lunedì 6 aprile 2026

Skopelos sigà sigà

 

di Federica Di Mascio

Venerdì 27 luglio

L’aereo atterra con notevole ritardo sulla microscopica pista dell’aeroporto A. Papadiamantis di Skiathos ma, con un po’ di fortuna, una piccola corsa e un aiuto dai sempre gentilissimi greci che ci fanno letteralmente saltare sul primo taxi disponibile, riusciamo a prendere per un pelo l’ultimo traghetto in partenza per la nostra destinazione: la verdissima Skopelos.

Abbiamo prenotato un piccolo studios nella città di Skopelos, capoluogo dell’isola. Tuttavia, l’ultimo traghetto della giornata si ferma a Glossa, all’altro capo dell’isola stessa. Scendiamo e cerchiamo di capire come fare per raggiungere la nostra sistemazione e siamo già in piena disperazione per la mancanza di taxi e mezzi sul posto, quando capiamo che sta per arrivare l’ultimo autobus che fa la spola tra Glossa e Skopelos town (in concomitanza, non a caso, con l’ultimo traghetto).

Il biglietto si fa direttamente a bordo e, in meno di mezz’ora, raggiungiamo finalmente il nostro host, che nel frattempo si è gentilmente offerto di aspettarci alla giusta fermata dell’autobus.

La giornata, tra ritardi e spostamenti, è stata lunga, così cadiamo quasi subito in un sonno profondo, ma non prima di aver fatto la conoscenza dei nostri squisiti ospiti, che ci fanno trovare anche frutta e acqua fresca in camera.

 

Sabato 28 luglio

Ci svegliamo riposati e non vediamo l’ora di iniziare ad esplorare l’isola.

Imbocchiamo dunque la strada principale, la cosiddetta Ring Road. La strada è una meraviglia: viste spettacolari sul mare di un blu e verde intenso, alte scogliere e pini profumati. In alcuni tratti si fa più interna, ma la magia non cambia. Le strade sono poco trafficate e la pace è assoluta: un senso profondo di libertà ci pervade e non ci lascerà per tutto il resto della vacanza … e non abbiamo ancora nemmeno cominciato!

Seguendo la Ring road, ammiriamo prima la baia di Stafylos dall’alto, poi tutta la costa, capo Amarantos con i suoi caratteristici tre pini protesi sul mare, la spiaggia di Agnontas con le sue psarotavernai sulla spiaggia e un accenno del porticciolo di Blò … Arriviamo infine a Panormos, intorno alle 10. Un nuvolone la tiene in penombra, quindi decidiamo di tornare più tardi e ci rimettiamo in sella. Pensiamo allora di fermarci in un’altra spiaggia, quella di Milià; tuttavia, non becchiamo subito la deviazione che vi conduce e quindi ci ritroviamo a Kastani beach.

Kastani


Poco male! Kastani è una delle spiagge più belle dell’isola, nonché probabilmente una delle più conosciute, essendo stata il set di alcune scene del film “Mamma mia”. Al nostro arrivo è fortunatamente poco affollata e l’acqua è uno spettacolo: cristallina e limpida, praticamente una piscina, contornata da pini verdissimi e allietata dal suono delle cicale in sottofondo, che per me sono sempre sinonimo di estate e sole. L’idillio dura poco. Tempo 10 minuti e due enormi barconi fanno sbarcare decine di persone, che da Skiathos stanno partecipando al gettonatissimo “Mamma mia tour”. Ci troviamo così un posticino in fondo alla spiaggia, proprio a ridosso della scogliera, ed anche se la situazione si è fatta più affollata, ci godiamo rilassanti e numerosi bagni in acque magnifiche, che saranno tra i più memorabili e rilassanti del viaggio.

Ad ora di pranzo, decidiamo di spostarci di nuovo. A Kastani c’è solo un beach bar, non troppo attrezzato per il pranzo, e comunque avevamo adocchiato numerose taverne a Panormos, dove avevamo già pianificato di tornare. Facciamo così una sosta veloce a Milià, giusto per farci un’idea della spiaggia (bellissima!) e, tornati a Panormos, ci fermiamo a pranzo da “Rigas”: insalata greca, calamari stufati ripieni e polpo grigliato. Una cucina casereccia e genuina, un servizio gentilissimo e, non per ultimo, un conto che ci lascia sorpresi. In più, avendo pranzato da loro, ci lasciano utilizzare i lettini e ombrelloni che si trovano subito davanti il locale e, così, anche il riposino del pomeriggio è salvo.

Rimaniamo a Panormos fino a pomeriggio inoltrato, facciamo un po’ di spesa prima di rientrare in camera e, infine, usciamo alla scoperta di Skopelos town.

La città è deliziosa, così come il molo lungo il porto, che di sera è ideale per una passeggiata. La Panagitsa tou Pirgou, chiesa principale della città, bianchissima e accecante di giorno, protende decisa sul mare, a rassicurazione perpetua dei passanti, che siano per mare o per terra. Esploreremo più volte i vicoli e le stradine di questa piccola città: molto affascinante di sera e ancora più ammaliante di giorno, con le viste spettacolari che offre dall’alto e i suoi innumerevoli scalini, che culminano a livello della taverna Anatoli, da cui si gode di un panorama eccezionale.

La prima sera, però, ci limitiamo ad una passeggiata nella zona del porto e qui ci fermeremo anche per la cena. Ceneremo infatti da “Ta kymata”, ristorante specializzato in piatti pronti da forno, con cucina sostanziosa e sicuramente genuina. Tuttavia, essendo molto gettonato all’ora di pranzo, di sera presenta meno scelta e molti piatti presenti nel menù non erano più disponibili già dalla prima serata.

 

Domenica 29 luglio

Purtroppo, ci svegliamo con la pioggia. Il cielo è molto nuvoloso ed anche se smette presto di piovere, le grosse nubi che decidono di rimanere plumbee sulle nostre teste ci fanno propendere per un’escursione sul Monte Palouki.

