MUSEO
DELL’ACROPOLI
C’è un museo
che non è un semplice museo, è qualcosa di più. Ci si arriva girando intorno
all’Acropoli e, non caso, si chiama proprio “Museo dell’Acropoli di Atene”. E’
stato ristrutturato, sotto la guida di un architetto svizzero, in tempi recenti
ed aperto al pubblico nel 2009. Contiene solo pezzi da collezione trovati sulla
collina che domina la capitale greca ed è organizzato in maniera straordinaria,
con un percorso verso l’alto durante il quale, in spazi adeguati e con
esposizioni strategicamente disposte e illuminate, è possibile ammirare, in
tutto il loro eterno splendore, reperti eccezionalmente conservati e
restaurati. Quando poi si arriva all’ultimo piano e si guarda fuori dalla
finestra, non si crede ai propri occhi in quanto, perfettamente allineato con
la sua fedele ricostruzione completa dei pezzi mancanti originali (che si
trovano al British di Londra), si erge in tutta la sua maestosità il vero
Partenone, che svetta praticamente “a portata di mano” (sembra quasi di poterlo
toccare) nella sua immortale bellezza. Ne abbiamo visti tanti, ma, al mondo, di
musei così non ce ne sono altri: si trova in Grecia.

CAPO SUNIO
"Non c'è estate senza Grecia", 11.06.2018, Capo Sunio. Ognuno di noi ha preso un traghetto dal porto del Pireo per andare verso le meravigliose isole della Grecia poste a est nel Mar Egeo. Ognuno di noi, dopo circa un’oretta di viaggio, ha guardato verso terra, visto che la nave si tiene abbastanza vicina alla costa dell’Attica, e ha ammirato, da lontano, il meraviglioso tempio di Poseidone, posto sul punto più svettante del promontorio di Capo Sunio. Ognuno di noi ha pensato: “Prima o poi ci andrò, proprio lì sotto, ad ammirarlo da vicino, a vedere la sua ombra proiettata nel blu del mare e poi nel rosso del tramonto”. Quando, finalmente, è arrivato il giorno (atteso in realtà da quasi una vita, chissà perché, nel modo in cui si lasciano le cose più buone da mangiare per ultime…) c’erano, credo, centinaia di persone venute al nostro pari per cogliere il momento del calare del sole in quel posto magico. La cosa che ci ha maggiormente colpito, ovviamente al di là dell’emozione e dell'autentica beatitudine, è stata l’immediata chiusura del sito, non appena l’ultimissimo raggio di sole è scomparso all'orizzonte, con l'energico custode, uno solo, che ha letteralmente “buttato fuori” i fotografi (fra cui, come vedete, l'inviata del National Geographic, Lucia), che, in delirio, ancora stavano decidendo se fare altri scatti, svuotando l’intera area in pochi minuti. Era fine agosto: in questo periodo, povero lui, gli tocca lavorare almeno un’oretta e mezza in più…"
METSOVO
"Non c'è estate senza Grecia". Metsovo, 25.06.2018. Lungo la tortuosa strada che da Ioannina raggiunge l’est della Grecia, sulla catena del Pindo ci si imbatte in un paese che è diverso da tutti gli altri, per certi versi, unico. Si chiama Metsovo e noi, tanti tanti tanti anni fa, vi abbiamo deciso di fermarci a dormire, stanchi durante il faticoso trasferimento, così, per caso. Una volta che eravamo lì, alloggiati in un accoglientissimo albergo a tre stelle, con nulla da invidiare rispetto a quelli delle Dolomiti, abbiamo approfondito la conoscenza su quel posto che, vergogna, fino a mezz’oretta prima non sapevamo nemmeno esistere. In questo modo, abbiamo saputo di essere in una delle principali località sciistiche elleniche, a circa 1.200 metri di altezza, in un contesto naturale dove si produce il miglior vino di Grecia (saggiato a cena...) e dove, tuttora, vivono famiglie di origine rumena, da sempre, o quasi, lì stanziali, al pari, addirittura, di qualche orso bruno. La mattina, poi, siamo anche scesi lungo il dirupo che porta al piccolo, immancabile, monastero di San Nicolaos, nel quale ci ha accolti il custode permettendoci di visitare, in perfetta e “fresca” solitudine, i, ben conservati, magnifici affreschi, e, una volta risaliti, abbiamo conosciuto tutti gli anziani seduti in piazza, sotto il sole, a sgranare il rosario come se fosse uno “scacciapensieri”. Che fantastica sorpresa, Metsovo.

MANI
"Non c'è estate senza Grecia". Il Mani, 02.07.2018. Primo giorno in Grecia. “Sbarcati” di mattina presto all'aeroporto Atene, presa la macchina in affitto e via, itinerario: Canale di Corinto, Olympia con destinazione finale Mani. Tutti gli amici malati di Maldigrecia lo sanno. Sanno benissimo cosa significa affrontare in una giornata sola un viaggio del genere. Infatti, io lo sapevo. Invece, al contrario, Lucia non lo sapeva e quindi gliel’ho venduta facendo riferimento al numero dei chilometri, piuttosto che alle ore necessarie per percorrerli. Quando si dice, l’esperienza. Così, quando a notte quasi fonda, dopo migliaia di curve, siamo arrivati a Oytilo, dove avevo prenotato il B&B in un paese che a quell’ora sembrava popolato solo da gatti e fantasmi, lei mi ha raggelato con un sardonico “Era necessario fare tutta questa strada per arrivare qui???”. Non ho risposto, ho aspettato la mattina dopo. Anzi, per essere più precisi i tre giorni dopo, fatti di colazioni panoramiche, serate ad Aeropoli, bagni strepitosi nella costa scoscesa fra Kokkala e Kotronas, escursioni a Mistra e Sparta, "trekking" fra i ruderi di Vathia e cene direttamente dentro il mare, a Limeni. Quando siamo ripartiti, dopo aver visto anche la caotica, ma “grecamente” vivace, cittadina di Githio, Lucia mi ha detto: “Ma dobbiamo proprio lasciare il Mani? Dove lo troviamo un posto così infinitamente vario, bello e suggestivo? Ma perché non compriamo casa qui per la nostra futura – sigh – vecchiaia? Ecc. ecc.”. Ovviamente, seguendo i consigli di un amico, “grecologo vero”, avevo letto il libro di Patrick Leigh Fermor, intitolato “Mani, Viaggio nel Peloponneso” (Adelphi), e, quindi sapevo dove saremmo andati. Furbo, eh?

MONTE ATHOS
"Non c'è estate senza Grecia". Uranopoli e il Monte Athos, 09.07.2018. C’è un paesino, in Grecia, dove finisce un mondo e ne comincia un altro. Si chiama Uranopoli, e si trova nella più orientale delle tre dita della penisola calcidica, quella che si chiama Agion Oros, anche se tutti la conoscono come Monte Athos. E’ l’ultimo posto dove lo donne possono arrivare. Magari anche mettersi in costume e fare il bagno nella bella spiaggia che c’è prima di arrivarvi. Poi, stop! Più in là non si va. Il Monte Athos è infatti riservato solo agli uomini e mentre i monaci e i religiosi possono comunque andarci, ovviamente con i relativi permessi, per noi comuni mortali di sesso maschile la prassi è ben diversa. Non ci si può assolutamente tuffare in mare né fare le cose di testa propria. Bisogna “prenotarsi” con mesi di anticipo, tramite le istituzioni preposte, decidendo sin dal principio la durata del pellegrinaggio, perché di ciò si tratta. A Uranopoli si respira un’aria davvero strana, per certi versi, mistica. Accanto ai negozietti di souvenir e ai bar, le botteghe vendono articoli religiosi e i Popi si avviano verso l’imbarco loro riservato con bagagli spartani. Noi, molto più modestamente, abbiamo fatto l’escursione col battello turistico che permette di vedere i monasteri da lontano (non potendosi avvicinare sotto costa) e ci è rimasta la grande voglia di andarci per davvero, sul Monte Athos. Visto che Lucia non può venirci…cosa dite, proviamo ad organizzare un gruppetto di uomini, malati di Maldigrecia, curiosi come me?

