino ancora non ce l'hanno portato quindi andiamo a pranzo sotto l'appartamento, in un ristorante con i tavolini sul mare in una specie di moletto. Prendiamo le solite cose di sempre, qui i sapori sono diversi, più simili all'Italia e anche l'impiattamento è fatto con stile, a confermare tutto quello detto in precedenza. Comunque roba buona, prezzo leggermente sopra la media dei pranzi fatti finora ma era nell'aria.

Intanto arriva il motorino, la giornata è buona con poco vento e ci giochiamo subito Agios Folkos, che da quanto letto dovrebbe soddisfare le mie esigenze marittime. Invece, ahimè, Af non gasa, anzi la spiaggia è tutta alghe e un po' con la coda tra le gambe ce ne andiamo a Livadi a fare una indispensabile lavatrice. Nell'attesa facciamo un bagno per lì poco entusiasmante e iniziano a serpeggiare malumori, l'impatto è stato tutt'altro che positivo ma ci promettiamo di stare calmi che dobbiamo starci 5 giorni e spesso la prima impressione è fuorviante (io nel frattempo però impreco ripensando alla prima stesura di viaggio dove avevo messo Anafi).

Nonostante la stanchezza decidiamo di fare subito cena a Naussa per risollevare la giornata. Troviamo fila per arrivare, macchine e motorini parcheggiati ovunque ma un buchetto riesco a ricavarlo. Il sym è nuovo e va bello spedito, rispetto allo scooter da battaglia di Serifos altra storia. Naoussa: oltre che gente e il lungomare è pieno di ristoranti, bar, negozi, gelaterie e quant'altro, lo stile ispiratore sembra un po' Portofino e il lungo molo è una sorta di ristorante continuo zeppo di tavoli affacciati sul mare. L'aspetto, le bottiglie e il fisique du role dei camerieri mi fa pensare a conti non proprio esigui, della serie vorrei ma non posso. Dunque, ennesimo pita gyros e skewer e via andare anche stasera. Dopo cena entriamo in “zona vecchia” e ci infiliamo in un alveolo strettissimo di strade piene zeppe di bar, ristoranti, negozi, bolgia e siamo a settembre, non riesco ad immaginarmi un agosto qua. La città è un labirinto e giriamo penso più di un'ora a caso ripassando nei soliti posti 100 volte prima di prendere il motorino e svenire nel letto.

Naoussa Lato B-Il punto di vista di viola

Naousssa è la riccione greca, ma con più charme ed eleganza. E' piena di luci ed insegne da far girare la testa. I negozi sono curati e non paccottiglia come mi ero immaginata. Oltre alle cose tipiche ci sono anche un sacco di negozi di abbigliamento che sfoggiano marche rinomate. E' pieno di gioiellerie e vorrei comprare in ogni negozio che vedo. Ci sono due posti tipici dove poter mangiare un dolce ma iuri opta per il solito gelato italiano. La visita è piacevole e anche il perdersi tra le minuscole vie ha il suo perchè. Riusciamo a trovare anche la spiaggia del gilm “Immaturi il viaggio” . Da fare sicuramente una seconda visita anche perhchè ho messo gli occhi su un paio di sandali niente male.

 

Day 9 Paros

 

Ci svegliamo con calma, dopo una bella dormita, visto che il letto di Petalides non è duro come il marmo. Per Paros un vero e proprio piano non ce l'abbiamo, quindi scendiamo intanto a Parikia per far colazione poi si vedrà. Ci fermiamo alla bakery zona porto dove facciamo fila per ordinare e dove troviamo un tavolino libero un po' a culo. Sbofonchio ancora, questo tram tram da città, in vacanza, non mi va proprio giù, però il caffè e i cornetti sono di buon livello. Decidiamo di andare in zona Naoussa, la prima spiaggia che troviamo è Kalymbrithies, che non è una spiaggia ma un insieme di cale con acqua chiarissima e ferma come l'olio. Siccome avevo studiato bypassiamo le prime due insenature che sono anche attrezzate e ci mettiamo in una delle calette successive dove ci sono poche persone e dell'ombra. Paros, ora iniziamo a ragionare, il colore dell'acqua è molto bello, la spiaggia soffice, mi ricorda molto Koufonissi. Durante il secondo bagno una famiglia greca ci accerchia e praticamente ci sfratta dall'ombra, fo un po' di sarcasmo ma tanto è già qualche ora che ci siamo e leviamo le tende senza polemizzare. Proseguiamo sullo stesso tratto di strada per arrivare a Monastiri, anche qua stabilimento che non ci aggrada e proseguiamo dietro gli scogli attratti anche dall'enorme numero di barche ormeggiate. Arriviamo in una cala splendida, dove la scogliera si alterna a microspiagge e dove l'acqua è di un azzurro intenso. Bello, qua per la prima volta a paros abbiamo l'effetto wow e ci gasiamo di brutto. E' molto caldo, il sole è sullo zenit, la nostra permanenza in questo paradiso è tutta in acqua, poco male perchè l'acqua è il nostro habitat ma fuori proprio si cuoce. Siamo in perfetto orario da pranzo greco, sulla via del ritorno troviamo due locali uno dirimpetto all'altro: il primo molto yeah con nome inglese e insegna fashion, il secondo con insegna greca un po sgarrupata. Non c'è dubbio per noi, andiamo dritti sul secondo e non sbagliamo. Viola trova il primo piatto di pesce buono e io mi mangio una deliziosa melanzana all'imam. Paros oggi molto bene, sta guadagnando punti. Decidiamo di proseguire il tour di spiagge zona Naoussa, arriviamo a santa maria ma essendoci il meltemi super ripieghiamo su Laggeri. Laggeri è una baia riparata, carina, l'acqua è abbastanza limpida anche se non paragonabile a quella vista nel mattino. Insomma posto non entusiasmantissimo dove farsi un bagnetto e chiaccherare con qualche fiorentino come noi trovato in spiaggia. Vediamo infine un'altra baia accanto a Naoussa ma essendo molto battuta dal vento non ci fermiamo e andiamo a farci un ultimo baio a Marcello, spiaggione praticamente sotto l'hotel. Il mare qua non è male, ma come per Laggeri non spicca, onestamente di questa grande baia Krios-Marcello il posto migliore con il colore dell'acqua più bello è proprio quello sotto il terrazzo che vediamo ogni mattina. Da questo terrazzo appunto facciamo un aperitivo e poi andiamo a cena da Hellas al porto.

 

Day 10 Paros

 

Stessa ora, stesso terrazzo, stessa meravigliosa vista e si racconta la giornata. Ormai è diventata una piacevole routine scrivere il diario al calar del sole in questo terrazzo sulla baia di Krios.