Skopelos ha una radicata tradizione religiosa e numerosissime sono le chiese e i monasteri che si trovano disseminati per l’intera isola. Sul Monte Palouki, in particolare, si trovano alcuni dei più importanti di essi e così, con la speranza di non avere nuove “sorprese meteorologiche”, ci avviamo verso le sue sommità. La strada è comoda fino a un certo punto, poi si fa sterrata. Il primo monastero che visitiamo è quello più lontano, dedicato alla Panagia Evangelistria. Costruito dall’illustre famiglia locale dei Daponte nel 1712, al nostro arrivo è praticamente deserto e sembra sia rimasto, in qualche modo, sospeso nel tempo. Ci aggiriamo dunque all’interno del complesso, ci rifacciamo gli occhi ammirando la ricca iconostasi e ci godiamo la vista incantevole che spazia sulla bianca Chora e sulla baia, senza risparmiare i fianchi boscosi e verdi del monte Palouki su cui si staglia chiara e ben visibile la strada che abbiamo appena percorso.

 

Skopelos town dal Monte Palouki

Finita la visita, risaliamo in sella e ci dirigiamo verso un altro dei monasteri, quello di Agios Ioannis Prodromos, che risale al XIII sec. Quindi, ci addentriamo all’interno del complesso, che già dall’ingresso offre una bellissima pergola con vista sul monastero di Agia Varvara che si trova lì vicino, ma soprattutto su Agios Ioannis sto Kastri, conosciutissimo per essere nella scena finale del film Mamma mia! Quest’ultimo non si trova sul monte Palouki, ma sulla costa Nordorientale dell’isola, tant’è vero che si scorge sì, ma solo come un piccolo puntino in lontananza, comunicante idealmente con l’Agios Ioannis dove ci troviamo ora. Il monastero, stando alla mappa che in nostro possesso, dovrebbe essere ancora abitato da suore, ma all’ingresso troviamo solo un gentilissimo monaco, che ci offre dei Loukum e tenta di fare conversazione con noi. Il nostro greco purtroppo è minimo, ma abbiamo apprezzato tantissimo la sua solerte accoglienza. Gironzoliamo, quindi, per il complesso e apprezziamo tantissimo la chiesa che si trova all’interno, anche questa corredata di una ricca iconostasi.

La pioggia sembra passata e visto che siamo qui ci portiamo poco più a valle della strada per visitare anche il monastero di Agia Varvara.

 

 Agia Varvara - sullo sfondo Agios Ioannis Prodromos

Esso risale al XVII sec. ma, all’interno del suo complesso, ha incorporato nel tempo anche edifici più antichi. Una signora gentilissima ci accoglie all’ingresso spargendo sulle nostre mani una colonia profumatissima dal profumo dei fiori di limone; ci porge anche una candela da accendere nella bella e piccola chiesa e ce ne indica l’ingresso. È questo il monastero che mi è piaciuto di più tra quelli visitati, con la sua pietra scura che lo contraddistingue dagli altri (che sono, invece, bianchissimi), la splendida iconostasi interna, tutta in legno, la vista e, ovviamente, l’accoglienza della signora che, non contenta, all’uscita ci regala anche un piccolo rametto di basilico greco. Piccoli gesti che emozionano.

Con le mani ancora profumate, ci rimettiamo in sella e cominciamo la ridiscesa del monte.

L’ultima tappa la facciamo al monastero del Metamorfosis Sotiros. Qui non è permesso fare foto e un monaco, meno ospitale degli altri custodi incontrati prima, ci spinge letteralmente nel negozio di souvenir, insistendo perché comprassimo qualcosa. Il monastero, comunque, vale sicuramente una sosta, con il suo bel cortile e la bella chiesa bianca e rossa che si staglia nel suo centro.

La mattina è passata in un lampo, il sole, nel frattempo, comincia a farsi breccia nel cielo nuvoloso e così decidiamo di dirigerci verso il mare. Scegliamo la spiaggia di Limnionari.

 

 Limnionari

Pranziamo alla Limnionari Taverna e, con la stessa formula del giorno prima, approfittiamo degli ombrelloni che il proprietario mette a diposizione con la consumazione presso il suo locale. Limnionari è un’ampia baia, calma e riparata, che vira sui colori del verde dei pini che la circondano. La sua estensione e non eccessiva profondità invitano a lunghe nuotate e mi regalano un altro dei tanti bagni che di questa vacanza mi sono rimasti impressi nella memoria. I comodi lettini messi a disposizione, poi, ci invitano proprio al riposo e così rimaniamo per l’intero pomeriggio.

Per la serata, invece, ci addentriamo ancora nei vicoli di Skopelos Town, alla ricerca del ristorante Anna’s, di cui ci avevano parlato molto bene. Mangiamo infatti benissimo, a lume di candela, in un piacevole cortile all’aperto: l’atmosfera è molto romantica e rilassata e il profumo del gelsomino fiorito lì accanto contribuisce alla magia.

Il chiaro di luna, infine, ci accompagna durante la nostra solita passeggiata serale lungo il porto vecchio. Ci spingiamo fin sotto la Panagitsa e, infine, torniamo indietro per indugiare in un dolce finale con le Loukoumades al miele di “Ambrosia”, che si trova lungo il molo e di cui, lo ammetto, sono ghiottissima.

 

Lunedì 30 luglio

Da qui alla fine della vacanza, ci sveglieremo sempre con un cielo nuvoloso e, a tratti, piovoso che poi si risolverà sempre in giornate piene di sole e caldo. Anche oggi purtroppo non si fa eccezione e il cielo coperto si staglia contro un mare davvero molto mosso.

Decidiamo allora per la visita della cappella di Agios Ioannis sto kastri. Percorriamo, quindi, tutta la strada che fiancheggia la costa occidentale e, nei pressi di Glossa, deviamo verso est seguendo le indicazioni. La strada è immersa nel verde e già da lontano si riesce a scorgere lo sperone roccioso su cui si trova abbarbicata la chiesa. Nel frattempo, il sole torna a fare capolino e il mare si tinge di intensi toni di azzurro, rendendo lo scenario incantevole. Non sorprende, quindi, se è stata selezionata per una delle scene centrali del film!

 

Agios Ioannis Sto Kastri.