MARATONA
"Non
c'è estate senza Grecia": Maratona, 04.08.2018. Necessaria premessa: non
sono un runner. Riporto però la definizione che ho trovato su un sito
specializzato riguardante la Athen’s Marathon: “Il prossimo 11 novembre si
svolgerà la Maratona di Atene, l'autentica! La gara che prima o poi ogni runner
deve correre!”. Noi che apparteniamo alla comunità di questo sito, anche se non
abbiamo mai indossato delle scarpette da fondo (magari facciamo altri sport…),
in ogni caso conosciamo benissimo quel percorso, sin dalla sua partenza. Si
snoda dall’Attica del nord fino al vecchio stadio Olimpico della capitale
ellenica, lungo una strada, spesso a quattro corsie, nella quale si trovano le
pietre miliari che segnano la distanza da Atene, progressivamente in diminuzione
dagli oltre 42 km iniziali. Bene, quest’anno la tradizionale Maratona si
svolgerà vicinissima a quei posti dove, un paio di settimane fa, è successo
l’inpensabile, anche se poi tanto inpensabile non sarebbe dovuto essere, visti
i pregressi (tragico quello del 2007 nel Peloponneso). Questo post, il primo
che ho trovato la forza di scrivere dopo gli incendi che sono costati la vita a
decine di persone che, come noi, amavano la Grecia, è dedicato alla speranza
che simili drammatiche esperienze non accadano più. E siccome buona parte delle
responsabilità, al di là della natura che quando si incazza è difficile da
governare (leggi vento, vegetazione, fuoco: una miscela purtroppo davvero
esplosiva), è di natura umana…beh…tutti noi affetti dal Maldigrecia, ma non
solo (nel senso che per fortuna amiamo la vita in generale), ci auguriamo che
il pensiero dei prossimi corridori - e di tutti coloro che saranno coinvolti
nella manifestazione, anche a livello organizzativo – sia sovrapponibile al
nostro. E, alla prima occasione, anche noi torneremo a Maratona.

METEORE
"Non c'è estate senza Grecia". Meteore,
16.08.2018. Lungo la strada che congiunge Ionannina a Trikala, e che buona
parte dei malati che curano la loro “saudade da Grecia” su questa pagina FB (e
sul blog “parallelo”) conoscono, ad un certo punto, letteralmente, il paesaggio
si trasforma. Si scende dalla montagna, la pendenza si adagia, arriva
finalmente la pianura. Dopo però aver intravisto “qualcosa” in lontananza, il
più delle volte attraverso una sorta di aria rarefatta causa calore,
all’improvviso il contesto muta completamente e, quasi dal nulla, al’uscita di
una curva, come dei funghi giganteschi, in località Kalambaka, sbucano. Le
Meteore. “In mezzo all’aria”. Sì, perché, abbarbicati sulle ardite falesie di
arenaria, si ergono oltre 20 monasteri costruiti (non si sa come) a centinaia
di metri di altezza. In realtà si sa come, ma, guardandole dal basso con il
nostro occhio da “turista fai da te”, alzi la mano chi non ha pensato questa
cosa. Le Meteore sono incredibili e irriproducibili, nonostante sul pianeta si
trovino, in tutti i continenti, conventi e monasteri situati in luoghi
apparentemente inaccessibili. Le Meteore fanno girare la testa. Le Meteore si
illuminano al tramonto, quando chiudono le loro porte ai visitatori di
giornata. Le Meteore sono abitate dai monaci, di nero vestiti, che comunicano
fra loro, da un’altura all’altra, con suoni, vista e…carrucole. Il complesso
principale ha un nome che, una volta sentito, non si dimentica più: Megalo
Meteora. Alle Meteore ci si deve andare almeno una volta nella vita. Ma, dopo
averle viste, ci si torna. Scommettiamo?

DELFI
"Non c'è estate senza Grecia". Delfi, 24.09.2018.
E’ sicuramente uno dei più bei siti archeologici dell’intero Mediterraneo, non
solo della Grecia. E’…”nascosto”, incastonato in una montagna che si affaccia
su un golfo interno del Mare Nostrum. Bisogna decidere bene come affrontarlo,
nella visita: prima il museo, che spiega quello che è rimasto (e che non si
vede, perché non c’è più ma, almeno, si può immaginare com’era…) o le rovine?
Prima la parte “free”, in una specie di conca lontana un buon chilometro dall’ingresso
principale, a pagamento? Oppure, meglio iniziare subito, belli freschi, con la
risalita verso la sommità della “Via Sacra”? Noi abbiamo scelto (era la nostra
terza volta) di andare di buon’ora a vedere il Tholos, poi di entrare al museo,
trascorrere successivamente qualche ora al mare, nella bella spiaggia sassosa
di Itea, situata a soli 15 chilometri e raggiungibile in un quarto d’ora circa,
e tornare verso il tramonto, con l’aria più fresca, per intraprendere la
camminata in quota verso il fantastico stadio, ottimamente conservato e dal
quale si gode di un panorama pazzesco. Ovviamente, alle 19.30, i custodi hanno
cominciato a spingere gli ultimi irriducibili, al nostro pari, verso l’uscita,
ma lo sapevamo, e ci sta: al contrario, dovrebbero probabilmente discorrere con
i turisti, mai sazi di tanta bellezza, 24 ore su 24 (a proposito: prima di
valutare cosa fare, consultate gli orari, visto che cambiano in continuazione).
Cari amici: questa è Delfi!

TERMOPILI
"Non c'è estate senza Grecia". Termopili,
17.10.2018. La nostra amata Grecia è piena, ovunque, di luoghi, nomi e
personaggi evocativi. C’è un posto, però, dove ci si emoziona…nel nulla, o
quasi. Non fosse perché oggi vi si trova una statua di Leonida, le Termopili
passerebbero quasi inosservate, lungo la strada che collega Lamia a Tebe e,
poi, proseguendo, ad Atene. Una volta era un passaggio ardito, una stretta
strozzatura fra il nord ed il sud. Oggi, autostrada e statale quasi si
sovrappongono laddove, nel 480 a.c., la leggenda narra che 300 spartani tennero
testa a migliaia e migliaia di persiani, così tanti che le loro frecce
oscurarono il cielo. Quando si arriva nell’esatto punto in cui il monumento ci
ricorda cosa è accaduto, è praticamente impossibile non fermarsi, inalare a
pieni polmoni l’aria che si respira, chiudere gli occhi e immaginare la cruenta
battaglia che lì si svolse. Film e storie ce l’hanno raccontata in tutti i modi
ma esserci, trovarsici, la fanno vivere realmente e poco importa se, qualche
minuto più tardi, saremo pronti a fare un tuffo ristoratore nel limpido mare
che si trova di fronte all’isola Eubea: Leonida e i suoi eroi per qualche
minuto sono stati con noi. Abbiamo potuto "sentire" il rumore delle
spade, dei combattimenti, delle urla. Il rumore della morte. Ma anche il
rumore, fortissimo, di quella storia che rende la Grecia una nazione immortale,
e, nonostante le molte, spesso drammatiche, vicissitudini, per sempre la culla
della civiltà, così vicina a noi. Termopili.