Paros si sta facendo conquistare, in maniera lenta, non è un'isola da colpo di fulmine istantaneo, da innamoramento passionale alla prima vista; è più un corteggiamento lento, fatto di cose normali, semplici, che dopo qualche giorno arriva. Fortunatamente gli abbiamo concesso 5 giorni e non 3.

Dopo questa breve premessa la giornata.

Oggi vogliamo fare un giro antiorario dell'isola, facendo capolino qua e là e valutando lì per lì dove fermarsi. Colazione a casa che non abbiamo voglia di file e si parte:

Pounta-Pit stop veloce per vedere gli orari per Antiparos

Alyki- Paesino sul mare, non grande come gli altri ma piuttosto carino. C'è pure una spiaggetta del paese ma non è granchè e battuta dal vento, passiamo oltre.

Faragas- Prima sosta. E'una baia riparata con una bella sabbia e un'acqua molto limpida, paragonabile ai due posti del nord visti ieri. Posto molto bello, monopolizzato quasi per intero da uno stabilimento molto chic bianco con lettini e materassi e ristorante con portate oltre i 20 euro. Il giorno prima abbiamo notato che bypassando la scogliera si possono avere sorprese e ci proviamo. Bingo, scopriamo una serie di minicalette splendide, molto Koufonissi style e ci fermiamo alla prima che ha anche l'ombra. Gran bel bagno nella baia, nuotatina d'ordinanza e via, anche oggi siamo partiti bene. Verso l'ora più calda, come sempre, risaliamo e continuiamo il tour.

Glifa- il nostro punto di riferimento. L'enciclopedica guida delle spiagge di Paros e Antiparos della Baciocchi, parlava molto bene di Glifa, ma a noi non ha molto entusiasmato. Posto semplice, mare non brutto ma niente a che vedere con la vicina Faragas, tuttavia è presto e facciamo un bagno per aspettare l'ora di pranzo che facciamo alla taverna della baia, con verdure a km 0 molto buone. Per me stuffed tomatose, per viola involtini di cavolo.

Golden beach- qua il vento inizia a picchiare feroce e i surfisti sono tutti belli gasati. 5 minuti a vedere quel che sanno fare, qualche foto e ripartiamo.

Pounda beach (Viva pounda)- Pensiamo di trovare un po' di banda ma non c'è. La spiaggia giovane a fine stagione è vuota e anche la musica è bassina, niente sosta nemen qua.

Kalogeros- La piccola baia di Calogero mi ricorda Paliochori di Milos, anzi è praticamente uguale: spiaggia al centro e a destra, costone roccioso multicolor sulla sinistra. L'acqua è piuttosto limpida anche se c'è una discreta corrente. Ci passiamo qualche ora, facendo anche i fanghi con l'argilla grattata dal roccione. Siamo quasi a ora tramonto e ormai che ci siamo tagliamo per Lefkas, paese molto caratteristico in collina, ma siamo cottissimi dopo una giornata a girare e decidiamo di ritornare alla base. Per cena torniamo a Parikia, scegliendo una sorta di fast food di cui non ricordo il nome, anche qua ci alziamo però poco soddisfatti, queste cene a Paros ahimè non ci danno molta soddisfazione e decidiamo di affogare la delusione in un cocktail a Livadi vista mare.



 

Day 11-Antiparos

Con la collaborazione della mitica app windy il giorno deciso per andare ad Antiparos è oggi. Infatti di mattina c'è calma e il vento trovato per strada il giorno prima non c'è, molto bene. In men che non si dica imbarchiamo il motorino e siamo già ad Antiparos con il consueto freddo espresso in mano, ormai diventato un must delle nostre mattinate. Io sono deciso nel visitare il su di AP, quello non attrezzato dove si arriva tramite sterrati, anche se leggendo alcuni commenti su TA è sconsigliato in motorino e il fatto di avere un mezzo nuovo non è il massimo, ma sti cazzi. Lo sterrato inizia, alla fine è ben battuto, ho rifatto di peggio ed è quasi una passeggiata arrivati nelle piccole cale a sud. Cale meravigliose, inoltre è molto presto e non c'è nessuno. Passiamo Sostes, a cui già facciamo delle foto per la bellezza dell'acqua e continuiamo, obiettivo Faneronemi. Arriviamo ad un grande spazio con una caletta piccola piccola sulla sinistra, facciamo capolino ma non è ancora il nostro obiettivo quindi continuiamo 3/400 metri ed ecco la chiesa di Faneronemi con le sue insenature una più bella dell'altra. 

Sulla destra c'è quella indicata su MAPS come Faneronemi, una piccolissima gola d'acqua che sembra vetro, spettacolare, inoltre siamo da soli e non perdiamo tempo ad entrare e goderci questo posto senza rumori. Dopo una decina di minuti arrivano i fuoristrada e la piccola cala si riempie (non che ci volesse molto in realtà), e noi che siamo degli erranti delle spiagge risaliamo alla chiesetta e scrutiamo dall'alto il panorama in cerca della prossima insenatura. Due baie sotto di noi: una a sud molto selvaggia e con mare aperto, l'altra a sinistra bella e particolare, con la stessa acqua e degli scogli frastagliati dal vento a chiuderla. Non ho dubbi ed andiamo in quest'ultima, anche se ci sono già diverse persone e dobbiamo fare scomodissimo incastrati nelle rocce sopra descritte. Superbagni anche qua, l'acqua sfuma dal trasparente a diversi toni di verde azzurro, questi posti di stamani sono di gran lunga i migliori di Paros/Antiparos. Man mano che ci avviciniamo all'ora di pranzo, come sempre, la baia diventa bella piena e non piacendoci il tetris in spiaggia rimontiamo in sella tornando indietro. Sostes è una baia certamente meno affascinante, ma l'acqua è la solita, inoltre c'è un po' più di spiaggia e riusciamo ad inventarci pure un posto all'ombra per fare le 15 circa. Ora in cui risaliamo l'isola e giungiamo ad Agios Georgos per pranzare in taverna tipica. Agios Georgos come vista è stupenda, con due scoglietti vicini a creare una sorta di lago marino dove sono ormeggiate un sacco di barche. Il pranzo non va malissimo mentre per il bagno siamo un po' scettici e decidiamo di non buttarci, l'effetto lago e la grande presenza di barche un po' ci smoscia.