 Per arrivare in cima è necessario salire numerosi scalini e così cominciamo la salita, che può risultare anche piuttosto impegnativa, se si è non troppo allenati. Per fortuna, alle 11 del mattino, anche se la rocca è in pieno sole, la scala da percorrere per salire in cima è ancora in ombra e questo è un vantaggio non da poco. Dall’alto, poi, si viene premiati con una vista a quasi a 360 gradi sul mare di un blu intenso.

Una volta ridiscesi (per chi volesse fare un bagno veloce o una sosta, affianco alla rupe è stata ricavata una piccola spiaggetta ghiaiosa) e, siccome siamo in zona, ci dirigiamo verso la spiaggia di Perivoli. Una bella strada asfaltata che corre tra i boschi e lungo cui non incontriamo anima viva ci conduce ad una piccola spiaggia attrezzata, a cui si accede scendendo un piccolo sentiero sterrato. Siamo, però, molto sfortunati: il mare, infatti, è esageratamente mosso e molto torbido, così ripartiamo subito e torniamo indietro.  Ci fermiamo quindi a Glossa, dove pranziamo da Agnanti, un magnifico ristorante con vista sul porto nuovo e sulla baia sottostante che offre magnifiche vedute dai tavolini sistemati sulla sua terrazza. Il posto è da favola e, siccome non è molto affollato, riusciamo anche ad avere un bellissimo tavolino centrale a picco sulla vallata, quasi a dare l’impressione di essere sospesi nel blu di cielo e mare. Ci godiamo così uno scenografico pranzo con vista e mangiamo anche piuttosto bene.

A questo punto, abbiamo voglia di mare e, quindi, cerchiamo una spiaggia per il pomeriggio. Vorremmo stare a Milià, ma il mare è anche qui molto mosso e così ripariamo a Kastani, dove il mare è meno arrabbiato (Kastani sarà l’unica spiaggia dove abbiamo trovato lettini e ombrelloni a pagamento, 7€ per tutta la giornata). Nel frattempo, il tempo migliora, il mare si calma e prima di sera riusciamo a fare anche un bagno da sogno, nel solito punto sotto i pini, all’estremità destra della spiaggia.

Se il tempo ce l’avesse permesso, avrei vissuto la giornata “a rovescio”, con la mattina spesa in una delle spiagge della costa occidentale (o a Perivoli) e l’escursione alla chiesetta di S. Giovanni al tramonto. Gran finale con cena da Agnanti e ritorno allo studios.

Noi, invece, a questo punto abbiamo altri piani; quindi, torniamo a Skopelos town e dopo un’ottima pita gyros nell’affollata e piacevole Platano’s square, ci addentriamo nella Chora e saliamo fino in cima, dove si trova la taverna Anatoli, bellissimo locale in uno dei punti più alti della città ed è anche possibile ascoltare musica tradizionale nei fine settimana. Il locale però è pieno e molto affollato, così ridiscendiamo a malincuore e ci fermiamo per un cocktail da Vrachos, lungo la banchina, con un panorama mozzafiato sul porto. A questo punto si è davvero fatto tardi, quindi assonnati rientriamo alla base.

 

Martedì 31 luglio

La notte sarà piuttosto movimentata. Pioggia scrosciante, fulmini a non finire e un vento incessante non ci faranno chiudere occhio per parecchie ore. Non ci sorprende, quindi, di risvegliarci in una mattinata umida e piena di nuvoloni che coprono un sole, che tornerà a splendere solo molto dopo. Oramai abbiamo capito che questo sarà il leitmotiv meteorologico della vacanza, così con ancora i nuvoloni sulla testa, decidiamo di andare a visitare l’ultimo dei tantissimi monasteri che si trovano sull’isola e avevamo preventivato di scoprire: quello di Agios Riginos, santo patrono di Skopelos. 

 

Agios Riginos

Pare che sia stato costruito esattamente nel luogo dove si trova la tomba del santo ed è il punto focale di una grande festa che si svolge il 24 e 25 febbraio e culmina con la processione della reliquia del santo stesso per le strade dell’isola. La chiesa, di recente costruzione e con i mattoni a vista, è visitabile tutti i giorni. Anche qui, una gentile signora, che ne fa da custode, ci invita ad entrare e ci indica un sarcofago nel cortile, che immaginiamo sia la tomba del santo.

Ci rimettiamo quindi in sella e anche se il sole non accenna a spuntare, non ci scoraggiamo e puntiamo la bussola verso Glysteri

 

Glysteri

Sede di una taverna caratteristica e di una sorta di museo di famiglia negli anni passati, nell’anno della nostra visita è completamente abbandonata e libera da qualsivoglia artificio. Il cielo è plumbeo, ma l’acqua è limpidissima e fredda: ci sembra quasi di essere sulla riva di un qualche lago nordico, piuttosto che nell’assolata Grecia. Il mare è, infatti, piatto e calmo, nonostante la tempesta notturna, e c’è una pace quasi irreale. Rimaniamo per un poco in contemplazione, poi ci rimettiamo in sella e continuiamo a girovagare. Approdiamo così a Stafylos, la baia blu che dall’alto della Ring Road abbiamo più volte ammirato.

 

Stafylos

Stafylos ha una bella spiaggia di sabbia e, oltre il promontorio che lo sovrasta (che si dice sia la sede di sepoltura del leggendario principe cretese Stafylos, primo abitante dell’isola con il fratello Peparithos), fa da punto di accesso a Velanio beach, l’unica spiaggia nudista dell’isola. Visitiamo l’una e l’altra, entrambe attrezzate, e riusciamo a fare anche un bagno. Il sole continua a fare i capricci ma, visto che mezzogiorno è passato da un po’, approfittiamo della buona nomea dello Stafylos restaurant e ci godiamo un pranzo leggero a base di mezedes, i tipici antipasti greci, con vista sulla sua meravigliosa terrazza.

Il sole finalmente fa capolino e così ci spostiamo a Milià.

 

Milià

Finalmente la possiamo ammirare in tutti i suoi colori! Il mare è trasparente e davvero invitante e così ci concediamo un lungo bagno e un po’ di snorkeling e infine ci prepariamo per la cena prenotata da To Korali, situata nel porticciolo di Agnontas. Al tramonto, Agnontas diventa davvero speciale: mentre il sole pigramente scende e alcuni pescatori cominciano ad uscire con le loro barche per la pesca notturna, ci godiamo un’ottima cena di pesce con i piedi praticamente nell’acqua. Si sta benissimo e rimarremo fino a tarda serata! Il pesce, inoltre, è freschissimo e ottimamente preparato.