EPIDAURO
"Non c'è estate senza Grecia". Epidauro,
23.10.2018. Certo, il Teatro di Segesta, che si affaccia direttamente sul Golfo
di Castellammare, è scenograficamente straordinario. Cosa dire poi, sempre in
Sicilia, di quello di Taormina, la cui vista sul Mediterraneo è spesso colorata
dai lapilli dell’Etna? E, continuando, quante emozioni si provano a Termessos,
in Turchia, dove, dalle ultime file in alto, si intravede il mare di Antalya?
Oppure, ancora, come non essere grati a chi ha ideato l’antico Teatro ellenistico
di Efeso, “rivisitato” negli anni dai Romani, che si erge dominando l’antica
strada portuale? Insomma, di siti archeologici, corredati da teatri, è davvero
pieno il mondo antico che tutt’oggi, per fortuna, possiamo visitare. Ma c’è un
posto nel quale, quando lì ci si trova - al tramonto, in mezzo al bosco - si ha
la sensazione di essere dove tutto è nato e dove tutto è ancora come nel quarto
secolo avanti Cristo. Nemmeno i Romani, che, come detto, di teatri se ne
intendevano, hanno avuto motivo di metterci le mani, tanto magnifica e
funzionale era l’imponente costruzione che si trova subito fuori del santuario
dedicato ad Asclepio, il Dio della Medicina. Ogni estate, dal 1955, vi si
svolge uno dei festival di arte drammatica fra i più conclamati di Europa.
Epidauro è considerato il Teatro Greco più perfetto, per estetica ed acustica,
che ci possa essere: se ci si mette al centro esatto dell’orchestra, basta
parlare a bassa voce per farsi sentire, chiaramente, dallo scalino più alto
della gradinata. Esperienza provata, e da provare, assolutamente. Prima di
sedersi nel silenzio del calar del sole, chiudere gli occhi e immaginare il
passato, ringraziando di essere in Grecia.
"Non c'è estate senza Grecia". Agios Nikolaos,
Golfo di Cortino, 17.09.2018. Quanti Agios Nikolaos esistono in Grecia?
Forse…centinaia, se non migliaia. Noi, però, ne abbiamo scoperto uno,
sconosciuto ai più ma davvero straordinario. Si trova circa a metà del percorso
che separa Antirrio (la località dalla quale si innalza il futuristico ponte
verso Patrasso) da Delfi, lungo la costa nord del Golfo di Corinto. Intorno al
chilometro 50, quindi, si apre all’improvviso una baia, dove si intravvede una
spiaggetta con alcuni stabilimenti e la stradina che punta dritta verso il
basso. Superata l'affollata prima parte di lungomare, si arriva nel più
tranquillo “centro” di questo minuscolo San Nicola. Lì c’è un’accogliente
taverna, con i tavolini posti sotto l’ombra, direttamente sul mare, per cui si
può ordinare da mangiare pesce freschissimo con pochi Euro (in quanto il padre
del gestore è il pescatore che provvede tutti i giorni alle provviste per il
ristorante), nell’attesa farsi un tuffo, magari nuotando nell’acqua fresca e
cristallina fino alla vicina isoletta e, al ritorno, fatta una bella doccia,
sedersi per godersi, a pieni polmoni, dopo anche un nerissimo e denso caffè, la
vera Grecia: quella che piace a noi!
SALONICCO
Che bella città, Salonicco. “Capitale” della Macedonia, si affaccia sul Mediterraneo, col suo fantastico lungomare di chilometri e chilometri, dove correre, andare in bici, prendere il sole, che da queste parti non manca quasi mai. La cosiddetta Torre Bianca ne è simbolo, con il suo tragico passato di prigione per condannati a morte. Da lì davanti, partono le escursioni notturne, delle mini-crociere, kitchs che più kitchs di così non si può: in un’oretta, vi portano al largo per gustare un drink mentre si scatena la bagarre dei ballerini e delle belle di notte. Sicuramente, un’esperienza da fare…se si ha voglia di vedere le luci della città, oltre che quelle stroboscopiche all’assordante ritmo di musica. Fra chiese, ristoranti e locali notturni, le vere grandi sorprese di Salonicco sono però i suoi mercati, Kapani, Modiano e, soprattutto, Bezesteni, dove si respira davvero aria di oriente e ci sente proiettati in piccoli suk dove poter trovare di tutto, dai cibi, alle spezie, alle chincaglierie tipiche, e, se ci fossero anche gli incantatori di serpenti, non ci si sorprenderebbe. Che bella città, Salonicco, la porta della nostra amata Grecia al vastissimo mondo che arriva dalle strade dell’Est…come cantava, nel tempo che fu, Franco Battiato.

XANTHI
"Non c'è estate senza Grecia". Xanthi, 07.11.2018. Abbiamo deciso di visitare Xanthi, di ritorno dall’isola di Thassos, quasi al confine fra Macedonia orientale e Tracia. Siamo arrivati in città e abbiamo trovato il nulla. Lì era una giornata di festa, a fine agosto, ma, naturalmente non lo sapevamo. La parte nuova, dalla quale siamo entrati, si presentava completamente desertificata. Tutto chiuso. Non anima viva. Nemmeno le macchine. Poi, camminando verso quello che la cartina ci indicava essere il quartiere storico, dal lato opposto di un grande parcheggio questa volta praticamente completo, abbiamo strabuzzato gli occhi. All’improvviso, ci sembrava di essere in Alsazia. Meglio. Gente all’ingresso della passeggiata pedonale, case medioevali e a graticcio, palazzi, negozi aperti, locali, bar, ristoranti, mezerie…Risalendo verso la parte alta, ogni angolo si mostrava nel suo splendore, alla luce del crepuscolo, con lampioni e lanterne soffuse. Muri sempre più bianchi e scale che si arrampicavano fino alla cima della collina, da dove godere una vista fantastica. Che fantastica sorpresa, Xanthi, con la sua meravigliosa ed indimenticabile Old Town nella quale tirare tardi, circondati da giovani, fra uno spuntino e un ouzo…anzi, no, a dire il vero...ben più di uno!

OSSIOS LOUKAS
"Non c'è estate senza Grecia". Ossios Louka, 06.12.2018. Siamo arrivati a Ossios Loukas nel tardo pomeriggio, proprio mentre l’addetto all’accoglienza stava andando via. Non solo è tornato indietro per dare a Lucia (fotografa ufficiale del nostro duo) il telo con cui coprirsi, ma, nonostante l’ora, ci ha anche fatto entrare liberamente nell’antico monastero bizantino, Patrimonio Unesco dell’Umanità. Il tutto perché i monaci ortodossi stavano provando dei canti e quindi la porta della grande chiesa, denominata Katholikon, era ancora aperta. Con la luce bassa che entrava orizzontale dalle finestre, gli splendidi mosaici sembravano brillare come se fossero stati di cristallo splendente. L’esterno, poi, con nemmeno un’anima viva che ne infastidiva la quiete - fra portici, scale e piccoli bastioni - ti faceva sognare di essere fuori dal tempo (e per me era veramente un po’ così, visto che ci ero tornato 40 anni dopo averlo visto da giovanissimo con il mio grande e indimenticabile papà, cui va il merito, fra i tanti, di avermi, sin dall’adolescenza, fatto amare la Grecia). Costruito circa un millennio fa, Ossios Loukas si trova in una zona di grande impatto paesaggistico, sulle pendici del monte Elicona, e quei furboni degli abitanti di Distomo, l’ultimo centro turistico lungo la strada, hanno diminuito i chilometri che lo distanziano per farlo apparire più vicino e raggiungibile. A solo mezz’ora da Delfi, con il Parnaso che incombe su tutta la zona, qui ci si può davvero fermare a riflettere. Sul meraviglioso mistero della vita.