Scooter, bypassiamo Glifa e subito sulla spiaggia vediamo delle tamerici fronte mare. Non è un posto da mille e una notte ma è caldo, c'è l'ombra e la stanchezza accumulati dei tour de force di una vacanza condotta così iniziano a farsi sentire e ci sdraiamo a dormire un'oretta. Nemmeno 5 minuti e già dormo, l'overdose di mare s'è fatta sentire, ad una certa ora Viola mi sveglia per un summit breve e decidiamo di cambiare posto per un ultimo bagno nella piccola isola prima della nave. Spiaggia del porto per questo compito e poi ritorniamo a riposarci veramente a Paros. La girata ad Antiparos è valsa veramente la pena, abbiamo visto spiagge più che meritevoli, migliori a mani basse a mio modo di vedere dalla sorella maggiore Paros.

In serata torniamo a Naoussa dove c'è il solito casino e la solita calca Santorini-style. Ceniamo in un posto leggermente fuori dall'inizio del labirinto di vie ma stasera l'esperienza di cena è ancor peggiore delle altre in quanto il chicken souvlaky è grassissimo. Viola riesce a mangiare 1 spiedino su 3, io sforzandomi arrivo a 2 ma l'assenza di salsa me lo rende veramente difficile da buttar giù. E' contento un gatto che passava di lì, al quale diamo il cibo non consumato. Vista l'essenima delusione culinaria ci ridiamo all'alcool bevendo 2 cocktails in locale italiano, questi ultimi veramente buoni.

 


Day 12 Paros

Mi sveglio male, un po' malinconico. I giorni di vacanza iniziano a scarseggiare e il rientro in Italia è molto vicino. Oggi è l'ultimo giorno a Paros ma la malinconia non è per questo, dall'isola onestamente ci aspettavamo di più, non tanto dal mare che comunque è bello quanto dalla situazione in generale, con un gran casino tra file, code in motorino e un approccio al turista di massa, che ha creato un clima un po' a catena di montaggio molto poco greco. Ma a parte l'umore the holidays must go on e dobbiamo vivere gli ultimi tre giorni non scazzati.

Paros l'abbiamo battuta praticamente tutta, manca la zona subito a sud di Parikia e lì siamo diretti. Agia Irini è la spiaggia delle palme, sicuramente il colpo d'occhio è bello quanto atipico, stonano un po' però il solito stabilimento a ombrelloni bianchi e il beach bar che spara musica a nastro. Scendiamo e per una mattinata, visto anche il tour de force fatto finora, ci concediamo ombrellone e due sdraio. L'acqua qua non è il massimo, c'è alga e una schiumina un po' strana, niente di che rispetto a quanto già visto, mezzo voto in più solo per le palme. Il secondo step, che poi non è uno step ma una toccata e fuga è Parosporos, spiaggione con stabilimento e beach bar, passiamo oltre velocemente. Rifiniamo fortunatamente in una piccola baia carina dal nome Delfini, dove finalmente facciamo un bel bagno lungo di quelli rilassanti- E' tardi, alle 16:30 dobbiamo lasciare lo scooter quindi pranziamo nella taverna della baia, cibo etnico e un po' fuori dal coro. Hummus per me, Aloumi alla griglia per viola, robine buone ma non proprio economiche. Con le spiagge di Paros chiudiamo qua, alle 16:30 vige la deadline per lo scooter e alle 17:30 viola ha appuntamento per il tatuaggio quindi ritorniamo all'appartamento a Krios. Scopriamo però che il bus dal campeggio di Krios per il centro proprio oggi cambia gli orari e non c'è alle 17 come pensavamo bensì alle 18. Gran problema per la punta sul tatuaggio, viola inizia ad agitarsi, di taxi manco l'ombra e dopo minuti di scambi arriva la drastica decisione: tocca andare a piedi. Passiamo dalla scogliera a passo svelto, quasi a corsa, arriviamo dal tatuatore sudati mezzi e belli stanchi con un ritardo cospicuo. Il tatuatore non si scompone però e in mezz'ora viola ha il suo tatuaggio nuovo sul braccio. Dopo le varie fregature dei giorni scorsi prese a cena vogliamo andare sul sicuro e ceniamo al ristorante sotto hotel Arado.

Prima però facciamo un bell'aperitivo a Krios bar sul mare, per la cena invece va alla grande con spaghetti al tonno per me e insalata di sashimi per viola. Tutto molto buono, spediamo una 40na con mezzo litro di vino ma pace, per una sera usciamo soddisfatti e con le papille gustative felici.

Alla fine, l'acqua migliore di Paros ce l'avevamo sotto l'appartamento, con una terrazza e una vista bellissimi, avevamo a 10 metri un beach bar sul mare per fare aperitivo ed un ristorante di qualità sotto. Praticamente tutto a portata di mano senza sbattimenti, ma non sarebbe stata la vacanza per due stakanovisti erranti.

 

Classifica spiagge Paros-Antiparos:

Faneronemi 9

Monastiri (dietro scoglio) 8,5

Sostes-Faragas 8

kolimbrithies 7,5

Kalogeros-Agia Irini-Delfini 7

Glifa 6,5

Fanari-Laggeri 6

Molos-Parasporos-Loladonis 5

Agii Anargiri 4,5

 

Day 13 Ios

Ios è una bella boccata d'aria. Prendiamo la nave dal casinissimo porto di Paros, aspettando al gate sotto il sole, per arrivare al placido porto di Ios dove non ci sono macchine ma gente seduta nei bar e qualche albergatore col cartello.

La differenza con Paros all'arrivo è estrema, il tutto è molto rilassante e ci avviamo con molta calma verso l'hotel. Prima passiamo davanti ad un rent, che in maniera molto amichevole mi propone un 80cc a 35 euro per 2 giorni, facendomi (dice) un grande sconto. Dice anche che a Magganari in 2 ci porta, che è il mio unico pensiero nel prenderlo, tuttavia andiamo prima a posare i bagagli. I nostri host ci aggolgono con un bel sorriso nella loro casa, che è anche la reception, ci fanno alcune domande, ci mettono a nostro agio mostrandoci la cartina dell'isola e alcuni posti dove andare a mangiare. Siamo molto contenti, questo è l'approccio che ci piace, bravi bravi da Irini-Vicky. Tempo di posare la roba e andiamo in zona porto (20 mt di distanza) a mangiare un gyros, chiediamo info ad un altro rent che ci propone un 50cc quindi torniamo da quello di prima: George bikes. Il ragazzo ci sa fare, parla sicuramente inglese meglio di noi anche se ci vuole poco e ci spiega cosa fare a Ios, ci propone qualche ristorante e ci percula simpaticamente per la nostra voglia di fare un salto al Farout.