 

Agnontas

Il gran finale però ci attende, inaspettatamente, al ritorno: mentre percorriamo la strada buia che ci riporterà agli studios, un cielo incredibilmente terso e pieno di stelle ci riaccompagnerà alla meta. Complice la mancanza di luce artificiale, è ben visibile anche Marte, rosso e luminoso, che splende sulle nostre teste indicandoci, ben fermo, la via.

 

Mercoledì 1° agosto

Oggi dedichiamo la giornata ad Alonissos. Nei giorni precedenti, infatti, avevamo prenotato questa escursione per l’isola con Lykos ed Evi della “Ena Boat tours”. Ci sono diversi modi di visitare Alonissos in giornata. Le barche più grandi si spingono fino al suo parco marino, il più grande d’Europa, dove si protegge, in particolar modo, la foca monaca, mentre le più piccole, come quella in questione, si fermano molto prima, permettendo ai visitatori di godere più che altro di alcuni bei bagni nelle baie dell’isola.

Preferiamo questa barca, non molto grande (10-12 persone al massimo), per passare una giornata diversa, così ci uniamo ai nostri compagni di “avventura” nordici e, nonostante, qualche goccia di pioggia, partiamo.

Prima tappa è Spartines beach, che può essere raggiunta solo a piedi o in barca. Il cielo è nuvoloso, l’acqua di un colore cupo, ma ci tuffiamo comunque ed è incredibilmente calda (circa 28°). Facciamo snorkeling fino a mezzogiorno. A questo punto inizia a piovere. E di brutto. Così ripartiamo e ci fermiamo poco più a nord, in corrispondenza della spiaggia di Chrisi Milia, che è più riparata. L’acqua è immobile, ma piove fortissimo. Su invito del capitano Lykos, però, che per primo si tuffa, dandoci l’esempio, facciamo lo stesso. Ed in effetti l’acqua non è affatto mossa ed è persino calda... in men che non si dica ci lasciamo tutti convincere. Io che, in genere, non mi tuffo nemmeno con 40 gradi all’ombra, farò uno dei bagni più strani della mia vita, sotto nuvoloni neri e una pioggia fittissima ma in un’acqua assolutamente calma. Nonostante questa nuova esperienza, però, il tempo fa le bizze: sole, pioggia, pioggia con il sole … ma a questo punto abbiamo rotto il ghiaccio, quindi continuiamo a sguazzare e a tuffarci ininterrottamente dalla barca, neanche fossimo dei bambini. Infine, il sole fa definitivamente capolino e, finalmente, ci lascia ammirare la piccola baia in tutto il suo splendore, con le sue sfumature meravigliose nei toni dello smeraldo. 

 

Chrisi Milia ad Alonissos

Ci godiamo così ancora qualche tuffo, e poi arriva l’ora del pranzo. Il pranzo a bordo, incluso nell’escursione è ottimamente preparato da Evi, che tra l’altro parla un italiano perfetto, avendo studiato in Italia (così come Lykos). Pasta con tonno e capperi, fava, insalata di fagioli dall’occhio nero, insalata di patate e insalata greca, melanzane con pomodori e uva… è un pranzo di nozze! Assaggiamo tutto, Evi ci insegna persino a preparare la fava nel modo corretto e poi ci rilassiamo sulla barca, mentre effettuiamo l’ultimo trasferimento, quello verso la spiaggia di Mikros Mourtias. Cullati dalle onde, ci scappa anche un sonnellino veloce e, dopo un caffè greco e un biscottino, ci rituffiamo per lo snorkeling vicino la costa, che si rivela più che soddisfacente con tanti pesciolini che nuotavano insieme a noi. Alle 19.30 siamo di nuovo al porto di partenza. Siamo contentissimi e consiglieremo a tutti questa escursione, rilassante e divertente, nonostante l’inizio tempestoso.

La serata si conclude con una Skopelos pie da Michalis, il più famoso produttore dell’isola di questa specialità, assolutamente da non perdere.

 

Giovedì 2 Agosto

La giornata, manco a dirlo, comincia con la pioggia. Vere e proprie secchiate di acqua si rovesciano sull’isola. Persino la nostra stanza si allaga, perché le finestre non riescono a contenere i violenti rovesci che vi si riversano contro. Siamo costretti quindi a passare l’intera mattinata “chiusi” in stanza. Alle 13 piove ancora, ma qualche raggio fa capolino, così usciamo. Seguendo gli squarci di sole in lontananza, arriviamo a Panormos, dove il tempo si assesta definitivamente mentre pranziamo di nuovo da Rigas. A questo punto, non ci rimane che l’ultima spiaggia della vacanza che avevamo preventivato di vedere, ma che non siamo ancora riusciti a raggiungere: Hovolo. 

 

Hovolo

Un’acqua da sogno, da paradiso tropicale, ci dà il benvenuto, dopo un piccolo tratto di strada che costeggia la costa e, a tratti, si svolge anche in acqua. Purtroppo, a quest’ora è in pieno sole e non c’è nemmeno un po’ di ombra (per questo forse sarebbe stato meglio visitarla la mattina presto). Alle 18 leviamo le tende e ci dirigiamo verso Cape Amarantos. L’avevamo ammirata spesso dalla strada ma, adesso, prendiamo la deviazione che si trova subito dopo il porto di Agnontas (venendo da nord) e cerchiamo di raggiungere la sua estremità. Qualcuno, alle prese con un barbecue maldestro, qualche settimana prima ha dato fuoco all’intera zona e, quindi, ci ritroviamo ad attraversare una desolazione di cenere e tronchi di pino bruciati che ci mette una tristezza infinita. La zona, prima verdissima (a giudicare dalle foto) doveva essere incantevole. Solitari e incuranti dei maldestri eventi causati degli umani, i tre pini simbolo del capo e sede di alcune scene dell’onnipresente film “Mamma mia!”  sono, per fortuna, riusciti a salvarsi dalla furia del fuoco.  La zona al tramonto comunque è magnifica e, così protesa sul mare, di una suggestione unica. 