BUON NATALE
"Non c'è estate senza Grecia". Buon Natale,24.12.2018. Ammettiamo la nostra….”banalità”. Per noi, intendo Lucia ed io, la Grecia è sinonimo di estate…luce…sole…mare…rovine…ouzo…pesce…cielo sempre azzurro…marinai…traghetti…tramonti…taverne…caldo… Un caro amico greco, che fa
la spola avanti indietro fra Atene e la nostra piccola città in riva all’Adriatico, è appena partito dicendoci che “la Grecia è bellissima anche d’inverno, ci sono tante cose da fare, a Natale si mangiano cibi diversi dal solito – ci ha parlato del tacchino farcito con le castagne, dei dolci chiamati
Loukamates, che però abbiamo assaggiato anche…fuori stagione…cioè ad agosto…al suono dei canti Kalanda intonati dai bambini – i siti sono visitabili senza la ressa dei turisti e così via, ecc. ecc.”. Poi, quando ci siamo salutati,augurandogli buon viaggio, lui ci ha chiesto quando ci saremmo tornati e alla mia risposta “Beh…ormai i prossimi luglio o agosto, speriamo, visto che abbiamo un po’ di cose nuove da organizzare, ma speriamo proprio di sì…” ci ha guardato, ci ha sorriso e, ridacchiando, ci ha salutati dicendo “Eh eh eh,sapete cosa vi dico? Fate bene…fate bene voi: altroché storie, la Grecia va vissuta d’estate”. Come non dargli ragione, visto che, non a caso, abbiamo intitolato questa piccola “rubrica” “Non c’è estate senza Grecia”? Però, noi,in pieno inverno ed in attesa della prossima traversata, Buon Natale e Buone Feste li auguriamo, oltre che ai tanti amici ellenici, a tutti voi, malati e,allo stesso tempo, più che mai innamorati, della meravigliosa Grecia, terra dei
nostri sogni per, circa, 350 giorni all’anno…

LAGO DI KOURNAS
"Non c'è estate senza Grecia". Lago di Kournas,Creta, 11.01.2019. Chi è stato a Creta (tanti di noi malati di Grecia), conosce perfettamente i riflessi azzurro-verdi del mare lungo le spiagge più belle e
famose dell’isola: prima o poi, ne parleremo. Ma non tutti quelli che sono stati a Creta hanno fatto il bagno nel fantastico Lago di Kournas, una “pozza”d’acqua dolce, caratterizzata dagli identici colori, situata nei pressi della costa nord, non troppo lontano da Rethymno. Dotato di un vero e proprio lido,il lago si distingue per la zona prossima alla riva, in cui poter nuotare in compagnia delle papere, e quella più lontana, dalla parte opposta, ove è sconsigliato avvicinarsi (è interdetta alla balneazione) a causa della fitta vegetazione, visti anche i probabili brutti incontri con bisce e affini.
Proseguendo poi lungo la strada che porta in direzione sud (sfociando nel vero e proprio “abisso” che precipita infine verso Frangokastello), si arriva all’omonimo villaggio di Kournas. Affacciate sulla via, ci sono un paio di taverne. Scegliendo quella sul lato sinistro, lo spettacolo in tempo reale
della cottura dei souvlaki aiutata dal calore del phon (forse…per raffreddare l’aria, vista la temperatura…) vale da solo il viaggio a Creta, fidatevi.

MILOS
"Non c'è estate senza Grecia". Milos, 07.02.2019.Milos è senza alcun dubbio una delle più belle fra le, meravigliose, Isole Cicladi. Ne abbiamo viste tante, tutte uniche e fantastiche, per cui ci rendiamo conto che fare “classifiche” di merito è forse sbagliato o, comunque, riduttivo. Milos, però, è quella che ci è sembrata caratterizzata dalle maggiori diversità ambientali in pochi chilometri quadrati, con scogliere bianche balneabili, spiagge in faccia al tramonto, miniere nelle quali infrattarsi (magari fra i nudisti) e tuffarsi nel mare blu, paesini coloratissimi che quasi entrano in acqua (sì, come a Venezia…), castelli arroccati e porticcioli suggestivi. Inoltre, trattandosi di un’isola di origine vulcanica (la sua mezza luna è in realtà la sommità emersa di un cratere), vi è
un posto che non ha eguali, nel quale si può provare a cucinare il cibo direttamente sulla sabbia e che, naturalmente, è sfruttato turisticamente proprio per questa particolare caratteristica. Si tratta di Paliochori Beach,una spiaggia dove si trova una taverna che ha fatto di questa eccezionalità il suo valore aggiunto, detto che ci si mangia davvero bene senza che mai si abbia la sensazione di essere in mezzo alla ressa, nemmeno in altissima stagione. Una volta in acqua, poi, provare a sguazzare fra gli sbuffi caldi, in un’acqua talmente cristallina da sembrare “potabile”,è un’esperienza da provare, almeno una volta nella vita. E se le “volte” si moltiplicano…tutto di guadagnato!
ATENE
"Non c'è estate senza Grecia", Atene, 12.03.2019.Atene. Che fantastica città, Atene. La prima volta che l’ho vista, tantissimianni fa, ci siamo arrivati dal mare, cioè dal porto del Pireo, e davanti a noi si stendeva quell’infinita serie di case, sulle quali, visibili da chilometri,come per miracolo, si ergevano l’Acropoli e, più indietro, il Licabetto. Poi,nel corso della (lunga) vita, ci è capitato di entrare nella capitale da varie“angolazioni” (nord, est, ovest…) e ogni volta l’emozione provata, quando si apriva davanti agli occhi la sua incredibile estensione, era enorme. Atene, con la vivace e decadente, allo stesso tempo, Piazza Syntagma. La Plaka e le suescalinate piene di locali e di procacciatori: una specie esistente in tutto il mondo ma dove, qui, si propone in maniera addirittura "personalizzata" (provare per credere). Il vecchio Stadio Olimpico,fantastico nella sua unicità. I musei, i bar, il mercato. La sofferta rinascita del millenario pulsante cuore commerciale, minato dalla crisi. Il suo clima,ideale per un una luminosa primavera fuori stagione e, perché no?, un Capodanno all’aria aperta. La sua storia, eterna. Atene, ogni volta più bella.
FRANGOKASTELLO
"Non c'è estate senza Grecia". L'abisso di FrangoKastello, 22.05.2019. Creta è un’isola meravigliosa, la quinta per estensione del Mediterraneo (dopo Sicilia, Sardegna, Cipro e Corsica). Le sue spiagge sono fantastiche, incredibili, ma ne parleremo un’altra volta. L’abbiamo girata in lungo ed in largo, con la macchina (così come in tante altre parti del mondo). Tempo fa, su queste pagine avevamo lanciato un piccolo quiz riguardo una strada paurosamente ardita. Ci ritorniamo, come promesso. Seguendo la via retta che permette di attraversare Creta da nord a sud, nel punto più stretto dell’isola, ci si arrampica su per le montagne fino ad arrivare nei pressi del Canyon di Kallikratis, raggiungibile a piedi. Proseguendo, ad un certo punto ci si affaccia su uno strapiombo che domina, finalmente, il mare. Ad una prima ricognizione, guardando verso il basso, e valutando la pendenza dell’abisso sottostante, il primo pensiero è “mannaggia, la cartina è sbagliata, qui non ci sono strade”. Poi, però, vedendo che in realtà il nastro di cemento prosegue, si fa un tentativo di guardare fino a dove e, sorpresa, la strada si tuffa cominciando non una discesa ma un autentico “strapiombo”, dove i tornanti è meglio affrontarli con manovre varie fra retromarcia e guida “regolare”. Lucia ha avuto la tentazione di scendere ed andare a piedi ma, quando si è resa conto che avrebbe rischiati di rotolare giù, ha preferito la macchina. Dopo circa 10 km percorsi, ad una media massima di 5 all’ora, siamo “approdati” a livello del mare, azzurro come non mai, nel quale ci siamo immersi, con la superba vista di FrangoKastello e, sopra di noi, di quella parete apparentemente insormontabile, come un muro. Ma dove, in realtà, esiste un’invisibile via di discesa. Ragazzi: altrochè Montagne Russe…