Ma noi, soprattutto Viola, vogliamo andare al Farout c'è il closing party e per due discotecari amanti del casino come noi è un'occasione imperdibile. Quindi via con lo scooter nuovo, che è un bel catorcio, verso Mylopotamos, vediamo il famoso Farout e la spiaggia, che onestamente non ci ispira quindi non sostiamo.

Decidiamo di andare a Tzamaria, piccola cala nel borgo di Gialos, l'acqua è piuttosto limpida ma il posto per i miei standard vale diciamo un seino stiracchiato. Dopo un veloce bagno, che viola fa con il braccio di fuori per il nuovo tatuaggio, muoviamo verso Gialos dove ci spaparanziamo sui lettini. La spiaggia di Gialos non è un granchè in realtà, fondamentalmente è uno spiaggione accanto al porto con l'acqua molto bassa ma per il relax di fine vacanza va più che bene. L'atmosfera poi non mi dispiace, c'è un gran silenzio e il popolo che riempie la spiaggia è per lo più inglese e contempla il mare in silenzio bevendo birra. Avevo letto da qualche parte prima di partire dell'atmosfera rilassante di questa baia e la ritrovo molto. Arrivate le 19:30, con il sole tramontato decidiamo di tornare a sbirciare l'aria del Farout. Adesso c'è più gente, perlopiù inglesi alticci, non c'è un vero e proprio casino che immaginavo ma banda sì. Viola è abbastanza gasata, smezziamo un cocktail dal tasso alcolico inesistente e stiamo un po' lì, a fare non so cosa esattamente, prima che il mio orecchio chieda pietà per il volume ed evadiamo. Di sera ceniamo alla Chora, anzi al village come lo chiamano qua. Il village non è male, è dispersivo e pieno di bar e locali che propongono alcool a basso costo. Ceniamo da Sainis dopo aver aspettato un po' per la coda ma ne è valsa la pena. Menù diverso dalle taverne tipiche, con piatti che onestamente non avevamo mai visto in tre anni di vacanze in Grecia e sapori molto molto buoni. Inoltre l'atmosfera è molto bella, con musica in sottofondo, arredamento rurale e bambina isolana a dare una mano e offrirci vino liquoroso. Cena da 5 palle su TA e crisi mistica: allora fino ad adesso non abbiamo mai mangiato tipico? O questo posto è un'eccezione? Boh.......

Dopo cena il movimento giovane comincia a girare scalzo e imbenzinato per il village, ma i locali sono pressochè vuoti e la movida famosa anni 90 che ha reso l'isola iconica non si respira. Sarà perchè siamo a settembre, sarà perchè l'isola ha un po' virato target, ma per come l'abbiamo vista noi c'è più turismo over 30 che giovanissimi con voglia di trasgressione.

 

Day 14 Ios

 

Oggi è il giorno di Magganari, la spiaggia immancabile se si va a Ios. Il tragitto è lungo, sia la host che il tizio del rent ci avevano detto 1 ora, secondo me esagerando, invece con questo scooter il tempo è quello anche perchè in alcuni tratti non si superano i 20 km/h.

Tuttavia è un viaggio molto bello, scomodo ma affascinante. Si sale sui monti e si vedono le altre isole, oltre agli stupendi panorami di Ios, compresa qualche spiaggia che meriterebbe ma che per motivi di tempo non possiamo visitare. 28 km di nulla se non di questi super panorami in una strada da vertigini a picco sul mare, facciamo anche diverse pause per goderci la vista e fare delle foto. Questi scorci a Paros ci erano mancati, le isole pianeggianti anche con il mare bello non ti regalano questi panorami e l'arrivo dall'alto in spiaggia. Dopo un bel po' si apre la baia di Magganari in tutta la sua imponenza: due mezzelune di spiaggioni con ombrelloni, molte barche ormeggiate e acqua bella limpida. Ma come sempre, ormai si sa, spiaggione non ci entusiasma e salviamo la vista e poco più. Comunque siamo bolliti, abbiamo impiegato 1 ora di viaggio e va benissimo il kit relax- Di questa giornata non c'è molto da dire, se non la malinconia di fine vacanza che oggi è prepotente e la singolare scelta di nome delle 2 taverne sulla spiaggia: Antonis e Antonios. Vorrei capire il genio del marketing che ha inventato questa cosa. Oggi è il compleanno di viola, per cena andiamo da The mills, un locale alto nel village con una vista carina sul mulino. Mangiamo un souvlaki di pollo abbastanza buono e poi ci spariamo 2 cocktails in locale movidaro, che oggi di modivaro però ha ben poco e si annusa forte l'odore di fine stagione.

La clessidra sta facendo cadere rapidamente la sabbia e anche questo tour è alla fine. Ios è stata una buona isola, ci voleva come cuscinetto tra Paros e il ritorno a casa per rivivere i tempi greci e la quiete che piace a noi prima di farci riassorbire dalla routine. Ios è isola dicotomica, la quiete, la calma piatta, l'accoglienza e la familiarità degli host e da altra parte i residui della trasgressione alcolica e della sregolatezza estrema che hanno caratterizzato l'isola fino a qualche anno fa. Per le spiagge abbiamo visto molto di meglio, per i panorami isola bellissima.

Classifica e voto spiagge

Magganari 7

Gialos 6,5

Tzamaria-Milopotas 6



 

Day 15 Santorini e Roma

 

Il triste giorno del ritorno. Da segnalare una chiaccherata con il ragazzo del rent in cui ci ha spiegato la crisi in grecia e come l'abbia vissuta e la solita calca e ressa di Santorini per fare tutto.

 







lunedì 6 aprile 2026

Skopelos sigà sigà

 

di Federica Di Mascio

Venerdì 27 luglio

L’aereo atterra con notevole ritardo sulla microscopica pista dell’aeroporto A. Papadiamantis di Skiathos ma, con un po’ di fortuna, una piccola corsa e un aiuto dai sempre gentilissimi greci che ci fanno letteralmente saltare sul primo taxi disponibile, riusciamo a prendere per un pelo l’ultimo traghetto in partenza per la nostra destinazione: la verdissima Skopelos.

Abbiamo prenotato un piccolo studios nella città di Skopelos, capoluogo dell’isola. Tuttavia, l’ultimo traghetto della giornata si ferma a Glossa, all’altro capo dell’isola stessa. Scendiamo e cerchiamo di capire come fare per raggiungere la nostra sistemazione e siamo già in piena disperazione per la mancanza di taxi e mezzi sul posto, quando capiamo che sta per arrivare l’ultimo autobus che fa la spola tra Glossa e Skopelos town (in concomitanza, non a caso, con l’ultimo traghetto).