 

Tramonto a Capo Amarantos

Scattiamo moltissime foto e, nel viaggio di ritorno verso Skopelos town, notiamo molte insenature che, con un po’ più di tempo ed una barca a noleggio, sarebbe stato meraviglioso raggiungere. Purtroppo, però, siamo agli sgoccioli della vacanza e, così, a malincuore torniamo agli studios, ci cambiamo e scegliamo Anna’s, che ci era piaciuto così tanto, per l’ultima cena sull’isola.

A questo punto facciamo gli ultimi acquisti in giro per la Chora, alla ricerca di qualche ricordino gastronomico e non (Skopelos è celeberrima per le sue prugne, conservate per l’inverno in golose marmellate o nei cosiddetti “Sweet spoons” dove i frutti sono lasciati interi, ma ha anche un ricco artigianato locale che spazia dalla tessitura alla ceramica, dalla gioielleria alla pittura) e poi torniamo alla base, pronti per la ripartenza dell’indomani.

Il gran finale è nella Panagitsa tou pirgou, sempre aperta di sera, dove entriamo per un ultimo saluto a questa bella isola. L’interno è piccolo ma ben curato, con numerose icone datate del XVIII e XIX sec. e un’icona sacra che sembra sia stata recuperata in mare.

La vista da quassù è mozzafiato e spazia da un lato sul Mar Egeo e, dall’altro, sulla città: un ottimo modo di salutare l’isola, prima del ritorno l’indomani.

 

Conclusioni: Skopelos è stata una vera scoperta. È un’isola semplice, votata alla tranquillità, dove la sera ci si accontenta di una buona cena e di una passeggiata lungo il molo. Non è adatta quindi a chi ha voglia di vita mondana, discoteche e beach club. Tuttavia, anche Skopelos sta cambiando. Il Kastani beach bar, con la sua lounge music e i lettini imbottiti nel giardino ha fatto solo da apripista a numerosi locali più alla moda che, rifacendosi a modelli ben più noti, ultimamente, spuntano come funghi. La stessa Glysteri beach, sola e abbandonata ai nostri occhi, è oggi sede di un super beach bar con tutti i comfort e la musica a palla fino al tramonto. In ogni caso, non suggeriamo sicuramente di rinunciare ad una sua visita. Noi l’abbiamo trovata accogliente e gentile, discreta e rilassante ma, come spesso accade in Grecia, sono sicura che non si faticherà a trovare il proprio posto ideale sull’isola, anche quando (e se!) Skopelos dovesse cambiare un giorno la propria pelle.

 

 

 

giovedì 5 marzo 2026

A SAMOS, PER AMICIZIA, CON ESCURSIONI A PATMOS ED EFESO

di Isabella e Linda – Luglio 2025 


L’anno scorso la scelta della meta dell’usuale viaggio greco è stata semplice e definita già dall’autunno, quasi inevitabile: una coppia di cari amici piacentini, Alessandra e Stefano, ha impostato una scelta di vita aprendo uno studios in quella che, dopo molto girovagare tra isole e continente, hanno eletto come isola del cuore: la verdissima Samos.

Così, con entusiasmo, approfittiamo delle offerte del black friday per acquistare tre biglietti Aegean, di cui uno ridotto per Linda di 9 anni, per la seconda decade di luglio. 

Siccome siamo piuttosto irrequieti, in quella decade progettiamo di “infilare” anche un paio di giorni nella non lontana Patmos.

All’arrivo, però, sono previsti una passeggiata ed un pernottamento di passaggio nella graziosa Pythagoreio. così da assaporare subito lo spirito del “protagoinista” dell’isola, e l’ospitalità di una casa antica vicino al porto, adattata a BB.

Il viaggio (diario di Linda)


Monumento a Pitagora 

Qui lasciamo in custodia il grosso dei bagagli per avviarci, di buon mattino e leggeri, a Patmos col catamarano (2 ore e mezza), e qui torneremo la notte successiva: una soluzione all’apparenza un po’ tortuosa ma che si rivela l’incastro migliore, anche grazie alla cortesia del nostro host che ci farà ritrovare la medesima stanza, non nuova ma grande e comoda, con le nostre cose in ordine pur non addebitandoci la notte intermedia.

La gita a Patmos in giornata è certamente fattibile e viene proposta dalle agenzie locali, ma l’ideale, anche solo per visitare Chora e Monastero Unesco, è fermarsi una notte: d’altronde la riteniamo un’escursione e non l’obiettivo del nostro viaggio.

Piccola biblioteca nel BB di Pythagoreio

   

Strada blu a Pythagoreio

L’intera costa meridionale di Samos, con la piccola Samioupola, sfila da vicino davanti a noi; quando infine scorgiamo il profilo dolomitico del monte Kerkis, la terra “finisce” e siamo in Egeo aperto.

Tocchiamo velocemente Fourni, Ikaria, e poi il Dodecanneso inequivocabilmente si presenta con la sua impronta italiana, che caratterizza il porto Skala, e in un attimo la “nordica”, levantina Samos sembra già lontanissima.

 

PATMOS 

Skala

Quartier generale italiano a Skala, oggi Municipio

Ci avviamo in un alloggio vicino al porto, contattato telefonicamente pochi giorni prima (la media del pernotto in tre, a questo giro, per dare un’idea, si attesterà sui 75 euro, a volte con colazione): la stanza è comoda e fresca, sul retro ci sono orti, un piccolo pollaio, l’abitazione della famiglia e la sala colazione. Poco dopo usciamo per una breve passeggiata nel villaggio, in una piazzetta lo storico Kafaneio Houston è operativo; prendiamo quindi il bus per il primo bagno nell’Egeo, scegliendo la spiaggia di Kambos perché ben collegata, e che per questo ci aspettiamo gremita.

Invece, ai lati ci sono beach club eleganti quasi vuoti: mi informo per curiosità, sui 50 euro al giorno (!) In effetti l’isola, per essere metà luglio, appare poco frequentata, cosa che ci conferma una famiglia milanese (proprietaria di una casa) che lì trascorre l’intera estate. Il caro voli e l’incertezza dei collegamenti navali pare siano le cause.