GRECIA-ITALIA
"Non c'è estate senza Grecia". Grecia-Italia, un appuntamento imperdibile ad Atene per i malati di Grecia e di Calcio, 04 maggio 2019. "Quando si verifica la perfetta sovrapposizione fra due “malattie”, il gioco è fatto! L'8 giugno, ad Atene (in Grecia, cioè, terra “promessa” a amatissima da noi frequentatori di questo “blog”), si giocherà la terza partita valida per le qualificazioni europee di calcio, Grecia-Italia. Secondo voi, ci faremo sfuggire l’occasione per farci un weekend di inizio estate nella fantastica capitale ellenica (sicuramente “condita” da un primo bagno nel limpido mare che tocca l’Attica) con l’ottima “scusa” di andare a vedere il match dei giovani Azzurri di Mancini? Ovviamente, no! L’appuntamento, quindi, è per le 20.45 di sabato sera allo Stadio Olimpico, che, come forse qualcuno ricorderà, abbiamo già “visitato” nell’83, ben prima quindi del restyiling effettuato per le Olimpiadi del 2004, per vedere da vicino la porta dove Zoff non riuscì a parare il tiro di Magath che portò la Coppa dei Campioni all’Amburgo a spese della Juventus di Rossi, Platini e Boniek. Noi ci saremo: e voi?"

IL TRAGHETTO
"Non c'è estate senza Grecia". Il traghetto, 27.03.2019. Mi è venuta voglia di scrivere questo, forse troppo lungo, post, perchè, proprio ieri, ho salutato un amico che parte questa sera. Alzi la mano chi, fra i frequentatori di queste pagine, non si sia emozionato nel momento di salire sul traghetto diretto in Grecia. Prenotato spesso con mesi di anticipo, per sfruttare le comunque “misere” promozioni degli armatori e spendere qualcosa in meno. Quando si supera, finalmente, il punto di non ritorno (cioè il varco di ingresso al porto), ecco che appare la grande nave, che può essere di diversi colori: noi, lo confessiamo, siamo affezionati a quelli bianchi, gialli e blu. Ci si mette in fila, studiando i compagni di viaggio e riflettendo sulla varietà umana che fra poco partirà con noi. Magari si anche tempo per uno spuntino volante, prima di imbarcarsi, poi si imbocca la rampa, si viene un po’ maltrattati dai rudi marinai ellenici addetti al parcheggio e, sistemata la macchina (che si guarda con un po’ di tenerezza, ammassata insieme ad altre centinaia), si salgono le scale e si arriva ai piani superiori. Si tratti di una traversata breve o lunga (a seconda del luogo di partenza), si faccia affidamento su una comoda cabina o solo sul passaggio ponte, già si sogni una vera pita greca o dei souvlaki al self-service, l’avventura sta per cominciare. Sì, perché ogni volta che si parte per l’adorata meta al di là dell’Adriatico e dello Ionio, di avventura si tratta. E quelle ore sul traghetto sono il preludio alla felicità che sempre ci si disegna sul viso al momento dell’arrivo. Sia che l’approdo sia la spoglia Igoumenitsa, sia che si scenda nell’assolata Patrasso, porta d’ingresso del Pelopenneso. In Grecia ci si può andare anche con l’aereo: è comodo, rapido, e, spesso, anche molto più economico. Ma il colore della scia, e la sensazione che dà la navigazione (soprattutto all’andata…visto che il ritorno è in genere “triste”, anche se il bagagliaio, pieno di “ricordi” di vario tipo, lo rende più "sopportabile"…) è unica, impareggiabile. Sperando, naturalmente, nel mare calmo. E in attesa della prossima prenotazione.

LEFKADA...salviamo Milos Beach
"Non c'è estate senza Grecia", Lefkada, salviamo Milos Beach, 08.04.2019. L’isola di Lefkada è famosa per tanti motivi. E’ facilmente raggiungibile, in quanto a poco più di un’ora di strada (buona) da Igoumenitsa. Non serve il traghetto per arrivarci, poiché collegata alla terra ferma da un ponte. Ha delle spiagge fantastiche, di cui alcune che entrano addirittura nella classifica delle “Top Elleniche”. E’ stata scelta da Onassis - uno che di cose belle se ne intendeva - per costruire la sua residenza estiva nella paradisiaca micro-isola di Skorpio. Noi ci siamo capitati quasi per caso perché, l’anno scorso, a settembre, essendo incappati nello sciopero di tutti i natanti, ci è “saltata” Itaca e così abbiamo dovuto “ripiegare” su Lefkada. Nel complesso, ci è piaciuta: si mangia benissimo, l’entroterra è suggestivo (con i suoi paesini abbarbicati), il mare è dappertutto fantastico, si gira facilmente. Nonostante, però, si fosse a fine stagione, l’affollamento era incredibile e abbiamo notato come alcune spiagge, altrimenti in stile “The Beach” con Leonardo di Caprio, siano state letteralmente date in pasto, in maniera abbastanza “selvaggia”, all’industria turistica. Detto che ci sta, essendo appunto il turismo la base economica dell’intera Grecia, forse, però, in alcuni casi si è esagerato. E così, per non fare la fine di Kathisma, dove sembra di essere, senza offesa, non a Rimini ma a Benidorm, gli abitanti di Agios Nikitas hanno affisso all’ingresso del paesino un cartello che invita a sensibilizzare ospiti e residenti per non far fare alla straordinaria Milos la stessa fine. Oggi, in questa spiaggia incantevole, ci si arriva solo via mare da Agios Nikitas o a piedi tramite un sentiero panoramico: domani, se si continuerà così a sfruttare il territorio, magari, con una teleferica o con gli elicotteri. Davvero: speriamo di no!

ELAFONISSOS
"Non c'è estate senza Grecia". Elafonissos, 01.08.2019. Per tanti, Elafonisi vuol dire Creta. Ma c'è un altro luogo, in Grecia, che si chiama quasi allo stesso modo, Elafonissos, per la precisione. E' un'isola, piccolissima, situata a ridosso della costa della Lakonia, nel Peloponneso. Si raggiunge con un quarto d'ora di navigazione dal molo di Pounta, tramite un traghetto sul quale si sale praticamente al volo, visto che ne parte uno ogni mezz'ora circa. Ebbene, bastano però i pochi chilometri di mare per fare di Elafonissos una sorta di paradiso sperduto, dove si trovano delle spiagge, bianche, fra le migliori dell'intera Grecia (senza esagerare!), e, grazie alla sua forma e ai suoi anfratti, separati da una striscia di sabbia e spesso riparati dal vento, non manca mai il posto giusto per fare meravigliosi bagni, in un'acqua così cristallina, trasparente e azzurra che sembra di essere alle Maldive. Dove, peraltro, non siamo mai andati, né, credo ci andremo: a cosa serve...quando esistono isole come Elafonissos?
EUBEA
"Non c'è estate senza Grecia". Eubea, 29.08.2019. Il bello di questo “spazio” è che le cose vengono così…per caso: leggi la richiesta di un “malato” che vorrebbe saperne di più su Eubea, e ti viene voglia di scriverne! Eubea, isola non isola (un po’ come Lefkada, elevata alla decima), perchè collegata a terra da un ponte e, quindi, raggiungibile senza traghetti. Eubea, con il suo capoluogo, Chalkida, posizionato nell’istmo di ingresso, da dove è possibile ammirare ogni sei ore, con precisione molto svizzera e poco ellenica, il curioso fenomeno dell’inversione della corrente fra i due mari che lo bagnano. Eubea, con le amene rovine di Eretria, quasi abbandonate a sé stesse ma dalle quali, in cinque minuti, ci si può tuffare nelle “solite” acque cristalline, che noi tutti tanto amiamo, dalla banchina del faro. Eubea, con la sua parte nord, ove si arriva dopo aver valicato un autentico passo di montagna, degno del Tour de France, e si può decidere se andare a est, verso le bellissime spiagge (Agias Anna in testa) di fronte alle Sporadi, o a ovest, a caccia delle acque sulfuree di Edipsos, dove, per la “matura” compagnia, ci sente giovanissimi anche a 50 suonati. Eubea, con il suo selvaggio litorale sud e la strada che la taglia in due per finire a Kimi, il porto di partenza per la per noi indimenticabile isola di Skyros (ne abbiamo parlato in altri post) e che dispone di una zona balneare attrezzata sotto roccia, fantastica “sala d’aspetto” ove ingannare il tempo in attesa dell’imbarco. Eubea, un altro magico angolo di Grecia.