Il biglietto si fa direttamente a bordo e, in meno di mezz’ora, raggiungiamo finalmente il nostro host, che nel frattempo si è gentilmente offerto di aspettarci alla giusta fermata dell’autobus.

La giornata, tra ritardi e spostamenti, è stata lunga, così cadiamo quasi subito in un sonno profondo, ma non prima di aver fatto la conoscenza dei nostri squisiti ospiti, che ci fanno trovare anche frutta e acqua fresca in camera.

 

Sabato 28 luglio

Ci svegliamo riposati e non vediamo l’ora di iniziare ad esplorare l’isola.

Imbocchiamo dunque la strada principale, la cosiddetta Ring Road. La strada è una meraviglia: viste spettacolari sul mare di un blu e verde intenso, alte scogliere e pini profumati. In alcuni tratti si fa più interna, ma la magia non cambia. Le strade sono poco trafficate e la pace è assoluta: un senso profondo di libertà ci pervade e non ci lascerà per tutto il resto della vacanza … e non abbiamo ancora nemmeno cominciato!

Seguendo la Ring road, ammiriamo prima la baia di Stafylos dall’alto, poi tutta la costa, capo Amarantos con i suoi caratteristici tre pini protesi sul mare, la spiaggia di Agnontas con le sue psarotavernai sulla spiaggia e un accenno del porticciolo di Blò … Arriviamo infine a Panormos, intorno alle 10. Un nuvolone la tiene in penombra, quindi decidiamo di tornare più tardi e ci rimettiamo in sella. Pensiamo allora di fermarci in un’altra spiaggia, quella di Milià; tuttavia, non becchiamo subito la deviazione che vi conduce e quindi ci ritroviamo a Kastani beach.

Kastani


Poco male! Kastani è una delle spiagge più belle dell’isola, nonché probabilmente una delle più conosciute, essendo stata il set di alcune scene del film “Mamma mia”. Al nostro arrivo è fortunatamente poco affollata e l’acqua è uno spettacolo: cristallina e limpida, praticamente una piscina, contornata da pini verdissimi e allietata dal suono delle cicale in sottofondo, che per me sono sempre sinonimo di estate e sole. L’idillio dura poco. Tempo 10 minuti e due enormi barconi fanno sbarcare decine di persone, che da Skiathos stanno partecipando al gettonatissimo “Mamma mia tour”. Ci troviamo così un posticino in fondo alla spiaggia, proprio a ridosso della scogliera, ed anche se la situazione si è fatta più affollata, ci godiamo rilassanti e numerosi bagni in acque magnifiche, che saranno tra i più memorabili e rilassanti del viaggio.

Ad ora di pranzo, decidiamo di spostarci di nuovo. A Kastani c’è solo un beach bar, non troppo attrezzato per il pranzo, e comunque avevamo adocchiato numerose taverne a Panormos, dove avevamo già pianificato di tornare. Facciamo così una sosta veloce a Milià, giusto per farci un’idea della spiaggia (bellissima!) e, tornati a Panormos, ci fermiamo a pranzo da “Rigas”: insalata greca, calamari stufati ripieni e polpo grigliato. Una cucina casereccia e genuina, un servizio gentilissimo e, non per ultimo, un conto che ci lascia sorpresi. In più, avendo pranzato da loro, ci lasciano utilizzare i lettini e ombrelloni che si trovano subito davanti il locale e, così, anche il riposino del pomeriggio è salvo.

Rimaniamo a Panormos fino a pomeriggio inoltrato, facciamo un po’ di spesa prima di rientrare in camera e, infine, usciamo alla scoperta di Skopelos town.

La città è deliziosa, così come il molo lungo il porto, che di sera è ideale per una passeggiata. La Panagitsa tou Pirgou, chiesa principale della città, bianchissima e accecante di giorno, protende decisa sul mare, a rassicurazione perpetua dei passanti, che siano per mare o per terra. Esploreremo più volte i vicoli e le stradine di questa piccola città: molto affascinante di sera e ancora più ammaliante di giorno, con le viste spettacolari che offre dall’alto e i suoi innumerevoli scalini, che culminano a livello della taverna Anatoli, da cui si gode di un panorama eccezionale.

La prima sera, però, ci limitiamo ad una passeggiata nella zona del porto e qui ci fermeremo anche per la cena. Ceneremo infatti da “Ta kymata”, ristorante specializzato in piatti pronti da forno, con cucina sostanziosa e sicuramente genuina. Tuttavia, essendo molto gettonato all’ora di pranzo, di sera presenta meno scelta e molti piatti presenti nel menù non erano più disponibili già dalla prima serata.

 

Domenica 29 luglio

Purtroppo, ci svegliamo con la pioggia. Il cielo è molto nuvoloso ed anche se smette presto di piovere, le grosse nubi che decidono di rimanere plumbee sulle nostre teste ci fanno propendere per un’escursione sul Monte Palouki.

Skopelos ha una radicata tradizione religiosa e numerosissime sono le chiese e i monasteri che si trovano disseminati per l’intera isola. Sul Monte Palouki, in particolare, si trovano alcuni dei più importanti di essi e così, con la speranza di non avere nuove “sorprese meteorologiche”, ci avviamo verso le sue sommità. La strada è comoda fino a un certo punto, poi si fa sterrata. Il primo monastero che visitiamo è quello più lontano, dedicato alla Panagia Evangelistria. Costruito dall’illustre famiglia locale dei Daponte nel 1712, al nostro arrivo è praticamente deserto e sembra sia rimasto, in qualche modo, sospeso nel tempo. Ci aggiriamo dunque all’interno del complesso, ci rifacciamo gli occhi ammirando la ricca iconostasi e ci godiamo la vista incantevole che spazia sulla bianca Chora e sulla baia, senza risparmiare i fianchi boscosi e verdi del monte Palouki su cui si staglia chiara e ben visibile la strada che abbiamo appena percorso.