Optiamo ovviamente per la parte centrale dell’ampia baia: lunga zona libera, tranquillità, tamerici, tavolini sulla sabbia per un pranzo tardivo, ed è subito perfezione.

Spiaggia di Kambos

  

Nel tardo pomeriggio chiamiamo un taxi per Chora, la cui visita è in programma al tramonto e la mattina successiva, ma è collegata con autobus solo a Skala ed alla spiaggia di Grikos, non con Kambos.

Non ci sono parole per descrivere la purezza, l’incanto ed il silenzio di una delle Chore più pittoresche e ricche di storia dell’Egeo, e infatti non ci provo neppure, limitandomi a catturare immagini con sobrietà, perché bisognerebbe fermarsi ad ogni scorcio, curva, vicolo, scala, apertura visiva.

Le attività commerciali sono praticamente inesistenti, a parte qualche negozio di articoli religiosi, un paio di ristoranti di livello quasi vuoti, e una caffetteria dove ci sediamo per una cena frugale di toast e froutosalata.

Porto visto da Chora

Veduta completa di Chora

Vicoli


Mulini nel vento


Piazzetta


 

Impressioni di Linda

Tornati a Skala, passeggiamo tra i suoi locali e viuzze, più frequentate ma molto tranquille.

La mattina successiva, presto per scansare i potenziali croceristi, eccoci di nuovo a Chora per arrampicare fino al Monastero dedicato a San Giovanni Teologo, fondato nel 1088, sito notoriamente patrimonio Unesco a cui lascio la descrizione assieme alla Grotta dell’Apocalisse, visitata sulla via del ritorno:   https://whc.unesco.org/en/list/942/

Gli edifici interni del Monastero sono distribuiti su cinque livelli, intervallati da scale, cortili, volte, cappelle, una Biblioteca pregiata. Il ricco museo custodisce il Tesoro, è gremito dei visitatori di una crociera proprio mentre noi ne usciamo, ma ecco che, da un paio di finestre e feritoie contrapposte, si insinua il moto benefico, purificante e profumato del meltemi! 

Non sembra nemmeno di essere in un luogo chiuso e affollato.


Monastero di San Giovanni Teologo

Dopo un’altra passeggiata fino ai mulini, usciamo dal centro e concordiamo con un taxista (numero unico 0030 2247031225) la corsa per la spiaggia di Petra ed il ritorno verso sera, direttamente al molo per l’imbarco di rientro a Samos.

La baia è esposta ma il vento forte non risulta eccessivo, il profilo “squamoso” della piccola Dragonisi offre riparo e si specchia nell’acqua cristallina e calmissima.

La grande pietra che dà il nome al luogo ospita, in una delle sue nicchie alte, una persona, forse un pope, in meditazione.

16 – Petra e Dragonisi

 

Meditazione a Petra

 

SAMOS

La traversata è tranquilla, dopo il tramonto ceniamo a bordo ed all’una di notte, in punta di piedi, siamo nuovamente al BB di Pythagoreio, dove il portone viene lasciato “abitualmente” aperto in disarmante fiducia nel prossimo.


Traversata

Dopo un sonno profondo, una lenta colazione ed una passeggiata, con comodo alle 10 ci avviamo al porto per la consegna dell’auto noleggiata, così inizia l’avventura on the road a Samos… che è troppo grande e montuosa per essere visitata in un solo viaggio, e anche in quello non si può programmare di raggiungere zone diverse in giornata, così decidiamo di trascorrere un paio di notti nel “remoto” sud ovest, anche perché Alessandra aveva disponibilità solo a partire da una certa data. Così, quel che sembrava inizialmente un vincolo diviene un’opportunità per suddividere l’itinerario in maniera forse meno riposante, ma un poco più completa (per quanto possano permetterlo i rimanenti 8 giorni!).

Oltrepassiamo il paese alto, diamo un’occhiata alla sua lunga e bella spiaggia in direzione del castello di Licurgo Logothetis, fortezza edificata nel 1824 come quartier generale della rivoluzione greca contro l'impero ottomano.

In breve siamo fuori dal paese, già immersi nella natura rigogliosa e nelle sinuose curve stradali, diretti a ovest nella municipalità di Marathòkampos, 

Ci fermiamo a visitare il monastero della Megali Panagia, nella campagna e nella tranquillità, poi facciamo alcune soste per passeggiare nei villaggi: Pyrgos è interessante per posizione e atmosfera, con una lunga via principale che culmina in una piacevole piazza; non incontriamo nessun turista, invece scorrazzano molti bambini, apparentemente soli ma sorvegliati da una “rete” di anziani ben vigili nei vicoli.

Monì Megalis Panagias

Pyrgos

Verso il monte Kerkis

Oltrepassiamo, sul valico più alto, una graziosa honey farm o bee house, ed arriviamo al BB Blue Horizon, dove ci viene subito offerto un piccolo rinfresco.

La struttura posta in alto sulla spiaggia di Psili Ammos, qui trascorreremo due notti.

Facciamo subito un bagno nella piccola piscina: proprio io, che sono contraria! 

Ma la posizione è davvero troppo invitante. 

Vista


Psili Ammos Ovest

Taverna Flisvos

La spiaggia di Psili Ammos Ovest è sabbiosa e riparata – forse anche troppo – dal Monte Kerkis, dunque adatta nelle giornate fresche e molto ventose, meno in quelle calde: è lunga e molto piacevole per passeggiare e nuotare, così come la vicina Limnionas che è ancora più appartata e tranquilla. La stagione evidentemente deve ancora partire del tutto. Il profumo di lentisco, con una forte nota di masticha, accompagna le nostre camminate la mattina presto a Psili, dopo l’abbondante colazione sul terrazzo della piscina.

Una sera ci rechiamo a Ornos Marathokampou per fare due passi in occasione di un festival di musica dal vivo.

Due giorni dopo rifacciamo i bagagli e ci avviamo a nord, diretti a Kedros come tappa finale.