GRECIA-ITALIA
"Non c'è estate senza Grecia". Grecia-Italia 0-3, Chiellini 2, la vendetta! 10.06.2019. Non sono un tifoso juventino. Una volta, tanti tanti tanti anni fa, simpatizzavo. Poi venne l’Heysel e, da allora, il “tifo” non esiste più. E’ però rimasto l’amore per il calcio. Gioco, da sempre, seppur ad infimi livelli. E lo seguo. Dal vivo, in TV, su ogni campo, in qualunque categoria. Nel 2012, andai a Danzica per gli Europei e, in aeroporto, feci una bella foto con Giorgio Chiellini. Venerdì 7 giugno 2019, ho rivisto il Capitano della Nazionale nella “mia” Atene e non ho resistito dal voler fare una nuova foto con lui, in questa città per me simbolica, ricordandogli quella situazione di 7 anni fa. Si è fatto una gran risata e, scherzando, mi ha detto “Io però sono invecchiato male” (“E io, allora?”, ho pensato…). Di Chiellini si può dire tutto ed il contrario di tutto, lo si può adorare ed odiare allo stesso tempo. Fuori dal campo, però, è indubbiamente un ragazzo (ormai uomo) di rara simpatia e disponibilità, oltre che uno che sa stare al mondo (come dimostra anche la laurea in Economia). Grecia-Italia se n’è andata, con un bel 3-0 per gli Azzurri. Questo weekend ateniese è da ascrivere anche lui nelle perle che la Grecia sa sempre regalare: al di là di partita, pre-partita e spogliatoi, Acropoli, di notte, da uno strategico bar in “quota”, Partenone di giorno sotto il sole cocente (con semi rissa fra guide concorrenti per accaparrarsi i turisti), Antico Stadio Olimpico, Plaka, souvlaki, ciliegie (mezzo chilo a 0,99€: roba da matti!) e via dicendo. E, per non farsi mancare nulla, prima tuffo in mare e poi arrampicata al Tempio di Capo Sunion, di cui già abbiamo parlato. Che vita, ragazzi. Ma, soprattutto, che Grecia!

PREVELI BEACH
"Non c'è estate senza Grecia", Preveli Beach, 19.10.2019. C’è un luogo, nella costa sud di Creta, che da solo vale il viaggio nell’isola del Minotauro. Non perché le varie Elafonissi, Balos, Falassarma non siano meravigliose, uniche ed imperdibili, anzi…Ma Preveli Beach è un’altra cosa. Ci si arriva dopo una (agevole) camminata sul costone di una roccia, senza vederla perché, appunto, riparata dal profilo della montagna che si tuffa in acqua. Poi, all’improvviso, si apre il panorama e si ammira dall’alto la doppia possibilità di fare il bagno prima in mare e, poi, per togliersi la salsedine di dosso (a chi dà fastidio), nel fiume che sfocia proprio lì. Ai margini della spiaggia, c’è un piccolo faraglione che, durante la nostra permanenza, è diventato il set per degli autentici “casting” fotografici di giovani ragazze che si abbarbicavano allo scoglio, in pose spesso decisamente “ardite”, per il piacere dei rispettivi fidanzati-fotografi. E, ovviamente, anche nostro…senza, però, farsi vedere troppo interessati. Da Lucia.

AEGINA
"Non c'è estate senza Grecia". Aegina, Capitale del Pistacchio, 26.09.2019. Aegina, magica isola “sobborgo” di Atene. In poco più di un’ora da Monastiraki fra Metro e Aliscafo, si sbarca fuori dal mondo. Uno dei tanti porti greci con traffico, bar e “rent a car”, come dappertutto, ma, chissà perché, diverso dagli altri. Un’isola piccola, dove in un pugno di chilometri, dopo un bagno settembrino straordinariamente rinfrescante nelle placide e cristalline acque di Maratona, ci si può inerpicare sulla collina dalla quale l’incredibile tempio di Afaia (uno dei meglio conservati dell’intera Grecia e, anche per questo, meritevole di un superscatto “by Maldigrecia tee shirt”) svetta sul Golfo Saronico, con la vista che spazia dal Pireo a Capo Sounion, dal vicino Peloponneso a Hydra. Un’isola dove si mangia benissimo, in una delle tante taverne che si trovano a Aegina Town ma anche in giro, ai bordi del mare o in lande sperdute. Un’isola in cui il tempo scorre ad un ritmo più lento che altrove, favorito dall’indole aperta allo straniero e, allo stesso tempo, conservatrice dei suoi abitanti che, durante l’estate, non si fanno mai “stravolgere” dai tanti vacanzieri, ellenici prima di altri. Ma, tornando all’inizio, perché un porto diverso dagli altri? Perché, appena terminata la banchina di approdo, al di là della strada, i chioschi si fanno in quattro per offrirti le loro prelibatezze di ogni tipo (cannoli, croccanti, gelati, salati, dolci, caramellati e così via…) e, se si ha voglia, e prima ancora di fare gli acquisti, si può addirittura quasi pranzare gratis con i meravigliosi frutti raccolti dalla tante piante disseminate nell’isola. Aegina, ci sentiamo di dirlo, senza nulla togliere a Bronte (che si trova nell’amata Sicilia), “Capitale del Pistacchio”!


MYSTRAS
"Non c'è estate senza Grecia". Mystras, 19.11.2019.E' incredibile quanto la Grecia possa offrire, in una piccola manciata di chilometri. Peloponneso. Laconia. Mani. Sparta, chiudendo un cerchio "ideale" che mira al centro del mondo. E, lì dentro, Mystras. Con la sua serie di monasteri bizantini, dislocati su più livelli del costone di montagna che, da una parte sovrasta la pianura e dall'altra si erge verso le pendici dell'imponente massiccio del Taigeto, capace, con i suoi quasi 2.500 metri di altezza, di dominare l'intera regione. A Santa Sofia si trovano alcuni affreschi ben conservati, tuttavia la cosa che più colpisce, passeggiando fra le ben conservate mura di Pantanassa, è l'incredibile quantità di gatti...apparentemente randagi ma, invece, nutriti e curati (dalle monache di nero vestite che, ogni tanto, fanno capolino tra una porta e l'altra tentando di non farsi vedere) e, naturalmente, fotografati da Lucia. Mystras: un nome, già di per sé, così evocativo e affascinante che, da solo, vale un viaggio da queste parti!
MONEMVASIA
"Non c'è estate senza Grecia". 06.02.2020, Monemvasia. Malvasia. Ma,per tutti noi che amiamo la Grecia, si tratta di Monemvasia. Un enorme pietra che sembra caduta direttamente dal cielo sulle rive della Laconia. Uno sperone che cela l’incredibile cittadina, risalente addirittura al VI secolo D.C. Arrivando da terra, l’unica immagine visibile è il promontorio. Poi, dal lato sud, dopo il breve istmo che lo collega alla terra ferma, parte una strada sottomonte che, mano a mano che la si percorre, diventa sempre più piena di macchine parcheggiate ai lati. Fino a quando finisce praticamente subito prima della porta di ingresso a Monemvasia. Chiese, piazzette, viuzze strette e abbarbicate l’una sull’altra. Ovviamente, anche locali, negozi, taverne. Ma la cosa che più colpisce è, tanto per cambiare il mare. Dalle mura si può infatti scendere fino agli scogli che si tuffano nel blu e, dopo averci pensato un pochino, guardando la scena dall’alto, non si può resistere a farlo per davvero, anche se poi non si hanno gli asciugamani dietro in quanto non ci si aveva pensato. La visione di Monemvasia dal basso, con l’acqua a filo degli occhi, se possibile, è ancora più bella. Adesso che lo sapete, voi, quando ci andrete, portateli, gli asciugamani….