 

Skopelos town dal Monte Palouki

Finita la visita, risaliamo in sella e ci dirigiamo verso un altro dei monasteri, quello di Agios Ioannis Prodromos, che risale al XIII sec. Quindi, ci addentriamo all’interno del complesso, che già dall’ingresso offre una bellissima pergola con vista sul monastero di Agia Varvara che si trova lì vicino, ma soprattutto su Agios Ioannis sto Kastri, conosciutissimo per essere nella scena finale del film Mamma mia! Quest’ultimo non si trova sul monte Palouki, ma sulla costa Nordorientale dell’isola, tant’è vero che si scorge sì, ma solo come un piccolo puntino in lontananza, comunicante idealmente con l’Agios Ioannis dove ci troviamo ora. Il monastero, stando alla mappa che in nostro possesso, dovrebbe essere ancora abitato da suore, ma all’ingresso troviamo solo un gentilissimo monaco, che ci offre dei Loukum e tenta di fare conversazione con noi. Il nostro greco purtroppo è minimo, ma abbiamo apprezzato tantissimo la sua solerte accoglienza. Gironzoliamo, quindi, per il complesso e apprezziamo tantissimo la chiesa che si trova all’interno, anche questa corredata di una ricca iconostasi.

La pioggia sembra passata e visto che siamo qui ci portiamo poco più a valle della strada per visitare anche il monastero di Agia Varvara.

 

 Agia Varvara - sullo sfondo Agios Ioannis Prodromos

Esso risale al XVII sec. ma, all’interno del suo complesso, ha incorporato nel tempo anche edifici più antichi. Una signora gentilissima ci accoglie all’ingresso spargendo sulle nostre mani una colonia profumatissima dal profumo dei fiori di limone; ci porge anche una candela da accendere nella bella e piccola chiesa e ce ne indica l’ingresso. È questo il monastero che mi è piaciuto di più tra quelli visitati, con la sua pietra scura che lo contraddistingue dagli altri (che sono, invece, bianchissimi), la splendida iconostasi interna, tutta in legno, la vista e, ovviamente, l’accoglienza della signora che, non contenta, all’uscita ci regala anche un piccolo rametto di basilico greco. Piccoli gesti che emozionano.

Con le mani ancora profumate, ci rimettiamo in sella e cominciamo la ridiscesa del monte.

L’ultima tappa la facciamo al monastero del Metamorfosis Sotiros. Qui non è permesso fare foto e un monaco, meno ospitale degli altri custodi incontrati prima, ci spinge letteralmente nel negozio di souvenir, insistendo perché comprassimo qualcosa. Il monastero, comunque, vale sicuramente una sosta, con il suo bel cortile e la bella chiesa bianca e rossa che si staglia nel suo centro.

La mattina è passata in un lampo, il sole, nel frattempo, comincia a farsi breccia nel cielo nuvoloso e così decidiamo di dirigerci verso il mare. Scegliamo la spiaggia di Limnionari.

 

 Limnionari

Pranziamo alla Limnionari Taverna e, con la stessa formula del giorno prima, approfittiamo degli ombrelloni che il proprietario mette a diposizione con la consumazione presso il suo locale. Limnionari è un’ampia baia, calma e riparata, che vira sui colori del verde dei pini che la circondano. La sua estensione e non eccessiva profondità invitano a lunghe nuotate e mi regalano un altro dei tanti bagni che di questa vacanza mi sono rimasti impressi nella memoria. I comodi lettini messi a disposizione, poi, ci invitano proprio al riposo e così rimaniamo per l’intero pomeriggio.

Per la serata, invece, ci addentriamo ancora nei vicoli di Skopelos Town, alla ricerca del ristorante Anna’s, di cui ci avevano parlato molto bene. Mangiamo infatti benissimo, a lume di candela, in un piacevole cortile all’aperto: l’atmosfera è molto romantica e rilassata e il profumo del gelsomino fiorito lì accanto contribuisce alla magia.

Il chiaro di luna, infine, ci accompagna durante la nostra solita passeggiata serale lungo il porto vecchio. Ci spingiamo fin sotto la Panagitsa e, infine, torniamo indietro per indugiare in un dolce finale con le Loukoumades al miele di “Ambrosia”, che si trova lungo il molo e di cui, lo ammetto, sono ghiottissima.

 

Lunedì 30 luglio

Da qui alla fine della vacanza, ci sveglieremo sempre con un cielo nuvoloso e, a tratti, piovoso che poi si risolverà sempre in giornate piene di sole e caldo. Anche oggi purtroppo non si fa eccezione e il cielo coperto si staglia contro un mare davvero molto mosso.

Decidiamo allora per la visita della cappella di Agios Ioannis sto kastri. Percorriamo, quindi, tutta la strada che fiancheggia la costa occidentale e, nei pressi di Glossa, deviamo verso est seguendo le indicazioni. La strada è immersa nel verde e già da lontano si riesce a scorgere lo sperone roccioso su cui si trova abbarbicata la chiesa. Nel frattempo, il sole torna a fare capolino e il mare si tinge di intensi toni di azzurro, rendendo lo scenario incantevole. Non sorprende, quindi, se è stata selezionata per una delle scene centrali del film!

 

Agios Ioannis Sto Kastri.

 Per arrivare in cima è necessario salire numerosi scalini e così cominciamo la salita, che può risultare anche piuttosto impegnativa, se si è non troppo allenati. Per fortuna, alle 11 del mattino, anche se la rocca è in pieno sole, la scala da percorrere per salire in cima è ancora in ombra e questo è un vantaggio non da poco. Dall’alto, poi, si viene premiati con una vista a quasi a 360 gradi sul mare di un blu intenso.

Una volta ridiscesi (per chi volesse fare un bagno veloce o una sosta, affianco alla rupe è stata ricavata una piccola spiaggetta ghiaiosa) e, siccome siamo in zona, ci dirigiamo verso la spiaggia di Perivoli. Una bella strada asfaltata che corre tra i boschi e lungo cui non incontriamo anima viva ci conduce ad una piccola spiaggia attrezzata, a cui si accede scendendo un piccolo sentiero sterrato. Siamo, però, molto sfortunati: il mare, infatti, è esageratamente mosso e molto torbido, così ripartiamo subito e torniamo indietro.  Ci fermiamo quindi a Glossa, dove pranziamo da Agnanti, un magnifico ristorante con vista sul porto nuovo e sulla baia sottostante che offre magnifiche vedute dai tavolini sistemati sulla sua terrazza. Il posto è da favola e, siccome non è molto affollato, riusciamo anche ad avere un bellissimo tavolino centrale a picco sulla vallata, quasi a dare l’impressione di essere sospesi nel blu di cielo e mare. Ci godiamo così uno scenografico pranzo con vista e mangiamo anche piuttosto bene.

A questo punto, abbiamo voglia di mare e, quindi, cerchiamo una spiaggia per il pomeriggio. Vorremmo stare a Milià, ma il mare è anche qui molto mosso e così ripariamo a Kastani, dove il mare è meno arrabbiato (Kastani sarà l’unica spiaggia dove abbiamo trovato lettini e ombrelloni a pagamento, 7€ per tutta la giornata). Nel frattempo, il tempo migliora, il mare si calma e prima di sera riusciamo a fare anche un bagno da sogno, nel solito punto sotto i pini, all’estremità destra della spiaggia.