Vorremmo passare per Kallithea, sul Kerkis nell’estremo ovest, facendo una lunga divagazione montana, ma esitando non troviamo la direzione con sicurezza e ci ritroviamo, invece, sulla comoda strada principale che tocca Marathokampos, il principale centro del sud ovest, e velocemente raggiungiamo Karlovasi, già sulla costa nord, interessante per le sue chiese e per l’archeologia industriale.

I villaggi del Kerkis li lasciamo dunque per la prossima volta.

Ci fermiamo, invece, per un bagno ed il pranzo alla spiaggia di Potami, poi saliamo ad Ampelos, villaggetto tranquillo, tortuoso e panoramico, e ci fermiamo poi per una passeggiata ad Agios Kostantinos, lungo borgo di pescatori, davvero grazioso con le sue casette sulla scogliera, alcune un po’ dimesse in vendita, altre sapientemente recuperate.

Potami dalla chiesetta

Villaggio di Ambelos

27 – Lungomare di Agios Kostantinos


Scorcio di Agios Kostantinos

Nel tardo pomeriggio Alessandra ci accoglie, ci raccontiamo subito tante cose e facciamo fitti programmi, chiacchierando velocemente come siamo solite fare da quando ci siamo conosciute al corso di neogreco del liceo classico di Piacenza, undici anni prima.

Linda è molto felice, avrebbe voluto arrivare qui dal primo giorno.

Arrivo a Kedros

“Agria Rìgani Studios” consiste di due monolocali gemelli graziosi e funzionali, nuovi, ubicati in posizione panoramica in un quartiere residenziale, Kedros frazione di Kokkari, a metà strada tra questa ed il capoluogo Vathy e a massimo 20 minuti dalle spiagge migliori. 

Pochi minuti sotto c’è una spiaggetta con un’ampia tamerice ombreggiante, che noi abbiamo trovato frequentata solo da persone del quartiere; ha ciottolini bianchi, fondale degradante sabbioso e non ha servizi.

Lo stile è quello delle abitazioni tradizionali a cui la locale Soprintendenza vincola le nuove costruzioni. Abbiamo apprezzato particolarmente l’angolo cottura per colazione e cena (a pochi minuti c’è un “vero” supermercato), che ci ha permesso, una volta insediati ed organizzati, di trascorrere alcune serate tranquille a chiacchierare sul patio con Alessandra e con la famiglia greca che occupava l’alloggio adiacente.

“Finalmente a Kokkari” 

E’ il momento di uscire per un gyros a Kokkari, che a mio parere è il paese più bello tra quelli visitati a Samos, per la posizione unica su due promontori e l’architettura tipica, e per la sua lunga spiaggia che, nonostante sia in pieno contesto “urbano”, è tranquillissima e vivibile.

Alessandra ci porta nel suo souvladiko di fiducia, cui segue una lunga passeggiata che conclude una giornata piuttosto dinamica.

Spiaggia di Kokkari


Ballo spontaneo in strada

Tramonto a Kokkari

L’indomani suddividiamo la giornata in una visita mattutina nella parte antica di Vathy (meglio parcheggiare in alto e poi scendere), che è un porto ed una città verace, non ancora coinvolta nelle dinamiche del turismo. 

Tra case tradizionali - alcune semplici, altre ristrutturate in modo rispettoso, vicoli non commerciali ed anfiteatro nuovo, arriviamo al Museo Archeologico, dove sono conservati reperti dell’Heraion, tra cui il Kouros alto 5 metri attorno al quale è stato costruito l’edificio.

Panorama di Vathy

Vathy antica: percorso consigliato

Scorci di Vathy vecchia

Scorci di Vathy vecchia

 

 

Museo archeologico

 

 

Kouros

Negozi e locali si trovano nella parte più moderna, che vanta un ampio lungomare di 4 km, con edifici neoclassici ed attrezzato con palestra all’aperto e giochi per bambini.

Lungomare di Vathy

A metà mattina scarpiniamo in salita per riprendere l’auto ed avviarci alla spiaggia conosciuta localmente come Slava (su GoogleMap risulta Manolades): ha parcheggio comodo in un’area coltivata detta Kambos, sassi piuttosto impegnativi, un piccolo stabilimento con lettoni imbottiti - non ci piacciono particolarmente ma il forte vento li rinfresca - gratuiti con pranzo.

Le caratteristica più apprezzabile qui è il panorama a 360 gradi: a ovest si vede in lontananza il borgo marinaro di Agios Kostantinos; l’ampio arenile è completamente libero tranne che per alcune casette in pietra sulla sabbia ed una taverna chiusa, è percorso ogni mattina da un gregge con il pastore. A est, dalla scogliera, si intravede una baia attrezzata che credo sia Tsabou; a monte si stende la campagna verdissima e due villaggi collinari uno dei quali è sicuramente Manolates.

Svala, con in fondo Ag Kostantinos

Svala ed il suo gregge

Al pomeriggio il mare, subito profondo, si fa mosso e torbido, il vento rinforza parecchio, così decidiamo di visitare Manolates per vedere l’artigianato ed assaggiare i dolci locali in un bar molto carino.

Manolates

Manolates

Una caratteristica essenziale dell’isola è la ricchezza dell’acqua: abbondano torrenti, vallate, fontane ovunque, boschi di macchia mediterranea e montana. La natura mi sembra generosa, tra pesca, ulivi, orti, castagneti, legna abbondant;, le canne fumarie (per me bellissime) caratterizzano in maniera evidente il profilo esterno degli edifici anche a Vathy vecchia, l’inverno non deve essere proprio mite.

Percorriamo anche una parte del sentiero che porta a Vourliotes, ma senza arrivarci.

La sera ceniamo tranquillamente nel patio di casa.

 

Dopo esserci fermati a curiosare di passaggio nelle spiagge di Lemonakia e Tsamandou, trascorriamo la mattina successiva nella vicina tranquilla Tsabou, di ciottolini bianchi levigati, e con acqua di un blu profondo tipico della costa nord.

Dopo il pranzo in taverna (che include lettino e tamerice), torniamo a casa perché abbiamo organizzato con Alessandra un giro in auto sulla costa est, unica, diversa dalle altre, composta di piccole baie e verdi colline che arrivano al mare orlate di piccole baie sassose; ricorda vagamente la Croazia.