.....AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
"Non c'è estate senza Grecia...speriamo, visti i tempi del Cronovarius. 19.03.2020. 19 marzo 2020. In tempi normali, saremmo a due giorni dalla Primavera. Ci scambieremmo idee, indirizzi, consigli, su dove andare a giugno, luglio, agosto: isole o Peloponneso? Villaggio o studios? Aereo o traghetto? Invece, siamo qui a parlare di rimborsi, incertezze, annullamenti e, soprattutto, morti fra i nostri cari anziani (e non solo, purtroppo). Ma proviamo a sognare un po’ per qualche minuto, non pensare ad altro che alla nostra amata Grecia... Propongo un “gioco”, se è possibile giocare di questi tempi. Il nostro podio ellenico. Un amico, che non è mai stato in Grecia, ci dice di voler andare in almeno tre posti che noi giudichiamo imperdibili per un primo approccio. In ordine “sparso”, ma comunque sul podio, con la motivazione “emotiva” che ci spinge a suggerire il luogo. 1) Capo Sunion, l’essenza della Grecia, uno dei templi più belli del mondo, a picco sul mare dove poi tuffarsi magari immergendosi direttamente nel sole rosso che tramonta…; 2) La spiaggia bianca di Simos, sulla piccola isola di Elafonisos, con i suoi due versanti di acqua cristallina che anche alle Maldive se li sognano; 3) Megalo Meteora, sito ameno, unico al mondo, sospeso nel cielo, quasi invisibile fino a che non ci arrivi subito sotto, per poi salirci. Ecco: adesso tocca a voi!

CORFU'
"Non c'è estate senza Grecia", 20.05.2020, Corfù. Sarà un'estate strana. Immaginatevi i ragazzi che sosterranno l'esame di maturità in un'unica prova orale. La supereranno. Ma, nella stragrande maggioranza dei casi, non potranno organizzare la mitica vacanza in Grecia, a Corfù, per la precisione. Ci siamo passati in tanti. Quell'isola così vicina all'Italia, così grande, varia e bella. Dove si mangia benissimo e si può andare a fare una passeggiata in uno dei centri storici, affacciati sul mare, più belli dell'intero Mediterraneo, con i suoi portici e caffè pieni di gente. Quell'isola dove, fra le altre cose, piombano frotte di turisti del nord Europa, altrettanto giovani e belli, portando con loro sogni, speranze e ricordi che saranno indimenticabili, per sempre, per tutta la vita. Corfù, dove a quell'età, ma non solo, si può andare a fare un tuffo, insieme al sole che tramonta, nel Canale dell'Amore.
SPARTA
"Non c'è estate senza Grecia", 22.06.2020, Sparta. Il Peloponneso è un mondo a sè. Per quanto possiamo credere di averlo visto tutto - dal mare, dal cielo, dalla terra - probabilmente non ci basterebbe una vita per conoscerlo per davvero. E' una terra misteriosa, ricca di incredibili bellezze naturali e di storia. Queste tre caratteristiche si ritrovano tutte in un luogo poco battuto ma che vale una visita, se non altro per la suggestione che è capace di irradiare. Si tratta della piccola città di Sparta, costruita alle pendici dei mitico monte Taigeto, che con i suoi oltre 2.400 metri, è il più alto dell'intera penisola. L'abbiamo definita "piccola città", perchè oggi è così, ma il nome di Sparta è stato associato ad autentica leggenda per numerosi secoli. Contrapposta alla "colta" Atene, la capitale della Laconia era nota per i suoi imbattibili guerrieri dai capelli lunghi e per le donne che, uniche nel mondo antico, comandavano sui loro uomini. Si narra anche che dalle pendici del Taigeto venissero gettati ladri, condannati a morte e bambini giudicati "deformi", o comunque non abili alla lotta, a testimonianza della terribile rudezza degli spartani. All'ingresso del piccolo (e si può dire spoglio) parco archeologico, troneggia la statua di Leonida, rimasto epicamente famoso per il coraggio dimostrato con i suoi 300 eroi alle Termpopili. Ma, di questo, ne abbiamo già scritto.