Se il tempo ce l’avesse permesso, avrei vissuto la giornata “a rovescio”, con la mattina spesa in una delle spiagge della costa occidentale (o a Perivoli) e l’escursione alla chiesetta di S. Giovanni al tramonto. Gran finale con cena da Agnanti e ritorno allo studios.

Noi, invece, a questo punto abbiamo altri piani; quindi, torniamo a Skopelos town e dopo un’ottima pita gyros nell’affollata e piacevole Platano’s square, ci addentriamo nella Chora e saliamo fino in cima, dove si trova la taverna Anatoli, bellissimo locale in uno dei punti più alti della città ed è anche possibile ascoltare musica tradizionale nei fine settimana. Il locale però è pieno e molto affollato, così ridiscendiamo a malincuore e ci fermiamo per un cocktail da Vrachos, lungo la banchina, con un panorama mozzafiato sul porto. A questo punto si è davvero fatto tardi, quindi assonnati rientriamo alla base.

 

Martedì 31 luglio

La notte sarà piuttosto movimentata. Pioggia scrosciante, fulmini a non finire e un vento incessante non ci faranno chiudere occhio per parecchie ore. Non ci sorprende, quindi, di risvegliarci in una mattinata umida e piena di nuvoloni che coprono un sole, che tornerà a splendere solo molto dopo. Oramai abbiamo capito che questo sarà il leitmotiv meteorologico della vacanza, così con ancora i nuvoloni sulla testa, decidiamo di andare a visitare l’ultimo dei tantissimi monasteri che si trovano sull’isola e avevamo preventivato di scoprire: quello di Agios Riginos, santo patrono di Skopelos. 

 

Agios Riginos

Pare che sia stato costruito esattamente nel luogo dove si trova la tomba del santo ed è il punto focale di una grande festa che si svolge il 24 e 25 febbraio e culmina con la processione della reliquia del santo stesso per le strade dell’isola. La chiesa, di recente costruzione e con i mattoni a vista, è visitabile tutti i giorni. Anche qui, una gentile signora, che ne fa da custode, ci invita ad entrare e ci indica un sarcofago nel cortile, che immaginiamo sia la tomba del santo.

Ci rimettiamo quindi in sella e anche se il sole non accenna a spuntare, non ci scoraggiamo e puntiamo la bussola verso Glysteri

 

Glysteri

Sede di una taverna caratteristica e di una sorta di museo di famiglia negli anni passati, nell’anno della nostra visita è completamente abbandonata e libera da qualsivoglia artificio. Il cielo è plumbeo, ma l’acqua è limpidissima e fredda: ci sembra quasi di essere sulla riva di un qualche lago nordico, piuttosto che nell’assolata Grecia. Il mare è, infatti, piatto e calmo, nonostante la tempesta notturna, e c’è una pace quasi irreale. Rimaniamo per un poco in contemplazione, poi ci rimettiamo in sella e continuiamo a girovagare. Approdiamo così a Stafylos, la baia blu che dall’alto della Ring Road abbiamo più volte ammirato.

 

Stafylos

Stafylos ha una bella spiaggia di sabbia e, oltre il promontorio che lo sovrasta (che si dice sia la sede di sepoltura del leggendario principe cretese Stafylos, primo abitante dell’isola con il fratello Peparithos), fa da punto di accesso a Velanio beach, l’unica spiaggia nudista dell’isola. Visitiamo l’una e l’altra, entrambe attrezzate, e riusciamo a fare anche un bagno. Il sole continua a fare i capricci ma, visto che mezzogiorno è passato da un po’, approfittiamo della buona nomea dello Stafylos restaurant e ci godiamo un pranzo leggero a base di mezedes, i tipici antipasti greci, con vista sulla sua meravigliosa terrazza.

Il sole finalmente fa capolino e così ci spostiamo a Milià.

 

Milià

Finalmente la possiamo ammirare in tutti i suoi colori! Il mare è trasparente e davvero invitante e così ci concediamo un lungo bagno e un po’ di snorkeling e infine ci prepariamo per la cena prenotata da To Korali, situata nel porticciolo di Agnontas. Al tramonto, Agnontas diventa davvero speciale: mentre il sole pigramente scende e alcuni pescatori cominciano ad uscire con le loro barche per la pesca notturna, ci godiamo un’ottima cena di pesce con i piedi praticamente nell’acqua. Si sta benissimo e rimarremo fino a tarda serata! Il pesce, inoltre, è freschissimo e ottimamente preparato.

 

Agnontas

Il gran finale però ci attende, inaspettatamente, al ritorno: mentre percorriamo la strada buia che ci riporterà agli studios, un cielo incredibilmente terso e pieno di stelle ci riaccompagnerà alla meta. Complice la mancanza di luce artificiale, è ben visibile anche Marte, rosso e luminoso, che splende sulle nostre teste indicandoci, ben fermo, la via.

 

Mercoledì 1° agosto

Oggi dedichiamo la giornata ad Alonissos. Nei giorni precedenti, infatti, avevamo prenotato questa escursione per l’isola con Lykos ed Evi della “Ena Boat tours”. Ci sono diversi modi di visitare Alonissos in giornata. Le barche più grandi si spingono fino al suo parco marino, il più grande d’Europa, dove si protegge, in particolar modo, la foca monaca, mentre le più piccole, come quella in questione, si fermano molto prima, permettendo ai visitatori di godere più che altro di alcuni bei bagni nelle baie dell’isola.

Preferiamo questa barca, non molto grande (10-12 persone al massimo), per passare una giornata diversa, così ci uniamo ai nostri compagni di “avventura” nordici e, nonostante, qualche goccia di pioggia, partiamo.

Prima tappa è Spartines beach, che può essere raggiunta solo a piedi o in barca. Il cielo è nuvoloso, l’acqua di un colore cupo, ma ci tuffiamo comunque ed è incredibilmente calda (circa 28°). Facciamo snorkeling fino a mezzogiorno. A questo punto inizia a piovere. E di brutto. Così ripartiamo e ci fermiamo poco più a nord, in corrispondenza della spiaggia di Chrisi Milia, che è più riparata. L’acqua è immobile, ma piove fortissimo. Su invito del capitano Lykos, però, che per primo si tuffa, dandoci l’esempio, facciamo lo stesso. Ed in effetti l’acqua non è affatto mossa ed è persino calda... in men che non si dica ci lasciamo tutti convincere. Io che, in genere, non mi tuffo nemmeno con 40 gradi all’ombra, farò uno dei bagni più strani della mia vita, sotto nuvoloni neri e una pioggia fittissima ma in un’acqua assolutamente calma. Nonostante questa nuova esperienza, però, il tempo fa le bizze: sole, pioggia, pioggia con il sole … ma a questo punto abbiamo rotto il ghiaccio, quindi continuiamo a sguazzare e a tuffarci ininterrottamente dalla barca, neanche fossimo dei bambini. Infine, il sole fa definitivamente capolino e, finalmente, ci lascia ammirare la piccola baia in tutto il suo splendore, con le sue sfumature meravigliose nei toni dello smeraldo. 