Visitiamo la piccola Kerveli, il villaggio peschereccio Agia Paraskevi, carinissimo, poi la spiaggia di Mourtià dall’acqua quasi verde per il riflesso della vegetazione, frequentata soprattutto da famiglie con bambini, ed infine, verso il tramonto, il soprastante Monastero Zoodochos Pighì, in posizione pazzesca da cui si scorge la riserva di Kasonisi, raggiungibile in barca da Pythagoreio. 

Faccio scorta di saponi artigianali, come d’abitudine quando li trovo in vendita nei monasteri.

Ag Paraskevì

 

Costa orientale: io Alessandra e Linda

Zoodochos Pighi

 

Nelle successive giornate aumenta progressivamente il caldo e cala il meltemi, quindi ci dedichiamo soprattutto al mare, visitando, in ordine sparso:

 

- La famosa spiaggia di Psili Ammos Est, logicamente la più frequentata, l’unica sabbiosa nella parte orientale dell’isola: ha uno stabilimento un po’ denso a mio parere, ma una stupenda zona centrale libera con tamerici dove è possibile posizionare i lettini della taverna (7 euro ma, mi dicono, alcune volte non chiedono nemmeno quelli).

Le coste turche sono a meno di un km e, nel breve azzurrissimo braccio di mare, è presente l’ultima bandiera greca su un grande scoglio allungato.

Qui trascorriamo due mattinate con Roula, Kiriakos e Kiki, gli ospiti del monolocale vicino al nostro.

Psili Ammos Est

Psili Ammos Est: avamposto

 

- L’abbagliante Mikali, alle cui spalle si trova il monumento all’Asia Minore: un connubio di sassolini candidi e blu profondo, lunghissima e praticamente deserta il 20 luglio.

Impossibile stare al sole, quindi ordiniamo generose coppe di frutta e yogurt per merenda e ci posizioniamo sotto gli ombrelloni di una piccola taverna.

Monumento all’Asia Minore

Mikali

- La spiaggia di Kokkari, ideale al pomeriggio / cena, senza soluzione di continuità perché tutto è a portata di mano: lungomare, tavoli sulla spiaggia, tramonto e struscio: non torniamo nemmeno a casa a cambiarci, libertà in costume e pareo fino a sera.

Scorcio del promontorio di kokkari

 

- La chiesa Panagia Spiliani, sorprendente Vergine della grotta, sopra Pythagoreio.

Panagia Spiliani

Castello di Licurgo da Panagia Spiliani

 

- Una menzione a parte merita l’escursione ad Efeso.

Qui decido di recarmi soltanto io con i vicini di casa, data l’ondata di caldo abbastanza anomalo degli ultimi giorni e l’impegno che richiede la giornata; marito e figlia decidono invece di rilassarsi nuovamente a Tsabou con Alessandra.

Ci affidiamo a Rhenia Tour di Vathy, con la quale concordo tutto da remoto incluso il pagamento di 80 euro a testa, comprensivo di motonave, bus, ingresso al sito (solo quello costa 50) e visita guidata, che scelgo anch’io di seguire in greco per rimanere con i nuovi amici; per fortuna la guida è turca e parla in modo fluente ma scandito e non troppo veloce, così non ho particolari difficoltà.

L’organizzazione è ottima: file ordinate, telecamere facciali, funzionari spicci, enormi navi da crociera come mai ne avevo viste da cui scendono migliaia di visitatori, una piazza grandissima con i bus multilingue. Nonostante tutto si svolga in maniera efficiente, l’attesa in arrivo ed in partenza dura rispettivamente una quarantina di minuti.

Nel sito archeologico il percorso guidato è piuttosto impegnativo, non sempre ombreggiato, interessantissimo, come anche la breve sosta nella storica Seljuk, un po’ meno Kusadasi che è in gran parte moderna e meno caratteristica, anche se non mancano punti d’interesse come il caravanserraglio.

Quando l'Asia Minore fu incorporata all'Impero Romano, nel 133 a.C., Efeso fu designata come capitale della nuova provincia dell'Asia. Conserva sontuosi monumenti del periodo imperiale romano che costeggiano la vecchia via processionale, tra cui la Biblioteca di Celso, i palazzi terrazzati ed i resti del famoso Tempio di Artemide, una delle ‘sette meraviglie del mondo’ che attirava pellegrini da tutto il Mediterraneo. Qui maggiori informazioni:

https://whc.unesco.org/en/list/1018

Nel tardo pomeriggio, dopo lo sbarco a Pythagoreio e le formalità doganali, mi butto in mare in una caletta in centro paese, dotata anche di doccia, mentre aspetto Andrea a Linda per la cena.

54 – Efeso: Via Sacra

Efeso: Biblioteca di Celso

Seljuk

Caravanserraglio

 

- Heraion

Il tempo a nostra disposizione scorre così in fretta che decidiamo di rinviare la visita a questo sito archeologico, anch’esso patrimonio Unesco, alle prime ore del mattino prima di recarci all’aeroporto per il volo di rientro.

Sveglia alle 6,30, colazione, bagagli, salutiamo Alessandra (che rivedremo a settembre a Piacenza) ed alle 8 siamo già sul posto, che è imperdibile e ben illustrato da comodi pannelli.

La mente corre all’Heraion di Selinunte visitato in primavera, ed a quanto sia un vero privilegio poter essere al centro di questa ricchezza cultuale comune che è il Mare Nostro, di cui ai tempi di Policrate Samos costituiva uno dei centri più importanti:

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://whc.unesco.org/en/list/595/&ved=2ahUKEwiWwcvz8b2SAxWM1gIHHXCCJJ0QFnoECFAQAQ&usg=AOvVaw37-aCrzWrlZwwK9IpYcjdt

Qui Linda ci comunica di voler diventare archeologa.

Heraion

 

Il volo verso Atene è un bielica che si tiene basso, regalandoci l’ultimo spettacolo da vicino: il Kerkis con le minuscole baie dell’estremo ovest, quindi Ikaria, e Mykonos ben definita…

Mykonos

 

Arrivederci Samos, ormai abbiamo una base e sicuramente torneremo!