PARGA
"Non c'è estate senza Grecia", Parga, 30.07.2020. E' quasi impossibile trovare un parcheggio. I negozi sono praticamente tutti dozzinali e, salvo rare eccezioni, specializzati in paccottiglia. Di solito, nella "norma extra Covid19", per passeggiare senza scontrarsi con qualcuno ci vorrebbe la corazza da Football Americano. Gli alberghi si pagano ad un costo superiore alla media. E, dulcis in fundo, si mangia, generalmente, male, cosa davvero difficile in Grecia. Ma, siccome si trova sulla strada per Igoumenitsa, a poco più di mezz'ora dal porto, viene quasi spontaneo trascorrerci gli ultimi momenti del viaggio, prima di salire, mestamente, sul traghetto per il ritorno notturno. Magari dopo aver anche fatto l'ultimo bagno nella splendida Lichnos Beach. Stiamo parlando di Parga, "capitale turistica" dell'Epiro, punto di riferimento per le escursioni al mitico fiume Acheronte e meta vacanziera di tanti turisti locali. Eppure...eppure...nonostante si sappia dove ci sta infilando, con tutti i già descritti "effetti collaterali", Parga riesce, sempre, a trasmettere vita, calore, voglia di esserci. Saranno le limpide acque dove si riflette il lungomare coloratissimo, oppure i bar dove sedersi a gustare un ouzo ghiacciato, o, ancora, la malinconia che sempre ci prende al momento lasciare la terra ellenica. E salire sulla macchina, dopo la serata con l'occhio all'orologio, ti fa già pensare alla prossima volta che si passerà di lì e si dirà: "Ma dove andiamo a trascorrere il pomeriggio finale? Beh...dove vuoi andare? A Parga, naturalmente"!
IL TRAMONTO CHE NON C'E'
"Non c'è estate senza Grecia". Santorini, e il tramonto che non c'è. 12.10.2020. Tanti dei malati di Grecia ci sono andati anche quest’estate. Tanti altri, purtroppo, no (noi fra quelli: avevamo prenotato per fine settembre ma la situazione sanitaria – oltre che quella climatica, con gli autentici “tornadi” che hanno flagellato la penisola ellenica – ci ha fatto desistere, e così, per la prima volta non so da quanti anni, è stata un’estate senza Grecia…sigh…). E dire che, seguendo le avventure degli amici attraverso la pagina FB, o sentendo i racconti di chi è tornato, si è trattato di un’ottima stagione, ulteriormente valorizzata dalla mancanza del turismo di massa. Speriamo vivamente che nel 2021, per quanto consapevoli che non ne saremo ancora del tutto fuori, il peggio del Covid-19 sia passato e che noi, tutti noi, si possa pensare di tornare a bagnarci nel mar Egeo e riunirci con i nostri “fratelli” che - come dice il motto più noto del Mediterrano - “Italiano-Greco, una faccia, una razza”. E, intanto, godiamoci il ricordo di un momento indimenticabile, il tramonto di Santorini, visto però dalla parte opposta, come abbiamo fatto scattando questa foto che, secondo noi, è efficace proprio perché capace di catturare lo stato d’animo di chi, in uno dei posti più belli del mondo e in uno dei “momenti” più straordinari del mondo, sa che quel sole rosso, che pian piano si inabissa nel blu, resterà impresso nei suoi occhi, nella sua mente, nel suo cuore. Per sempre.
SARAKINIKO
"Non c'è estate senza Grecia", Sarakiniko, o Sarakinico? 17 novembre 2020. Sarakiniko o Sarakinico, con la "c"? Poco importa, perché ciò che davvero conta è l'unicità di questa scogliera bianca che contraddistingue uno dei più suggestivi angoli della splendida isola di Mylos (e anche qui c'è qualche dubbio: "y" o "i"?). La scelta è ampia. Ci si può distendere sull'arrotondato, e comodo, profilo di una roccia ad arrostirsi al sole, approfittando dei riflessi in "stile neve". Oppure, ci si può tuffare per immergersi direttamente nel profondo blu del Mar Egeo. Si può anche decidere di nuotare, entrando in acqua dalla spiaggetta, per poi fare l'intero perimetro della zona, magari arrivando anche al vicino anfratto dove riposa un relitto. Da qualunque parte lo si prenda, Sarakiniko (o con la "c") è un posto che resterà per sempre nella memoria, con lo straordinario rosso del tramonto che si intravede quasi fino alla fine, prima però che si sposti nell' "anfiteatro" naturale di Plathiena Beach: ma, questa, è un'altra storia.
FALASSARNA"Non c'è estate senza Grecia", Falasarna (Creta).15 maggio: il giorno "zero" in cui il sogno si trasformerà in realtà e ci si potrà cominciare, davvero, ad organizzare per tornare a "casa", in Grecia, la prossima, ormai vicinissima, estate. Ma dove andare o, ancor meglio, appunto, tornare? Creta...sono passati tanti anni...perché no? Di posti straordinari sull'isola del Minotauro ce ne sono tantissimi, diventa addirittura quasi "riduttivo" provare ad elencarne alcuni: si rischierebbe di fare dei torti a qualcuno o, peggio, dimenticarsene altri. Allora proviamo a menzionare il luogo dove sarà impossibile non ripetersi. Non è fra i più noti in assoluto ma il mare che si trova a Falasarna è qualcosa di unico: quanto di più si può avvicinare al blu profondo degli oceani, a pochi metri dalla costa. La spiaggia è lunga, inframezzata da piccole scogliere, e i primi metri di acqua sono paragonabili al vetro, tanta è la trasparenza. Poi, però, allontanandosi un po' a lunghe bracciate, ci si accorge quasi all'improvviso di sovrastare il Mediterraneo, proteso nel punto più a ovest di Creta, praticamente in mare aperto, in tutta la sua profondità. E' come nuotare in una piscina dalla quale non si vorrebbe mai uscire. Anche se il momento di doversene andare arriva sempre, ma con quel sogno...quel sogno di cui sopra...ritornare.
IL PARADISO DI NOME GRECIA
Che estate meravigliosa che è appena iniziata. In questo contesto di sole, voglia di rinascita, fiducia nel futuro, la Grecia ci aspetta! Tanti amici, che frequentano il nostro meraviglioso spazio web dedicato alla passione ellenica che ci accomuna, chiedono lumi su luoghi, isole, spiagge, locali, alberghi: cosa rispondergli? Secondo me, il migliore consiglio è "andate e scoprite voi la vostra Grecia, seguendo il cuore, l'intuizione, il desiderio di scoprire. Tanto dovunque andate, qualsiasi scelta farete, non sbaglierete!". Certo, ci piace raccontare dei posti che abbiamo visitato, anche tante volte, delle sensazioni, uniche, che ci hanno regalato, del piacere che ci piacerebbe condividere con altri viaggiatori e così via. Ma non c'è nulla di più bello che prendere la strada, aprire la cartina (nonostante i navigatori e i GPS vari, noi siamo ancora affezionati alle mappe che il giorno della partenza sono tutte piegate e, alla fine della vacanza, non solo sono tutte strappate ma non riusciranno mai più a riprendere la loro forma originale...), leggere qualcosa sulla meta, magari ricordarsi dei post di Maldigrecia e poi andare, ammirare dal basso le Meteore, perdersi nel tramonto di Capo Sunion, ammirare il panorama che dal Monte Olimpo si irradia fino a Salonicco e alla Calcidica, tuffarsi nel mare segreto del Mani, scalare il Partenone (recentemente offeso da una orrenda asfaltatura di catrame grigio scuro) salire sul primo traghetto che si troverà in porto, tanto, che si scenda a Paros, Santorini, Mylos, Idra, Skyros o Cefalonia, ci si troverà, comunque in Paradiso, o, appunto, in Grecia.
ATENE
Pensieri di Grecia, 18.02.22. Quanti mesi senza parlare di Grecia. Poi, questa mattina, all'improvviso, il desiderio di prenotare per settembre: fatto in due minuti (a proposito, la nuova ITA AIRWAYS, ex ALITALIA, propone offerte davvero appetibili: guardare per credere). Qualche tempo fa, era stato lanciato un mini-sondaggio: quale posto della Grecia vorreste rivedere? Beh, pur avendola girata tutta, o quasi, pur avendo toccato il mare di una ventina di isole...il luogo dove veramente ci si sente "a casa", anche se per poche ore, o solo una sera, o due giorni, e così via, tutte le volte che capita di doverci, o volerci, passare...è Atene. La distesa infinita di case bianche che all'improvviso si apre alla vista provenendo dalle autostrade, il panorama dall'Acropoli (e la faticosa, ma favolosa, risalita all'Acropoli, eternamente ingabbiata dai lavori in corso), Monastiraki, nel cuore del mondo, le taverne e gli acchiappaturisti, i bassifondi, la metropolitana (che in Italia ce la sogniamo), il caldo, l'ouzo sorseggiato nelle scalinate della Plaka, il vecchio stadio Olimpico, una serata nelle terrazze del centro ad ammirare il Partenone illuminato, il Licabetto....Atene: essere fra chi, nel corso dei millenni, ha avuto la fortuna di vederla, è un vero privilegio.

POROS
Sì, nuotare! Quale mare è più bello di quello ellenico per bagnarsi, immergersi, partire con due, tre, quattro, bracciate e "perdersi" nel blu? Ma se più o meno ogni isola, ogni luogo, ogni spiaggia e ogni scoglio situati in Grecia permettono a chi ama vivere il mare dal di dentro di poter raggiungere l'estasi, ci è rimasta particolarmente impressa una nuotata che consigliamo a tutti di fare, almeno una volta nella vita. Poros, isola del Golfo Saronico, distante poche centinaia di metri dal Peloponneso. Askeli Beach, a circa quattro km dal capoluogo, una piccola darsena a ridosso della strada al termine della zona alberghiera. Si entra in acqua e si comincia a dirigersi verso sud, costeggiando la scogliera ricoperta di macchia mediterranea a picco sul mare, ovviamente trasparente come una lastra di cristallo. Sabbia bianca, rocce sul fondo e vegetazione, capaci di colorare il tutto con sfumature azzurre, verdi e indaco, pesci a fare un'allegra compagnia fra una respirazione e l'altra. Senza allontanarsi dalla costa, si procede per qualche centinaio di metri, mentre al largo sfrecciano aliscafi diretti a Poros. Poi, all'improvviso, nascosta fra le rocce, una minuscola caletta con sabbia chiara che diventa un approdo, una possibilità di riposo, e, come se si fosse sull'isola di Robinson Crusoe, ci si ritrova soli con la natura, prima del ritorno. Il tutto porta via nemmeno un'ora ma, fidatevi: sessanta minuti che non dimenticherete mai!