 

Chrisi Milia ad Alonissos

Ci godiamo così ancora qualche tuffo, e poi arriva l’ora del pranzo. Il pranzo a bordo, incluso nell’escursione è ottimamente preparato da Evi, che tra l’altro parla un italiano perfetto, avendo studiato in Italia (così come Lykos). Pasta con tonno e capperi, fava, insalata di fagioli dall’occhio nero, insalata di patate e insalata greca, melanzane con pomodori e uva… è un pranzo di nozze! Assaggiamo tutto, Evi ci insegna persino a preparare la fava nel modo corretto e poi ci rilassiamo sulla barca, mentre effettuiamo l’ultimo trasferimento, quello verso la spiaggia di Mikros Mourtias. Cullati dalle onde, ci scappa anche un sonnellino veloce e, dopo un caffè greco e un biscottino, ci rituffiamo per lo snorkeling vicino la costa, che si rivela più che soddisfacente con tanti pesciolini che nuotavano insieme a noi. Alle 19.30 siamo di nuovo al porto di partenza. Siamo contentissimi e consiglieremo a tutti questa escursione, rilassante e divertente, nonostante l’inizio tempestoso.

La serata si conclude con una Skopelos pie da Michalis, il più famoso produttore dell’isola di questa specialità, assolutamente da non perdere.

 

Giovedì 2 Agosto

La giornata, manco a dirlo, comincia con la pioggia. Vere e proprie secchiate di acqua si rovesciano sull’isola. Persino la nostra stanza si allaga, perché le finestre non riescono a contenere i violenti rovesci che vi si riversano contro. Siamo costretti quindi a passare l’intera mattinata “chiusi” in stanza. Alle 13 piove ancora, ma qualche raggio fa capolino, così usciamo. Seguendo gli squarci di sole in lontananza, arriviamo a Panormos, dove il tempo si assesta definitivamente mentre pranziamo di nuovo da Rigas. A questo punto, non ci rimane che l’ultima spiaggia della vacanza che avevamo preventivato di vedere, ma che non siamo ancora riusciti a raggiungere: Hovolo. 

 

Hovolo

Un’acqua da sogno, da paradiso tropicale, ci dà il benvenuto, dopo un piccolo tratto di strada che costeggia la costa e, a tratti, si svolge anche in acqua. Purtroppo, a quest’ora è in pieno sole e non c’è nemmeno un po’ di ombra (per questo forse sarebbe stato meglio visitarla la mattina presto). Alle 18 leviamo le tende e ci dirigiamo verso Cape Amarantos. L’avevamo ammirata spesso dalla strada ma, adesso, prendiamo la deviazione che si trova subito dopo il porto di Agnontas (venendo da nord) e cerchiamo di raggiungere la sua estremità. Qualcuno, alle prese con un barbecue maldestro, qualche settimana prima ha dato fuoco all’intera zona e, quindi, ci ritroviamo ad attraversare una desolazione di cenere e tronchi di pino bruciati che ci mette una tristezza infinita. La zona, prima verdissima (a giudicare dalle foto) doveva essere incantevole. Solitari e incuranti dei maldestri eventi causati degli umani, i tre pini simbolo del capo e sede di alcune scene dell’onnipresente film “Mamma mia!”  sono, per fortuna, riusciti a salvarsi dalla furia del fuoco.  La zona al tramonto comunque è magnifica e, così protesa sul mare, di una suggestione unica. 

 

Tramonto a Capo Amarantos

Scattiamo moltissime foto e, nel viaggio di ritorno verso Skopelos town, notiamo molte insenature che, con un po’ più di tempo ed una barca a noleggio, sarebbe stato meraviglioso raggiungere. Purtroppo, però, siamo agli sgoccioli della vacanza e, così, a malincuore torniamo agli studios, ci cambiamo e scegliamo Anna’s, che ci era piaciuto così tanto, per l’ultima cena sull’isola.

A questo punto facciamo gli ultimi acquisti in giro per la Chora, alla ricerca di qualche ricordino gastronomico e non (Skopelos è celeberrima per le sue prugne, conservate per l’inverno in golose marmellate o nei cosiddetti “Sweet spoons” dove i frutti sono lasciati interi, ma ha anche un ricco artigianato locale che spazia dalla tessitura alla ceramica, dalla gioielleria alla pittura) e poi torniamo alla base, pronti per la ripartenza dell’indomani.

Il gran finale è nella Panagitsa tou pirgou, sempre aperta di sera, dove entriamo per un ultimo saluto a questa bella isola. L’interno è piccolo ma ben curato, con numerose icone datate del XVIII e XIX sec. e un’icona sacra che sembra sia stata recuperata in mare.

La vista da quassù è mozzafiato e spazia da un lato sul Mar Egeo e, dall’altro, sulla città: un ottimo modo di salutare l’isola, prima del ritorno l’indomani.

 

Conclusioni: Skopelos è stata una vera scoperta. È un’isola semplice, votata alla tranquillità, dove la sera ci si accontenta di una buona cena e di una passeggiata lungo il molo. Non è adatta quindi a chi ha voglia di vita mondana, discoteche e beach club. Tuttavia, anche Skopelos sta cambiando. Il Kastani beach bar, con la sua lounge music e i lettini imbottiti nel giardino ha fatto solo da apripista a numerosi locali più alla moda che, rifacendosi a modelli ben più noti, ultimamente, spuntano come funghi. La stessa Glysteri beach, sola e abbandonata ai nostri occhi, è oggi sede di un super beach bar con tutti i comfort e la musica a palla fino al tramonto. In ogni caso, non suggeriamo sicuramente di rinunciare ad una sua visita. Noi l’abbiamo trovata accogliente e gentile, discreta e rilassante ma, come spesso accade in Grecia, sono sicura che non si faticherà a trovare il proprio posto ideale sull’isola, anche quando (e se!) Skopelos dovesse cambiare un giorno la propria pelle.